Doctor Who – Recensione 13×01: L’ultima corsa del Tredicesimo Dottore

Dopo un anno e mezzo, “Doctor Who” ritorna con l’ultima stagione di Chris Chibnall come showrunner e Jodie Whittaker come Tredicesimo Dottore. Non potevamo certo lasciarcela scappare.

La stagione è ben più breve del solito avendo solo sei episodi, cui seguiranno i tre speciali che andranno in onda il prossimo anno e ci traghetteranno verso la nuova era di Russell T. Davies, che come sapete tornerà al timone dello show più longevo della televisione.

Doctor Who – Recensione 13×01: il giudizio in breve

– Diciamo la storia in generale, così come introdotta, visto che sembra avvincente.
– Il riportare vari antagonisti/nemici storici dello show.
– Il più importante: il fatto che ci sia una trama orizzontale.

– Abbiamo ancora a che fare con la (pessima) rivelazione della scorsa stagione, che ha mandato all’aria la storia personale del Dottore.
– Questo nuovo companion sembra buttato un po’ a caso, ma speriamo in approfondimenti (quelli che non sono mai arrivati per Yaz, purtroppo).
– Come nelle precedenti stagioni di Chris Chibnall, anche in questo primo episodio della tredicesima sembra esserci una sorta di riciclo di idee di chi l’ha preceduto, ovvero proprio Russell T. Davis e Steven Moffat. Se però queste saranno ben utilizzate potremo dire “Meglio così”, visto che il riciclo è stato in ogni caso il meglio offerto nelle stagioni precedenti (a parte qualche sporadica eccezione).

– L’incontro con la donna misteriosa che conosce il Dottore anche se quest’ultima ancora non può dire altrettanto.
– L’Angelo Piangente.
– Le scene iniziali e finali di quello che sembra essere il villain.

– Il Dottore.
– Quello che sembra essere il villain.

Doctor Who – Recensione 13×01: Approfondimento

Questo primo episodio di “The Flux, titolo della tredicesima stagione di “Doctor Who” (una novità per la serie), è decisamente il migliore del ciclo di Chibnall, il che fa ben sperare dopo un’undicesima stagione caratterizzata al piattume più totale e una dodicesima che sembrava promettere bene (beh, quantomeno meglio della precedente) e in generale è stata migliore ma ha la grande pecca del disastro causato dall’alterazione della storia del Dottore. Una scelta narrativa che ha la gigantesca colpa di aver vanificato “The Day of The Doctor”, cosa francamente imperdonabile.

Questa prima puntata, intitolata “The Halloween Apocalypse”, ha un buon ritmo, tiene lo spettatore incollato allo schermo e ha di certo un che di intrigante, inserendo nuovi potenziali nemici del Dottore che sono inquietanti e pertanto suscitano curiosità, riportandone di storici (anche gli Angeli Piangenti ormai lo sono) e suggerendo un intreccio che sembra destinato a coinvolgere tutte le razze che conosciamo (o quasi), come accadeva ai bei vecchi tempi. Inoltre, proprio grazie a quello che sembra essere il nuovo nemico del Dottore e alla scena della donna che sembra conoscere il Dottore, possiamo percepire una sensazione di inquietudine e una “vena horror” perfetta visto il titolo dell’episodio.

Certo, è necessario che il nuovo companion venga approfondito e ancora una volta in quest’era Chibnall non ci troviamo dinanzi a molte idee innovative e dunque sembra esserci conferma che le cose che funzionano meglio sono quelle che nascono “da idee riciclate”; infatti, non sembra esserci niente di davvero originale (a parte il nuovo nemico di cui non sappiamo nulla): alieni dall’aspetto di animali domestici (Russell T. Davies), una donna che conosce il Dottore anche se quest’ultima non ha idea di chi si ritrova davanti (Steven Moffat)… Lo stesso problema che il Dottore dovrà affrontare, ovvero “The Flux”, sembra essere la versione di “Doctor Who” del Nulla de “La Storia Infinita”. Tuttavia, se questa apparente (visto che siamo solo al primo episodio) scarsa originalità si tramuterà in una stagione avvincente e in una buona uscita di scena per il Tredicesimo Dottore e per Jodie Whittaker tanto meglio così, potremo ritenerci generalmente sodisfatti.

75/100

Questo è tutto per ora, ci ritroviamo dopo l’episodio di metà stagione, il terzo, di cui vi ricordo il titolo:

A tra due settimane!

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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