Ship Addicted | All Doctor Who Ships – SHIP WAR #7 Part 3

NELLE PUNTATE PRECEDENTI:
Ship Addicted | All Doctor Who Ships – SHIP WAR #7 Part 1
Ship Addicted | All Doctor Who Ships – SHIP WAR #7 Part 2

DOCTOR & MASTER

Dopo anni trascorsi a leggere libri e guardare telefilm, sono arrivata di recente a metabolizzare una riflessione che so, cari shipper convulsivi, capirete.

Questa riflessione è sulla sostanziale ed emotiva differenza che c’è tra una normale ship e una OTP (One True Pairing, o One True Pain, a seconda del telefilm e dei sadici produttori).

Vedete, una ship è una coppia che quando appare sullo schermo ti fa pensare “awww, che carini”, oppure “qui ci starebbe bene un bacio”, o che vi fa sospirare appena e magari mettere su un broncio accennato se la scena non va come speravate. Li vedete, e credete che starebbero bene insieme, ma poi spegnete la tv, chiudete il pc, e non ci pensate più.

Con una OTP invece, è tutta un’altra storia. Un’ OTP ti fa letteralmente urlare allo schermo ogni volta che appare, ti riduce in uno stato di misera poltiglia, ti fa dimenticare il tuo nome mentre l’unica cosa che riesci a scrivere è un “asdfghjlaasjkdls” perché non ci sono parole per descrivere i sentimenti che ti fa provare. Un’OTP ti fa piangere, sbraitare, urlare, ti condanna a stare sull’angolo del divano con un barattolo di gelato in mano mentre passi ore a guardare fanvideo su YouTube e a singhiozzare “perché non possono stare insieme?!” o, nel caso voi siate così fortunati ad avere un’OTP canon, “il loro amore è leggendario!”.
Un’OTP non ti abbandona quando spegni il pc, nossignore, lei rimane con te, nella tua testa, ogni canzone romantica che ascolti ti fa pensare a loro, hai l’irrefrenabile e maniacale voglia di leggere e scrivere almeno un milione di fanfiction perché non è mai abbastanza, hai bisogno di immaginarli in altri modi, in altre situazioni, in altri mondi addirittura, e renderti conto che comunque sono sempre perfetti per stare insieme.

Un’OTP ti arriva al cuore, ti entra nell’anima, è come innamorarsi, e come ogni amore che si rispetti non segue alcuna logica razionale.

Vi ricordate tutti quando Olivander pronuncia la storica frase: “E’ la bacchetta a scegliere il mago, Signor Potter”?
Con l’OTP è esattamente la stessa cosa. Non sei tu a scegliere la tua OTP, e lei che sceglie te. E la cosa più misteriosa e incredibile è che 99 su 100 è un colpo di fulmine. La maggior parte delle volte basta che i due personaggi si presentino e tu sai, lo senti dentro di te il loro amore. Ancor prima di sapere come andrà la loro storia, com’è stata la loro storia, se ci sarà una loro storia. Ancora prima di conoscere davvero i personaggi e di sapere cosa faranno, tu semplicemente lo sai. E’ una vera e propria premonizione. E’ una sensazione, un sentimento, prima dei fatti, prima delle parole, è un’emozione.

Ora vi starete sicuramente chiedendo perché tutta questa introduzione iniziale? Di chi ci vuoi parlare, Alexa?

Beh vi voglio parlare della mia OTP di Doctor Who, l’ultima arrivata tra le mie coppie del cuore, la quale mi ha fatto riflettere su questa differenza e sul rapporto con le nostre OTP.

Vedete, io ho passato tutto il tempo a guardare le prime tre stagioni di Doctor Who aspettando di sentire quell’emozione, quella fitta al cuore, quella voglia di piangere e urlare che solo un’OTP poteva farmi provare, senza molto successo.

E proprio mentre mi stavo rassegnando all’attesa, premo play e faccio partire la 3×12, “Sound of Drums”, ed eccola lì.

Citando una frase storica di un’altra mia OTP potrei azzardare un “Oh, there you are. I’ve been looking for you forever.” ed esattamente come Kurt e Blaine, mi è bastato che il Dottore e il Maestro si scambiassero le prime due battute per rendermi conto che avevo trovato la mia OTP.

“Doctor”

“Master”

“Uh, I like it when you use my name”

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Sì, lo so, fuori contesto sembra l’inizio di un porno. Oddio, anche con il contesto in effetti. Comunque, sta di fatto che appena ho sentito questo scambio di battute ho letteralmente urlato, e non so quanto tempo mi è servito per vedere tutta la loro conversazione intera dato che ad ogni battuta sentivo il bisogno compulsivo di fermarmi, cominciare a girare per la stanza urlando “OH MIO DIO” e scrivere stati apparentemente insensati e decisamente troppo eccitati su Facebook.

Ma riprendiamo un attimo le fila del discorso e andiamo con ordine, facendo una vera e propria introduzione generale alla coppia.

Il Dottore e il Maestro apparentemente sono l’archetipo dell’eroe e dell’antagonista, uno vuole sempre salvare la situazione e si impegna per fare la cosa giusta, mentre l’altro è il pazzo psicopatico che vuole conquistare l’universo e decimare l’umanità.
Che bel termine, “decimare” (cit.)

Insomma, un classico intramontabile.

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Se non fosse che basta appena raschiare la superficie con un’unghia per capire che la situazione è tutt’altro che classica. Entrambi i personaggi sono molto più complessi e molto meno stereotipati, il Dottore di per sé è un personaggio oscuro, con questo schiacciante potere e questa incombente responsabilità, ha ucciso, ha sterminato, ha paura di diventare un Dio Vendicativo, sa che potrebbe. E’ un fuggitivo, è tutta una vita che fugge, ed è solo.

Il Maestro, d’altro canto, è un’anima tormentata, una vittima di qualcosa più grande di lui che non riesce a capire, torturato da quando era un bambino da un costante tamburellio nella sua testa, spaventato, più debole di quanto vuole dare a vedere, meno cattivo di quanto vuole dare a vedere. Nessuno mette in dubbio che abbia decimato l’umanità e tentato di conquistare l’universo con la forza, ma perché l’ha fatto? Per salvare gli umani che aveva conosciuto quando si era nascosto e ricreare la sua patria. Non voglio giustificarlo, solo…capirlo.
Sì, sono una fan dei cattivi incompresi.
Come direbbe il saggio Chris Colfer, “un cattivo è solo una vittima la cui storia non è stata raccontata”.

Quindi ecco, il Dottore e il Maestro non sono proprio i due classici protagonisti e antagonisti, e in effetti non si comportano come tali.

Ten-the-Master-the-tenth-doctor-22384837-500-541Un po’ di storia delle puntate precedenti: il Dottore e il Maestro erano amici ai tempi in cui frequentavano l’Accademia a Gallifrey, sgattaiolavano fuori ad ubriacarsi insieme, e il Dottore uccise il bullo che tormentava il Maestro per salvarlo. Da quando il Dottore fugge dal suo pianeta, la storia si fa davvero complessa, comunque vi basta sapere che il Maestro scappa a sua volta e si rincontrano/scontrano sempre nel ruolo di nemesi.

Come dice il secondo Dottore stesso:

“Me and the Master had everything in common, but the Master enjoyed being scared of the dark a little too much, and it swallowed him.”

“Io e il Maestro abbiamo tutto in comune, ma il Maestro si gode un po’ troppo l’essere spaventato dal buio, che questo l’ha inghiottito.”

E già da questa breve citazione si capisce il fulcro di questa coppia, che nonostante siano nemesi, in realtà si somigliano davvero tanto, senza contare che hanno condiviso la gioventù insieme ed erano amici, cosa che dice anche Ten in persona, quando Martha gli chiede “Cos’è lui per te?” (sì sì, mi avete beccata, ho pregato perché Ten invece di “friend” rispondesse “boyfriend” ma che fangirl sarei altrimenti?).

In ogni caso, ripercorrere il canon classico implicherebbe che vi tenga a leggere per almeno un’ora, quindi lascerò perdere e vi parlerò solo delle 4 puntate in cui il Maestro appare nel New Who.
Sì, son soltanto quattro, ma credetemi, c’è abbastanza materiale per far salpare la nave. Pun intended.

In realtà poi sono 5, ma nella 3×11 il Maestro recupera la sua essenza solo negli ultimi minuti, in pratica si rigenera e scappa, quindi lo shipping è concentrato di per sé in quattro puntate. Comunque la 3×11 è un tassello fondamentale della storia, che poi lo stesso Maestro racconterà al Dottore nella 3×12, nella loro prima vera conversazione al telefono (sì, quella che comincia come un porno).

Il Maestro infatti prima della fine della Guerra del Tempo, era scappato, si era nascosto in forma umana e si era rifugiato nell’ultimo posto dove potessero trovarlo, alla Fine dell’Universo, dove appunto il Dottore lo aveva trovato sottoforma di Professor Yana, inventore di una navicella spaziale che avrebbe salvato gli ultimi umani rimasti dalla “Razza del Futuro” e dall’Oscurità e dal Gelo che stavano avvolgendo l’Universo morente.

Martha si accorge che il Professore ha sempre con sé un orologio da taschino rotto, identico a quello che lo stesso Dottore aveva usato per nasconderci la sua essenza da Signore del Tempo e diventare umano, e quando glielo fa notare, il Professore decide di aprirlo e BAM ritorna nella forma di Time Lord.

Quando Martha racconta al Dottore dell’orologio, in un secondo gli ritorna in mente la profezia della Faccia di Boe che gli dice “You Are Not Alone” (YANA nb) e a quel punto capisce. I telespettatori sono già pronti ad esultare perché finalmente il Dottore ha trovato qualcuno come lui, finalmente potrà non sentirsi più solo, ma STOP troppo semplice, il Signore del Tempo appena conosciuto è un pazzo psicopatico che ruba il Tardis e li abbandona alla Fine dell’Universo.

Dio, l’ho amato subito, il Maestro.

Ma sì, io ho una passione per i cattivi psicopatici, non badate a me.

tumblr_mlrh5cr4bo1rsg6s6o3_500All’inizio della 3×12 quindi, il Dottore riesce ad arrivare nel 21esimo secolo, sicuro di trovare lì il Maestro dato che era riuscito a bloccare le coordinate del Tardis, permettendogli di viaggiare solo dalla Fine dell’Universo all’ultimo posto in cui era stato, e arrivano giusto in tempo per vedere l’appena eletto nuovo Primo Ministro inglese.

E indovinate chi è?
Il Maestro, ovviamente! Che grazie alla carica appena ottenuta, e una serie di satelliti che aveva lanciato intorno alla Terra, apparentemente per le linee telefoniche, adesso controlla tutto!
You go Master!

Finiti i preliminari, arriviamo allo shipping vero e proprio, e cioè alla loro prima vera conversazione.
Vi ho già detto l’inizio, che è tutto un programma, proprio per la serie “chi ben comincia”, ma anche il resto non è da trascurare. Soprattutto la prima parte, in cui il Maestro confessa al Dottore di essere scappato dalla guerra perché troppo spaventato, e il Dottore racconta cosa ha fatto, racconta di aver sterminato due intere razze per porre fine alla guerra. Forse è solo una mia sensazione, ma è diverso da come lo avevamo sempre sentito, sembra diverso ora che lo sta raccontando a qualcuno che può effettivamente capire perché c’era. C’è un senso di tangibile familiarità nella loro conversazione, questo equilibrio e questa idea di parità che è confortante. Ti fa sentire che è come se si appartenessero. E il Dottore sembra non voler proprio lasciarsi scappare quest’occasione, ha finalmente trovato un altro Signore del Tempo dopo anni di rassegnata solitudine, e non vuole più perderlo. Per questo non esita un solo istante a dirgli: “sono stato solo da quando è finita la guerra. Ma adesso non più. Non capisci, tutto quello che abbiamo e l’un l’altro!”.

Sì, avete letto bene, appena due minuti di conversazione e il Dottore dice al Maestro “all we’ve got is each other”.

E cosa potrà mai rispondere, il Maestro?

“Are you asking me out on a date?”

tumblr_loea1vkL4p1qmd36no1_400Beh, io forse vedo troppa tensione omoerotica un po’ ovunque, ma qui se la cercano. Non esiste che questi due abbiano subito una conversazione del genere senza che diventino la mia OTP all’istante. Per me le loro scene potevano finire qui e avrei avuto abbastanza materiale per rimuginarci e scriverci fanfiction per una vita. Ma il bello è che questo è solo l’inizio.

Subito dopo il “mi stai chiedendo un appuntamento romantico?” il Dottore propone al Maestro di scappare insieme, di combattere in tutto l’Universo ad eccezione della Terra, e vi giuro sul Dio dei Telefilm che tutte le mattine mi alzo e mi chiedo perché il Dottore e il Maestro non hanno mandato al diavolo gli stupidi, fragili umani e non sono scappati insieme, nell’Universo sconfinato, con tutta l’eternità a loro disposizione, viaggiando in lungo e in largo, ballando in mutande nel Tardis, e trovando un pianeta dove ricreare Gallifrey e fare tanti piccoli Time Lords.
Perché?!

Citando il Maestro stesso, “too late”, ormai il suo piano è avviato e fermarlo è impossibile, ma mi piace pensare, dalla smorfia, la breve esitazione, e il tono con cui dice “troppo tardi”, che se non avesse già iniziato il suo piano con i Toclafane, avrebbe accettato, e sarebbe davvero fuggito con il Dottore.

Il mio cuore di fangirl soffre alla bellezza di questa idea.

Vi lascio comunque la scena del dialogo, perché non vi basta sapere cosa dicono, dovete SENTIRE come lo dicono.

Il Dottore e la sua piccola gang cercano di nascondersi e allo stesso tempo trovare un modo di arrivare al Maestro, così grazie ad una chiave del Tardis che riesce a spostare l’attenzione lontani da loro, si appostano a vedere il Maestro che accoglie il Presidente degli Stati Uniti, e poi la famiglia di Martha, che naturalmente ha fatto sequestrare.

Insomma, il Dottore guarda il Maestro che tesse il suo piano malefico, che rapisce innocenti, e non innocenti qualunque, ma i familiari della sua companion, e quando lei e Jack dicono di volerlo uccidere, cosa risponde lui?

 

“I’m not here to kill him. I’m here to save him”

 

Sì, beccata, sto piangendo, ma ANDIAMO! Andiamo! Non ditemi che non riuscite a sentire l’enfasi e il sentimento, non vi credo. Questo sta architettando di conquistare l’Universo, e il Dottore vuole salvarlo. Salvarlo da tutto, dal mondo, dall’oscurità, dal tamburellio, vuole portarlo con sé e farlo ricominciare a vivere.

Vado un attimo a piangere in un angolino e torno.

Comunque, il Dottore riesce ad infiltrarsi sulla Valiant per cercare di smascherare il Maestro prima che questi riesca a far arrivare i Toclafane sulla Terra e a conquistarla, ma ovviamente non ci riesce, e non solo il Maestro lo cattura, ma con il suo cacciavite laser e po’ del DNA del Dottore (e non vi consiglio di pensare a come io mi ero immaginata che avesse preso quel DNA) lo invecchia di 100 anni così da poterlo rendere impotente.

Prima di arrivare al finale della 3×13, che è uno dei punti più alti di shipping, se non il più alto, una piccola parentesi sulla scena fenomenale del Maestro che entra in scena cantando e ballando in pieno stile Glee.

Come giustamente ha detto lo stesso Davis, cosa fareste se aveste il controllo del mondo? Ballereste e cantereste come un adolescente nella sua camera, e così infatti fa il Maestro, che all’inizio della 3×13 entra nella stanza sulle note di “I can’t decide” degli Scissor Sister, cantandola praticamente al Dottore mentre se lo porta in giro sulla carrozzina.

(NB: anche se nel telefilm parte dal ritornello, la canzone all’inizio dice testualmente “fuck and kiss you both at the same time”. Sì, ci sto scrivendo una fanfiction, questa coppia urla al mondo di scriverci fanfiction, non sono io, sono LORO!)

Anche qui vi metto la scena perché è troppo bella per non essere vista almeno mille volte di fila.

http://www.youtube.com/watch?v=ptRxrH1rVK8

La puntata va avanti tra Martha che gira per il mondo a diffondere la parola del Dottore, loro che dall’interno cercano di sconfiggerlo, e quando arriviamo alla fine c’è il boom di sentimenti.
Il Dottore grazie alle preghiere dell’intera umanità riesce a riacquistare il suo potere, quindi adesso penserete: “beh, ora imprigionerà il Maestro, gli farà un discorso su quanto è stato meschino e crudele, lo spedirà da qualche parte, insomma almeno gliene dirà quattro!”.

SBAGLIATO!
Il Dottore riacquista il suo potere, e cosa fa?

Abbraccia il Maestro e gli dice che lo perdona.

Sì, sì, il Maestro ha decimato l’umanità, tentato di conquistare l’Universo con la forza, e l’unica cosa che il Dottore gli dice, abbracciandolo, è “I forgive you”.

Quello che sta rotolando per terra è il mio cuore, se ve lo stavate chiedendo.
Ma fosse finita qui!
Mandato indietro il tempo e ammanettato il Maestro, bisogna veramente discutere su cosa farne di lui, e seguendo la linea del “I’m not here to kill him, I’m here to save him” il Dottore dice una cosa che secondo me è di un’importanza catartica per questa ship. E’ uno dei grandi motivi che mi fanno pensare che il Dottore amasse veramente il Maestro, forse non nel canonico modo romantico, ma di sicuro teneva a lui come a pochi altri al mondo.

Infatti gli dice che, visto che non si può fidare di lui, l’unico posto per tenerlo al sicuro è il Tardis, e che è disposto a fermarsi, a smettere di viaggiare, perché, cito testualmente: “adesso ho qualcuno di cui prendermi cura”.

Qui chiedo a tutti un attimo di riflessione.

Il Dottore è tutta la sua vita che scappa, è sempre fuggito, il senso della sua esistenza è il viaggiare stesso, il non fermarsi mai, e non si è mai fermato, per nessuno. Né per chi aveva a Gallifrey, né per chi aveva conosciuto dopo, mai di sua spontanea volontà aveva detto di volersi fermare. Lui stesso, la puntata prima, dice che quando ha guardato nel Vortice del Tempo, è scappato, e non si è mai fermato.

L’unica volta in cui lui vuole fermarsi, l’unica, è per prendersi cura del Maestro. Non tenerlo prigioniero, non proteggere l’Universo da lui, nossignore.

Per prendersene cura.

Scusate ma se questo non è amore io alzo le mani.

Ovviamente non poteva andare così, e infatti la compagna del Maestro gli spara (GLI SPARI?! TU HAI AVUTO LA FORTUNA DI ESSERE SUA MOGLIE E GLI SPARI?! Dio non c’è più religione al mondo!) e il Dottore si precipita ad afferrarlo per evitare che cada per terra, lo stringe tra le sue braccia, e lo prega di rigenerarsi. Lo supplica, con uno sguardo negli occhi atroce.
Ma il Maestro vuole morire. Non vuole rimanere intrappolato con quel tamburellio costante nella testa, e quindi si lascia morire.

Una scena già di per sé straziante, che lo diventa ancor di più quando il Dottore lo stringe forte a sé e comincia a piangere disperato, singhiozzando mentre culla il corpo del Maestro.

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NB: il Dottore non ha mai pianto veramente. Per Rose, la sua “””innamorata””” ha versato una lacrima. Una sola. Ma per il Maestro si dispera, singhiozza, si vede quanto non vuole perdere lui più di chiunque altro al mondo. Sarà perché è l’ultimo Time Lord rimasto, sarà perché erano amici, ma ribadisco, potrà non essere l’amore canonicamente romantico, ma questo è amore. Il caso è chiuso.

Ma pensate che la sofferenza sia finita qui?
Abbiamo ancora altre due puntate di cui parlare!
Le ultime della quarta stagione, le ultime in cui appare Tennant, lo speciale di Natale del 2009. Dove, per mia somma, immensa gioia, il Maestro fa il suo ritorno (e credetemi, prima di andare a letto prego che lo facciano tornare prima o poi).

Lo fanno resuscitare alcuni dei suoi seguaci, ma il processo va storto sempre per colpa della ex-signora Saxon (no sul serio, what’s wrong with you girl?) e lui sì ritorna, ma non ha tutta l’energia necessaria per completare appieno la resurrezione. E già avevo capito come andava a finire (i fazzoletti mi sono stati amici). Quindi essendo un po’ a corto di energia va in giro a mangiare tutto quello che trova, persone comprese, mentre il Dottore lo cerca, e quando lo trova, c’è questa scena che forse ad occhi sani è passata inosservata, ma per me nonostante sia un gesto piccolo è abbastanza significativa. In pratica il Maestro attacca il Dottore con questo fascio di energia che riesce a sprigionare (anche se così facendo se ne sottrae per rimanere in vita, cosa che il Dottore gli fa notare subito, NON LO VUOI PERDERE DI NUOVO, AMMETTILO!), e quando riesce a colpirlo e il Dottore sta per accasciarsi a terra, lui si precipita a sorreggerlo, lo guarda e poi lo lascia andare di nuovo.

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Non so voi, ma a me vedendo questa scena è partita in automatico nella testa “True Love” di P!nk ( “but I hate, I really hate you, so much I think it must be true love”). Prima lo colpisce e poi si butta per reggerlo, può sembrare una cosa sciocca ma secondo me questa scena racchiude un po’ l’essenza intrinseca della coppia, il sentimento di contrasto che li domina, quella voglia di far male che convive con la voglia di salvarlo e con l’affetto passato e futuro.

Comunque, non contento di questo, il Maestro comincia a rivangare i bei tempi andati, con tanto di “ti ricordi quando correvamo per i campi di erba rossa nella terra di mio padre…” (ditemi che non sono l’unica che se li è immaginati nudi).

“Guardaci adesso” dice il Maestro, e c’è non solo indignazione, ma anche una nota di dispiacere nel suo tono, come se volesse tornare indietro, a quel momento in cui lui e il Dottore correvano spensierati per i campi, insieme, in cui sì tutto ciò che avevano era l’uno l’altro, ma non per obbligo, bensì per scelta.

Ok, mi sto lasciando trasportare.

Il Maestro confessa quanto gli fa male quel rumore sulla testa, quel tamburellio sempre più forte, e supplica il Dottore di sentirlo, ma quando quest’ultimo ovviamente non ci riesce, lui gli si avvicina, prende il suo volto tra le mani, e appoggia la propria fronte sulla sua, così da creare un contatto telepatico, e fargli ascoltare quel tamburellio.

Il momento perfetto per urlare allo schermo “NOW KISS!”.

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Peccato che ovviamente non solo non si baciano, ma che il Maestro viene praticamente rapito da un tipo ricchissimo che guarda caso aveva trovato una macchina aliena per curare le persone, e voleva l’aiuto del Maestro per aggiustarla e rendere sua figlia immortale.

Hai chiesto alla persona giusta, vai così!

Un po’ come quando mandano Will Graham in terapia da Hannibal, c’avete preso!

Infatti il Maestro si ripara la macchina, ma la programma in modo da trasformare tutti gli esseri umani in lui. Esatto, ogni persona sulla Terra grazie a quella macchina diventa il Maestro.
Che mondo meraviglioso!
(NB: prima di trasformare tutti gli umani in se stesso, il Maestro dice al Dottore “questa ti piacerà”. Al Dottore piacerà avere 6 miliardi di Maestri? E TE CREDO!)

Per continuare la fiera del kink dopo questa piccola perla, il Maestro lega completamente il Dottore ad una sedia, slegandogli ad un certo punto solo la bocca (per la cronaca, prima di togliergli l’imbavagliatura il Dottore gli fa l’occhiolino, vi giuro questa scena potrebbe tranquillamente essere l’inizio di un porno BDSM. Sì, molte delle loro scene sembrano l’inizio di un porno, e la gente si chiede pure perché sono shippati. MA LI AVETE VISTI?!)

Ma invece di una cosa simil porno, quando il Dottore può finalmente parlare, ne esce fuori un discorso tutt’altro che kinky, anzi.

Il Dottore dice al Maestro che sarebbe meraviglioso, che è un genio, che è brillante ogni oltre limite, che potrebbe essere molto più di quello, potrebbe essere bellissimo, e loro potrebbero viaggiare insieme in tutto lo spazio e il tempo, che non gli serve possedere l’Universo, solo vederlo, e che sarebbe un onore per lui averlo come compagno di viaggio.

E la cosa più straziante è che dopo queste parole bellissime, piene di affetto e di speranza, il Maestro lo guarda con espressione affranta, il barlume di luce nei suoi occhi spento da un unico triste presagio.

“Si fermerebbe a quel punto? Il rumore nella mia testa?”

In pratica l’unica cosa che impedisce al Dottore e al Maestro di scappare insieme, è il tamburellio. Se il Maestro non ne fosse torturato a livelli disumani, sarebbe scappato con il Dottore, subito, avrebbero vissuto avventure e si sarebbero salvati a vicenda.

E quando il Dottore gli dice che lo può aiutare, c’è lo scambio di battute più intenso e commovente tra i due personaggi:

“I don’t know what I’d be without that noise”

“I don’t know what I’d be without you”

 

Io non so cosa sarei senza di te.
Il Dottore dice al Maestro “io non so cosa sarei senza di te”.
E’ forse la cosa più romantica che abbia sentito uscire dalle labbra del Dottore, e non lo dice ad una sua compagna, no, lo dice a quello che dovrebbe essere il suo arcinemico.

E il suo arcinemico, a sentire queste parole, si commuove.

Esatto signore e signori, il Maestro sta per piangere, gli vengono li occhi lucidi e tira su con il naso dopo queste parole.

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Forse sarò io, forse sono esagerata, ma se questo non è amore, io davvero non so cosa sia. Non ho mai visto il Dottore così preso e attaccato a qualcuno, così disperato di averlo accanto, così determinato a non arrendersi, ma a salvarlo a tutti i costi.

E ci prova a salvarlo a tutti i costi, anche a costo della sua vita.

Alla fine della puntata, scopriamo che il tamburellio nella testa del Maestro non è frutto della sua follia, ma che gli è stato messo dagli stessi Signori del Tempo per creare un collegamento con l’Universo e sfuggire alla prigionia in cui li aveva condannati il Dottore, fuori dallo spazio e dal tempo. E quando 6 miliardi di persone diventano lui, questo collegamento è abbastanza forte da far sì che i Signori del Tempo possano tornare. Ma il Dottore non può permetterglielo, non può lasciarli tornare perché il loro ultimo piano per far finire la guerra era distruggere il tempo e la realtà stessa.

Così si trova in mezzo tra il Maestro e il capo dei Signori del Tempo, con una pistola in mano, e sa che deve sparare al Maestro per spezzare il collegamento, per far finire quel tamburellio.

Ma non ce la fa. Non vuole e non può.

E mentre invece il Maestro pensa che gli stia per sparare, il Dottore gli dice di spostarsi, “get out of the way”.

E l’espressione che fa il Maestro è impagabile, prima incredulo, poi si apre quel lieve sorriso di pura gratitudine e affetto.

Quanto questi si sposta, il Dottore spara alla macchina aliena, e non solo tutti gli esseri umani tornano se stessi, ma il collegamento si spezza, e i Signori del Tempo stanno per essere trascinati indietro.

Furioso, il Presidente dei Signori del Tempo allunga una mano per uccidere il Dottore, ma mentre sta per farlo, si rialza il Maestro che ripete le esatte stesse parole del Dottore, “get out of the way”, e uccide il Presidente, sacrificando la sua energia e la sua vita, per salvare il Dottore.

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Mi autocito: “Se questo non è amore, io alzo le mani”.

“Get out of the way” vince su “I love you” a mani basse.

Non mi vergogno ad ammetterlo: non ho percepito da parte del Dottore un attaccamento del genere per nessun altro, un amore così tangibile, una disperazione, un bisogno come quelli che ha dimostrato per il Maestro.

I loro momenti insieme sono pochissimi rispetto ad altre coppie, e loro non sono nemmeno una vera coppia, ma c’è un intensità, un affetto e una bramosia tanto forte che bastano per una vita intera. Grazie alle emozioni che ci hanno regalato in queste poche puntate, si può creare un mondo di storie alternative, di sviluppi e finali alternativi, e comunque e dovunque li mettiamo, quei due non ci annoierebbero mai, sarebbero sempre perfetti per stare insieme.
Forse sarò esagerata, ma per me il Dottore ha amato davvero una sola persona, e quella è il Maestro.

All Doctor Who Ships SHIP - WAR #7

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1 comment
  1. scusami..ma il maestro prima di morire tra le braccia del dottore non dice “preferisco morire piuttosto che passare tutta la mia esistenza intrappolato con te” e aggiunge anche “adesso ho vinto io..” (vedendo il dottore cosi distrutto)
    Io credo che quel che tu chiami “amore” tra i due non lo relegherei solo all’amore spicciolo, ma ad un amore platonico. Mi spiego meglio, il dottore è un’essere provato dalla solitudine e dal non poter avere nessuno di “fisso” accanto..trova il maestro e gli si illuminano gli occhi…io credo che sia più un gesto egoistico il suo quello di volerlo portare con sè(se capisci cosa intendo per egoistico,in questo contesto).
    Mentre the master ,nonostante io lo ami follemente, è uno folle psicopatico con manie megalomani di controllo , vittima dei traumi, ma che per il dottore ha evidentemente un sentimento contrastante.. siamo uguali si ma io sono meglio e ti faccio fuori.

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