Telefilm Addicted va al cinema: Eternals

Dopo quasi due anni e mezzo dal suo annuncio al Comic Con del 2019 e dalle riprese, all’epoca già in corso, è finalmente arrivato nelle sale “Eternals”, il ventiseiesimo film del Marvel Cinematic Universe.

Dopo rinvii causati dalla pandemia per la quale il film, pur ultimato e pronto, ha dovuto attendere proprio come accaduto a “Black Widow”, finalmente “Eternals” ha avuto la sua prima a Los Angeles lo scorso 18 Ottobre e quella europea al Festival del Cinema di Roma alla fine della stessa settimana, il 24.
Da quei momenti è iniziato una sorta di dramma, con il film al centro di polemiche a causa di un “review bombing” avvenuto su IMDB, dove è stato attaccato con recensioni negative (sebbene non fosse stato nemmeno rilasciato) perché presenta una coppia omosessuale, e con una buona partenza su Rotten Tomatoes dove, però, il voto è progressivamente sceso fino al 50 e rotti per cento a causa di recensioni molto contrastanti tra chi lo ritiene quasi un capolavoro del genere e chi invece lo ha stroncato, per i più diversi motivi.

Ora è necessaria una precisazione: delle critiche negative non sono la fine del mondo e sono ovviamente ben più che lecite anche su prodotti che ognuno di noi può amare, vanno rispettate anche se non condivise… a patto però che siano sul merito del prodotto (la scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, la regia e quant’altro), non su argomentazioni che niente hanno a che fare con quella che deve essere l’analisi del film o della serie tv.
Altra cosa fondamentale è conoscere l’argomento di cui si deve parlare e dunque, nel caso non lo si conosca, andarsi a documentare prima di scrivere e/o pubblicare un qualsiasi articolo.

Una regola che seguiamo noi di Telefilm Addicted, figuriamoci se non dovrebbero seguirla critici cinematografici che scrivono per testate di prestigio quali il New York Post, RadioTimes e via dicendo.

E il problema è stato proprio questo: alcune delle recensioni negative (prevalentemente americane, ma c’è stata qualche caduta di stile anche da parte dei britannici) presentano argomentazioni che niente hanno a che fare con il merito del film, sono offensive quando non esplicitamente connotate da sessismo e/o razzismo… e nei casi migliori sono semplicemente frutto di ignoranza e/o superficialità.
E questo da dei professionisti non è francamente accettabile, specialmente perché non è certo la prima volta che capita, che si tratti di cinema o serie tv.

In Italia il film è uscito ieri, in anticipo di due giorni rispetto agli Stati Uniti, quindi eccoci a parlarne. L’articolo sarà senza spoiler ma in ogni caso diviso in due poiché nella seconda parte ci sarà qualche approfondimento, per quanto spoiler free.

La domanda è una soltanto:

“Eternals” merita? E la risposta è: assolutamente sì.

1. È innovativo. Sì, è un film sui supereroi Marvel, ma è girato in modo diverso e ha uno stile diverso. E la regia di Chloé Zhao è magnifica, così come la fotografia. Durante la visione più volte viene voglia di scattare foto allo schermo per la bellezza delle immagini che si presentano ai nostri occhi.

2. È mitologico. Una componente che purtroppo si era persa con la distruzione di Asgard (e il tono un po’ troppo da “Guardiani della Galassia” conferito al terzo film di Thor, che funziona benissimo per i Guardiani, ma che se applicato al di fuori rischia di eliminare altre caratteristiche di determinate storie e personaggi).

3. Espande la storia narrata sinora nell’MCU. E la espande davvero di tanto pur mantenendo fermi i collegamenti con questa, visto che non solo gli avvenimenti, come chiarito nel final trailer, sono diretta conseguenza di quelli di “Avengers: Endgame”, ma riprende qualcosa già inserito nell’Infinity Saga e finalmente lo spiega… O quantomeno inizia a farlo.

4. Presenta delle tematiche molto profonde. È un film che costringe a pensare e questo non solo è un bene, ma non è nemmeno estraneo ai fumetti e ai supereroi in essi rappresentati.

5. I personaggi sono ben tratteggiati e le dinamiche tra loro, che sono una vera e propria famiglia, sono variegate e commoventi. Nonché tragiche.

6. Il cast ha fatto un lavoro strepitoso. In particolare, applausi ad Angelina Jolie e chapeau a Richard Madden.

7. Riesce in ogni caso a essere pieno di azione ed è divertente, anche se in modo più sottile rispetto ad altri film dell’MCU, caratterizzandosi più per quell’ironia e sarcasmo che abbiamo visto per la maggior parte legati a Tony Stark.

8. BONUS: Ramin Djawadi ne ha curato la colonna sonora originale. Le sue musiche, come sempre, sono eccezionali.

Non è un film perfetto ma si avvicina a esserlo, per quanto riguarda il genere, e soprattutto è coinvolgente.

Qui si fermano le considerazioni generali, quindi chi non vuole avere nessun tipo di approfondimento dovrebbe smettere di leggere, fermo restando che gli approfondimenti che seguiranno saranno del tutto privi di spoiler.

La mitologia. I personaggi degli Eterni, come si capisce anche senza aver letto i fumetti, sono ispirati alla mitologia umana: Thena è la versione Marvel di Athena, ovvero Atena, Ikaris è ovviamente ispirato a Icaro, Phastos a Efesto, Gilgamesh nasce dal mito mesopotamico… e via dicendo. E tale ispirazione si vede, i miti sono in qualche modo riportati nella trama.
Inoltre, la storia è mitologica per quanto riguarda quella che noi conosciamo all’interno dell’MCU e dunque conferisce una nuova prospettiva a quello che abbiamo visto sinora e anche a ciò che i nostri amati Avenger sapevano, oltre ad aprire incredibili scenari futuri sotto molti punti di vista.

Le tematiche. Sono varie e molto profonde: la fede; il prezzo di vivere per sempre; i traumi psicologici e la forza di carattere; il libero arbitrio; cosa significa essere umani; cosa significa essere vivi; l’umanità merita di essere salvata? La risposta positiva sembrerebbe ovvia, ma ecco che arriva una complicazione, ovvero merita di essere salvata anche a scapito di un potenziale bene superiore?
E ancora: l’interconnessione tra vita e morte, creazione e distruzione, luce e oscurità; se si sceglie di non intervenire, avendone il potere, per tutelare il libero arbitrio altrui ma questo fa sì che l’esercizio di tale libero arbitrio si traduca anche in atrocità e quindi in vittime innocenti, è sempre giusto non intervenire e pertanto stare a guardare mentre innocenti muoiono?
Chi ha il potere assoluto ha il diritto di decidere per tutti e giudicare?
Chi ha torto, chi ha ragione in queste domande da porsi, che per gli Eterni si traducono in situazioni da affrontare nella realtà? Chi è il villain? Come detto da qualcuno, forse è il conflitto all’interno del gruppo e interiore a ogni singolo personaggio per un ruolo che devono ricoprire e che li dilania. Un ruolo imposto da qualcun altro… che forse è il vero villain di tutta la storia, pur essendo anche tutt’altro… perché una cosa non esclude l’altra, non esistono (o quasi) bianco e nero, non c’è una risposta certa, probabilmente dinanzi a questioni così gigantesche non può esserci.

I rapporti tra i personaggi. Ognuno degli Eterni ha una personalità ben definita, ha uno spessore. Ognuno di loro soffre e ama, quasi ognuno ha luce e ombra, dolore e rabbia, racchiude in sé gioia e tristezza… E i rapporti tra loro sono splendidi nelle varie forme in cui si declinano: rapporto fraterno, una sorta di rapporto materno (tra Ajak, la leader, e gli altri), il romanticismo, anch’esso declinato in modi diversi, più epico e struggente, più leggero e più commovente.
E questo è altrettanto vero anche quando si realizza verso l’esterno, verso le persone che con loro entrano in contatto e che vengono da loro amate, che sia un assistente/maggiordomo/amico da decenni o che sia un altro esempio di amore romantico, come quello tra Phastos e il marito, presentato in modo delicato, tenero, di supporto reciproco, così come tenerissimo è l’amore paterno di Phastos per il figlioletto, un simpaticissimo bambino che si ritrova esaltato da questi “zii e zie” con superpoteri.

Sulla pagina Facebook Age of Marvel uno degli amministratori ha postato un’analisi del film che è stata portata alla mia attenzione e che recita: “Qui parliamo per l’ennesima volta di Famiglia, quella con la ‘F’ maiuscola. … Arriviamo ai nostri Eterni … rapporti di famiglia portati avanti da secoli, millenni, ere geologiche. Da che esiste il mondo loro si sono amati, hanno litigato, si sono allontanati, hanno seguito un credo, una passione… Per restare nell’ambito Disney, siamo dinanzi al concetto caro a ‘Lilo & Stich’: OHANA. Ohana significa Famiglia e Famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato. Applicate questo concetto sia ai personaggi che alla sceneggiatura ed ecco qua, gli Eterni sono lì sullo schermo.”
Un concetto profondamente vero per quanto riguarda questa storia.
È una famiglia disfunzionale di certo ma, come ci insegnano le nostre serie tv più amate, come per esempio “The Originals”, come ci hanno insegnato gli stessi Avenger che hanno avuto il loro momento di crisi profonda con “Civil War” (una citazione che non si fa a caso), questo non la fa essere meno famiglia.

Buona visione a chi andrà al cinema!

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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