Pilot Addicted – Emily In Paris

E’ finalmente stata rilasciata su Netflix “Emily In Paris”, serie prodotta da Lily Collins che la vede anche protagonista nei panni di una giovane americana che viene mandata per lavoro un anno a Parigi. E queste sono le nostre primissime impressioni sul pilot.

Lily Collins. Parigi. Serie creata da Darren Star, ovvero il creatore di quel culto assoluto che è “Sex and the City”. Ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire questo nuovo telefilm, soprattutto perché il trailer sembrava davvero promettente, tanto da far finire la serie nella lista di quelle più attese della nuova stagione, come ricorderete dall’articolo della nostra sezione rubriche.

In questo articolo si parlerà solo del pilot di “Emily In Paris”. Una volta ultimata la visione arriverà anche la recensione finale.

La storia come si diceva è incentrata su Emily, giovane esperta di marketing che si trasferisce a Parigi per lavoro, poiché l’azienda per cui lavora ne ha acquisita una francese che si occupa di pubblicizzare in particolare beni di lusso.
Emily è entusiasta e arriva a Parigi piena di energia e buone intenzioni, ma il suo modo di fare e il suo stile portano inevitabilmente a quello che possiamo definire lo scontro tra due culture: quella americana e quella francese. E questo apre a tutta una serie di momenti divertenti, come per esempio il diverso modo di calcolare i piani di scale in un edificio.
A complicare il tutto c’è il fatto che Emily non parla Francese e quando ci prova… è letteralmente agghiacciante.

https://www.instagram.com/p/CEmSdvRHX7h/?igshid=1sd0i4zyixyp4

Ebbene, il pilot di “Emily In Paris” sembra confermare le aspettative createsi con il trailer, a settembre. La prima puntata stabilisce il tono di tutta la serie, ovvero leggera, con un buon ritmo e divertente. L’episodio contestualizza immediatamente la storia e non perde tempo a catapultare Emily, e gli spettatori con lei, a Parigi, invogliando quindi a continuare e vedere tutta la serie.

Il telefilm è veramente girato a Parigi e questo, com’è ovvio, è un valore aggiunto. Inoltre, sin dal pilot la colonna sonora spicca.
Per quanto alcune cose possano magari essere un po’ esagerate per ragioni di umorismo, già in questa prima puntata ci sono cose verissime, come i palazzi senza ascensore poiché antichi. Molto carine le scene in cui Emily, appena arrivata a Parigi, comincia ad assaggiare le specialità francesi, anche quelle semplici di una panetteria, per restarne incantata. Ebbene sì, il pain au chocolat in Francia è paradisiaco.

Finora nulla.

Sono due:

  • Cinque piani senza ascensore. “L’edificio è antico, non c’è l’ascensore” dice a Emily l’inviato della società, che l’ha accolta. E dunque via alla scalata di ben cinque piani con valigie gigantesche. Mi è successa la stessa identica cosa: appartamento in zona stupenda, cinque piani senza ascensore, scale in legno (nel mio caso a simili-chiocciola, anche).
  • Il pain su chocolat. Le panetterie-pasticcerie in Francia sono il paradiso. Anche un croissant vuoto è qualcosa di unico.

https://www.instagram.com/p/CEmStUcHVmj/?igshid=cjzxzwz8y1vp

Questo pilot di “Emily In Paris” è del tutto promosso! Diciamo che si merita

75/100

Appuntamento ai prossimi giorni per la recensione finale!

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Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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