Riverdale – Recensione 4×18: Quanto tempo sprecato

Riverdale

Bentornati carissimi addicted con la recensione della 4×18 di “Riverdale”.

Da dove iniziare con questa recensione? Per chi apprezza la più brutale onestà, dirò semplicemente che salvo ben poco di questa 4×18. Ho passato buona parte dell’episodio crogiolandomi nella noia e il resto semplicemente a chiedermi perché dobbiamo sempre sprecare tanto tempo su storyline inutili.

Come avrete letto, “Riverdale”, come del resto tanti altri show, ha subito una battuta d’arresto che porterà la prossima puntata ad essere, a tutti gli effetti, il finale di stagione, con tre episodi d’anticipo rispetto a quanto programmato. Ciò fa di questa 4×18 la penultima puntata della serie, e la situazione è quanto mai confusa.

Vorrei quindi essere più indulgente, frenare la lingua, pensando appunto che non stiamo vedendo (e non vedremo) tutto quello che gli autori avevano pensato  per questa stagione. La verità, però, è che la situazione sarebbe sembrata altrettanto confusa anche senza il brusco stop della produzione. Non credo che tre episodi in più avrebbero potuto compiere il miracolo, o, comunque, farci dire che i tempi in questa stagione sono stati gestiti al meglio.

La storyline della Stonewall Prep ha fatto da protagonista assoluta fino alla sedicesima puntata. SEDICESIMA. I videotapes, che invece avrebbero dovuto essere il fulcro di questa stagione, sono stati fino ad ora solo un’ombra, una piccola apparizione, e sono tornati alla ribalta ad un solo episodio dalla fine. Converrete con me che la cosa non ha il minimo senso.

Se tutto il mistero dei Baxter Brothers è servito solo a portarci le registrazioni di Bret e un’altra macabra storia di cui poter dare un’interpretazione in maschera, allora poteva occupare un arco narrativo ben più limitato.

La cosa che mi manda veramente in bestia, è quello che ho visto alla fine era davvero buono.

RIVERDALE – RECENSIONE 4×18: QUANTO POTENZIALE SPRECATO…

L’idea di usare le videocassette per portare alla luce, o riportare a galla, i segreti più oscuri di Riverdale è brillante, perché “Riverdale” è proprio basata sullo stereotipo della cittadina apparentemente perfetta ma che nasconde del  marcio ad ogni angolo. Quindi perché  non puntare su questo ben prima, invece di propinarci per tre quarti di stagione gli ingressi delle case dei protagonisti? Capisco che l’aspetto stalker servisse a creare un clima d’angoscia, ma se dura per sedici  episodi ed è intervallato da mille altre storie, è palese che quell’ansia vada svanendo.

Lo stesso vale per l’idea di ribaltare totalmente la figura del Preside Honey. Scopriremo nel finale che  anche questo è un depistaggio e magari torneremo alla primordiale teoria della vendetta di Charles? Forse, ma questa svolta dark è stata geniale. Di nuovo: perché tirare fuori il coniglio dal cilindro solo ora?

Mi fa davvero rabbia pensare a quanto il potenziale di questa stagione sia stato sprecato. So che parlo già come se la storia fosse terminata, ma ho i miei seri dubbi che un solo episodio ne possa risollevare le sorti, soprattutto se è un finale che non è stato pensato per essere tale. E, a prescindere, continuo a ripetere che un paio di episodi in più non avrebbero fatto la differenza.

Avremmo potuto vedere tutto quello che è stato concentrato negli ultimi minuti di questa puntata ben prima, e anche il resto dell’episodio si è perso nei soliti drammi inutili. Giusto per non smentirmi li infilerò tutti nella classifica dei flop di questa settimana.

RIVERDALE – RECENSIONE 4×18: FLOP DELLA SETTIMANA
  • Il ritorno di fiamma tra Archie e Betty. Lo so, ne sto parlando di nuovo. Che tutto si sia (apparentemente) risolto come la classica crisi pre-college in cui si tenta di restare aggrappati alla propria innocenza mi fa solo sprofondare ancora di più nello sconforto. Questi ragazzi l’innocenza l’hanno persa da un pezzo e mi sembra stupido farli andare così out of character.
  • Altra storia trita e ritrita è quella di Hiram Lodge. Chiariamolo per l’ultima volta: chi è nato rotondo non può morire quadrato, quindi smettiamola per favore di oscillare tra il padre amorevole e il villain spietato. E smettiamola anche di far passare ogni volta Veronica per la scema del villaggio, che a ogni giro di giostra ricade in questa farsa del “papino non è poi così cattivo”. Basta.
  • Kevin che ogni tanto riemerge dal dimenticatoio, per lo più in funzione di un suo possibile interesse amoroso. E ogni tanto ci ricordiamo anche di Fangs, Reggie e di Toni (che a quanto pare fuori dalla sua relazione con Cheryl non ha il minimo spessore). Almeno la storyline del solletico ha avuto una svolta pressochè utile, ricollegandosi alla Scarlet Suite e al preside Honey.
  • Per l’ennesima volta Ethel salta fuori dal nulla, come una sorta di deus ex machina, per svelare i misteri di Riverdale. Ma questa ragazza una vita normale non può averla? Prima il Gargoyle King, poi questa storia dei videotapes…  Il suo unico scopo è navigare nel marcio, con quella pseudo innocenza da ragazza sperduta, e uscire solo al momento opportuno per mettere la Scooby Gang sulla buona strada nelle indagini. Glielo vogliamo dare un briciolo di dignità?

Su queste noti felici vi lascio al promo della 4×19 che chiuderà questa quarta stagione di “Riverdale”. Come sempre vi aspetto nei commenti!

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