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Rubriche & Esclusive The Writer

The Writer | 1.08 – Close to the edge

THE WRITER
CAPITOLI PRECEDENTI

SNEAK PEEK #1
SNEAK PEEK #2

1.01 – Midsummer Night’s Nightmare
1.02 – Something is rotten in the state of England
1.03 – Nothing Will Come Of Nothing: Write Again
1.04 – Let not light see my black and deep desires
1.05 – Write with me
1.06 – The Truth is inside my head
1.07 – Once Upon A Globe
SNEAK PEEK #3
SNEAK PEEK #4

Non riesco ad addormentarmi, penso che non riuscirò mai più a chiudere occhio per il resto della mia vita. Ma come può essere? Come può accadere che tutto ciò che scriva diventi realtà? Cosa sta succedendo? Perché il mio racconto si modifica senza che io lo tocchi?

Continuo a camminare avanti e indietro per l’appartamento, credo si stia per formare un solco nel passaggio obbligato che devo compiere tra i diversi mobili. Mi sento soffocare. L’ansia continua a prendere il sopravvento. Sento il cuore esplodermi nel petto.
Il TERRORE torna ad abbracciarmi. E se stessi realmente influendo nella vita di qualcuno?
Davanti ai miei occhi lampeggiano ancora quelle parole:

Il fato. Il destino. Jules non meritava Roman, Jules doveva lasciare questo mondo per sempre e con lei anche il loro futuro insieme doveva sparire.

E se stesse per succederle qualcosa di grave? E se il mio racconto la uccidesse? Come faccio a metterla in guardia senza risultare pazzo? Ma forse sono pazzo, forse sto vivendo un sogno e devo solo trovare il modo di svegliarmi…

No, non c’è altra spiegazione, SONO PAZZO!

Nello sconforto mi immagino già imbottito di farmaci nel seminterrato di qualche becero ospedale, circondato da gente come me, da gente che non distingue la realtà dalle allucinazioni. Sarò solo per il resto della mia vita. Sono pazzo.

Boom. Un fulmine a ciel sereno.

Un lampo di lucidità mi travolge e per la prima volta dopo tanto tempo mi sento sicuro di me stesso. So cosa fare. So come avere la prova definitiva.
Prendo il computer e mi siedo sul letto, nella foga il caricatore si stacca, non mi importa. per quello che devo fare la batteria reggerà.

Apro un nuovo file di videoscrittura e fisso quel cursore lampeggiante. “Non hai tempo da perdere Rick”, cerco di incitarmi.

“Roman aprì gli occhi, erano le 5.00 del mattino”

Controllo l’ora sul mio cellulare, sono le 4.55, ho solo 5 minuti per fare tutto.

“Roman si svegliò e aveva in mente solo una cosa, controllare la sua email. Non sapeva da dove venisse questo bisogno, ma la curiosità lo stava attanagliando. Sapeva che c’era qualcosa per lui ad attenderlo!
Quell’email da un utente del suo blog lo aveva completamente spiazzato, sembrava così assurda eppure così reale, doveva fare quello che c’era scritto. Doveva contattare quel Rick, sapeva che era importante, se lo sentiva.”

Veloce apro il blog ‘Much Ado About Nothing’, copio l’indirizzo email dell’autore dal disclaimer e apro la mia posta elettronica:

Roman, non ci conosciamo, non mi chiedere perché ti stia scrivendo e soprattutto non mi prendere per pazzo. Ho bisogno di parlarti, è questione di vita o di morte e riguarda Jules. Credimi, contattami anche subito, sono sveglio e sto aspettando una tua risposta.
Il mio numero di cellulare è 212-324-4152.
Rick

Premo invio e spedisco, sono le 4.59. Appena in tempo. Appoggio il computer sulla scrivania.
Il PANICO ritorna, ma questa volta non lo temo, ora avrò la certezza.

Sto impazzendo?!

LONDRA. La sala del consiglio di amministrazione della Davenport Construction è localizzata all’ultimo piano di uno degli edifici più moderni e all’avanguardia della città. Un’immensa vetrata riempie quasi interamente la parete in fondo alla stanza, permettendo non solo la possibilità di ammirare il panorama mozzafiato del paesaggio edilizio britannico, ma consentendo anche alla luce del sole di invadere con eleganza e delicatezza l’intero ambiente, adesso completamente deserto.
Un lungo tavolo di forma rettangolare riempie la sala e, sulla poltrona imponente dell’amministratore delegato e presidente dell’impresa Clyde Davenport, siede ora con sicurezza Amilton Davenport, figlio del compianto fondatore della compagnia. Amilton guarda senza troppo attenzione la città che si staglia ai suoi piedi fuori da quelle vetrate, non ha mai visto Londra da quella prospettiva, non da quando aveva poco più di sei anni e raggiungeva accompagnato dalla sorella Jules il padre a lavoro. Anche nei momenti in cui era più impegnato, Jonathan Davenport trovava sempre del tempo da dedicare ai suoi figli, cercando di educarli a vedere quella città con i suoi stessi occhi, con ottimismo e fiducia nell’evoluzione. Amilton ricorda chiaramente la sensazione di incredibile felicità che provava in quei momenti, sentiva di non aver bisogno d’altro perché in quell’istante tutto era perfetto. Ma adesso, mentre ritorna a guardare la sua Londra da quell’altezza, la città che Amilton vede in tutta la sua magnificenza non è la stessa che lo emozionava così tanto quando era solo un bambino, quella città adesso porta il nome e il volto di Clyde nella sua mente e questo lo disturba ogni giorno di più.
Amilton è perso tra i suoi ricordi e i suoi pensieri quando Clyde entra con fare abitudinale nella sala del CDA, per poi fermarsi di colpo una volta notata la presenza del nipote.

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CLYDE
Amilton, cosa ci fai qui?
Chi ti ha fatto entrare?

Amilton resta seduto sulla poltrona a capo del tavolo, ruota di poco la sua posizione per guardare Clyde negli occhi, senza lasciar trasparire alcuna emozione particolare.

the writer_amilton.png

AMILTON
Marlene all’ingresso mi regalava
sempre caramelle e cioccolate quando
venivo a trovare papà da piccolo,
si è quasi commossa quando mi ha
rivisto, mi avrebbe permesso anche
di fare una festa qui dentro se glielo
avessi chiesto.
Ma … non ti dispiace vero zio?
Ho preso in prestito la tua poltrona,
posso vero?

CLYDE
(accennando un finto
sorriso)
Certo che puoi ma …
avevi bisogno di qualcosa?

AMILTON
Volevo solo parlare un po’
con te, se non sei troppo
occupato ovviamente

CLYDE
Ti dispiace se mentre parliamo
sistemo queste carte per domani?
C’è una riunione importante

AMILTON
Assolutamente

Clyde continua a camminare per la sala, completamente assorto nei suoi impegni, riordinando fascicoli e documenti che a seconda dell’utilità, ripone o riprende dai numerosi cassetti degli archivi presenti sulla parete destra della stanza. Amilton segue i suoi movimenti con lo sguardo, cercando di decifrare le sue espressioni, le reazioni a ciò che sta per dire.

AMILTON
In questi giorni mi è capitato
di pensare spesso a papà,
alla sua vita e …
alla sua morte

Clyde non si scompone, continua a catalogare le sue carte e bofonchia appena qualche suono non udibile tanto per dimostrare ad Amilton che lo sta ascoltando.

AMILTON
(continuando)
Lo sai, non mi ha mai
davvero convinto quello
che gli è successo, è sempre
stato assurdo per me,
papà non soffriva di cardiopatie,
conduceva una vita sana, eppure
quell’infarto improvviso gli è stato
fatale

CLYDE
(restando di spalle)
Non crogiolarti in questi
pensieri Amilton, tuo padre
purtroppo era molto stressato
dal lavoro e la sua perenne ansia
non l’ha mai aiutato

AMILTON
Già, la sua ansia, prendeva
delle medicine per quella no?

CLYDE
Palliativi! Quelle dannate
case farmaceutiche saranno
la nostra rovina con farmaci
inutili che accrescono soltanto
la nostra dipendenza e poi ci
uccidono

AMILTON
Parole Sante zio

Un momento di silenzio scende nella sala. Clyde sembra non notarlo, totalmente coinvolto ancora dei suoi impegni mentre Amilton continua a fissarlo intensamente, poi tira fuori dalla tasca della sua giacca un flaconcino di pillole e lo posa delicatamente sul tavolo.

AMILTON
Ho trovato le pillole di papà

A quelle parole Clyde si gira di scatto per guardare Amilton, ma la sua attenzione viene attratta principalmente dal piccolo contenitore che adesso campeggia sul tavolo di cristallo della sala.

CLYDE
Dove le hai trovate?

AMILTON
(impassibile)
Tra alcune vecchie cianfrusaglie di
papà, strano vero?
Dopo ben tre anni

CLYDE
(nervoso)
Non so a cosa possano servire
adesso

AMILTON
Mi sono sempre chiesto se non
siano state QUESTE ad uccidere
papà, l’hai detto tu stesso in
fondo, le industrie farmaceutiche
ci ammazzeranno tutti presto o tardi

CLYDE
(sorridendo nervosamente)
Amil, io parlavo metaforicamente,
tuo padre aveva bisogno di
quegli ansiolitici,
lo aiutavano

AMILTON
(alzandosi in piedi)
Lo so bene, TUTTI lo sapevano,
mio padre ne prendeva due ogni giorno,
da anni ormai, non poteva più vivere
senza. E in questo flaconcino ne
mancano esattamente due,
quelle che ingoiò quella dannata sera

CLYDE
Dove vuoi arrivare con questo
discorso Amilton?

AMILTON
Cosa intendi zio?
Non voglio arrivare da nessuna
parte, sono solo ansiolitici no?
Questo è quello che scoprirei
se facessi analizzare queste pillole,
vero zio Clyde?

CLYDE
Ma cosa ti prende oggi?
Perché dovresti far analizzare
quelle pillole? Cos’è? L’hobby del
mese questo? Giocare al detective?
Cresci Amilton

AMILTON
Lo sto facendo, credimi.
E forse non sono poi così male
nel ruolo di Sherlock, dato che
so per certo che sei stato TU
a ritirare queste pillole per papà
tre anni fa, lui si fidava ciecamente
di te, tanto da affidarti anche
le sue medicine

CLYDE
(gelido)
Che cosa stai insinuando?

AMILTON
Io non sto insinuando niente,
sto affermando, è diverso.
TU avevi tra le mani queste pillole,
TU lei hai date a mio padre,
e TU L’HAI UCCISO cambiando
il contenuto di questo contenitore

Clyde e Amilton si guardano intensamente negli occhi, per la prima volta da quando suo padre è morto, Amilton sta affrontando a viso aperto quell’uomo che si è appropriato dell’intera vita di Jonathan Davenport.
Clyde resta immobile, impassibile davanti a Amilton, poi con sicurezza accenna un sorriso privo di divertimento.

CLYDE
La tua immaginazione è più
vivida del solito figliolo

AMILTON
Non chiamarmi figliolo,
brutto figlio di puttana

CLYDE
Calma ragazzo o sarò costretto
a farti sbattere fuori da questo posto.
Stai delirando e neanche te ne rendi conto

AMILTON
Le pillole di quel contenitore non sono
ansiolitici, sono un concentrato di
cloruro di potassio, in grado di provocarti
un infarto se assunte in dosi esagerate.
Ho le prove Clyde

CLYDE
E bravo il piccolo chimico!
E adesso, cosa hai intenzione di
fare? Non hai niente in mano,
niente di concreto che supporti la
tua stupida teoria

AMILTON
Sono certo che le autorità e i giornali
locali non la penserebbero così

CLYDE
Tu dici? In questo caso sarebbe
colpa del medico curante non credi?
La conosci la storia di Michael Jackson no?

AMILTON
Sei un bastardo!
Basta una sola
parola e il tuo impero verrebbe assediato
da giornalisti e investigatori pronti
ad andare a fondo in questa storia,
avresti telecamere ovunque e fino alla
fine commetteresti un errore che
pagheresti caro! Sarai pure
importante Clyde, ma mio padre
lo era di più

CLYDE
Stai bluffando figliolo,
non lo faresti mai,
anche la tua intera vita verrebbe
stravolta,
quella di tua madre,
e della cara Jules il cui
piccolo giornaletto sarebbe
annientato da questa storia,
sei davvero pronto ad intraprendere
una guerra che ti vedrà perdente
Amilton?

AMILTON
Troverò il modo di incastrati Clyde,
salvaguardando la mia famiglia

CLYDE
Buona Fortuna allora ragazzo!

Amilton afferra il flaconcino delle pillole e si allontana dal tavolo raggiungendo l’ingresso, ma prima di uscire si volta nuovamente a guardare Clyde.

AMILTON
Non metterti comodo Clyde,
ti porterò via anche quella
poltrona

CLYDE
(sedendosi sulla poltrona)
Non hai il potere per farlo

AMILTON
Sta a guardare

Amilton esce dalla sala mentre Clyde resta seduto pensieroso.

Sono le 2:30 e nonostante sia notte fonda a Los Angeles, le luci della città riescono ancora a fare breccia nella stanza buia di Edmund e Lydia Johansson. Edmund dorme profondamente, come se nessun rimorso o nessun dubbio affollasse la sua mente. Lydia al suo fianco invece resta seduta a letto, le ginocchia alzate e tenute vicino al petto e la testa appoggiata alla spalliera mentre il suo sguardo resta fisso sulla finestra di fronte a sé senza guardarla davvero, ha soltanto bisogno di un punto non troppo oscuro della stanza su cui posare gli occhi per poi abbandonarsi completamente ai suoi pensieri. Ha appena ottenuto l’ennesimo successo della sua vita, l’ennesima vittoria, ma a quale prezzo questa volta? Un ricatto? Un omicidio? E poi ancora un altro ricatto? Cerca di trovare una spiegazione razionale a tutto, con Benny è stata legittima difesa, era un uomo viscido e inaffidabile, se l’è cercata; Jacques? Con Jacques non ha poi troppi rimorsi, è forse l’unica persona peggiore di quanto abbia il terrore di essere lei stessa; e Delia Martinez allora? Che colpa aveva Delia? Forse quella di essersi intromessa nei suoi affari? No, questa non regge ed è la ragione che le fa mettere in dubbio tutto. Non può continuare così. Lydia dà un ultimo sguardo a Edmund, poi con estrema delicatezza scende dal letto senza far rumore, afferra il telefono ed esce dalla stanza socchiudendo la porta alle sue spalle per raggiungere il divano in salotto. Un solo tocco sullo schermo touch screen e parte una chiamata.
A Londra è tardo pomeriggio e, in camera sua, Liz è quasi pronta per uscire, ripone dei fogli in borsa e poi afferra la giacca posata sul letto, ma la suoneria del cellulare interrompe le sue azioni. Afferra il telefono e notando il nome di chi la cerca, si siede sul letto stranita.

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LIZ
(rispondendo)
Hey ma che ci fai sveglia
a quest’ora? Non è
notte fonda a LA?

LYDIA
Si, non riuscivo a dormire.
E tu che fai? Stai uscendo?

LIZ
Si ma posso aspettare,
Lydia va tutto bene?

LYDIA
Da quanto tempo ci conosciamo
ragazzina? 8, 9 anni ormai?

LIZ
Dieci per l’esattezza, ricordo
ancora quel giorno in ospedale,
quando riaprì gli occhi dopo
l’incidente. I miei genitori non
erano ancora arrivati ma c’eri tu
vicina a me e mi dicesti
“Sta tranquilla ragazzina,
andrà tutto bene e quando prenderò
chi ti ha fatto questo, ti prometto
che pagherà per ognuna di queste
ferite”

LYDIA
Non ho mai potuto mantenere
quella promessa

LIZ
Credi che m’importi? Chiunque fosse
quel pazzo mi ha permesso di incontrarti,
devo quasi ringraziarlo

LYDIA
Io non mi sentirei così fortunata
se fossi in te

LIZ
Lydia cosa c’è che non va?
Perché mi dici queste cose?

LYDIA
Stavo solo pensando,
hai sempre visto il meglio di me,
ti ho sempre mostrato il meglio,
ma cosa penseresti se mi vedessi ora?
Forse non sono poi così diversa
da quel mostro che ti ha investito

LIZ
Non dirlo neanche per scherzo.
Pensi che non sappia chi sei?
Che non conosca nessuno dei
tuoi lati oscuri? La tua ambizione?
O il desiderio di prevalere, sempre
e comunque? Lydia non sottovalutarmi

LYDIA
E allora come puoi pensare di
essere ancora mia amica?

LIZ
Perché come hai detto tu, ho visto
quella parte di te che nascondi a tutti,
ho visto la persona che puoi essere
se solo non la considerassi una debolezza

LYDIA
Come faccio Liz?
Come faccio ad essere quella persona
senza perdere me stessa?

LIZ
Non posso essere io a dirtelo Lydia,
devi volerlo tu, più di qualsiasi
altra cosa, come uno dei tuoi obiettivi
che raggiungi a qualunque costo.
Se può aiutarti, io credo in te, come
ho fatto poche volte prima e se ti va
puoi raggiungermi a Londra quando vuoi,
è un posto sicuro lo sai

LYDIA
Si, lo so bene!
Adesso esci, va a salvare il mondo
da se stesso ragazzina!

LIZ
Ti abbraccio

LYDIA
Anch’io

Lydia chiude la telefonata e senza neanche rendersene conto, sta sorridendo come non le succede da troppi giorni ormai. Adesso ha un nuovo obiettivo da perseguire, un obiettivo che forse l’aiuterà a distrarsi dalla sua vita e magari a capire che tipo di persona voglia essere in realtà. Ha fatto una promessa a Liz quel giorno in ospedale e adesso è arrivato il momento di mantenerla.

Inizio a sentire la stanchezza, non dormo non so nemmeno io da quanto. E’ stata una giornata folle, non saprei come descriverla altrimenti, ma almeno ho una certezza.

NON SONO PAZZO.

Roman alle 5.01 mi ha mandato un sms

“La tua email mi ha lasciato basito, cosa sta succedendo? Chi sei? Roman”

Da lì la giornata ha preso una piega imprevista. Uno scambio di messaggi al limite dell’assurdo. Una telefonata. Un appuntamento tra sconosciuti al Blue Box. Tutto era reale, reale quanto me, lui e Jules, quanto il loro incontro, quanto il loro amore sul nascere. Tutto era vero e tutto stava succedendo esattamente come l’avevo scritto.

Inizialmente ho tergiversato, ho tergiversato nel racconto, ho cercato di fare più domande possibili, di capire, di dedurre. Roman ha risposto, ha confermato le mie storie e non mi ha preso per un pazzo. Ok, è stato incredulo per la maggior parte del tempo, ma non ha mai accennato a voler chiamare la polizia.

“Come fai a saperlo? Non ho raccontato a nessuno di quel bacio. Ma chi sei?”

Non potevo sperare di cavarmela facendole solo io le domande e così ho deciso di giocarmi il tutto e per tutto. Mi sono aperto e… lui mi ha capito, con mio stupore è rimasto ad ascoltarmi senza battere ciglio e poi ha concluso con quelle semplici parole che sono riuscite a donarmi il primo sorriso dopo tanti giorni:

“IO TI CREDO.”

Palle, tutte palle.

Le mie fantasie hanno preso il sopravvento. L’incontro non è andato minimante come previsto. Roman non si è dimostrato disposto ad ascoltare, mi ha dato dello stalker, del pazzo, mi ha intimato di non osare più a contattarlo o a contattare Jules. Ha detto che mi avrebbe denunciato e che il mio è il racconto di uno psicopatico.

Ritorno a casa con la coda tra le gambe. Sono deluso, le aspettattive che mi ero fatto mi hanno trascinato ancora di più nello sconforto. SONO SOLO. Solo finchè non arrivo a casa. Lì c’è qualcuno ad aspettarmi.

La giornata non poteva che peggiorare.

Jim, mi stava aspettando sul pianerottolo davanti alla porta dell’appartamento. Non so da quanto tempo fosse lì, ma era visibilmente sconvolto. Il viso distrutto, il suo aspetto trasandato e furibondo.

“Dammela è mia!” Mi aggredisce immediatamente appena mi intravede.
“Cosa vuoi da me? Di cosa stai parlando?”
“Non mentire Rick, so che stai scrivendo, te lo leggo in faccia, riconosco tutti quei segni… ci sono passato anche io coglione… prima che me la rubassi!”
“Di cosa stai parlando?” La tachicardia riprende, sento che tutto sta per ricadermi addosso.
“Della mia agenda, della mia vita, della mia vocazione… di tutto quello che mi hai portato via a Londra! So che sei stato tu, nessun altro avrebbe potuto, tu! TU!”
In quel momento la rivelazione. Improvvisamente tutto mi è più chiaro, il cambio di atteggiamento di Jim, la nostra amicizia di colpo cancellata dopo quel viaggio. Tutto ha una nuova forma, una nuova vita.

Inaspettatamente mi calmo, infilo le chiavi nella serratura e lo guardo.
“Dobbiamo parlare!”

Amilton cammina per strada distrattamente, senza prestare davvero attenzione ai suoi passi, senza pensare a una meta da raggiungere. Non saprebbe comunque dove andare, non dopo il confronto che ha appena avuto con Clyde. È ancora sconvolto da ciò che è accaduto, lo sguardo di suo zio quando ha visto le pillole, l’odio che ha letto nei suoi occhi quando lo ha accusato di aver ucciso suo padre, e poi quel sorriso beffardo, come se si prendesse gioco di lui, come se sapesse di essere intoccabile. Amilton rivive tutti quei momenti nella sua mente, come scene di un film in loop, che si ripetono all’infinito, senza sosta, e ogni volta accrescono in lui quel desiderio di vendetta che diventa inarrestabile, che diventa ai suoi occhi l’unica possibilità, l’unica giustizia. I suoi pensieri sono ormai un flusso continuo, un’immagine fissa che gli oscura anche la vista permettendogli di vedere, ma non di guardare.

E poi una piccola fitta di dolore alla spalla. Amilton si scontra frontalmente con una ragazza che non ha visto arrivare sulla sua strada. Anche lei distratta, raccoglie dal marciapiede alcuni fogli che le sono caduti, riponendoli dalla borsa. Nessuno dei due ha ancora realmente guardato l’altro, ma quando la ragazza si rialza, Amilton viene improvvisamente riportato alla realtà, senza vie di fuga questa volta, non ora che Liz è di fronte a sé.

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AMILTON
Ciao.
Scusami per prima,
non ti avevo vista

LIZ
(distante)
Già, l’ho notato.
Se non c’è altro …

Liz prova ad andare via ma Amilton la ferma.

AMILTON
Liz mi dispiace

LIZ
Per cosa esattamente?
Devi essere più specifico
ultimamente

AMILTON
Per tutto, per averti dato
buca quella sera, per non
aver richiamato —

LIZ
(interrompendolo)
Per non aver mai
risposto a nessuno dei miei
messaggi? Per avermi lasciata
a domandarmi se fossi vivo
o se ti fosse capitata qualsiasi
cosa terribile ho immaginato?
O per aver deciso di mettere fine
alla nostra amicizia senza avvisarmi?
Dimmi Amil, per quale di queste
ragioni vorresti scusarti?

AMILTON
Non avrei mai voluto trattarti
in questo modo, mi sento malissimo
e non so come scusarmi, vorrei poterti
dire tante cose Liz …

LIZ
E allora fallo! Amil noi ci siamo
sempre detti tutto, ci siamo
confidati e aiutati per tutti questi
anni, cos’è cambiato adesso?

AMILTON
Io, io sono cambiato,
sta succedendo qualcosa nella
mia vita ma non posso coinvolgerti
questa volta, non voglio

LIZ
Quando hai smesso di fidarti
di me?

AMILTON
Pensi davvero che sia per
questo, perché non mi fido
di te?

LIZ
Beh non so cos’altro pensare
perché tu continui ad essere
così criptico!

AMILTON
Liz non voglio coinvolgerti
perché ho paura che tu possa
vedere un nuovo lato di me,
che possa conoscermi come
non hai mai fatto prima,
vedermi sotto una nuova luce e
accorgerti che non sono la persona
che credevi che fossi

LIZ
Vorrei che smetteste di dirmelo tutti oggi!
Amil qualunque cosa accada,
non potrò mai cambiare opinione
su di te, ti conosco da troppo tempo
ormai, e anche se adesso ti sembra
di non riconoscerti più, io SO che
tipo di persona tu sia Amil,
vorrei solo aiutarti, come tua amica

AMILTON
È questo il problema Liz,
non puoi

LIZ
Allora non posso continuare
a rincorrerti, mi dispiace,
ti auguro il meglio Amil e
spero che tu possa trovare
quello che stai cercando

Liz si allontana da Amilton, cercando di restare impassibile almeno fino al momento in cui fosse distante abbastanza da non permettergli di leggerle negli occhi quanto quel momento l’avesse distrutta, più di quanto lei stessa fosse disposta ad ammettere. Amilton la guarda andar via, passo dopo passo, cercando disperatamente qualcosa da dire, le parole giuste che potessero farle capire quanto volesse che le cose fossero diverse, quanto volesse essere il ragazzo giusto per lei. Ma senza che se ne renda neanche conto, senza neanche pensarci, Amilton inizia a correre per raggiungere Liz e una volta alle sue spalle, le afferra il braccio costringendola a voltarsi nuovamente e tenendola questa volta più vicina di quanto non sia mai stata.

AMILTON
(respirando affannosamente)
Aspetta, ti prego aspetta

LIZ
Cosa dovrei aspettare?

AMILTON
Me
(pausa)
Aspettami. So di aver perso già
troppo tempo con te ma non
voglio perderti Liz, e non solo come
amica, voglio avere una possibilità con te!
Ma ho bisogno di occuparmi di questo problema
prima, per poter essere il
ragazzo che meriti di avere al tuo fianco

LIZ
Non so cosa dire Amil

AMILTON
Dì che mi aspetterai,
so che non è giusto
chiedertelo ma l’avrei
rimpianto per il resto della mia
vita se non l’avessi fatto

LIZ
(sorridendo)
E io non avrei potuto perdonarti
se non me l’avessi chiesto.
Sono al tuo fianco Amil,
qualunque cosa accada

Amilton avvicina dolcemente la sua fronte a quella di Liz, restando semplicemente al suo fianco, tenendola stretta a sé come non aveva mai fatto prima e in quel momento, per la prima volta dopo tanto tempo, sente che tutto andrà bene.

REDAZIONE BE YOURSELF. Jules è nel suo ufficio, seduta alla scrivania, mentre esamina con uno dei suoi articolisti il pezzo sportivo da inserire nel prossimo numero della rivista. Mentre Jules consiglia al suo collaboratore come progettare l’articolo, la porta del suo ufficio si apre improvvisamente dall’esterno con una tale foga che il giovane ragazzo che si occupa della rubrica sportiva sobbalza evidentemente dallo spavento.
Delia irrompe nella stanza senza chiedere o aspettare permessi, stringendo tra le mani un dossier di documenti e sul volto dipinta l’urgenza con la quale sente il bisogno di parlare.

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DELIA
(rivolta al ragazzo)
È questione di vita
o di morte?

RAGAZZO
(ancora un po’ turbato)
N-no

DELIA
Perfetto, allora torna
più tardi

Il collaboratore della rivista esce di corsa dall’ufficio, chiudendo la porta alle sue spalle e lasciando Delia sola con Jules, ancora vagamente stranita dalla situazione.

DELIA
(sedendosi)
Scusa, non volevo piombare
nel tuo ufficio così ma ho
davvero bisogno di parlarti

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JULES
(accennando un sorriso)
Tranquilla, dopo ieri sera, credo di essermi
abituata! Cosa succede?

DELIA
(passando il dossier
a Jules)
I miei amici dalla polizia di
Chicago hanno indagato un po’
ufficiosamente su Edmund e hanno
trovato qualcosa

JULES
(leggendo)
“2012, Edmund Johansson inizia a far
parlare di sé per i problemi finanziari
che attanagliano la sua rivista,
nel Marzo di quello stesso anno
Johansson compie un viaggio in Russia
e al suo ritorno tre settimane dopo,
la rivista INTEL è completamente risanata”
Ok, Johansson è l’uomo più fortunato
del pianeta, questo lo sapevamo già

DELIA
Va’ avanti, volta pagina

Jules cambia pagina del dossier incuriosita, trovandosi di fronte alla stampa di un giornale locale russo su cui campeggia centrale la foto di Edmund Johansson in compagnia di altri uomini dall’aspetto poco rassicurante.

JULES
Il mio russo è arrugginito,
un piccolo aiuto?

DELIA
Non serve leggere,
l’uomo alla sinistra di
Johansson è Alexei Derevko,
noto boss della mafia russa,
praticamente intoccabile,
possiede una squadra di calcio,
le quote di maggioranza di una
catena di bar e svariate proprietà
immobiliari

JULES
Aspetta, non penserai che …

DELIA
Altroché se lo penso! Johansson ha
finanziato la sua rivista con i
soldi sporchi di Derevko, per un
breve periodo il fisco indagò anche su
quelle circostanze ma alla fine fu messo
tutto a tacere, come sempre

JULES
E allora come pensi di trovare
le prove che cerchi? Pubblicare
questa foto non sarebbe abbastanza,
hai detto tu stessa che Derevko è
intoccabile in Russia, non otterremo
niente

DELIA
Jules non pensavo a un articolo
diffamatorio

JULES
(confusa)
E allora cos’hai in mente?

DELIA
Andiamo a trovare Derevko

JULES
(sorpresa)
COSA? In Russia?

DELIA
Non è in Russia, è qui a New York,
Frequenta sempre un bar sulla 24esima,
è uno dei suoi, forse uno dei più
“puliti” ma pur sempre di sua proprietà!
A Derevko non interessa altro se non
il suo denaro, se gli offrissimo una
buona contropartita, potrebbe vendere
informazioni su Johansson!

Jules ascolta le parole entusiaste di Delia restando in silenzio, presente a quel momento ma anche distante, nella sua mente, mentre cerca di razionalizzare quel limite che continua a cancellare e a disegnare di nuovo sempre un po’ più in là. Delia se ne rende conto e decide di rallentare momentaneamente la sua corsa.

DELIA
Scusa, mi dispiace,
non volevo metterti in questa
situazione

JULES
Non sei stata tu a farlo,
ma Johansson, e Le Roi
e tutti coloro che continuano a
metterci in un angolo calpestandoci
per raggiungere i loro obiettivi.
Ma questo, questo è diverso Delia,
parliamo della mafia russa,
non di qualche corrotto uomo d’affari

DELIA
Lo so, forse è avventato,
forse ci stiamo spingendo troppo oltre,
e questa in fondo è la mia battaglia,
quindi se vuoi tirarti indietro
sappi che io lo capirò e ti sosterrò
comunque

JULES
Non è SOLO la tua battaglia Delia,
è la nostra, ci siamo dentro insieme,
e so che lo farai ugualmente, con
o senza di me

DELIA
Questo è certo

JULES
E allora non posso lasciarti
andare lì da sola

Jules si alza di scatto dalla sedia e si allontana dalla sua scrivania, afferrando la giacca appesa all’appendiabiti e la borsa lasciata poco prima sul divano, mentre Delia la segue con lo sguardo esterrefatta.

DELIA
Aspetta, intendi andarci
ADESSO?

JULES
Certo, è l’ora dell’happy hour
no?

DELIA
(alzandosi)
Ne sei davvero sicura?

JULES
Te l’ho detto,
non ti lascio sola
in questa storia

Accennando un sorriso, Delia segue Jules fuori dal suo ufficio, chiudendo la porta.

Alle volte credo di essere troppo impulsiva, ma…

“Hei, io sono Helen e nessuno ha mai fermato Helen!”.

“Jim andò da Rick, era ora di farla finita e arrivare alla resa dei conti, con sé aveva una pistola ed era disposto ad usarla.”

Se solo Rick non fosse stato così stupido da farsi scoprire… Nessuno può portarmi via questo potere. Ora posso finalmente fare quello che voglio, il mondo è ai miei piedi, nessuno può pensare di fermarmi.

“Jim era furibondo, affrontò Rick e sapeva benissimo, da quel testa a testa non sarebbero usciti entrambi vivi.”

E’ stato facile accorgermi di Rick, a lezione quella mattina avevo visto per la prima volta che stava scrivendo, era come in trans e non si accorse né del mio saluto, né che ero esattamente alle sue spalle mentre era al computer, riuscivo a leggere tutto e l’ho trovato un fatto veramente curioso, ero anche disposta a confidarmi con lui, farlo mio complice. Raccontargli dell’agenda e di quello che avevo scoperto… MA… poi ho letto quel pezzo, ho letto di Amilton. Stava cambiando la mia storia, stava cercando di mettere i bastoni tra le ruote alla mia vendetta…

“Nessuno ha mai fermato Helen!”

“Jim era intenzionato a riavere la sua agenda e non avrebbe commesso di nuovo un errore, non avrebbe sbagliato nuovamente appartamento, sarebbe entrato in quello giusto questa volta e Rick si sarebbe fidato di lui, per un’ultima volta.”

Mi spiace per Rick, ma ora come non mai ho capito che lui è un debole. E’ rimasto letteralmente devastato da ogni mio scherzo, dalla conversazione che ho voluto che sentisse in quella caffetteria, fino ad arrivare a quell’aereo nel cielo. Rick non ha le palle e non è giusto che metta a rischio il mio dono, non uno come lui!

“La lite divenne furibonda, Rick sarebbe morto di lì a qualche momento e Jim sarebbe stato rinchiuso in galera, magari dato anche per pazzo. Solo in questo modo Helen avrebbe potuto avere il potere solo per lei”

“SOLO PER LEI”

Mi assicuro di evidenziare bene quelle parole.

To-be-continued

The Writer è un’opera di fantasia, una fanfiction nata con l’unico scopo di intrattenere.
Se ti ha fatto piacere leggere questo capitolo, se ti sono piaciuti alcuni personaggi più di altri, o semplicemente se vuoi lasciare traccia della tua opinione, il posto più adatto per farlo sono proprio i commenti qui sotto.

I due autori, Walkerita e Lestblue, saranno felici di ascoltare ciò che pensi e di fare del loro meglio per rendere questa lettura un’ esperienza valida.

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Ringraziamo le seguenti PAGINE FACEBOOK per il loro supporto e vi invitiamo a passarle a trovarle e a lasciare un bel MI PIACE!

“Le citazioni di Lucas Scott” – One Tree Hill / Le Lande Incantate / • Clara Oswald » Jenna Louise Coleman. / ϟAlfred Enoch Italia / • Thank you; Always • Castle / Billie Piper Italia / Lyndsy Fonseca ϟ Italian Fanpage / David Tennant Italian Page / Doctor Who pagina italiana / Doctor Who Channel / Just A Mad Man With A Blue Phone Box.

RULLO DI TAMBURI

Per tutti coloro che hanno amato The O.C. arriva una nuova fan fiction che narra le vicende e le vite di una nuova generazione di teenagers californiani, che si intrecciano con quelle da (quasi) adulti di personaggi storici della serie tv come Seth, Ryan, Summer ecc.

Sophie Rose è l’ultimogenita della famiglia Cohen e, dalla bambina vista nel series finale, si è trasformata in un’adolescente con un carattere non certo semplice. Una vicenda improvvisa, come un fulmine a ciel sereno, le cambierà la vita. Per sempre.

Dopo 8 anni dal finale di serie, la nostra fan fiction “Newport Beach” si propone di ricreare le atmosfere che tanto abbiamo amato e riportare tutti in quella cittadina che, ancora oggi, è rimasta nel cuore di ogni telefilm addicted.

Newport Beach | 1×01 – A New Beginning [Pre-Air]
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10 comments

Marianna 6 Agosto 2015 at 16:38

Wow questa non me la aspettavo: Helen non è solo l’amica frivola di Rick ma si sta rivelando il villain della situazione, disposta a tutto per mantenere il suo potere, anche ad uccidere (o meglio a far uccidere) il suo migliore amico e soprattutto una persona innocente. Tutto nasce dal desiderio di vendetta nei confronti di Amilton, ma non credo solo per il fatto di essere stata snobbata quella sera al bar ma presumo che quel’incontro non fosse stato minimamente casuale ma organizzato per entrare in contatto proprio con il giovane Davenport. Non avevo mai dato particolarmente attenzione al personaggio di Helen, ma lei invece si sta rivelando un genio del male 🙂
Per quanto riguarda Amilton sono contenta che abbia preso finalmente la situazione in mano sia con lo zio (probabile assassino) sia con Liz. Non so ancora quanto sia stata una buona idea svelare così presto le sue carte con lo zio ma almeno ha fatto qualcosa di concreto

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The Writer
The Writer 7 Agosto 2015 at 11:12

Ciao Marianna, grazie mille per il tuo commento!!! Sì, mai come ora Helen inizierà a mostrarsi in tutta la sua complessità, non che abbia mentito sulla sua personalità prima ma adesso si gioca a carte scoperte e non permetterà a niente e a nessuno di toglierle quel potere di cui è innamorata! Ma come hai detto tu, non è soltanto il rifiuto di Amilton a Londra ad averla trasformata, lei è sempre stata così, quella sera fu semplicemente una combinazione di eventi: il rifiuto di Amil, il suo orgoglio ferito, il ritrovamento dell’agenda e la rivelazione del suo potere, tutti questi elementi hanno contribuito a “creare” l’ossessione di Helen! Amilton è stanco di osservare la sua vita e adesso ha deciso di viverla!

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Ca7 6 Agosto 2015 at 21:56

Okay! Il finale mi ha letteralmente spiazzata! Per tutto questo tempo Helen ha giocato con Rick influenzando la sua vita, facendolo arrivare a credersi pazzo. E adesso vorrebbe anche farlo fuori??? Bella amica del cavolo! Quella ad aver perso completamente la testa è lei.
Il #TeamJelia entra in azione e ne sono entusiasta, ma ho un brutto presentimento per Jules. Spero di sbagliarmi. Comunque, credo di aver trovato la mia ship di questa storia: Amilton e Liz. Mi sono piaciuti troppo durante il loro momento. Riguardo Amilton: un plauso per aver deciso di affrontare quel viscido di suo zio. Non sono tanto sicura che sia lui l’assassino del padre, ma comunque Amilton deve continuare su questa strada. #IostoconAmilton

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The Writer
The Writer 7 Agosto 2015 at 11:17

Grazie mille per le tue parole!!! La coppia #AmiLiz raccoglie consensi, siamo felicissimi di notarlo! Ed è bello che vi leghiate così ai personaggi tanto da aspettare e gioire anche per la loro evoluzione, com’è successo con Amilton! Il #TeamJelia non ci sta a perdere anche questa volta ma quali saranno conseguenze?? Stay Tuned!

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gioia 6 Agosto 2015 at 22:15

Allora inizio con i miei AMILIZ…Amilton che chiede a Liz di aspettarlo ♡ aspettavo questa scena dall’inizio!
Come dice anche Mary. ..HELEN CI HA FREGATI TUTTI. ..altro che dolce innocua un po’ frivola…è psicopatica…lei è la cattiva…e per ferire Amil vuole far uccidere Rick da Jim! Io spero che Rick riesca a girare le cose cosa suo favore!
Delia e Jules…non andate a svegliare la mafia che dorme! Sarà la mafia o la faccenda di zio Clive a farla finire nei pasticci?
Roman…mi ha un po’ deluso…doveva credere a Rick!
SIETE SADICI ORA DEVO ASPETTARE FINO A GIOVEDÌ PROSSIMO????? Davvero?!?
Vi amooooo

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The Writer
The Writer 7 Agosto 2015 at 11:24

Noi amiamo Te Gioia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Il momento AmiLiz era dovuto!! Amilton ha deciso di agire finalmente e non poteva rischiare di perdere la persona più importante per lui!! Helen continua a giocare con le sue marionette e il Team Jelia invece sceglie di giocare col fuoco pur di non permettere a Edmund, Jacques o chiunque ritenga di essere invincibile, di metterle in un angolo ancora una volta! Roman purtroppo non poteva credere sulla parola a Rick, era troppo assurdo ciò che stava dicendo! Credici, anche noi vorremmo mostrarvi ADESSO ciò che sta per succedere!!! *-*

Reply
Veronica 7 Agosto 2015 at 15:28

Ho amato il confronto tra Amil e Clyde! Sono curiosa di vedere come andrà a finire la cosa, soprattutto perchè Amil è uno dei miei personaggi preferiti :3 E poi quando dice a Liz di aspettarlo, ahw che dolcezza *^*
Roman però avrebbe dovuto credere a Rick ç__ç Vabbè vedremo come continuerà la cosa 🙂
A giovedì prossimo :*

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The Writer
The Writer 8 Agosto 2015 at 18:06

Grazie mille per il commento Veronica!!!!! Questo è un po’ il grande momento di Amilton, è cresciuto molto in questi capitoli, ha una nuova determinazione! E la scena con Liz era inevitabile a questo punto della storia, rischiava di perderla per davvero!!! Per Roman non è facile credere a una storia come quella di Rick, ci vorrà qualcosa di più per permettergli di credere!

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Benny 25 Ottobre 2016 at 18:46

Ormai solo due episodi mi separano dalla fine eppure voi continuate a stupirmi e farmi innamorare di questa storia sempre di più!Non so nemmeno che dire davvero, molte cose me le tengo per il commento finale 😉
Comunque la vicenda di Rick si sempre più interessante, mi piace molto leggere di lui e di tutto ciò che lo tormenta, ho adorato il fatto che abbia provato a contattare Roman per fare chiarezza su quello che gli sta succedendo e mi aspettavo che lui non gli credesse subito, insomma manco io ci avrei creduto! Ma sono sicura che in qualche modo riuscirà a convincerlo.
Altra cosa che ho amato è questa determinazione di Amilton nel vendicare il padre, si vede proprio quanto creda in questa causa e sicuramente non si arrenderà facilmente.
Poi finalmente si è visto con Liz e, dopo avermi spezzato inizialmente il cuore, le ha chiesto di aspettarlo e beh la sua risposta è stata meravigliosa, adoro Liz e il suo cuore buono.
Sempre parlando di Liz AMO il rapporto con Lydia, per 10 anni Liz l’ha sempre vista nella sua parte migliore, nella sua parte più pura e vera, che è anche quella parte che Lydia tende più a nascondere, vedendola quasi come una debolezza.
Per quanto riguarda Helen, nel vederla fare quei pensieri e voler far fare fuori Rick per avere il potere tutto per sé ho avuto un misto di angoscia o ansia per Rick e allo stesso ero ESTASIATA dalla piega che sta prendendo la storyline, perché in fondo penso che sia perfettamente in line con il personaggio, fin da subito Helen si è mostrata come una ragazza determinata, spossa frivola e pronta a tutto per i suoi scopi e anche se sono SICURAMENTE rimasta sorpresa dalla parte finale, non mi stupisce che una come lei si sia innamorata di un potere come questo e sia pronta a TUTTO per non farselo sfuggire di mano. Staremo a vedere a cosa porterà questo.
Ultima cosa: Delia e Jules si fanno amare sempre di più, mamma mia!!
A parte che anche solo quando ho letto che era Delia che era entrata nell’ufficio di Jules ho fatto un sorriso che manco se mi presenta Jenna Coleman alla soglia di casa (Ovviamente scherzo, se mi presenta Jenna alla soglia di casa sono direttamente morta, ma dovevo rendere il concetto) e poi:
“Non è solo la tua battaglia Delia, è la nostra, ci siamo dentro insieme e so che lo farai ugualmente, con o senza di me”
“questo è certo”
“E allora non posso lasciarti andare lì da sola”

E io qui morta, innamorata, super sorridente…. non per forza in quest’ordine.

Credo di aver detto più o meno tutto, corro a leggere il prossimo!

Cre

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The Writer
The Writer 25 Ottobre 2016 at 19:36

Noi siamo letteralmente INNAMORATI dei tuoi commenti e non hai idea di quanto ci rendano terribilmente orgogliosi e fieri!! Adoriamo il modo in cui tu stia facendo TUA questa storia, tramite i tuoi personaggi preferiti e le relazioni che più ti entusiasmano, è magnifico leggere la tua passione e il coinvolgimento totale in ogni episodio, per noi è praticamente un sogno poter condividere la nostra storia con una lettrice come te, non avremmo mai potuto sperare in un’accoglienza più positiva, profonda e attenta della tua, quindi grazie mille di tutto! Amiamo il tuo modo di vedere Lydia & Delia, sono due personaggi incredibilmente sfumati, tante volte in bilico tra ciò che è giusto e sbagliato e soprattutto sono due donne estremamente indipendenti e forti che non mostrano spesso le emozioni, ma solo con determinate persone, in questo caso Liz per Lydia e Jules per Delia, che rappresentano un po’ le controparti più luminose di Delia e Lydia! L’amicizia tra Delia & Jules è nata in maniera del tutto spontanea, come tu stessa hai notato nei capitoli precedenti, loro sono molto diverse ma quelle differenze sembrano annullarsi quando sono insieme e il loro rapporto è cresciuto sempre di più col tempo! Siamo felicissimi che ti piaccia perchè noi per primi lo amiamo! GRAZIE ANCORA! p.s. metà del team The Writer vuole farti sapere che condivide il tuo amore per Jenna Coleman … ma forse già lo sai! xD

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