Telefilm Addicted consiglia… Suits

“Non giudicare mai un libro dalla sua copertina!”, afferma un vecchio detto. Infatti, Mike Ross i libri non li giudica, li impara a memoria dopo averli letti una sola volta. (Me le sogno la notte queste introduzioni sciocche, perdonatemi! Continuate, però, a leggere il resto dell’articolo e preparatevi a rimanere affascinati dalla serie che sto per proporvi.)
Lo show rivelazione della scorsa estate ha debuttato con i 12 episodi di una prima stagione che ha fatto scintille. I quasi 4 milioni di spettatori ad episodio, che diventano 6.31 milioni, se contiamo tutti i Paesi in cui è andato in onda contemporaneamente (ve l’ho detto che hanno fatto scintille, o no!?!), hanno regalato un meritatissimo successo al nuovo ‘legal drama’, trasmesso da USA Network, che adesso è pronto per tornare sugli schermi il prossimo 14 Giugno. E voi, siete già disposti sui blocchi di partenza e belli caldi per seguirli per 16 settimane di corse contro il tempo in un’aula di tribunale o su una bicicletta per le strade trafficate di New York, tra carte, contro-carte, paroloni giuridici, uffici con gigantesche finestre che affacciano su un cielo azzurro intenso e costosissimi completi da uomo (i ‘suits’ del titolo) con gilet e cravatta, rigorosamente coordinati. Non vi ho ancora convinti perché il genere non rientra tra i vostri preferiti? Gioco allora il mio asso nella manica! I protagonisti, Gabriel Macht e Patrick J. Adams (gli interessati al gossip potrebbero riconoscerlo perché è il fidanzato di Troian Bellisario, aka Spencer Hastings in Pretty Little Liars), rispettivamente nei personaggi di Harvey Specter e Mike Ross, sono davvero due delizie per gli occhi.

Creato da Aaron Korsh e scritto da Sean Jablonski, SUITS segue la formula di tanti altri show “cugini” (vedi: White Collar, Burn Notice e Royal Pains), in cui il protagonista, super-intelligente o super-furbo, maltrattato dal destino per un motivo o un altro, riesce a riscattare la propria condizione nell’ambito professionale. In questo caso, Mike Ross, mente brillante, seppur espulso dal college, si guadagna da vivere sostenendo esami (accademici o di abilitazione per qualsiasi carriera professionale) per chiunque lo paghi, finché non gli viene offerto un impiego presso Pearson-Hardman, uno degli studi legali più in vista della Grande Mela, diventando il pupillo del ‘senior partner’ Harvey Specter, considerato un pezzo grosso della pratica forense. Personaggio dal passato misterioso, fan accanito di pallacanestro e baseball (http://s3.amazonaws.com/img.goldderby.com/ck/images/Macht%20Suits.jpg), dallo sguardo magnetico e dalla personalità spavalda, (inevitabilmente) un donnaiolo, un “tantino” arrogante ma affascinante, determinato e competente, una sorta di Dr House senza bastone e con le camicie perfettamente stirate, che, stanco dei soliti praticanti leccapiedi, istruiti con lo stampino alla Harvard Law School, ed impressionato dalla memoria eidetica di Mike, decide di “scommettere” sul giovane dallo straordinario talento naturale. I due formeranno un team vincente (non dimentichiamo che “two is meglio che one!” ;D), imparando costantemente l’uno dall’altro: Mike ha ancora molto da apprendere della pratica quotidiana del mestiere ed Harvey riscoprirà, grazie alla compassione ed alla passione del suo protetto, le motivazioni che l’avevano spinto da ragazzo ad interessarsi di giurisprudenza, permettendo così allo spettatore di percepire che vi è molto di più dietro ciò che Harvey Specter sembri o lasci trasparire.
Anche gli altri interpreti risultano più che godibili; tra questi bisogna assolutamente ricordare: Louis Litt (Rick Hoffman), ‘junior partner’ dello studio, dal ghigno inquietante, classico elemento di disturbo che passa le sue giornate a rendere la vita di Mike il più infernale possibile; Jessica Pearson (Gina Torres, conosciuta dagli appassionati del genere sci-fi per il suo ruolo nella famigerata serie Firefly), il boss, diplomatica o inflessibile, a seconda delle necessità; Rachel Zane (Meghan Markle), assistente paralegale, una perfezionista e la prima a stringere amicizia con Mike; infine, Donna Paulsen (Sarah Rafferty), alla quale toccano sempre le battute più divertenti ed i siparietti comici d’intesa con Harvey (forse dovuti ad un’infatuazione mai esplicitamente dichiarata nei suoi confronti), del quale è la segretaria.

«Magari fosse così facile anche nella vita vera!!!», ho pensato, dopo aver visto il pilot l’anno scorso. Non vi do i dettagli riguardo al cosa, come e perché delle vicende, dovrete scoprire tutto da soli. Fidatevi, ne vale la pena! Vi basti sapere che, accantonate le premesse un po’ fantasiose (ma pur sempre necessarie, altrimenti non vi sarebbe la storia di fondo, il segreto attorno al quale far ruotare l’esistenza dei protagonisti), lo show prosegue con un senso dell’umorismo accattivante, nella confortante convinzione che il riscatto individuale sia realizzabile e che le seconde opportunità ci rendano più produttivi. Sembra quasi che il canale americano ci tenga a prender parte al risollevamento dello spirito di tanti giovani connazionali (eh, miei cari, la crisi ha colpito tutti!!!).
SUITS ha i suoi momenti di serietà, d’intensità, smorzati dalle simpatiche interazioni, i battibecchi, le occhiate tra i personaggi; il tono mantenuto piuttosto leggero, il ritmo rapido e le colonne sonore ‘upbeat’ e di genere ‘alt-rock’ (vi do alcuni titoli: Greenback Boogie – Ima Robot, Howlin’ For You – The Black Keys e, la mia preferita in assoluto, Perfect Day – The Constellations) rendono la serie un prodotto ben curato, di alta qualità, da aggiungere sicuramente alla lista dei ‘must watch’ durante il periodo estivo. Insomma, CHECK IT OUT!

5 comments
  1. Una volta iniziato è difficile abbandonarlo.. il rapporto tra Mike e Harvey è strepitoso.. ha pure una buona trama orizzontale che non lo colloca prettamente nel procedurale… Uno dei più bei tf partiti la scorsa estate…

  2. come al solito Giglietta ha fatto un ottimo lavoro. La serie mi piace, ho visto il pilot l’estate scorsa, spero di avere tempo per poterla recuperare 🙂

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