L’Era dei Reboot: Roswell VS Roswell New Mexico

Roswell New Mexico

Roswell vs Roswell New Mexico. In quella che ormai possiamo definire l’era di reboot e revival, noi telefili accaniti ci troviamo sempre più spesso di fronte ad un’unica scelta: vivere dei meravigliosi ricordi dell’originale oppure cedere alla nostalgia e dare un’occhiata, spesso critica e per nulla obiettiva, alla nuova versione dei personaggi tanto amati da adolescenti?

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Immaginate quanto sia stato difficile per me decidere di dare una possibilità al reboot della prima serie tv che mi ha portato sulla via della dipendenza da telefilm: Roswell.
Per chi non lo sapesse (SHAME! SHAME! SHAME!), Roswell è una serie tv ispirata ai libri “Roswell High” di Melinda Metz, incentrata su un gruppo di giovani alieni che vivono sulla Terra come normali adolescenti, fino a quando non si trovano costretti a rivelare i loro poteri e le loro origini ad una giovane cameriera, Liz.

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Andata in onda dal 1999 al 2002, Roswell è stata cancellata dopo sole tre stagioni. Ovviamente, allora non c’era Netflix a salvare serie tv facendole diventare galline dalle uova d’oro (vedi Lucifer e Skam Italia ).
Perciò, con mio sommo dispiacere, ho detto troppo presto addio ai miei alieni preferiti e mi sono buttata tra le braccia di vampiri, lupi mannari e qualsiasi altro essere soprannaturale.
Fino a quando non è accaduto l’impensabile: il canale statunitense The CW ha deciso di ordinare il pilot del reboot, e poco tempo dopo di ordinare l’intera prima stagione di “Roswell New Mexico”. Questo nel 2018.

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Ma nonostante lo shock e lo sgomento iniziali, ho riflettuto a lungo sul da farsi e quando nel 2019 è stata annunciata la seconda stagione, mi sono arresa. Ho preso coraggio e, da grande esperta di teen drama nonché estimatrice del prodotto originale, ho guardato il primo episodio del reboot.
E poi anche il secondo e il terzo. E così via, fino a quando non mi sono messa in pari.
Ed è così che è nato lo scontro epico tra il “C’eravamo tanto amati” e il “La minestra riscaldata non è mai buona”. Così è nato lo scontro Originale VS Reboot, in questo caso Roswell VS Roswell New Mexico.

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∼ I PUNTI IN COMUNE ∼

– L’AMBIENTAZIONE

Innanzitutto, partiamo dall’ambientazione che naturalmente non poteva che essere Roswell, cittadina del Nuovo Messico, famosa per lo schianto di un presunto oggetto non identificato avvenuto nel 1947.

– LA TRAMA

Anche la storia è pressoché identica. Max Evans, giovane alieno, salva la vita ad una ragazza di cui è perdutamente innamorato, grazie ai suoi poteri. Liz Parker, oltre a lavorare al locale del padre, è anche un’appassionata di scienza ed è lei stessa a intuire la natura aliena di Max.

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Oltre ai due protagonisti, sia in Roswell che in Roswell New Mexico, troviamo Isabel Evans e Michael Guerin, anch’essi alieni. E al fianco di Liz, invece ritroviamo Maria De Luca, la sua migliore amica.

– I COMPLOTTI GOVERNATIVI

Come accade nell’originale, anche in Roswell New Mexico la fa da padrone il governo, che naturalmente è a conoscenza della presenza aliena sulla Terra e fa di tutto per estirparla alla radice.

 

∼ LE DIFFERENZE ∼

 

– I PERSONAGGI

Innanzitutto in Roswell New Mexico, il cognome di Liz non è Parker, bensì Ortecho. Se in Roswell uno dei primi nemici dei nostri amati alieni è lo sceriffo Jim Valenti, nel reboot scopriamo che è morto da diversi anni e al suo posto c’è la moglie, nonché madre di Kyle Valenti.
Nel reboot, la prima stagione è incentrata sulla morte prematura della sorella di Liz, Rosa Ortecho, personaggio che non troviamo nella serie tv originale. Anche la figura di Alex, che in Roswell era il migliore amico di Liz e Maria, nel reboot assume una connotazione più particolare e diventa uno dei perni dell’intera storia. Figlio di un militare, ha seguito le orme del padre pur avendo la passione per la musica. Il loro rapporto è parecchio conflittuale, principalmente per la sua omosessualità, non accettata dal padre.

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– LA LINEA TEMPORALE

Mentre Roswell era a tutti gli effetti un teen drama e i protagonisti erano un gruppo di liceali, in Roswell New Mexico vengono raccontate le vicende di un gruppo di adulti, ognuno alle prese con la propria carriera e la propria vita personale.
Liz è un ingegnere biomedico, Kyle uno stimato dottore, Max Evans un poliziotto, mentre Maria De Luca gestisce il locale “The Wild Pony”, ritrovo serale dei protagonisti.
Personalmente, ho adorato la nuova caratterizzazione di Michael Guerin, che nel reboot trovo davvero meraviglioso, non solo per la bravura dell’attore, ma perché oltre alla già conosciuta impulsività del personaggio, il nuovo Michael è dotato di una spiccata intelligenza e di una grande profondità di animo.

– LE SHIP

Ok, Max e Liz è la ship facile. Sono i due protagonisti assoluti, il loro amore è puro e travolgente e supera ogni ostacolo, in entrambe le versioni.

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Quello che differenzia il reboot dalla serie originale, però, sono Michael e Maria. In Roswell sono inizialmente cane e gatto, e finiscono per innamorarsi perdutamente.
In Roswell New Mexico, le carte vengono rimescolate alla grande. Michael Guerin è diviso tra il suo primo amore Alex Manes e quello appena sbocciato per la bella Maria De Luca.
E’ un trio che trovo parecchio intrigante. Certo, non ai livelli di Elena che deve scegliere tra Stefan e Damon, ma i due schieramenti sono già ben distinti: Team Alex o Team Maria?

Io team Alex, ovvio.

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Anche perché, se devo dirla tutta, per me Michael e Maria saranno sempre e soltanto loro.

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– IL RETROGUSTO UN PO’ POLITICO

Vi sarete chiesti perché nel reboot, il cognome di Liz non è Parker. Liz Ortecho è di origine latina, figlia di un uomo immigrato clandestinamente negli Stati Uniti di Trump, il che fa chiaramente pensare che dietro alla scelta dei produttori ci sia un messaggio esplicito.
In generale, rispetto alla prima versione del telefilm, in New Mexico viene rappresentata meglio la realtà in cui vivono i protagonisti e proprio per questo vengono inserite tematiche calde come l’immigrazione nonché personaggi con diversi orientamenti sessuali.

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Quindi, per concludere, i reboot possono essere definiti il male? Forse.
I reboot sono destinati a fallire in partenza? Non sempre, basta farli un po’ più simili a Le terrificanti avventure di Sabrina e un po’ meno a Charmed, per intenderci.
Siamo sostenitori dei reboot? Non esageriamo.
Ma da buoni telefilm addicted, spesso ci troviamo ad affrontare prove difficili, come quella di dare un nuovo volto ai nostri beniamini del passato.
E anche se fino alla fine dei miei giorni preferirò la versione originale, sono contenta di aver dato una possibilità a Roswell New Mexico.
Ma badate bene, nel mio immaginario e nel mio cuore, Max e Liz avranno per sempre i loro volti:

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Ora non vi resta che farmi sapere se siete fan accaniti della prima versione del 1999, o fedeli adepti del reboot. Chi vincerà lo scontro Roswell VS Roswell New Mexico?

Come dice la mia adorata Dido nella sigla di Roswell: “Oh I am what I am, I’ll do what I want but I can’t hide”. Perciò non nascondetevi, ditemi la vostra.

3 comments
  1. Non giudico il reboot perché non l’ho guardato quindi mi astengo dal commentare a tal proposito; ma esistono davvero poche questioni al mondo su cui sono insolitamente categorica e una di queste riguarda proprio i reboot, soprattutto di serie iconiche che ho adorato e che non sono poi così vecchie. Ho letto il tuo pezzo con un “occhio chiuso”, nel senso che forse non mi interessava conoscere davvero gli aspetti positivi del reboot però posso razionalmente riconoscere che il diverso contesto storico-sociale offra alla storia maggiori punti di riflessione, come appunto lo sfondo socio-politico. Ad ogni modo però, ho rivisto il mio Roswell circa un anno e mezzo fa e nonostante magari non ci siano riferimenti eccessivamente politici o manchi forse la diversità a livello di etnie-orientamento sessuale, è una serie che “invecchia bene” a livello di trame e di caratterizzazioni, soprattutto la seconda stagione che ha diverse trame orizzontali si è rivelata nel rewatch la migliore forse a livello di storia (un po’ meno se penso a Tess e il mio odio ribolle). Questo quindi per dire che comunque, per posizione presa, non vedrò il reboot perché non ho bisogno di un altro Roswell, l’originale mi basta ancora! Uno dei pochi reboot che ho amato è quello di Nikita, nato a circa 12 anni dall’originale “la femme nikita” ma comunque abbastanza differente da essere più un remake con vita indipendente che un autentico reboot. Apprezzo comunque molto il pezzo anche perché hai fatto un passo che io personalmente non voglio compiere!

    1. Ciao, hai perfettamente ragione: ho fatto un passo enorme, soprattutto per la mia generale considerazione di reboot e revival. Penso di averne guardati pochissimi e continuerò così, ma per il semplice fatto che quasi sempre il risultato è un totale disastro. Come è accaduto ad esempio con il rebook di Streghe e come ho paura che accadrà a breve con Gossip Girl e altre serie tv che ho amato. Come ho anche scritto, nonostante il reboot sia piacevole da guardare, di Roswell ne rimarrà sempre e solo uno nel mio cuore. E chiunque ha amato la storia originale, non potrà che essere d’accordo con noi! Grazie di aver letto e commentato!

  2. Reboot, repliche e roba simile, secondo me non hanno senso di esistere. Tra dieci anni dovrò guardare il nuovo Castle, oppure il nuovo The good doctor? Ma stiamo scherzando? Fatto bene o fatto male che sia, il primo ad interpretare un certo personaggio identificherà per sempre quel personaggio. Tutto il resto mi sa di appiccicaticcio, di costrizioni, di mancanza di idee (ma una serie totalmente nuova no eh, troppa fatica?). Ecco, magari passato un lasso di tempo assai lungo, ma davvero lungo, diciamo almeno una cinquantina d’anni, può essere comprensibile una ripresa dell’argomento, anche se, è ovvio, Castla per me avrà per sempre quela faccia e così Kate e compagnia investigante.
    Ci sono mille altre soluzioni migliori di rifare il già visto. La vedo così.
    Complimenti per il pezzo.

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