The 100 – Recensione 7×16: La fine di tutto

The 100

Bentornati carissimi Addicted con la recensione della 7×16 di “The 100“.

Eccoci arrivati al finale di “The 100”. La conclusione di sette intensi anni, costellati di momenti straordinari e crolli insuperabili. Mai avrei immaginato di andare incontro al finale che questa 7×16 ci ha regalato.

RECENSIONE THE 100 7×16

LA SCELTA DI MURPHY. Ci sono due tipi di persone: chi si è commosso per questa scena e chi mente. Lo scarafaggio, che ha fatto di tutto per sopravvivere, che alla fine sceglie di morire pur di restare con la donna che ama.

IL PASSAGGIO DI TESTIMONE. Per l’ultima volta Clarke si è fatta carico del peso di quell’enorme responsabilità per tutti i suoi compagni, anzi per tutta l’umanità, e ha fallito. Ho apprezzato quindi che, in quest’ultima occasione, la scelta di Clarke non sia stata quella decisiva, ma che Raven e Octavia abbiano raccolto il testimone e che il loro apporto sia stato determinante.

IL LIETO FINE. Anche se non era decisamente quello che mi aspettavo dal finale di “The 100”, forse era quello che i personaggi meritavano. Dopo tutte le guerre, le perdite e il dolore, ciascuno è riuscito a ritagliarsi il suo angolo di pace. La lotta per la sopravvivenza è finalmente finita. Hanno smentito Jasper, dimostrando di non essere i cattivi in questa storia e di poter migliorare, come Monty aveva sperato.

SHEIDHEDA. Quando ho visto Sheidheda sbucare dagli alberi mi sono veramente cascate le braccia e l’unica cosa che ho pensato è stata “di nuovo?”. Negli ultimi episodi hanno usato talmente tante volte questo personaggio come espediente per creare caos e complicare volutamente la situazione da non risultare più credibile. Si è ridotto tutto a una barzelletta, una gag comica, come totalmente scialba è stata la sua morte. Indra ha avuto mille altre occasioni di scontro e quest’ultima è stata senza dubbio la peggiore.

GLI ESSERI DI LUCE. Per quanto possa apprezzare la metafora, anche ad una seconda visione questa resta una scelta che non mi ha convinto. L’introduzione di questi esseri superiori mi è sembrata fuori contesto rispetto a tutto quello che abbiamo visto in queste sette stagioni di “The 100”. Fino all’ultimo ho creduto che Cadogan avesse mal interpretato la questione della trascendenza e invece la sua follia era reale, e ciò mi ha abbastanza spiazzato. Sicuramente non mi ha aiutato la rappresentazione degli esseri di luce: vedere quella distesa di “alberi” luminosi decisamente non mi ha convinto.

IL FLASHBACK DI CLARKE. Più che non averlo apprezzato, non l’ho pienamente capito. Immagino che il senso fosse sottintendere che questa seconda possibilità fosse quello che Clarke effettivamente sognava quando immaginava una vita sulla Terra, invece del caos e dei drammi a cui sono andati incontro lei e gli altri Delinquents da quando hanno toccato il suolo. Ce n’era bisogno? Sinceramente no.

Tanti personaggi sono stati completamente abbandonati a loro stessi, altri sono stati portati allo sfacelo, ma per pochi quest’ultima stagione ha segnato la chiusura di un percorso straordinario. Motivo per cui, come potrete immaginare, non posso che premiare

JOHN  MURPHY. Murphy è stato senza dubbio il personaggio migliore di questa stagione. È cresciuto e ha maturato una nuova consapevolezza, senza però mai perdere la sua identità. Ha messo se stesso e il suo amore per Emori davanti a tutto, ma non si è tirato indietro di fronte al nuovo ruolo di leader. È stato coerente fino alla fine, e questo credo sia stato il suo più grande pregio.

IL FINALE. Nonostante le critiche che non riesco a risparmiare, non posso negare di essermi commossa. Clarke ha subito un tracollo totale negli ultimi episodi, ha perso tutto, ha fallito nell’ultima scelta ed è rimasta sola. Non poteva non riempire il cuore vedere tutti i suoi compagni sacrificare la pace raggiunta per tornare a vivere la loro seconda possibilità sulla Terra insieme.

RECENSIONE THE 100 7×16

Non è stato sotto nessun punto di vista il finale che immaginavo. A tutto avrei pensato, meno che la storia di “The 100” si concludesse con un happy ending e, soprattutto, con una scelta così fantascientifica. Abbiamo visto tante cose in questa serie, ma mai mi sarei aspettata che un’entità superiore scendesse a giudicare l’operato della razza umana per decidere se trasformarli o meno in esseri di luce da assorbire in un’unica coscienza condivisa di pace e serenità. Ho visto l’episodio più volte e ancora non riesco ad abituarmi a questa scelta.

Se invece mi estraneo dalla componente fantascientifica, riesco a cogliere la logica di questo ultimo grande test. Tutta la serie è stata improntata sulla sopravvivenza, sul rischiare tutto pur di difendere il gruppo. Ogni azione ha portato a delle conseguenze; ogni volta si è sacrificato sempre un po’ di più, ci si è spinti sempre oltre e ci si è giustificati in nome della sopravvivenza. Ogni volta ci si è ripromessi di fare meglio, di arrivare a chiudere il ciclo di violenza e poter finalmente vivere in pace. In quest’ottica il test è servito a riesaminare tutti gli anni passati, e ha messo i nostri protagonisti di fronte all’ultima decisiva possibilità di essere migliori e non commettere di nuovo gli stessi errori. Questa era l’ultima occasione di avere una seconda possibilità.

Apprezzo e condivido l’idea, meno la sua messa in scena, ma soprattutto non posso passare sopra i tanti difetti che questa stagione ha avuto. Se penso alla conclusione a cui siamo arrivati, non posso non ripensare a tutto il tempo sprecato, che poteva essere impiegato per dare maggiore corpo a queste scelte. Qualcosa è andato terribilmente storto in questa stagione e l’emotività dell’addio non può farmelo dimenticare.

Nello spirito forse è il finale che “The 100” meritava, ma non quello che meritavano molti dei suoi personaggi. Forse quel do better poteva essere applicato anche nella scrittura di una sceneggiatura ben più convincente. Nonostante le lacrime e il sorriso che mi hanno accompagnato dalla scena finale ai titoli di coda, mi dispiace che l’addio a una serie che ho tanto amato mi lasci anche una forte sensazione di amarezza.

The 100” rimarrà per sempre nel mio cuore e ora possiamo veramente dire che your fight is over.

Con quest’ultimo video tributo, vi ringrazio per aver seguito questa stagione con me e avermi accompagnato in questi ultimi anni. Un ringraziamento speciale anche alle pagine dedicate alla serie che hanno condiviso puntualmente le recensioni – The 100 ItaliaBeliza Italia Page – DeCento

È stato un gran bel viaggio, e non posso che lasciarvi così

In peace may you leave the shore

In love may you find the next

Safe passage on your travels

Until our final journey to the Ground

MAY WE MEET AGAIN
2 comments
    1. Emori è viva. Collegando il suo mind-drive, Murphy ha permesso alla sua coscienza di sopravvivere. Se il momento della trascendenza fosse arrivato più tardi, nessuno dei due sarebbe sopravvissuto, perchè la presenza di due coscienze avrebbe portato alla morte del corpo ospite, come mostrato nella sesta stagione con Clarke e Josephine. Quindi quella che si intravede nel finale è proprio Emori.

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