Riverdale – Recensione 4×19: Il finale che non ti aspetti

Riverdale

Bentornati carissimi addicted con la recensione della 4×19 di “Riverdale”.

Eccoci arrivati al finale di stagione. Una puntata che non rappresenta assolutamente una chiusura, ma che anzi lascia ancora tutto in discussione.

L’obiezione che mi aspetto è che questa puntata non era stata pensata come finale, quindi ovviamente lascia un senso di incompiutezza. Obiezione assolutamente giusta, ma ciò non toglie il fatto che questo finale sia insoddisfacente, soprattutto pensando  a quanto tempo è stato sprecato su altre storyline e quanto spazio è stato tolto al vero fulcro di interesse della stagione.

Un’altra obiezione ragionevole è che sia un classico di molte serie chiudere con un cliffhanger che lasci con il fiato sospeso e con la voglia di vedere subito altro, anzi che questo sia un vero e proprio punto a favore. Il problema è che in questo caso la storia è stata spezzata senza nemmeno essere mai stata raccontata per bene.

Ho detto e ripetuto questa cosa fino allo sfinimento, lo so, però è la mia più sincera opinione: questa stagione è stata gestita malissimo, e l’interruzione forzata della produzione ha rappresentato solo il colpo di mannaia finale.

Ironia vuole che, a prescindere dalle considerazioni generali sul finale, a me questa puntata è davvero piaciuta molto. Avrei voluto scrivere la recensione della 4×19 di “Riverdale” in un altro momento, perché probabilmente l’avrei esaltata ai massimi livelli.

Questo episodio racchiude tutto quello che io adoro in “Riverdale”: la coralità, il non sense esagerato, il  lato dark e il mistero. TUTTO. Questo è il genere di episodio che mi ha fatto innamorare dello show.

Ho apprezzato in modo particolare il modo in cui il racconto di Jughead si sia fuso con la realtà, sottolineando come quel lato dark, enfatizzato nella finzione, abbia in realtà dei richiami alle vicende che i ragazzi hanno effettivamente vissuto. Come si ritrovano a dire gli stessi protagonisti, il racconto rappresenta  una  situazione che abbiamo già visto nella serie come “vita vera”. Questo è anche quello che mi aspettavo  inizialmente dalla storyline della Stonewall  Prep, che il ruolo di Jughead come narratore e scrittore potesse dare uno spunto in più.

In generale poi meraviglia pura per la guerra tra il Preside Honey e i ragazzi. Questo poveraccio  che viene  fatto passare come un mostro che scuoia i gattini, solo perché tenta di fare il suo lavoro, e che viene aggredito non solo da quella banda di debosciati dei ragazzini, ma pure dalla combo finale dell’Esercito dei DILF e della Parata delle MILF in grande spolvero – bonus il fratello gnocco che tira in campo niente meno che l’FBI. Tutto per salvare il prom. Ragazzi questa è poesia pura… Quando ognuno dei genitori ha minacciato Honey col suo super potere, tipo convergenza magica delle Winx, io stavo letteralmente piangendo.

Perché non  abbiamo avuto questa puntata prima, PERCHEEEEE’???

Ad ogni modo, ribadisco anche in questo caso che la svolta delle videotapes sta finalmente prendendo una  piega interessante. Mi piace l’introduzione di questo mercato clandestino di video, il passaggio all’azione dello stalker e il fatto che ora le rappresentazioni non attingano solo alla realtà (o presunta tale), ma anche alla finzione. Così il romanzo di Jughead prende vita nella sua versione più dark e ci fa venire ancora più  dubbi  su chi si possa nascondere dietro la telecamera.

Peccato che per arrivare qui abbiamo dovuto subire diciotto episodi di riprese di vialetti e di quella bietola di Bret.

RIVERDALE – RECENSIONE 4X19: TIRIAMO LE SOMME

Dato che  questa 4×19 sarà l’ultima recensione di “Riverdale”, è giunto il momento di tirare le somme della quarta stagione.

Questa stagione era partita con perle di trash senza paragoni – per un’ultima volta vale la pena ricordare il razzo di Edgar Evernever.

La storyline della Stonewall Prep aveva lanciato degli  spunti interessanti, che poi però sono finiti nel peggiore dei modi, diventando una sorta di parentesi autoconclusiva che ha davvero fatto più danni che cose positive. Hanno introdotto Nonno Jones, ma non hanno dato spessore al suo rapporto con FP e Jughead – evitiamo di parlare di Charles. Hanno creato delle scene ad effetto totalmente assurde, come il suicidio di Chipping e le varie prove della società segreta; hanno addirittura riesumato Moose, senza una ragione logica. Hanno sostanzialmente creato e alimentato costantemente un mistero, che ha poi avuto come unica soluzione quella di servire le paranoie e la vendetta personale di un’adolescente annoiata.

Proseguendo ci sono state talmente tante falle, questioni lasciate in sospeso e aspettative disattese, per cui è impossibile dire che non ne sia rimasta delusa. L’errore è stato principalmente nella gestione dei tempi. Oltre alla questione, già citata fino allo sfinimento, della Stonewall Prep, ricordiamo anche tutto il tempo  sprecato sulla casa infestata dei Blossom e la malsana convivenza con la salma di Jason, e tutte le altre trame secondarie che hanno portato ad un nulla di fatto.

Gli ultimi due episodi hanno riacceso la speranza, ma non sono stati sufficienti a risollevare l’intera stagione. Inutile inacidirsi ulteriormente, speriamo solo che con del buon materiale di base ci si possa rifare nella quinta stagione, perché credo veramente che il  mistero dello stalker sia uno dei più interessanti fino ad ora proposti.

RIVERDALE – RECENSIONE 4X19: QUESTIONI IN SOSPESO

Le questioni da risolvere il prossimo anno saranno quindi parecchie:

  • Innanzitutto, come integreranno il materiale che avrebbe dovuto occupare gli ultimi episodi della quarta stagione con la storia vera e propria della quinta stagione?
  • Possiamo considerare a tutti gli effetti chiuso il ritorno di fiamma tra Betty e Archie?
  • Capiremo mai quali siano le vere intenzioni di Charles e come sia nata la sua relazione con Chic?
  • Il fatto che Mr Honey sia stato assunto alla Stonewall Prep preannuncia un ritorno di Bret & Co? E poi scopriremo il suo vero legame con la Scarlet Suite?
  • Ma soprattutto, scopriremo l’identità dello stalker?

Per questa quarta travagliata stagione di “Riverdale” è tutto. Come sempre è stato un piacere seguirla con voi e vi aspetto nei commenti. Alla prossima!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.