Doctor Who – Recensione 13×02/13×03/13×04: finalmente interessante

Incredibile ma vero, siamo già poco oltre la metà della tredicesima stagione di “Doctor Who”, per quella che è l’ultima run del Tredicesimo Dottore di Jodie Whittaker. Come procede, dunque? Vediamo.

Dopo la recensione del primo episodio, che trovate QUI, rieccoci per fare un quadro generale dell’andamento di questa stagione.

Questi ulteriori tre episodi sono stati interessanti e dal buon ritmo, tenendo noi spettatori abbastanza incollati allo schermo e ansiosi di vedere cosa sarebbe successo dopo.

– E riecco di nuovo la trama del Timeless Child. Da una parte è ovvio che, avendola inserita, la si debba portare alla fine altrimenti sarebbe un buco narrativo, ma dall’altra… crearla è stata una pessima idea, soprattutto perché, in un certo senso, la mitologia dei Signori del Tempo è stata ulteriormente alterata, in particolare nel terzo episodio e proprio in conseguenza dalla storyline del Timeless Child.
– Anche nella terza puntata abbiamo avuto l’elemento preso da Steven Moffat.
– Forse la 13×03 è stata strutturata in modo un po’ confusionario.
– Abbiamo capito che l’approfondimento del nuovo companion non arriverà mai.
– Nel primo episodio abbiamo visto come The Flux distrugga interi pianeti, mentre nel terzo solo la città era distrutta.
– Bisogna smetterla con questa mania per cui tutti riescono a pilotare il TARDIS. River è sempre stata un’eccezione.
– Alcune scelte narrative nel quarto episodio fanno un po’ venire meno il “If you’re smart, if you value your continued existence, if you have any plans about seeing tomorrow, there’s one thing you never, ever put in a trap. … Me” e il finale è stato un po’ eccessivo.

– Come sempre, Il Dottore.
– I villain/nemici/antagonisti (non sappiamo bene cosa siano) che sono veramente intriganti e anche ben recitati.
– Il Professor Jericho.

– Decisamente quelle con i villain, sia nel secondo che nel terzo episodio.
– Nel quarto è difficile scegliere, probabilmente quelle a casa del Professor Jericho.

Come si diceva, queste prime puntate della stagione (che ne costituiscono anche la prima metà) si sono rivelate avvincenti, con un buon ritmo e con l’introduzione di personaggi tutto sommato interessanti, soprattutto per quanto riguarda quelli che sembrano essere i nemici del Dottore.
Certo, l’esistenza di un pianeta che si chiama Time sul quale c’è un tempio con creature che controllano e regolano il Tempo va a intaccare l’essenza stessa dei Time Lord, ma una cosa del genere era in qualche modo prevedibile visto che nella scorsa stagione Chibnall aveva deciso di alterare la mitologia di questa storia e dei Signori del Tempo senza pensare alle conseguenze “su larga scala” di questa sua idea, alle incongruenze che avrebbe creato. Questo non poteva che ampliarsi ulteriormente.
It is what it is.

Tornando un attimo ai supposti villain, uno degli aspetti più intriganti sinora è  l’accostamento e contrapposizione di due elementi che li distinguono: orrore e bellezza.
I loro volti sono mostruosi, richiamano anche degli scheletri, eppure hanno gemme, colori bellissimi, parti scintillanti, vestiti sontuosi.
Scelte visivamente molto apprezzabili.
Sarà davvero interessante vedere nelle prossime due settimane cosa accadrà e dove porterà tutta questa storia che li riguarda. Speriamo di essere soddisfatti, alla fine.

Per quanto riguarda la quarta puntata, c’è da dire che il ritmo è stato veramente ottimo, incalzante e mozzafiato come sono sempre stati gli episodi con gli Angeli Piangenti e come è giusto che siano.
Il finale, come si diceva, è un po’ troppo eccessivo, ma il tutto rientra e deriva dalla linea narrativa del Timeless Child, quindi va preso con rassegnazione.

In generale ci troviamo finalmente dinanzi a una stagione che sembra essere all’altezza del Dottore e pertanto dello show.

Per chiudere questa recensione, una domanda: e se i nostri “amanti divisi” e che si cercano/inseguono fossero i genitori del Dottore e quel bambino che attendono fosse proprio Il Dottore e, dunque, noi fossimo destinati a vederne la nascita?

80/100

Vi lasciamo con il trailer del prossimo episodio. Appuntamento al finale di stagione!

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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