Serie in cui David Bowie avrebbe fatto la differenza

Ormai cinque anni fa, in quel 2016 che già dal principio ci aveva tolto molti artisti amati (poveri ingenui, che ne sapevamo allora che ci sarebbe stato un 2020 come quello appena concluso?!), veniva a mancare David Bowie, un artista che personalmente ammiro molto. Il performer britannico (sarebbe riduttivo definirlo semplicemente cantante) ci ha non solo regalato capolavori musicali intramontabili durante oltre mezzo secolo di carriera, ma ha profondamente influenzato il panorama pop grazie ai suoi contributi anche alle arti visive: dal teatro alla pittura, sperimentando molto nei suoi primi videoclip, creando alter ego che quasi vivevano di vita propria, ispirando grazie alla sua musica, alle sue performance e alla sua personalità storie, costumi e ambientazioni che probabilmente avrebbero avuto tutto un altro sapore sullo schermo se non fosse stato per il suo lascito.

Trovo sia impossibile riassumere in poche righe il lavoro variegato di un artista così poliedrico, ma per commemorare la sua scomparsa ho voluto raccogliere i contributi che secondo me avrebbero ulteriormente arricchito il suo già nutrito portfolio di partecipazioni a film e serie tv. Negli anni ha collaborato con grandi registi come Martin Scorsese e Christopher Nolan e l’abbiamo visto nei ruoli, principali o secondari, più disparati: dagli iconici panni di Jareth, il re dei goblin in Labyrinth, all’ironico cameo come giudice della “walk-off” nel primo Zoolander, passando per vampiro, gigolò, Ponzio Pilato, Nikola Tesla, spaziando da comedy a fantasy, da fantascientifico a crime, perfino allo spaghetti western.
Per un telefilm addicted, però, la partecipazione a Fire Walk With Me, film prequel della serie cult Twin Peak, è forse una delle prime cose che saltano alla mente, in particolare volendo parlare di occasioni mancate…

Ecco quindi alcune serie che secondo me avrebbero beneficiato di una partecipazione ricorrente o anche solo di un cameo di David Bowie.

Twin Peaks (revival)

Comincio dall’ovvio, sebbene triste, visto che sappiamo per certo che la partecipazione di David Bowie al revival della serie di Lynch era non solo desiderata dal regista ma anche già prevista, non fosse stato per la malattia che ha poi causato la morte dell’artista. Pur dovendo rinunciare a riprendere il ruolo di Phillip Jeffries, comunque, Bowie aveva concesso l’autorizzazione a utilizzare delle riprese di repertorio del suo personaggio e a farlo comparire sotto altra forma (la caffettiera che tutti ricorderete…) e doppiato da un altro attore. Ma quanto più figo sarebbe stato aver avuto l’originale? Scusate, vado a piangere in un angolo…

Fringe

Sì lo so, chi mi conosce potrebbe pensare che a prescindere vado sempre a battere lì: “quant’è figa Fringe”, “Fringe avrebbe meritato di più” ecc. ecc. Ma in questo caso, come avevo già avuto modo di accennare QUI e QUI nel paragrafo “Riferimenti esterni”, il richiamo a David Bowie in questa serie è palese tanto quanto in prodotti come Life on Mars e Ashes to Ashes. Avrei quindi trovato splendido vederlo in un ruolo, anche solo limitato ad un unico episodio, che viste l’ambientazione e le tematiche di Fringe avrei trovato perfettamente calzante con il suo background (ed egoisticamente parlando sarebbe stata l’apoteosi per me avere uno dei miei cantanti preferiti in una delle mie serie preferite, ma questa è più una questione di gusto personale).

The X-Files

Anche qui mi sembra di dichiarare un po’ l’ovvio: che lo Starman per eccellenza avrebbe potuto accalappiare un ruolo, anche da guest star, in uno show sugli alieni ed altri fenomeni paranormali, va quasi da sé. In questo caso però, come anche in Fringe, al di là di affinità più o meno visibili ed episodi che potrebbero mostrare richiami ad altri suoi lavori (come The Man Who Fell to Earth, solo per menzionarne uno) non c’è mai stato un dichiarato interesse a una partecipazione, quindi vedere David Bowie in questa serie cult (o nel più recente reboot) rimarrà solo un sogno a occhi aperti.

Doctor Who

Similmente a The X-Files, il primo motivo per cui avrei associato David Bowie a questa serie era legato al suo essere “alieno”, ma a un’analisi più profonda direi che le affinità sono molte di più: Doctor Who è una hit che ha in sé un’irresistibile britishness, ha sì un’intrigante componente sci-fi ma anche molta umanità. In più il suo sapersi rinnovare, cambiare e innovarsi senza mai davvero perdere la propria essenza, è un po’ un’evoluzione simile a quella seguita da Bowie nella sua carriera.
Avrei davvero adorato vederlo in un ruolo non necessariamente da villain ma magari ambiguo, che ne avesse valorizzato la personalità artistica così variegata.

Sherlock

Rimanendo sulla britishness, trovo Sherlock uno dei prodotti di maggior qualità partoriti negli ultimi anni dalla tv d’Oltremanica. Il cast ha potuto annoverare nelle varie stagioni delle guest star di tutto rispetto, tra le quali penso non avrebbe affatto sfigurato un David Bowie nei suoi panni più sofisticati, in un ruolo magari da villain secondario per un episodio autoconclusivo. Dico questo non per supportare quel trope stantio che i britannici creino i migliori villain su schermo, ma perché anni fa era nell’aria che l’artista avrebbe potuto impersonare il cattivo di un film di 007 e, sebbene non se ne sia fatto nulla in quel contesto specifico, io in realtà in un ruolo ben scritto magari in un prodotto di alto livello come Sherlock non l’avrei visto per niente male.

American Gods

Questa serie ci ha in realtà già regalato la sua personale versione di David Bowie quando Media (personaggio interpretato da Gillian Anderson, la Dana Scully di X-Files) ha vestito i panni di Ziggy Stardust nella prima stagione. Non so se sia stato questo o già le ambientazioni surreali delle visioni di Shadow ad avermi ispirato il pensiero che una partecipazione, in qualunque forma, dell’artista britannico avrebbe aggiunto un enorme plus al complesso. Sebbene Bowie avesse abbandonato da tempo il personaggio di Ziggy (e tutto il suo contorno), è indubbio che questo alter ego abbia riscosso un notevole successo negli anni, contribuendo enormemente al suo successo e lanciando un’immagine a dir poco iconica, per questo ripresa come ispirazione anche in altri contesti.
PS: vi ricordo che la serie, una delle produzioni dalla lavorazione più turbolenta e discontinua degli ultimi anni, torna su Starz con la sua terza stagione proprio a partire da domani. Se vi va potrete seguirla con me QUI!

A Discovery of Witches

Questa è in realtà una mia aggiunta dell’ultim’ora, visto che ho iniziato a seguire la serie solo lo scorso anno e soltanto negli ultimi mesi mi sono dedicata alla lettura dei libri (ancora in corso, quindi NO SPOILER!). Ma di tutti i prodotti mediatici con protagonisti, anche solo in parte, i vampiri, questa è una delle trame che ho apprezzato di più. Da piccola adoravo leggere storie legate a queste figure soprannaturali, sono passata gradualmente dalle versioni più edulcorate ai classici del gotico, ma per qualche motivo l’esplosione del genere vista qualche anno fa in tv e al cinema mi ha in parte spento l’interesse, vedendo spesso solo una “romanticizzazione” della condizione del vampiro, con poco spessore al di là dell’affaire romantico (o meramente erotico, a seconda dei casi). In A Discovery of Witches sto invece trovando una mitologia interessante, che cambia qualche carta in tavola rispetto alla visione canonica della figura, ma soprattutto un interesse allo studio delle origini che si lega in parte al malessere della condizione. C’è romanticismo, ci sono colpi di scena e molto altro, però mi piace che a tutte le creature non propriamente umane della saga si dia un’ulteriore dimensione che trascende alcuni stereotipi un po’ superficiali che si erano andati radicando in altri prodotti. In questo contesto avrei trovato piacevole la partecipazione di Bowie, magari in un ruolo sfaccettato e/o tormentato.
PS: anche ADoW sta tornando con una seconda stagione! Potrete seguirla con noi grazie alle recensioni della nostra Sam.

Westworld

Tra i film cult e le saghe che si dice abbiano fortemente beneficiato dell’influenza che David Bowie ha avuto sulla cultura pop c’è senz’altro Blade Runner, ispirato al capolavoro di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep?.
Proprio per onorare questa connessione, il regista del sequel Blade Runner 2049 Denis Villeneuve dichiarò di aver sperato di avere Bowie come antagonista principale, in quanto trovava che “incarnasse lo spirito” del film perfettamente. Trovandomi d’accordo con questa visione, mi sono detta che ci sono anche varie serie in cui David Bowie avrebbe potuto portare quello stesso spirito, e menziono qui Westworld giusto per rendere l’idea.

Black Mirror

Confesso di non aver ancora ultimato la visione per intero di Black Mirror, ma di aver trovato la serie un concept molto originale (almeno agli inizi) e apprezzabile, seppure nel suo essere spesso «uno schiaffo in faccia»… anzi forse proprio per questo. Non la trovo una serie che definirei propriamente “bella” ma sicuramente è ben fatta e ricca di spunti. Come serie che racconta il nostro presente con un taglio critico, proiettandoci a volte verso un ipotetico futuro distorto, credo che la presenza di David Bowie in un episodio avrebbe potuto arricchire il cast (già ottimo) con un’ulteriore punta di incisività.

Queste sono alcune serie attuali o passate in cui ho fantasticato di vedere impegnato David Bowie, immaginandone l’apporto positivo anche in piccoli ruoli marginali. Voi siete d’accordo, ne aggiungereste altre? In generale che ne pensate invece delle interpretazioni per le quali l’artista si è reso celebre nel panorama televisivo e cinematografico? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.
Alla prossima!

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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