Dexter New Blood: top e flop del reboot dell’iconica serie di Showtime

A cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, Showtime ci ha deliziati con la messa in onda dei dieci episodi di Dexter New Blood, un “dieci anni dopo” che poteva rivelarsi una delusione assoluta – come spesso capita per i reboot – e che invece fin dal primo episodio ha piacevolmente sorpreso. È stato il finale che non abbiamo mai avuto ed è stata anche una stagione molto più sensata e piacevole da guardare rispetto alle ultime due.

Ma quali sono stati gli aspetti che più hanno funzionato del ritorno di Dexter? E dove, invece si poteva fare meglio? Attenzione, a seguire ci saranno parecchi SPOILER sulla serie!

I TRE FLOP

  1. Partiamo dall’aspetto più frivolo di tutti: la sigla. Quanto sarebbe stato figo mantenere quella originale? Ovviamente è stata un’esigenza narrativa, Dexter è passato dal sole cocente di Miami allo stare sommerso sotto alla neve, dall’essere un personaggio che viveva sotto alla luce del sole – nonostante i suoi hobby notturni – a non essere neanche più “Dexter Morgan”. Quindi okay, ci sta la nuova sigla. Ma quella originale era semplicemente iconica.
  2. Diciamo che è vero che Angela Bishop è tutto fuorché il cliché abusato dello sceriffo stupido, ma parliamoci chiaro, nemmeno i detective della omicidi di Miami erano poi così stupidi, anzi. Quindi diciamo anche che è stato un po’ assurdo vederla mettere insieme i pezzi di un puzzle infinito in due giorni, quando a Miami hanno impiegato un decennio ad arrivare solo a sospettarlo. Senza mai neanche averne la conferma sicura, visto che a tutt’oggi perfino i sospetti di Batista non erano altro che teorie sentite da Laguerta. A livello narrativo non si può dire che non abbia funzionato questo intuito fuori dal normale di Angela, però c’è da ammettere che è stato a tratti un po’ esagerato.
  3. Io penso che tutti quanti noi ci saremmo meritati un bel confronto tra Dexter e Batista. Ce lo buttano lì come idea fin da subito e quando poi finalmente Batista fa le valige e parte per Iron Lake niente, nada de nada, finisce tutto prima che lui possa infilarsi cappotto, sciarpa e berretto. Sarebbe stato un incontro epico e il fatto che non ce l’abbiano concesso è stata l’unica nota veramente storta di questa stagione.

I TRE TOP

  1. Il ritorno di Debra sotto forma di fantasma della forza è stato geniale, e lo stato perché Dexter non si ritrova a parlare con una figura consenziente e remissiva com’era Harry, ma piuttosto con qualcuno che gli da contro praticamente su tutto. Debra è arrabbiata, sa che Dexter sta commettendo un errore dietro l’altro, sa che sta mandando all’aria gli ultimi dieci anni della sua vita e glielo dice in faccia. Debra sono tutti i sensi di colpa e i rimorsi che lui ha, la consapevolezza di essere sul punto di rovinarsi nuovamente e di star portando a fondo con sé anche Harrison. Debra è la parte scomoda della coscienza di Dexter, quella che gli dice che no, non può istruire Harrison a diventare come lui, non può ricominciare a uccidere, che non ne verrà nulla di buono. Eppure, alla fine, il bisogno di Dexter di essere se stesso e di avere finalmente accanto a sé qualcuno che lo possa comprendere, prevale perfino sulle urla disperate della sorella – nonostante essa sia la persona a cui lui ha più voluto bene al mondo.
  2. E arriviamo alla seconda cosa che ha funzionato tantissimo, ovvero che Harrison e Dexter non sono uguali anche se sono entrambi stati battezzati nel sangue. Harrison ha pulsioni oscure derivanti dal trauma di aver assistito alla morte della madre, ma anche dall’abbandono subito da parte del padre. Le cause scatenanti quindi non sono esattamente identiche, e il passeggero oscuro di Harrison reclama nutrimento ma non nella stessa maniera di quello di Dexter. È violento, sì, ma non fino al punto da essere già un novello macellaio di Bay Harbor. Accoltellare un compagno di classe o spaccare un paio di ossa a un avversario sportivo è accettabile, il rituale completo di uccisione, smembramento e occultamento delle prove no. Quindi Dexter e Harrison cercano disperatamente accettazione e comprensione l’uno nell’altro, ma si rendono subito conto che in realtà viaggiano su binari diversi. Questa è l’unica vita che Dexter può vivere. Harrison invece non solo non vuole viverla, ma arriva addirittura a pretendere che il padre si consegni e paghi per tutto ciò che ha fatto. Laddove Dexter è senza possibilità di redenzione, Harrison può ancora riscrivere completamente la propria vita.
  3. Il che ci porta al finale, l’unico possibile per una serie come Dexter – ovvero la morte di lui per scampare alla cattura – quello di cui ci hanno privato alla fine della serie canonica e che finalmente si sono decisi a darci. Ma è davvero finita qui? In realtà le porte sono ancora spalancate per una miriade di possibilità, ed è quello per cui questo finale si fa apprezzare di più. La storia di Dexter Morgan si è ovviamente conclusa, ma non le conseguenze di ciò che ha fatto e di ciò che è stato. Harrison non ha lo stesso tipo di passeggero oscuro che albergava in suo padre, però è certamente un ragazzo difficile e le conseguenze di aver ucciso chi l’ha messo al mondo si faranno sentire prima o poi – il che potrebbe essere un ottimo punto di partenza per un eventuale spin-off che faccia da seguito.

Personalmente, non credo di volerlo davvero un spin-off, però mi piace che abbiano lasciato la porta aperta a un seguito pur chiudendo definitivamente quella riguardante Dexter Morgan. In più, come ho già detto, sento di aver finalmente ricevuto un degno finale per una serie che è stata fantastica e unica nel suo genere, nonostante il calo narrativo dell’ultimo paio di stagioni. Quindi promuovo a pieni voti Dexter New Blood e, per una volta, sono stata felice che abbiano deciso di rimettere mano a una serie del passato per ridarle vita.

Voi che ne pensate? Siete rimasti soddisfatti da Dexter New Blood?

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

Related Articles

2 COMMENTS

  1. Hai scritto esattamente quello che penso (sia per quanto riguarda i flop che i top)!
    Ho letto molte critiche in giro, non solo per il finale, ma per tutta la stagione…ma evidentemente non ricordano la delusione dopo le ultime stagioni della serie “madre”.
    Per quanto mi riguarda non è un capolavoro ma è assolutamente promossa, è il finale che avrei voluto anni fa. Meglio tardi che mai.

  2. Lì per lì dopo il finale ero in fase di negazione. No, no, no non può finire così. Sarà perché avrei voluto che durasse altre 8 stagione? Chissà, può darsi. 🙂 Ripensandoci a mente fredda sì, era l’unico finale possibile ma avrei preferito qualche puntata in più, il confronto Batista-Dex sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Lo spin-off per favore no, a me Harrison non è piaciuto, non so se mi ha indispettito la faccia e i modi dell’attore o cos’altro, ma non mi è piaciuto, e una serie su di lui anche no.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

42,996FansLike
11,745FollowersFollow
3,334FollowersFollow

Ultimi Articoli