Walker – Pilot Addicted: 3 motivi per guardarlo e uno per lasciar perdere

Walker – Pilot Addicted: la trama

Ieri sera ha debuttato sugli schermi americani Walker, la serie ispirata a Walker Texas Ranger – diventata iconica nel suo genere e che ha reso Chuck Norris materiale da meme infiniti ancor prima che i meme fossero inventati. Nei panni di Cordell Walker troviamo Jared Padelecki, in quello che è il suo primo grande ruolo diverso da Sam Winchester in ben quindici anni (esclusi alcuni film di dubbia qualità che l’hanno visto protagonista verso la fine degli anni duemila).

La storia si apre con la nomina a Texas Ranger di Cordell Walker, a cui segue quasi immediatamente l’omicidio della moglie – un avvenimento che lo lascerà distrutto e incapace di trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia, e che lo vedrà in difficoltà soprattutto nel doversi prendere cura dei due figli appena adolescenti.

Fin da subito possiamo notare differenze di trama sostanziali tra Walker e la serie madre – nella quale non c’era un elemento famigliare così marcato, che invece qui sembra essere centrale – ma ci sono anche delle similitudini molto evidenti. Walker Texas Ranger infatti prendeva molto a cuore la cultura e le problematiche degli indiani d’America e in Walker, già nel primo episodio, abbiamo potuto notare tematiche simili adattate ovviamente ai nostri giorni – come i problemi di confine con il Messico e la deportazione.

Walker – Pilot Addicted: il pubblico di riferimento

Era abbastanza prevedibile, ma il pilot l’ha confermato: ci sono essenzialmente due bacini d’utenza a cui può essere rivolta questa serie. Da una parte, i nostalgici di Walker Texas Ranger, che possono trovare una storia simile ma rimaneggiata quel tanto che basta per non farla risultare una brutta copia, oppure una copia noiosa. Dall’altra parte ci sono quelli che hanno votato gli ultimi quindici anni della propria vita a Supernatural e che sono rimasti recentemente orfani della propria serie preferita. Ovviamente i due show non hanno nulla a che spartire se non la presenza di Jared Padalecki come protagonista, ma è un incentivo più che sufficiente per il fandom di un telefilm che è riuscito a uscire dagli schermi creando una vera e propria famiglia nel mondo reale. A riprova di ciò, il fatto che ieri sera a twittare su Walker e a spargere il verbo sia stato innanzitutto il cast di Supernatural.

Walker – Pilot Addicted: 3 motivi per dargli una possibilità

  1. Il cast si ama da subito: sarà la presenza di Jared Padalecki, sarà quella di Keegan Allen – che dopo Pretty Little Liars si è visto poco e ci mancava – o quella di Lindsay Morgan, tra gli altri. Fa sorridere anche la presenza di Genevieve Padalecki, la Ruby di Supernatural nonché moglie di Jared che interpreta… la moglie di Cordell Walker. C’è poi Mitch Pileggi, che in Supernatural era nonno Winchester (Campbell in realtà) e che qui si è trasformato nel padre di Walker. Capite perché vi dico che molta dell’audience arriverà dal fandom dello show di Kripke?
  2. Ambientata in Texas, la serie non ci fa mancare proprio nulla di quella che dovrebbe essere l’atmosfera nostrana: abbiamo i cappelli da cowboy – uno per ogni occasione – le tavole calde in cui si balla musica folk, immensi ranch a un passo dalla città ma allo stesso tempo nel bel mezzo del nulla. È un’ambientazione molto curata e che sicuramente riesce bene nell’intento di catapultarci nel mondo in cui operano i Texas Ranger.
  3. Le dinamiche famigliari: Cordell Walker è un uomo distrutto, tormentato e ossessionato dall’assassinio della moglie, che si ritrova con un figlio che lo idolatra e farebbe di tutto per fargli piacere e una figlia che invece lo “odia” per non essere in grado di sopperire alla mancanza della madre. Liam, il fratello di Cordell (Keegan Allen), sembra riuscire meglio nell’impresa di comprendere e prendersi cura dei due ragazzi, così come i nonni. Walker si ritrova quindi in una situazione nella quale deve imparare da zero a prendersi cura della propria famiglia, perché la morte di Emily ne ha rotto completamente gli equilibri. Come dice alla fine del pilot, I’m learning. E non sarà un percorso semplice, visto che in mezzo a tutto questo, è anche testardamente legato a un lavoro che gli porta via tantissimo tempo e che spesso lo mette di fronte alla scelta tra carriera e famiglia. Sono dinamiche estremamente interessanti e che, se esplorate e portate avanti bene, potranno dare vita a delle storyline pregevoli.

Walker – Pilot Addicted: 1 motivo che potrebbe far storcere il naso

Proprio per questa forte componente famigliare che esula dalla mansione di Texas Ranger, la serie potrebbe risultare un po’ meno dinamica rispetto all’originale. Sicuramente, come ho già detto, diversa nelle premesse. E per quanto questo in realtà sia un bene, proprio perché non dà immediatamente l’idea di già visto ma piuttosto ci mostra un prodotto che potrebbe avere molto da dire, allo stesso tempo alla lunga questo elemento potrebbe essere ciò che allontanerà i fan di Walker Texas Ranger dal suo reboot. Quelli di Supernatural no, quelli rimarranno finché rimarrà Jared Padalecki – questo ve lo garantisco io.

Walker – Pilot Addicted: promosso o bocciato?

Promosso con riserva. Jared Padalecki ci delizia con un’interpretazione fantastica – e non è scontato per niente, dopo essere rimasto per quindici anni ancorato a Sam Winchester. Il family drama scorre potente nella serie, ma dovranno dimostrarci di saperlo gestire. Per quel che riguarda il lato investigativo invece, dovrebbero darci un pochino più di suspense e fare in modo che lo spettatore si senta più immerso nelle indagini rispetto a ciò che ci ha restituito questo pilot. Insomma, esattamente come Cordell Walker deve trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia, lo stesso devono fare gli autori della serie nei confronti di chi sta al di qua dello schermo. 

Quaranta minuti sono ovviamente troppo pochi per poter giudicare questi aspetti, quindi attendiamo e speriamo per il meglio! Quello che però mi sento di dire, è che è uno dei pochi reboot usciti negli ultimi anni che non mi ha fatto storcere il naso fin dai primi minuti, quindi è sicuramente una cosa positiva!

A voi ispira Walker? Avete già visto il pilot? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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