The Handmaid’s Tale – 10 curiosità che (forse) non sapevi

Dal 29 Aprile sono disponibili su Tim Vision i primi episodi della quarta stagione di The Handmaid’s Tale e proprio per questo, ho pensato di condividere alcune curiosità su questo capolavoro che forse non sapevi.

 

Inutile dire che sono una grande fan di questa serie tv, sia perché sin da subito ha saputo creare il giusto mix per tenerti incollato allo schermo, ma anche per la bravura degli attori.

La prima curiosità su The Handmaid’s Tale che forse non sapevi, riguarda proprio la protagonista della serie, June Osborne, interpretata da una magistrale Elizabeth Moss.

SCIENTOLOGY – Elizabeth Moss fa parte di Scientology e ne va molto fiera. Per chi non sapesse di cosa parlo, Scientology è un’organizzazione di stampo religioso di cui fanno parte anche altri attori famosi come John Travolta, e che tutt’oggi è al centro di numerose polemiche per via del presunto lato oscuro di questa realtà.

Un altro personaggio di sicura importanza nella serie, è la marta Rita, interpretata da Amanda Brugel.
In The Handmaid’s Tale, le Marte sono donne spesso sterili, impiegate come domestiche nelle case dei comandanti.

LEGAMI – Rita nello specifico è la marta del Comandante Fred Waterford e della moglie Serena Joy. La curiosità che forse non sapevi, riguarda proprio il legame dell’attrice con la serie tv.
Infatti il libro da cui è tratta, ovvero Il Racconto dell’Ancella, e in particolare il personaggio di Rita, sono stati il soggetto della tesi d’accesso ai corsi universitari grazie alla quale Amanda Brugel ha ottenuto una borsa di studio.

 

SERIE TV E NON SOLOIl Racconto dell’Ancella è un romanzo di Margaret Atwood, pubblicato nel 1985 e prima di diventare una serie tv, è stato oggetto di varie trasposizioni. In primis in teatro, dove ha debuttato pochi anni dopo la pubblicazione.
In seguito ne è stata tratta un’opera e persino un balletto, per poi approdare al cinema con un film nel 1990.

 

L’ISPIRAZIONE – Per creare questa storia incredibile, Margaret Atwood si è ispirata al romanzo distopico 1984 di George Orwell. Il Racconto dell’Ancella è stato pubblicato nel 1985, proprio un anno dopo.

Parlando sempre dell’autrice del romanzo, ecco un’altra piccola curiosità di The Handmaid’s Tale:

CAMEO – Margaret Atwood aveva il desiderio di prendere parte ad una puntata della serie e infatti appare nel pilot nei panni di una delle Zie. Le Zie sono donne anziane e non sposate, che hanno il compito di gestire le ancelle.

Potete vedere Margaret dare uno schiaffo a June, da poco arrivata a Gilead.

 

IL TITOLO – Durante un’intervista, Margaret Atwood ha confessato che il primo titolo del suo romanzo era Offred, che poi sarebbe il nome imposto a June dal suo padrone. Poi, però, lo modificò in The Handmaid’s Tale.

 

IL VESTITO ROSSO– Per quanto riguarda gli abiti indossati dalle ancelle, l’idea dei costumi delle donne di Gilead deriva dall’iconografia religiosa occidentale. Infatti le mogli vestono l’azzurro della purezza della Vergine Maria, mentre le Ancelle vestono il rosso, dal sangue del parto, ma anche della Maria Maddalena.

 

IL SIMBOLO DELLE ANCELLE – Un’altra piccola curiosità è che il copricapo bianco che viene indossato dalle protagoniste di The Handmaid’s Tale, impedisce alle attrici di vedersi tra loro. Quindi sul set recitano basandosi quasi soltanto sull’udito. Notevole, no?

Per finire, tra le curiosità su The Handmaid’s Tale, ce ne sono un paio che mi hanno fatto parecchio riflettere:

NEL PASSATO – Per Margaret Atwood, Il Racconto dell’Ancella non è una storia di fantascienza, e in molti degli eventi che narra è possibile ritrovare degli accenni ad alcuni eventi realmente accaduti.
Per esempio, quando nella prima stagione ci ritroviamo in casa Waterford dove spiccano quadri e altre opere rubate dal Museo di Belle Arti di Boston. In questo caso si fa riferimento all’abitudine degli alti gerarchi nazisti di depredare musei e luoghi di cultura per sfoggiare ricchissime opere nelle proprie abitazioni.
Anche le ambientazioni sono un continuo rimando al passato, come La Grande Biblioteca di Harvard, che nella serie è il luogo in cui ha sede il Servizio Segreto di Gilead. Infatti, un tempo, sulle mura di Harvard venivano esposti i corpi delle giustiziate dei processi per stregoneria.

NEL PRESENTE – Ricordate la protesta in piazza vista nei primi episodi della serie, quando entra in vigore la legge marziale per cui le donne non possono più lavorare e tutti i conti correnti vengono sequestrati, diventando proprietà dei loro uomini?
Quella scena è stata girata molto prima che Donald Trump diventasse presidente degli Stati Uniti e quindi molto prima della vera Women’s March, manifestazione politica del 2017 per promuovere i diritti delle donne e non solo.

Inoltre, nel romanzo la ragione per cui le ancelle sono adoperate per la riproduzione, è che la popolazione viene decimata da un ambiente tossico che ha minato le capacità riproduttive. Pensate che nella realtà, molti studi evidenziano un declino nella fertilità degli uomini, soprattutto di quelli cinesi, che sono tra le popolazioni più esposte a un ambiente inquinato. Devo ammettere che questa, tra le varie curiosità su The Handmaid’s Tale, mi ha davvero dato da pensare.

Questo per dire che, anche se è abbastanza improbabile che finiremo in futuro per ritrovarci in una realtà così terribile (per fortuna aggiungerei), non bisogna dare per scontato che certe cose non ci possano accadere. E’ la storia ad insegnarcelo.

D’altronde, quando si entra nel mondo creato da Margaret Atwood, è davvero impossibile non finire risucchiato dagli eventi drammatici che osserviamo dal divano.

E ora non resta che continuare il nostro viaggio con June, che con grande coraggio e una straordinaria forza d’animo, lotta ogni giorno per la libertà delle donne di Gilead.
Forza June, sei tutte noi.

 

 

Nevera
Ogni serie tv merita una possibilità. Non potrebbe che essere questo, il motto di chi è cresciuta guardando in tv qualsiasi cosa, su qualsiasi canale e in qualsiasi lingua. Divoratrice compulsiva di libri e di serie tv sin dalla tenera età, è figlia dello "streaming di massimo 72 minuti e poi riavvia il router" e delle interminabili attese tra un episodio e l'altro. Proprio per questo, ha accolto l'avvento di Netflix e simili, con grandissimo entusiasmo. E cibo spazzatura sempre pronto, ovviamente. D'altronde, quale modo migliore del "mangia, guarda e ama", senza pause e distrazioni fino all'ultimo episodio? Oltre al bingewatching, ha una passione sfrenata per la scrittura e aspira in segreto a diventare la nuova Shonda Rhimes. Se bisogna sognare, tanto vale farlo in grande.

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