Lupin – La nuova serie Netflix sul ladro gentiluomo. Parte I

L’8 gennaio sono arrivate le prime 5 puntate di “Lupin”, la nuova serie di Netflix dedicata al ladro gentiluomo. Per le altre cinque dovremo attendere ancora un po’.

Omar Sy – il protagonista – non veste però i panni ottocenteschi del personaggio inventato da Leblanc, ma quelli di Assane Diop: arrivato in Francia dal Senegal negli anni ’90, comincia a escogitare piani degni del ladro gentiluomo dopo che suo padre, accusato ingiustamente di furto, si toglie la vita in carcere.

Maurice Leblanc scrisse 17 romanzi, 39 racconti e 2 pièce teatrali dedicati ad Arsenio Lupin ed il ladro gentiluomo è senza dubbio uno dei personaggi letterari più amati della Francia ed uno di quelli con più prodotti televisivi e cinematografici all’attivo.

L’idea di recuperare un personaggio così carismatico, trasportarlo ai giorni nostri per raccontarne nuove avventure, sulla carta sembra buona. Il personaggio di Lupin, infatti, assicura azione, suspense, divertimento ma anche intrattenimento e spunti di riflessione.

La nuova serie Netflix avrà soddisfatto? Vediamo insieme come se la sono cavati nel primo episodio.

 

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  • Omar Sy. Conosciuto da noi più che altro per Quasi Amici, l’attore francese ha tutte le caratteristiche per vestire i panni del “nuovo Lupin”, Assane Diop. L’origine senegalese lo colloca facilmente nel contesto della disparità sociale della grande capitale francese, il portamento e la fisicità ne fanno un personaggio duttile: non passerà magari inosservato ma si può adattare a vari ruoli, senza sembrare fuori posto. Come dimostra la prima puntata. Ed ha un carisma che conosciamo bene che ben si presta ad un personaggio come questo.
  • La backstory di Assane. Per quanto scontata, l’ho trovata interessante. L’idea di inserire l’elemento di attualità nella storia personale del protagonista contribuisce a dargli un movente e a lavorare sull’evoluzione dei sentimenti che lo avevano spinto a diventare un ladro, fornendo materiale per il futuro della storia e spessore al personaggio.
  • Il ruolo di Yousseff Guedira al fianco del capitano Laugier: Assane si aspettava di dover imbrogliare un fan dei libri di Leblanc come lui? Sicuramente questo gli darà filo da torcere e sarà divertente da vedere.

  • Una lentezza della storia che permane anche nei colpi di scena finali. Il ritmo è estremamente cadenzato tant’è che, se non fosse per la curiosità di capire come Assane fosse riuscito a rubare la collana, mi sarei distratta più di una volta.
  • La poca differenza fra Assane e i personaggi che si inventa per fare i suoi colpi. Una differenza che potrebbe essere assente negli episodi successivi che non ho ancora visto, per carità, ma che in questa prima puntata hanno un po’ appiattito il personaggio.

 

Lupin – La nuova serie Netflix sul ladro gentiluomo

Così presto nella storia direi Assane. Ha molto potenziale e spero di non dovermi ricredere nelle puntate successive.

Il rapporto con l’ex moglie è molto bello e si presta ad un approfondimento. L’introduzione del figlio – e quindi del suo ruolo di padre – è altresì foriera di riflessioni interessanti: in primis, mi chiedo se il regalo del primo romanzo di Leblanc a suo figlio – regalo che a lui era stato fatto dal padre poco prima dell’arresto – non sia un’anticipazione di un destino potenzialmente simile ed un’eredità da portare.

Altrimenti intrigante è il fatto che il capitano Laugier abbia visto in faccia Assane. Guedira avrà convinto il capitano della sua intuizione? Si scatenerà una caccia all’uomo per tutta Parigi? E che ripercussioni avrà sulla vita di Assane?

Ma soprattutto, riuscirà a scoprire la verità sulla morte di suo padre?

Insomma, c’è materiale per spingere a guardare gli altri episodi della stagione.

L’ispettore Guedira che collega Paul Sermine all’anagramma di Arsène Lupin. Considerando che Guedira aveva ravvisato fin da subito la somiglianza fra il colpo al Louvre ed un’avventura analoga di Lupin nei libri, non mi è sembrato così assurdo che avesse avuto l’intuizione anche sul nome.

 

 

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Lupin – La nuova serie Netflix sul ladro gentiluomo

 

Fin dalle prime immagini diffuse si era scatenata una polemica al solito grido di: “Non è il Lupin che conosciamo!”. Ed infatti, non lo è. Per chi fosse fan del personaggio letterario e fosse affezionato a quella versione della storia, guardare la serie tv Netflix implicherà prendere le distanze dalla propria immaginazione per guardare veramente il personaggio che abbiamo davanti. Assane non è Lupin né si fa chiamare tale. Il giovane ragazzo del Senegal ha letto a fondo le avventure raccontate da Leblanc e le ha usate per modellare il suo modo di architettare furti. Lupin è il legame fra la fonte letteraria e la situazione contemporanea, per cui questa versione di Netflix non è una trasposizione in chiave moderna della fonte letteraria. Le polemiche, come dire, stanno a zero.

Omar Sy veste benissimo, come detto sopra, i panni del ladro gentiluomo ispirato a Lupin e, da quello che ho potuto ravvisare in questo primo episodio, posso dirmi soddisfatta ed intrigata.

La scelta di introdurre una backstory per il personaggio mi fa sospettare che il seguito della storia non saranno banalmente una sequela di furti senza ragione se non per il divertimento, ma un percorso che porterà Assane a cercare la verità dietro il primo furto della collana della regina Marie Antoinette, furto per il quale era stato ingiustamente accusato suo padre. I primi indizi ci sono tutti: dalla presunzione dei signori Pellegrini, ai problemi economici che facilmente avrebbero potuto spingere il datore di lavoro di Babakar Diop a cercare di truffare l’assicurazione ed accusare il suo autista e maggiordomo, alla facilità con la quale i pezzi della collana sono stati venduti per il globo e recuperati nell’arco di soli 25 anni. Ci sarebbe anche da farsi un paio di domande sull’inefficienza della polizia che indagò all’epoca visto che non c’erano reali prove a sostegno dell’accusa a Babakar.

Ad intrigare di questa nuova versione, poi, è tutta la nuova componente tecnologica che richiede essere un nuovo Lupin. Assane, infatti, aveva solo 14 anni quando morì il padre, dove avrà vissuto in seguito? Con chi? Come avrà imparato tutte le cose che sa? Mi aspetto uno svelamento progressivo della sua storia e della sua personalità.

75/100

Voglio essere ottimista.

Io vi do appuntamento alla prossima recensione dedicata ai restanti episodi della nuova serie Netflix dedicata a “Lupin” e nel frattempo vi chiedo: cosa ve n’è parso? Fatemi sapere nei commenti.

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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