The Writer | 1.06 – The Truth is inside my head

THE WRITER
CAPITOLI PRECEDENTI

1.01 – Midsummer Night’s Nightmare
1.02 – Something is rotten in the state of England
1.03 – Nothing Will Come Of Nothing: Write Again
1.04 – Let not light see my black and deep desires
1.05 – Write with me

E’ buio, tutto buio. Ho tirato le tende e chiuso ben strette le persiane. Sono riuscito a togliere ogni possibile fonte di illuminazione. Nemmeno i neon dei locali vicino al mio appartamento riescono a filtrare la mia barriera. Sono qui, disteso e abbandonato sul mio letto a fissarlo. Il buio avrà un volto?! Qualcuno avrà mai tentato di rappresentarlo?!

Che domanda stupida, ma per fortuna il ronzio indistinto che fa da sottofondo musicale alla Grande Mela mi distrae. Sento delle urla dalla strada, rumori che oltrepassano la mia barriera, clacson che suonano, gente che ride… tutti hanno una vita… una vita fatta di sogni da inseguire.

Ripenso al mio di sogno, riuscirò mai a diventare uno scrittore?

Oggi il professor Fox ci ha affidato il compito più importante dell’anno e dal quale dipenderà parte della valutazione finale. E’ inutile dire che l’idea di scrivere un’intera opera teatrale mi ha mandato fuor di testa, mettermi alla prova per la prima volta, un sogno diventato realtà… un sogno andato in frantumi pochi istanti dopo. Perchè dobbiamo lavorare in gruppo?! Ok, la cosa non mi dispiacerebbe neanche, ma… perchè devo lavorare con Jim?! Jim mi odia, Jim farà di tutto per mandare a puttane il mio lavoro e risultare lui soltanto il migliore, Jim è fatto così… lui non ha mai guardato in faccia nessuno.

Mi consola il fatto di avere almeno vicino Helen, anche se… al momento è piuttosto distratta e non mi sarà molto d’aiuto. I suoi occhi sembrano esistere solo per Mike. Era da un sacco di tempo che non la vedevo così felice, così coinvolta da un ragazzo, tanto da sembrare quasi drogata da lui.

Oggi nemmeno la presenza viscida di Jim al nostro fianco è riuscita a distrarla.

Allungo la mano alla mia sinistra, frugo al buio tra le lenzuola, finalmente trovo il mio telefono, inserico la password per sbloccarlo. La luce invade la stanza.

Mi aspettavo almeno una tua reazione dopo il fantastico lavoro con Jim di oggi pomeriggio

Helen non risponde, visualizza il messaggio ma niente…

Chiudo gli occhi e seguo il flusso dei miei pensieri. Sono preoccupato, sarà difficile portare a termine il lavoro di scrittura in un gruppo composto da quattro persone… e la settimana di tempo che ci è stata data è veramente troppo corta. Ripenso alla giornata: Helen è stata praticamente tutto il tempo a fissare Mike e a dire quanto geniali fossero le sue idee… idee che prevedevano un musical su una scuola per addestratori di pinguini… quell’espressione di insofferenza che ho avuto per tutto il pomeriggio mi rispunta in volto.

Chissene di Jim… Stasera Mike passa la notte qui… devo aggiungere altro??? Domani ti racconto

Il suono del messaggio mi distrae, leggo l’anteprima, decido che non vale la pena nemmeno di aprirlo.

Sento che Morfeo sta per venirmi a fare visita, ma non sono ancora pronto. Ripenso alle diverse idee uscite: Jim proponeva di basarsi sulla vita di William Blake, era un’ottima idea, ma poi è successo qualcosa si è completamente ammuttolito. Cerco di ripensare a quel momento.

Cosa è successo?

L’ illuminazione, come ho fatto a non arrivarci prima?

Mentre Jim parlava, Helen stava frugando nella sua borsetta alla ricerca di un lucidalabbra, io prendevo appunti leggendo la pagina di Wikipedia dedicata a William Blake e Mike stava sfornando la sua fantastica idea sui pinguini. Ma ecco lì, quel gesto insignificante, Mike si era chinato a frugare nel suo zaino, e quando riemerge ha in mano la sua agenda, stavamo per fissare il prossimo incontro… l’agenda di pelle rossa rilegata che aveva in mano sapevo di averla già vista.

ERA IDENTICA A QUELLA DI JIM.

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Era passato un solo minuto di silenzio, forse anche qualche manciata di secondi in meno, ma a Jules sembrava che il tempo si fosse improvvisamente fermato di colpo, come congelato, mentre tutto il mondo intorno a lei continuava a vivere freneticamente, esattamente come la vita a New York prevedeva.

Il minuto passa. E Jules continua a guardare Roman ancora fortemente sorpreso da quello che ha appena scoperto sul suo conto. È spaventata, come lo è stata poche volte prima, ha appena trascorso una delle serate più belle della sua vita e in quel preciso momento tutto può cambiare, ancora una volta, a causa del suo cognome.

JULES
Ti prego, dì qualcosa.
Non volevo che lo scoprissi
così

ROMAN
Beh è stata anche colpa mia,
due caffè e una cena e ancora
non ti avevo chiesto il tuo
cognome … o se fossi Wonder Woman,
corro sempre questo rischio!

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Roman sorride semplicemente, nell’unico modo che conosce, e in quel sorriso Jules vede tutto ciò che ama di quell’uomo di già così importante per lei che il pensiero di perderlo fa sorprendentemente male. È assurdo, conosce Roman da così poco tempo che pensare di etichettare quello che prova per lui diventa quasi una follia ma per quanto cerchi di non dare un nome a quella sensazione, non può negarlo, non a sé stessa almeno.

JULES
Mi dispiace davvero non
avertelo detto, non volevo
mentirti o tenerti nascosta la
mia vita

ROMAN
Jules va tutto bene, davvero,
non ho scoperto la tua identità
segreta e il tuo piano di vendetta
contro il mondo dell’editoria

JULES
(ridendo)
Ma come fai?

ROMAN
Troppa tv americana credo

JULES
No, come fai ad essere così incredibile?
Affronti tutto con un sorriso,
mi fai stare bene anche quando ho
paura e sai sempre cosa dire,
al momento giusto

ROMAN
Non è difficile farlo con te,
credo di non avere vie di fuga
ormai, farei tutto per te

JULES
Avrei dovuto dirti la verità
fin dall’inizio

ROMAN
Perché non l’hai fatto?

JULES
Perché ero terrorizzata,
non volevo che in un modo o nell’altro
la mia famiglia o il mio lavoro
rovinassero tutto, è già successo
in passato e non avrei permesso
che succedesse ancora, non adesso,
non con te, le persone tendono a
comportarsi diversamente quando
sanno chi sono

ROMAN
(ridendo)
Ecco, magari avrei evitato
l’Old Town

JULES
No, non cambierei niente
di questa serata, è stata la
più bella che passassi da molto
tempo, perché ero soltanto Jules
per te

ROMAN
Non lo capisci?
Non mi importa del tuo cognome
o da quale famiglia tu provenga
ma non sarai mai “SOLTANTO”
Jules per me, non sei mai stata
SOLTANTO una ragazza che ho incontrato
fuori da quel bar, fin dal
primo momento in cui ti ho visto,
tu sei stata un pensiero fisso,
sei stata tutto per me

JULES
Ne sei sicuro?

Roman guarda Jules intensamente, in quel momento riesce a vedere le sue paure, la sua parte più fragile e vorrebbe solo proteggerla perché nonostante le loro apparenti differenze, quella sera si sono scoperti più vicini e simili di quanto pensassero. Di fronte al suo ennesimo dubbio, Roman vorrebbe dirle tante cose, vorrebbe rassicurarla e prometterle che non sarebbe mai cambiato niente tra di loro e che non avrebbe mai smesso di provare per lei ciò che sente dalla prima volta che l’ha incontrata ma non può farlo, non può prevedere il futuro, non può allontanare da lei ogni pericolo, ogni difficoltà che inevitabilmente saranno costretti ad affrontare e tutto ciò che ha è quel preciso istante, tutto ciò che sa è che si sta innamorando di lei ed è pronto a lottare per quel sentimento. Senza dire niente, Roman accarezza dolcemente il viso di Jules, le sposta i capelli che adesso tendono a coprirle leggermente il volto e poi accennando un sorriso, la bacia, con dolcezza ma senza dubbi, senza esitazioni, deciso a non lasciarla andare, stringendola sempre di più sé. Jules si abbandona completamente a lui, cingendolo con entrambe le braccia per essere certa di non perderlo mai perché in quel momento ha avuto la sua risposta e tutti i suoi dubbi, per quella sera, sono scomparsi.

Lydia cammina su e giù per la stanza, senza una meta, senza un obiettivo. I mille pensieri che le attraversano la mente in questo momento sono quasi perscrutabili a occhio nudo. Alcuni di questi li ricaccia indietro perché troppo legati a sentimenti che non può affrontare, non ora, lei è Lydia Johansson e non può permettere alla paura o al dubbio di prendere il sopravvento su di lei. Ciò che ha di fronte adesso è una crisi che sembra sfuggire al suo controllo e questo non può accettarlo, non dopo tutto ciò che ha fatto per raggiungere quella posizione, per diventare il tipo di donna che non combatte guerre che non è convinta di vincere.
Edmund invece resta seduto sul divano, le mani tremanti che reggono a stento un bicchiere di whisky con cui cerca di calmarsi, la sua soluzione a tutto, soprattutto a problemi più grandi di lui.

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LYDIA
(sussurrando)
Che cosa hai fatto?
Che cosa hai fatto?
Dio mio, cosa hai fatto?

EDMUND
Ho dovuto farlo,
io …
io non avevo altra scelta

LYDIA
(gridando)
C’É SEMPRE UN’ALTRA SCELTA EDMUND!!
HAI UCCISO UN UOMO!!

EDMUND
(alzandosi in piedi
di scatto)
TU MI HAI DETTO DI CHIUDERGLI
LA BOCCA, SEI STATA TU A DIRMI
PROPRIO QUI, IN QUESTO MALEDETTO POSTO
DI METTERLO A TACERE!!

LYDIA
Non provare a dare la colpa
a me per questo! Volevo che lo convincessi,
che lo pagassi, che lo ricattassi,
razza di idiota volevo che
facessi l’uomo per una volta,
NON TI HO DETTO DI UCCIDERLO!

Sconvolto, Edmund resta in silenzio, guardando fuori dall’enorme finestra che incornicia uno scorcio di spiaggia della città degli Angeli mentre Lydia smette di camminare, appoggia entrambe le braccia sul tavolo, reggendosi su di esse con la testa bassa a fissare il vuoto, continuando a pensare senza sosta, cercando disperatamente una via d’uscita.

EDMUND
Che cosa facciamo adesso?

LYDIA
(alzando la testa
per guardare Edmund)
Prima, in bagno, farfugliavi qualcosa,
su Benny che ti parlava del piano di Jacques,
cos’era?

EDMUND
Diceva che era tutta una montatura,
che Jacques non ha mai avuto intenzione di
smembrare il gruppo Le Roi e che
voleva soltanto testare la concorrenza
e incastrarci, uno dopo l’altro, per
eliminare le riviste che più vedeva come rivali

LYDIA
Lo sapevo, che gran bastardo!
Edmund dov’è il corpo di Benny adesso?
Qualcuno vi ha visti discutere?
Pensaci bene

EDMUND
No, ne sono certo,
eravamo nel parcheggio sotterraneo
in cui si è incontrato con Jacques,
era isolato e noi eravamo nascosti,
dopo averlo colpito, sono salito subito
in macchina e sono tornato a casa

LYDIA
Sarà passato quanto?
Poco più di un’ora?
Dobbiamo chiamare la polizia ORA,
denunciare la scomparsa di Benny e
aspettare che lo trovino. Ma nel frattempo
noi andremo da Le Roi

EDMUND
Cosa? Sei pazza? Perché?

LYDIA
Perché Benny verrà ritrovato nello
stesso posto in cui è stato l’ultima volta
con Jacques, abbiamo le foto e la registrazione
telefonica, non sarà difficile convincere
la polizia a collegare le due cose

EDMUND
Vuoi ricattare Jacques?

LYDIA
Lui non ha nulla contro di noi,
nessuna prova del vostro incontro,
se non ciò che dice a Benny nella
telefonata ma per quello troveremo
facilmente qualcuno che smonti la sua
teoria. Per quanto ne sappiamo,
è stato lui a vedere Benny per l’ultima
volta. Le Roi ha messo in moto
questo teatrino fingendo di voler
smembrare il suo gruppo e adesso
sarà costretto a farlo per davvero
o passerà il resto della sua patetica
vita in prigione.
Entro domani quelle azioni saranno nostre

Riapro gli occhi di colpo, non so quanto tempo sia passato, le mie elucubrazioni su Jim, la sua agenda, unite all’ansia per il nuovo compito da portare a termine mi hanno trascinato in un sonno profondo. L’ennesimo sonno fatto di incubi e sogni strani.

Sono ancora disteso al buio, con la mano cerco il telefono, so per certo che deve essere da qualche parte qui tra le lenzuola. Lo trovo. Cerco di guardare l’ora, le 4.32. La luce mi ha abbagliato e nonostante abbia spento subito il monitor continuo a vedere l’ombra del salvaschermo e dell’ora muovrsi nel buio che mi circonda.
Cerco di ripensare ai sogni appena fatti, di ricordarne i dettagli.
Ero solo, nella casa dei miei genitori, giravo per le stanze chiamando Bird, il pappagallino di mia madre, non sento versi o rumori e non riesco a trovarlo. Attraverso la grande sala da pranzo e decido di salire al piano di sopra, nulla, non c’è traccia. Butto l’occhio alla finestra in fondo al lungo corridoio, sul quale danno le diverse porte delle stanze da letto, e la vedo socchiusa. Attimi di panico. Potrebbe esser uscito, come farò a ritrovarlo?! Il cuore sembra esplodermi in petto. Corro. Mi affaccio al bancone e vedo un’ ombra azzurrina appollaiata sul ramo di un albero del giardino. E’ Lui. Lo riconosco. Come posso fare a riprenderlo? Il panico inizia a scorrermi nelle vene… non ce la farò mai… e poi la soluzione. La certezza. Corro in camera mia, la furia con cui entro fa sbattere la porta contro l’armadio, in un secondo sono già seduto alla mia scrivania a frugare in un cassetto. ECCOLA! Ho un’agenda rossa in mano, la stessa agenda che aveva Jim. La apro in una pagina a caso e prendo la prima penna che trovo sulla scrivania.

Bird era uscito di casa, ma quel mondo pieno di rumori lo spaventava a morte così decise di ritornare da dove era venuto. La finestra era ancora aperta doveva sbrigarsi. Con un paio di battiti di ali riuscì ad attraversarla e annunciò il suo ritorno con un sonoro: ‘SONO A CASA! SONO A CASAAA!’

La nebbia che avvolgeva il mio sogno si stava pian piano dissipando e tutti i più piccoli dettagli affioravano. Ricordo perfettamente la naturalezza del mio gesto, sapevo che scrivendo quelle poche e semplici parole avrei risolto la situazione. Ricordo persino il sollievo nel momento in cui mi ricordai che scrivendolo sarebbe successo. Ma perché avevo questa convinzione?
Fatto sta che il sogno si concludeva proprio con il mio io onirico mentre riponeva l’agenda nel cassetto dopo aver sentito quelle parole gracchianti di conforto.

E se tutto quello che scrivessi potesse diventare realtà?!

Amilton e Rhys siedono nella sala d’attesa di un laboratorio di analisi scientifiche. Essendo sabato pomeriggio, l’intero laboratorio è deserto e non un rumore o un suono riempie la sala se non il costante ticchettio dell’orologio da parete che innocentemente scandisce il tempo ma agli occhi di Amilton quell’ipnotizzante susseguirsi di secondi rappresenta il suo limbo, il momento in cui vive sospeso tra quella che è sempre stata la sua vita e quella che potrà diventare da un istante all’altro, e quella microscopica frazione di tempo che la lancetta dei secondi impiega per passare da un posto a un altro diventa per lui il confine che separa il suo passato dal suo futuro.
Con lo sguardo perso sullo scorrere del tempo, Amilton non si accorge neanche che un uomo di 35 anni circa ha appena attraversato le porte scorrevoli di uno dei laboratori interni dell’istituto e adesso sta raggiungendo la sala d’attesa. Rhys strattona leggermente Amilton per riportarlo alla realtà e entrambi si alzano aspettando l’uomo con il camice bianco che si sta avvicinando.

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KEVIN
Tu lo sai vero che oggi
il mio sforzo maggiore doveva
essere quello di alzarmi dal divano
per afferrare il telecomando della tv?

RHYS
Per questo sei il mio cugino
preferito

KEVIN
(sorridendo)
Sta zitto che è meglio!

AMILTON
Cosa hai scoperto?

KEVIN
Non so dove abbiate preso queste pillole
ma sono un concentrato di cloruro di potassio,
si somministrano in svariati casi ma
sempre in dosi minime

AMILTON
Anche per l’ansia?

KEVIN
No, assolutamente,
non hanno niente in comune
con le benzodiazepine come il
Lorazepam o lo Xanax

AMILTON
Hai detto che vanno prese in dosi
minime, in quali quantità esattamente?

KEVIN
Diciamo che per il concentrato
presente in queste pillole,
andrebbero assunte ad intervalli di
tempo più o meno ampi, si segue una
cura specifica per evitare i numerosi
effetti collaterali derivati dall’eccesso

AMILTON
E se qualcuno ne prendesse un paio
insieme, cosa succederebbe?

KEVIN
Amil scherzi? Un paio di quelle
pillole contemporaneamente?
Ti fermerebbero il cuore nel giro di
pochi minuti

Sconvolto dalla risposta, senza dire una parola Amilton lascia in fretta il laboratorio mentre Rhys cerca di seguirlo.

KEVIN
Rhys cosa sta succedendo qui?

RHYS
Niente, davvero, è solo una …
una ricerca ecco, ma ora
devo andare, grazie mille
Kevin, ti devo un favore

Arrivato in strada, Rhys raggiunge correndo Amilton che continua a camminare deciso a passo veloce, noncurante dell’amico che continua a chiamarlo né tantomeno della realtà che lo circonda e che adesso sembra svanita nel nulla per lui.

RHYS
(ansimando per la corsa)
Amil, Amil fermati, aspettami
(afferrando il braccio
di Amilton)
Perché sei scappato via così?
Quello che ha detto Kevin non
significa niente, devi calmarti

AMILTON
(a voce alta)
NON DIRMI DI CALMARMI!
Non hai sentito cosa ha detto
tuo cugino? Come puoi
continuare a chiudere gli occhi
e a non vedere cosa succede?

RHYS
Non chiudo gli occhi Amil,
li sto tenendo ben aperti
per entrambi perché
qualcuno qui fuori ti ha
in pugno!

AMILTON
Mio padre è stato ucciso da
quelle pillole Rhys!! E nessuno
sta pagando per questo!

RHYS
E chi dovrebbe pagare Amil?
Come puoi scoprire chi è stato?
Tutto questo è una follia,
te ne rendi conto?

AMILTON
No invece adesso per
la prima volta sembra tutto
più chiaro! E non devo cercare
il colpevole, non ho dubbi su questo

RHYS
Che vuoi dire?

AMILTON
Prima di venire qui,
ho fatto un salto dal medico
di famiglia, il dott. Ryan,
e gli ho mostrato il flaconcino delle
pillole. La firma sulla confezione,
la data, il codice, corrisponde tutto,
gli ha prescritto lui quelle medicine,
o almeno quelle che dovevano esserci
all’interno. Solo che quel giorno,
il giorno in cui mio padre è morto,
non fu lui a ritirare le pillole

RHYS
E allora chi andò a prenderle?

AMILTON
Clyde

RHYS
Amil fermati, non penserai che —

AMILTON
Cosa? Che Clyde sia capace di uccidere?
O che odiasse mio padre a tal punto?
Andiamo Rhys da quanto ci conosciamo?
Hai visto anche tu di cosa è capace,
hai visto anche tu quanto fosse invidioso
di mio padre, con lui
fuori dai piedi ha ottenuto tutto
ciò che ha sempre voluto,
il suo posto nell’azienda, i suoi
soldi, sua moglie

RHYS
E cosa pensi di fare?
Denunciarlo? Non hai niente
in mano Amil, tuo zio sarebbe in grado
di farti rinchiudere se ci
provassi

AMILTON
Credimi, non ho alcuna intenzione di
informare le autorità

RHYS
E allora cosa vuoi fare?
Affidarti al misterioso mittente
delle lettere? Amil non crederai
davvero che sia tuo padre?

AMILTON
Andiamo Rhys certo che no!
Ma chiunque sia conosce la
verità e mi sta aprendo gli occhi

RHYS
NO AMIL, chiunque sia
STA GIOCANDO CON TE!

AMILTON
E cosa dovrei fare? Andare avanti
con la mia vita fingendo di non aver
scoperto nulla? No, non posso farlo,
non più. Affronterò Clyde, da solo,
lo ingannerò e vedrò la sua reazione.
E se mi accorgerò che è coinvolto in tutto
questo …

RHYS
Cosa farai?

AMILTON
Gli toglierò tutto ciò che amo di più,
il posto in azienda, la sua preziosa
reputazione, il suo matrimonio e qualsiasi
altra cosa verrà dopo, gli toglierò tutto
ciò che lui ha portato via a mio padre!

Sono le 9:00 di mattina e Jules è da poco nel suo ufficio, ormai completamente invaso dalla luce del sole che riempie la stanza entrando senza ostacoli dalle ampie vetrate che occupano l’intera parete alla sua sinistra. La mattinata sembra tranquilla per il momento, il numero è ormai agli sgoccioli e Jules si concede del tempo per dedicarsi al suo “rituale mattutino”, come lo chiama John, rituale che adesso assume nuove sfumature, più importanti e intense di quanto non siano mai state prima. Di fronte a sé, sullo schermo del computer, compare una nuova pagina del blog MUCH ADO ABOUT NOTHING, con l’ultimo post pubblicato pochi minuti prima, il cui titolo sembra porsi una domanda importante: IS THIS TRUE LOVE?

Jules non riesce a smettere di sorridere, il cuore continua a battere a ritmi quasi frenetici e tutto il suo corpo sembra costantemente colpito da sensazioni che non riesce a descrivere, ma che attraversano la paura, l’eccitazione e la felicità nell’arco di un singolo istante. Jules legge quelle parole e adesso sa di non essersi mai sbagliata su colui che le ha scritte, adesso sa che sono rivolte a lei e che forse lo sono sempre state, doveva solo aspettare di incontrare quella persona a cui sente ora di essere destinata. Tramite quelle parole, Jules rivive ancora una volta, momento dopo momento, l’appuntamento trascorso la sera precedente, la sensazione di vivere in una di quelle storie che si vedono soltanto nei film, la paura di aver rovinato tutto per colpa dei suoi segreti e poi la consapevolezza di non dover più avere dubbi, per una volta, l’insolita sicurezza di aver trovato qualcuno che non sarebbe andato via.
Immersa nei suoi pensieri, Jules viene richiamata alla realtà da qualcuno che bussa alla sua porta e che, dopo aver ascoltato il suo invito ad entrare, la raggiunge nel suo ufficio.

KATIE
Ciao Jules, c’è qualcuno per te,
una certa Delia Martinez,
dice che l’aspettavi

JULES
Si, certo, falla entrare
pure Katie, grazie mille

KATIE
Di nulla!

Mantenendo la porta ancora aperta, la segretaria di Jules permette a Delia di entrare, per poi chiudere nuovamente la porta alle sue spalle.

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JULES
(alzandosi)
Ciao Delia, sono felice di vederti,
accomodati pure,
posso farti portare qualcosa?

DELIA
(sedendosi)
No, grazie Jules, anche per
avermi incontrata con così poco
preavviso

JULES
Scherzi? Non dirlo neanche.
Va tutto bene Delia? Mi sembravi
scossa ieri al telefono

DELIA
Non c’è bisogno di girarci intorno,
sono fuori dalla competizione di Le Roi,
mi sono tirata indietro ieri, dopo
averti chiamata

JULES
(sorpresa)
Cosa? Perché? È colpa di Le Roi?

DELIA
No, questa volta no,
la colpa è di Johansson e di quella
stronza di sua moglie

JULES
Non capisco, cosa c’entra
Johansson in tutto questo?

DELIA
Sua moglie Lydia ieri è venuta
nel mio ufficio e mi ha ricattato,
non so come, sono entrati in possesso
di informazioni, sul mio passato,
che avrebbero dovuto rimanere segrete
e Lydia ha minacciato di renderle pubbliche
se non accettassi di ritirarmi dalla competizione

JULES
Questo è assurdo, ti hanno ricattato!
Delia non possiamo permetterglielo!

DELIA
Lo so, credimi, ma se si scoprisse …
non sarei solo io a pagarne le conseguenze
ma tutta la mia redazione e non posso
lasciare che accada, lavoro con quelle
persone da sempre,
ho le mani legate Jules

JULES
E allora cosa posso fare io
per aiutarti? Sono a tua completa
disposizione

DELIA
Sei una bella persona Jules,
ma aspetta ancora a dirlo

JULES
Hai già un piano vero?

DELIA
Voglio ripagare quel bastardo di
Edmund con la sua stessa moneta,
ho dei contatti nella polizia di Chicago
e posso scoprire se nasconde qualche scheletro
nel suo armadio, le persone come lui hanno sempre
qualcosa da nascondere
ma non posso farlo da sola,
se andiamo fino in fondo a questa storia,
avrò bisogno del tuo aiuto,
non posso essere sola in questo,
non voglio

JULES
Perché mi dici questo? Cosa hai
intenzione di fare Delia?

DELIA
Se vogliamo davvero farla
pagare a Johansson dobbiamo
andare in fondo a qualsiasi
storia i miei amici di Chicago
riescano a trovare. Loro ci daranno
l’imput ma spetterà a noi scavare
e sporcarci le mani per trovare
la verità

Jules si appoggia allo schienale della sua sedia, guarda silenziosa Delia ma i pensieri iniziano già ad allontanarsi per delineare i possibili scenari che si realizzerebbero se accettasse quella proposta. È combattuta, da una parte sa bene di cosa siano capaci Le Roi e Johansson, rappresentano tutto ciò che odia di quel mondo, del suo mondo, la corruzione, l’ostentata ricchezza, la convinzione di poter e dover avere tutto e subito e quella parte di lei vorrebbe soltanto seguire l’istinto e dire “sì, ci sto”. Dall’altra parte Jules ha anche vissuto la sua vita cercando di ponderare al meglio impulsività e razionalità, impedendo ad una decisione presa sul momento di rovinare ciò per cui ha lavorato da sempre. Delia se ne rende conto, sa bene cosa le sta chiedendo e se il suo passato l’ha portata a combattere con ogni mezzo, sa anche che per Jules non è lo stesso, non può esserlo.

DELIA
Senti non devi rispondermi
ora ok? Lo so, sono stata
troppo impulsiva, non avrei
dovuto disturbarti, non è giusto,
tu non sei così ed è quello
che più mi ha colpito di te
quando ti ho conosciuta

JULES
No, non è questo il problema,
è solo che non posso fare
a meno di chiedermi,
sei sicura di quello che vuoi
fare Delia? Riesco a vederlo,
sei una bella persona e hai difeso
i tuoi collaboratori fino alla fine,
hai davvero calcolato tutti i rischi
a cui TU personalmente andrai incontro?

DELIA
No, certo che no,
non è un viaggio d’istruzione
Jules, non posso organizzare
l’itinerario e prevedere ogni
imprevisto, ma non posso neanche
restarmene seduta nel mio ufficio
mentre quel bastardo di Johansson
crede di potermi minacciare e ricattare
A CASA MIA!
Non è giusto Jules, non è per questo
che abbiamo firmato quando abbiamo
scelto di intraprendere questa strada

JULES
Delia io —

Mentre parla Jules viene improvvisamente interrotta dalla porta del suo ufficio che si apre bruscamente quando John irrompe nella stanza senza neanche bussare. Sembra sconvolto, chiude la porta dietro di sé con una tale foga che il suo vetro opacizzato sembra quasi sul punto di cadere a pezzi e ha bisogno di alcuni secondi per rendersi conto della presenza di un’altra persona nella stanza.

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JOHN
(cercando di calmarsi)
Scusami Jules, non credevo
avessi ospiti

JULES
(preoccupata)
John ma che ti prende?
Va tutto bene?

JOHN
Si, o meglio no,
non lo so ma
ne parliamo dopo,
non voglio disturbare

DELIA
Se è per me, vado
via subito, non ci sono
problemi

JULES
No, aspetta, John
lei è Delia Martinez,
di EXTREME di Chicago,
Delia, lui è John, il mio editore

John stringe la mano a Delia che sorride cortesemente.

JOHN
È un piacere conoscerti,
e in questo caso allora,
forse dovresti saperlo anche tu

JULES
Sapere cosa?

John passa dall’altra parte della scrivania per usare il computer. Impossessatosi del mouse e della tastiera, cerca freneticamente una notizia sul web e pochi secondi dopo averla trovata, la mostra a Jules mentre anche Delia raggiunge la postazione per leggere l’articolo che adesso campeggia sullo schermo.
È una notizia pubblicata pochi minuti prima. Si è appena conclusa infatti una tempestiva e improvvisa conferenza stampa in cui Jacques Le Roi ha ufficialmente ceduto il pacchetto di maggioranza delle azioni del suo gruppo editoriale al capo redattore della rivista INTEL di Los Angeles, Edmund Johansson. Tra le brevi motivazioni che Le Roi ha portato a sostegno della sua decisione si ritrovano elogi alla personalità di Edmund e al modo in cui gestisce la sua rivista, uno stile che Le Roi definisce “sobrio e professionale, proprio ciò che il marchio Le Roi ha sempre rappresentato” mentre alla domande sulle altre due riviste in gara, il presidente uscente risponde di non aver trovato nelle riviste BY: Be Yourself e EXTREME le motivazioni adatte per acquisire le azioni.
Incredule, Jules e Delia si allontanano dallo schermo, indignate per ciò di cui sono appena venute a conoscenza. Delia comincia a camminare per l’ufficio mentre Jules resta seduta nei pressi della sua scrivania, continua a guardare lo schermo del suo computer ma adesso non lo vede davvero, non ha bisogno di leggere ancora, ha soltanto bisogno di pensare anche se tutto dentro di lei sembra convincerla, di più ogni istante che passa, che adesso ci sia soltanto una strada da percorrere.

JULES
John ho bisogno di te ora,
va fuori e dì a tutti che
dobbiamo preparare immediatamente
una risposta alla conferenza
di Le Roi, i telefoni cominceranno
a squillare senza sosta e il web
si riempirà in pochi secondi,
dobbiamo essere pronti ad affrontare
ogni dichiarazione, ogni parola
che ci riguarderà!
Io ti raggiungo in un secondo

JOHN
Consideralo fatto

John esce dall’ufficio lasciando nuovamente sole Jules e Delia.

DELIA
Vado anch’io,
devo tornare immediatamente
a Chicago, la redazione sarà
un caos oggi

JULES
Si ma prima che tu vada
devo dirti una cosa Delia
e non potevo farlo,
non VOLEVO farlo con John qui,
mi fido di lui più di ogni altra
persona al mondo ma non può entrare in
questa storia, non è giusto.
(pausa)
Qualsiasi sia il tuo piano Delia,
non sarai sola a farlo,
ci sto.

La mia fantasia galoppa, quanto sarebbe bello se tutto quello che scrivessi diventasse realtà?! Potrei diventare ricco di colpo, fare una vita da sogno. Oddio, potrei scrivere i numeri della lotteria e vincere un sacco di soldi. L’entusiasmo per una semplice fantasia mi impedisce di prendere sonno, mi do dell’idiota da solo. Ma aspetta, tanto, tentare non nuoce! Se è solo una fantasia che male potrà mai farmi?!
Prendo veloce il telefono, mi alzo rapido dal letto, uso la luce dello smartphone per farmi strada fino alla scrivania. Spostandomi sbatto con il piede sulla gamba del letto, il rumore sordo è seguito subito da una fitta di dolore, ma l’adrenalina e l’eccitazione che ho in corpo attutiscono il colpo. Sono già seduto, accendo la piccola lampada che mi tiene sempre compagnia nelle mie nottate di studio, frugo in un cassetto alla ricerca di un foglio, prendo la prima penna che ho sotto mano e decreto l’inizio del mio esperimento.

ESPERIMENTO N.1
Rick stava facendo un esperimento, provare a scoprire se quello che scrive può diventare realtà.

Cerco di pensare a qualcosa di assurdo e improbabile, ma che possa farmi capire se l’esperimento funziona oppure no.

Rick si girò di scatto, la luce che filtrava dalla porta del suo minuscolo bagno si era accesa da sola.

IL PANICO.
Non c’è altra parola in grado di descrivere quei milioni di aghi che uscirono dalle mie ossa e mi trafissero la pelle quando, pochi secondo dopo aver riappoggiato la penna sul tavolo, la luce del bagno innondò l’intera stanza.

IL PANICO.
La pelle d’oca che non voleva andarsene. Le palpitazioni che accelerano all’invero simile. La mano che inizia a tremare. Cerco di farmi coraggio.

ESPERIMENTO N.2
All’improvviso la penna che stava utilizzando Rick smise di scriv    

… e l’inchiostro non stava cerco collaborando a sciogliere IL PANICO…

-Pensa a qualcosa di assurdo Rick!- Cerco di spronarmi a continuare e a non mettermi ad urlare come un cartone animato.

e riprendendo a farlo cambiò improvvisamente il colore del suo inchiostro in rosso

IL PANICO lascia spazio all’ INCREDULITA’. Sto sognando, non c’è altra spiegazione… oppure sto impazzendo… sì, STO IMPAZZENDO!

IL PANICO RITORNA.


E se quello che c’è scritto nel mio racconto fosse vero? E se stessi influenzando delle persone innocenti? Magari anche i miei protagonisti sono reali. Magari sono io ad averli creati.
Il vortice dei pensieri mi fa girare la testa, nemmeno io so come sono arrivato fino al tavolo della cucina. Gli attimi che ci vogliono perché il portatile si accenda sembrano anni.
Cerco il file sul mio desktop, la mano mi trema, HO PAURA.

Eccolo, si sta aprendo in un punto a caso, probabilmente dove mi ero fermato durante la milionesima rilettura.

-Rick pensa a qualche cosa di impossibile da sbagliare, pensa a un qualcosa che hai scritto di cui potresti trovare notizia su internet.-
Ci sono! Il blog di Roman! Se lui esiste allora anche il blog dovrebbe esistere.

Apro una pagina di Google, la barra della ricerca è vuota e con il TERRORE in mano digito quelle poche lettere

MUCH+ADO+ABOUT+NOTHING

E’ LUI. La pressione del sangue mi si abbassa di colpo, sento la testa girare, vedo tutto muoversi attorno a me. ESISTE. E’ LUI. E’ IL PRIMO RISULTATO DELLA MIA RICERCA.

MA COME HO FATTO A SCRIVERE DI QUALCOSA CHE NEMMENO CONOSCEVO?!

IL PANICO. LA PAURA. IL TERRORE. Stanno tutti giocando e vorticando nella mia testa.

Ritorno sul file, scrollo il mouse per finire in un punto a caso del testo e poter andare avanti con la mia ricerca.

IL PANICO.

E’ lui che ritorna da me, e questa volta mi travolge.

Quelle parole che vedo davanti ai miei occhi io non le ho mai lette e non ricordo nemmeno di averle mai scritte.

Il fato. Il destino. Jules non meritava Roman, Jules doveva lasciare questo mondo per sempre e con lei anche il loro futuro insieme doveva sparire.

To-be-continued

The Writer è un’opera di fantasia, una fanfiction nata con l’unico scopo di intrattenere.
Se ti ha fatto piacere leggere questo capitolo, se ti sono piaciuti alcuni personaggi più di altri, o semplicemente se vuoi lasciare traccia della tua opinione, il posto più adatto per farlo sono proprio i commenti qui sotto.

I due autori, Walkerita e Lestblue, saranno felici di ascoltare ciò che pensi e di fare del loro meglio per rendere questa lettura un’ esperienza valida.

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Ringraziamo le seguenti PAGINE FACEBOOK per il loro supporto e vi invitiamo a passarle a trovarle e a lasciare un bel MI PIACE!

Le Lande Incantate / • Clara Oswald » Jenna Louise Coleman. / ϟAlfred Enoch Italia / • Thank you; Always • Castle / Billie Piper Italia / Lyndsy Fonseca ϟ Italian Fanpage / David Tennant Italian Page / Doctor Who pagina italiana / Doctor Who Channel / Just A Mad Man With A Blue Phone Box.

Non dimenticate di recuperare anche le due piccole anteprima di The Writer se ancora non l’avete fatto:

SNEAK PEEK #1 | SNEAK PEEK #2

RULLO DI TAMBURI

Per tutti coloro che hanno amato The O.C. arriva una nuova fan fiction che narra le vicende e le vite di una nuova generazione di teenagers californiani, che si intrecciano con quelle da (quasi) adulti di personaggi storici della serie tv come Seth, Ryan, Summer ecc.

Sophie Rose è l’ultimogenita della famiglia Cohen e, dalla bambina vista nel series finale, si è trasformata in un’adolescente con un carattere non certo semplice. Una vicenda improvvisa, come un fulmine a ciel sereno, le cambierà la vita. Per sempre.

Dopo 8 anni dal finale di serie, la nostra fan fiction “Newport Beach” si propone di ricreare le atmosfere che tanto abbiamo amato e riportare tutti in quella cittadina che, ancora oggi, è rimasta nel cuore di ogni telefilm addicted.

Newport Beach | 1×01 – A New Beginning [Pre-Air]
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8 comments
  1. Se dico di nuovo che questo è il miglior episodio in assoluto risulto poco credibile? So che lo dico sempre, però davvero riuscite a superarvi di volta in volta. Raramente ho letto fan fiction con lo stesso livello di qualità che c’è in The Writer. Questo 1.06 mi ha messo talmente tanta ansia e inquietudine addosso che anche una volta finito di leggere son stato 10 minuti agitato. Sono riuscito ad immedesimarmi in maniera incredibile in Rick. Riuscivo man mano a provare le stesse emozioni che probabilmente provava lui. E’ assurdo. Un lavoro MERAVIGLIOSO.

    1. Per quanto ci riguarda, è un onore che ogni episodio diventi il tuo preferito!!! 😀 La verità è che anche per noi è spesso così ma noi siamo di parte!! 😀 Il 6 è nato con l’intenzione di essere inquietante ed è magnifico vedere che forse ci siamo riusciti anche questa volta! E possiamo dirti che potrai conoscere sempre di più Rick e vederlo crescere come persona e … 😛

  2. Puntata bomba per quanto riguarda Rick, adesso anche lui sa quello che noi lettori abbiamo cominciato a scoprire nel corso degli episodi. Rick può effettivamente influenzare le vite di altre persone, può decidere il loro destino, ma da quello che ho capito lui in realtà dovrebbe solo raccontare le loro storie e non modificarne il futuro. E per queste che lui era perseguitato da quelle voci e da quel continui blackout?

    1. Ottima analisi Marianna!!!! Rick si ritrova adesso a dover affrontare diversi cambiamenti e rivelazioni ma è solo a metà del suo percorso, ci sarà tanto da scoprire e il prossimo capitolo sarà FONDAMENTALE! Stay Tuned!! E ancora grazie grazie grazie!!! 😀

  3. No,vabbè! Questo episodio è pazzesco!!! Sembra proprio che Rick abbia davvero dato vita ai suoi personaggi… Ma data la presenza del The Writer, prendo questa scoperta con le pinze. Comunque, mi è piaciuto tanto che Jules e Delia abbiano unito le forze. Il team Jelia ha già una forte sostenitrice.

    1. Team Jelia??? Ok, noi vogliamo le magliette con questa scritta!! Ci piace da matti!! 😀 Grazie mille per i tuoi commenti!! #TeamJelia xD

      1. E’ stato il primo acronimo decente che mi è venuto in mente 😀 Sono due donne con caratteri totalmente diversi ma hanno in comune il non voler darla vinta ai prepotenti. Questa unione potrebbe far nascere una bella amicizia, almeno lo spero. #TeamJeliatuttalavita 😀

  4. Woooow! Okay non finire te mai di stuprmi e tenermi incollata allo schermo vero?
    Probabilmente questo commento sarà meno dettagliato perché sono dal telefono e tra poco inizia lezione, tra l’altro ci tengo a precisa che nonostante il fatto che io sia andata in Uni con 4 ore di donna per leggere la vostra storia, la prima cosa che ho fatto questa mattina quando avevo del tempo è stato leggere.
    Infatti l’ho fatto in autobus e nonostante questo,nonostante la gente che mi circondava sono riuscita ad isolarmi completamente dall’ambiente circostante.
    Quando leggo mi sembra davvero di vedere un episodio di una serie.
    Le scene di Roman e Jules mi hanno fatto sorridere come un’idiota, me lo regalateun uomo meraviglioso come Roman?? Oddio quei due sono l’amore.
    Poi ho amato questo Amilton così determinato nel vendicare la morte del padre.
    Poi amo questa situazione in cui si ritrova Rick e tutti i suoi dubbi, tormenti, li riesco a sentire miei… Ho vissuto con lui ogni emozione.
    Altra cosa che ho amato follemente è la scena tra Jules e Delia, amerò la loro collaborazione.
    Per certe cose sono persone così diverse e provenienti da due mondi quasi opposti, ma infondo sono più compatibili di quanto sembra e niente io già le amo pazzamente.
    Alla prossima e grazie ragazzi!

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