Domina – Recensione 1×01 della serie Sky Originals

Benvenuti alla recensione di “Domina“, la serie Sky Originals dedicata alla figura di Livia Drusilla.

Non fosse per questioni di SEO, avrei voluto intitolare questa recensione: “Qualcuno regali un libro di storia romana a quelli di Sky Originals”. In quanto laureata in Storia sto malissimo. E per sapere perché vi rimando alla sezione della recensione dedicata appositamente a “Quando l’accuratezza storica è un optional”.

Trama: Il primo episodio di “Domina” è dedicato agli antefatti. Siamo nel periodo fra l’assassinio di Giulio Cesare e i mesi successivi alla battaglia di Filippi nella quale tutti i patrizi che si erano schierati a favore dei cesaricidi vennero sconfitti e uccisi. Livia Drusilla è figlia di Marco Livio Druso Claudiano, senatore romano che si schierò con Bruto e Cassio, e moglie – il suo matrimonio è l’evento che fa da punto di partenza per la sua storia – di Tiberio Claudio Nerone, alleato del padre e anche lui schierato con i cesaricidi. La prima puntata segue la giovane Livia dalla notte precedente le sue nozze alla fuga con il marito dopo Filippi.

Recensione della serie Sky Originals “Domina”

  • Il casting: la giovane Livia (che nella prima puntata non ha ancora il volto di Kasia Smutniak) non solo è molto brava ma anche incredibilmente somigliante all’attrice che vestirà quegli stessi panni nel resto della stagione.
  • La tensione crescente che mi ha tenuta incollata allo schermo (tranne quando ero impegnata a insultare produttori e sceneggiatori) per tutta la puntata.
  • La caratterizzazione della giovane Livia.

  • L’inaccuratezza storica. Abominevole. 

Recensione della serie Sky Originals “Domina”

  • Livia Drusilla: gli autori e l’interprete sono stati perfettamente in grado di costruire una giovane Livia credibile. Malgrado l’età – quando Livia sposa Nerone ha sedici anni – si intravedono i germogli della donna risoluta e astuta che diventerà poi moglie di Ottaviano (mi dispiace, io mi rifiuto di chiamarlo Gaio Giulio!) nella giovane cresciuta in un ambiente protetto e quasi bucolico da un padre che la trattava con affetto e non freddezza. La sua ingenuità dovuta all’età è stata ben equilibrata a quel carattere che, crescendo, ne farà una delle donne più potenti della storia romana.

  • Il primo confronto di Livia con Scribonia e Ottavia al suo matrimonio. Malgrado abbia peccato di ingenuità – come scoprirà durante la prima notte di nozze – il piglio orgoglioso e senza peli sulla lingua di Livia si fa valere nei confronti della sorella e dell’allora amante (ma poi moglie) di Ottaviano. Loro ancora non lo sanno ma quel primo incontro-scontro sarà tutt’altro che l’ultimo.

Recensione della serie Sky Originals “Domina”

Il problema con la storia romana è che spesso gli eventi e i personaggi sono assoggettati all’ideologia di chi scrive o allo scopo per cui si sta scrivendo quella storia. Di questo io sono da sempre consapevole e sapevo, nel momento in cui mi preparavo all’arrivo della serie televisiva, che avrei dovuto equipaggiarmi per sofferenza e dolore. Mai avrei pensato di dover assistere a cotanto squallore.

Ma, accantonando momentaneamente i problemi storici, parliamo di questa prima puntata della serie tv Sky Originals “Domina”.

Se omettiamo i problemi storici, questo primo episodio è stato fatto molto bene. Ha saputo creare la giusta tensione emotiva fin dall’inizio, quando ha affiancato una scena domestica con protagonista Livia, la sua schiava Antigone e suo padre al colloquio strategico dei tre triumviri: Ottaviano, Marco Antonio e Lepido.

Abbiamo avuto il primo incontro fra Livia e Ottaviano e, per quanto non sia molto d’accordo con la caratterizzazione di Ottaviano, i due hanno fatto faville fin da subito.

E la seconda parte dell’episodio, dedicata alla guerra fra i tre triumviri e l’esercito dei cesaricidi, è stata ben orchestrata, mostrando il progressivo chiudersi del cerchio intorno ai fedelissimi di Bruto e Cassio. Livia, confusa e spaventata, è stata ben rappresentata all’interno del caos e la sua definitiva rottura che chiude la puntata è arrivata prevista e attesa, lasciando lo spettatore affamato di sapere cosa accadrà dopo.

Bello anche il modo in cui hanno saputo presentare fin dall’inizio il legame Ottaviano-Agrippa-Mecenate. Un’amicizia che farà la storia.

Insomma, se sorvoliamo sugli errori storici, la serie si presenta molto bene. Tanto che ho intenzione di continuare a guardarla con entusiasmo. Magari prendendo un antiacido prima, ecco.

Ma per la sezione “Quando l’accuratezza storica è un optional”, ecco i veri problemi di questa puntata della serie tv di Sky Originals “Domina”:

  • Le premesse scelte. L’episodio si apre con la scritta – parafraso – “Dopo la morte di Cesare il mondo romano si divide tra coloro che parteggiano per la libertà e gli altri”. Allora, se è vero che gli assassini di Cesare temevano il suo accentrare nelle sue mani molto potere, è anche vero che gran parte di quel potere venne tolto ai senatori stessi che non ne erano logicamente felici. Ricordiamo una cosa FONDAMENTALE: la Repubblica Romana NON era una democrazia, ma un’oligarchia. Il potere era nelle mani dei senatori, patrizi ricchi che spesso facevano i propri interessi. E delle cariche pubbliche solo il tribunato della plebe era di elezione popolare… e i Gracchi avrebbero qualcosa da dire su quanto democratici e fautori della libertà fossero i senatori. Quindi la linea fra buoni e cattivi è decisamente meno netta di quanto ci facciano credere nella serie tv. E i cesaricidi non sono morti per una supposta libertà del popolo!
  • L’incarico di dittatore nella Roma Repubblicana non aveva l’accezione negativa che diamo noi oggi alla parola e che danno anche i personaggi nella serie tv. Era una carica legale, aveva una data di scadenza e veniva usata in caso di emergenza. Nessuno dei tre triumviri si nominò dittatore. Ottaviano era troppo intelligente per usare un titolo del genere. Infatti, lui e Antonio furono consoli.
  • Caio Giulio Cesare Ottaviano era una persona estremamente intelligente e colta e, soprattutto, stimata dai senatori. Qui ci viene presentato come il figlio adottivo viziato e corrotto di Cesare che tutti guardano in cagnesco. Non è lui.
  • Cicerone apprezzava Ottaviano (tanto che in lui sperava si concretizzasse la sua teoria del princeps), ma mal sopportava Antonio. E sarà Antonio a mandare i sicari a ucciderlo nel 43 a.C. Ergo, DOPO Filippi… non prima e non Agrippa, come ci viene mostrato qui. E per la cronaca, Antonio fece appendere le mani di Cicerone in Senato per mostrare la sua vittoria, giusto per chiarire chi fra Antonio e Ottaviano fosse il più invasato.
  • Dei tre triumviri, a volere la testa dei cesaricidi su un piatto d’argento fu soprattutto Antonio, che di Cesare era luogotenente. Fu lui con l’esercito ad assediare Bruto, Cassio e compagnia subito dopo la morte di Giulio Cesare. Non Ottaviano che, ripeto, era intelligente e astuto e sapeva come muoversi nell’aristocrazia senatoria, tant’è che riuscirà a smontare la Repubblica senza che se ne accorgessero. Infatti, mentre Antonio – come un burattino – si rendeva nemico dei senatori, Ottaviano ha continuato a essere il loro pupillo.
  • Gli schiavi domestici non si liberavano così facilmente. La procedura era ben più complicata.

Io capisco l’esigenza di rafforzare l’idea che Livia finisca per sposare l’assassino (per modo di dire) di suo padre, MA avrebbero potuto fare la stessa cosa in maniera differente… e storicamente corretta.

Per la cronaca, Gaio Giulio non se pò sentì. Ottaviano, si chiamava Ottaviano. E, sempre per la cronaca, com’è che gli inglesi sanno dire “shell, shame, shoot, shine” ma non “Scipio”? “Schipio” non so chi sia.

Con questa filippica da storica ferita dall’incompetenza altrui, chiudo la mia recensione di “Domina”, la serie tv di Sky Originals dedicata a Livia Drusilla, terza moglie di Ottaviano Augusto, e vi lascio alla mia…

80/100 per la serie

0,01/100 per la parte storica

 

 

Stay tuned per la recensione finale…

The Lady and the Bandhttps://illabirintodellestorie.com/
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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1 COMMENT

  1. Bella recensione, solo che io oltre alle inesattezze storiche mi sono pure annoiata e ho abbandonato dopo il terzo episodio

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