The 100 – Recensione 7×02: Attraverso l’Anomalia

The 100

Bentornati carissimi Addicted con la recensione della 7×02 di “The 100“.

Finalmente abbiamo attraversato l’Anomalia. Aspettavamo questo momento dalla scorsa stagione e ora siamo riusciti ad aprire una finestra al di là di questo misterioso vortice verde.

THE 100 RECENSIONE 7×02: SVELATO IL MISTERO DELL’ANOMALIA

La dimensione in cui Octavia e gli altri sono stati sbalzati è in realtà un altro pianeta, nello specifico il pianeta gemello di Sanctum, e la divergenza temporale è dovuta a un buco nero, che per l’appunto altera la percezione del tempo nel passaggio tra un pianeta e l’altro.

Scopriamo che questo universo, apparentemente inesplorato, era già stato scoperto dall’unico membro superstite della Elygius III. Insomma, quella vecchia volpe di Becca Primheda anche questa volta ci ha messo il suo zampino. Scelta che ho particolarmente apprezzato, perché ha creato una continuità con le stagioni precedenti.

Arriviamo poi alla prima spiegazione su chi siano gli individui che hanno rapito Bellamy nella scorsa puntata e che si candidano a tutti gli effetti come nuovi villain della stagione. I Discepoli ci vengono descritti come una società fortemente gerarchica e indottrinata, con delle avanzatissime capacità tecnologiche, tali da riuscire a piegare e governare le alterazioni temporali. I Discepoli risiedono a Bardo, e Skyring (questo il nome dato da Hope alla dimensione al di là dell’Anomalia) non è altro che un luogo di passaggio, un pianeta prigione in cui i reietti vengono mandati a scontare la loro pena. In questa nuova visione, Sanctum Skyring e Bardo sono collegati da ponti spaziali (ciò che si rivela essere anche l’Anomalia stessa) regolati da sistemi codificati, esattamente come quello che Gabriel e Octavia hanno attivato nel finale della scorsa stagione.

Con questa spiegazione quasi prettamente scientifica, un po’ si perde l’alone di misticismo che fino ad ora era stato attribuito all’Anomalia, sia dai discorsi di Gabriel, sia, in ultimo, dalle visioni collegate di Russell e Jordan. Cosa che per ora non mi dispiace, ma che devo esplorare più a fondo per capire se la spiegazione sarà del tutto coinvolgente.

Oltre ad aver scoperto cosa sia in realtà l’Anomalia, abbiamo anche avuto modo di vedere finalmente cosa sia successo a Octavia e Diyoza quando l’hanno attraversata all’inizio della scorsa stagione.

THE 100 RECENSIONE 7×02: IL PASSATO DI HOPE

Vedendo Hope così cresciuta, era ormai chiaro che ci fosse una divergenza temporale tra le due dimensioni. Non mi aspettavo, però, che fossero passati ben dieci anni fino al ritorno di Octavia. Gli unici cambiamenti che ci avevano fatto notare al suo ritorno erano stati l’evidente tatuaggio sulla schiena ed il fatto che le fossero cresciuti i capelli. Non voglio urlare al buco di trama o alla mancanza di coerenza, però diciamo che avrebbero potuto aggiungere qualche dettaglio in più per rendere la cosa più realistica.

Piccole note a parte, però, ciò che veramente mi ha colpito è stato vedere, attraverso i ricordi di Hope, come le due donne abbiano interagito in quella lunga e forzata convivenza.

Non abbiamo mai visto una Diyoza tanto umana, e non semplicemente perché la maternità può averla addolcita, ma perché finalmente ha trovato la serenità. Il “mondo migliore” per il quale aveva preso la via del terrorismo, si è ora concretizzato in una capanna sperduta e un orticello. In quella dimensione lontana da ogni pericolo, lontana anche dal suo passato, ha trovato finalmente la pace. In realtà non ha rinunciato a combattere – e lo vediamo sia nel suo scontro con Octavia (che mi ha sinceramente commosso) sia all’arrivo dei Discepoli – semplicemente ha cambiato prospettiva.

D’altra parte, invece, Octavia non trova pace e per sei anni cerca in tutti i modi di tornare da Bellamy. È stato davvero commovente vedere come la ragazza abbia effettivamente raccolto l’eredità del fratello e, immedesimandosi in lui, abbia finalmente superato tutte le incomprensioni che hanno caratterizzato il loro rapporto nelle ultime stagioni. Ha capito cosa voglia dire quella responsabilità e il desiderio di comunicare con lui diventa un tarlo costante. È stata la sua lettera ad innescare tutto e a trasformare, in un certo senso, Hope in un’altra versione di se stessa, un’altra ragazza nascosta sotto il pavimento. Ho amato particolarmente Marie Avgeropoulos in questa puntata, perché è stata davvero coinvolgente.

Attraverso i flashback abbiamo iniziato anche a conoscere Hope, cresciuta tra la ferrea educazione militare di Diyoza, l’addestramento di Octavia e una serenità quasi idilliaca. E’ dovuta però diventare adulta da sola, senza il supporto della madre e della zia, in un mondo che ora rappresenta una minaccia. Confido che proseguano l’approfondimento sul suo passato e che ci mostrino anche qualcosa di più sul suo rapporto con il membro “traditore” dei Discepoli.

Gabriel tanto geniale quanto inutile: per ora si sta limitando al ruolo dello “spiegone”. Su Echo rimango ancora in dubbio… Gabriel è chiaramente la mente, e ci viene ripetuto più volte che Hope non è addestrata a combattere, quindi temo che la Grounder venga utilizzata ancora una volta come semplice braccio armato della compagnia. Mi sono piaciuti i suoi scontri ed anche il suo avvicinamento finale a Hope, proprio perché ancora una volta mi ha ricordato il suo dualismo, tra la spia obbediente dei racconti del suo passato e la  donna più empatica e pronta a lottare per la famiglia che abbiamo imparato a conoscere. Spero sempre di vedere qualcosa di più.

THE 100 RECENSIONE 7×02: I MOMENTI TOP
  • I parallelismi. Quello tra Bellamy e Octavia nel prendersi cura di Hope; tra Hope e Octavia e tra Hope e Madi, nel crescere sotto una forte ala protettiva e cullata dai racconti di compagni che non ha mai conosciuto; e infine anche tra Bellamy e Hope, con quel “my mother, my responsability”.
  • Lo sviluppo del rapporto tra Octavia e Diyoza. La bromance che avevano instaurato all’inizio della scorsa stagione non ha deluso in questo sprazzo di vita quotidiana.
  • La spiegazione sul mistero dell’Anomalia. Ogni notizia in più rende il tutto sempre più interessante.

Complessivamente anche questa seconda puntata è promossa e ha mantenuto il ritmo accelerato della première. Ad un certo punto avrei voluto prendere Hope per le spalle e dirle “ragazzina, ora ti fermi e mi spieghi per bene che è successo”, ma capisco che le questioni da risolvere siano tante e che il tempo sia tutto sommato ridotto. La velocità nella narrazione e il lanciare continui indizi servono, però, a mantenere vivo l’hype e a creare grande aspettativa.

Le domande a cui rispondere sono ancora tante. Era stato un membro interno ai Discepoli a rimandare indietro Octavia o la ragazza aveva trovato un modo di fuggire? E dove è stata portata ora? Cosa sarà successo a Diyoza? Sarà ancora viva, avrà subito il passaggio del tempo? E soprattutto qual è il vero scopo dei Discepoli?

Vi lascio con il promo della 7×03 e vi ricordo di passare dalle pagine Facebook dedicate a “The 100”.

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DeCento

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