Penny Dreadful | Recensione 3×04 – A Blade of Grass

Sono alla disperata ricerca di aggettivi per poter definire questo episodio, ma anche epiteti come perfettosublime o qualunque altro loro sinonimo mi sembrano banali e inadatti a descrivere ciò che sono stati questi cinquanta minuti più che abbondanti che hanno formato A Blade of Grass. Si dice che un bravo scrittore non ti rende noto che piove, ma ti fa sentire la pioggia fin dentro le ossa, ed è un po’ quello che hanno fatto le persone dietro a questo copione e – soprattutto – Eva Green con Vanessa Ives. Lei non ci ha reso note le emozioni di Vanessa, ma ce le ha fatte sentire con ogni fibra del suo corpo in ogni fibra del nostro corpo. Il dolore, la sofferenza, la voglia di vivere che l’abbandona e l’impulso a lottare che la travolge dopo, la disperazione, la voglia di vivere e la voglia di morire che si intrecciano in una danza emotiva che ci porta una volta di più a scoprire ogni singolo strato di questo personaggio magnificamente complesso e straordinariamente interpretato.

È un episodio incentrato tutto su Vanessa, un episodio in cui tutte le altre storyline vengono momentaneamente accantonate, esattamente come succede ogni volta che si vuole far luce sul suo passato e come in particolare abbiamo visto in The Nightcomers, il terzo episodio della seconda stagione in cui tramite flashback Vanessa si affida a Joan Clayton. E anche qui viviamo il tutto attraverso un flashback, un flashback che stavolta si snoda tutto all’interno della mente di Vanessa mentre lei è sotto ipnosi, e trovo particolarmente appropriato che la persona alla quale stavolta lei si è affidata sia proprio la Seward, ovvero una Clayton lei stessa. È la Seward ad accompagnarla in questo tuffo nel passato alla ricerca dei ricordi perduti – che è allo stesso tempo un viaggio nella propria psiche, nel proprio subconscio. È la Seward a tenerla ancorata a questo mondo, a farle forza quando lei si rende conto di essersi persa in quella stanza bianca, a riaccoglierla nel presente quando finalmente riesce a risvegliarsi – esattamente come era stata Joan a fornirle i mezzi e la conoscenza necessari a sconfiggere il male che la stava nuovamente travolgendo.

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E Vanessa è fiera e forte come poche altre donne, per quanto il male cerchi di farla sua, per quanto la condizione in cui si trova sia desolata, per quanto i medici tentino di farla diventare normale, lei si rifiuta di cedere, si rifiuta di cambiare, si rifiuta di fingere. Preferisce andare incontro alle conseguenze di essere ciò che è piuttosto che piegarsi al volere altrui, che sia quello di un medico piuttosto che quello di Lucifero in persona. Si spezza Vanessa, si frantuma in mille pezzi come un prezioso quanto delicato cristallo che viene sbattuto a terra con violenza, ma trova sempre una maniera per raccogliere ogni singolo pezzettino di se stessa e ricucirlo addosso agli altri. Sempre. Anche quando vuole lasciarsi morire di fame, quando si convince che la morte potrebbe essere l’unica scappatoia ai suoi tormenti, alla fine l’istinto di sopravvivenza ha la meglio su di lei. Sempre. È forte, è coraggiosa, è indistruttibile. Perché nel corso di tre stagioni l’abbiamo vista spezzarsi così tante volte da averne perso il conto, eppure lei è ancora qui, fra noi, a mostrarci con fierezza che ci si può rialzare. Sempre. È determinata Vanessa, al punto che il suo subconscio le vieta di risvegliarsi dal “sonno” indotto dall’ipnosi, non prima di essere arrivata alla verità vera, a quel nome che le serve per poter capire cosa sta fronteggiando stavolta. Deve arrivare a scoprirlo, deve, perché se no non c’è alcuno scopo nel rivivere tutto quel dolore che aveva abilmente nascosto nei cassetti più nascosti della propria memoria. Dracula. Dracula che l’ha reclamata come sua così tanti anni prima è tornato, e ora Vanessa lo sa, così come sa di essere stata reclamata molto tempo addietro.

I am the demon, I am the dragon. My name is Dracula.

E poi abbiamo John Clare. Il caro e buon John Clare che si prende cura di Vanessa, la prepara psicologicamente ai trattamenti medici che dovrà subire, le impedisce di lasciarsi morire di fame, le fa compagnia, le allunga una coperta anche se è contro le regole. John Clare che tenta di alleviarle il dolore in tutte le maniere possibile, leggendole poesie – così scopriamo da dove derivi l’amore dell’uomo per questa arte – pettinandole con cura i lunghi capelli, truccandola seguendo le istruzioni premurose della moglie. John Clare che avrebbe potuto approfittarsi di lei eppure non lo fa, che va ben oltre al ruolo per il quale è pagato e che la mette in guardia in tutte le maniere possibili nei confronti di un’operazione chirurgica che la ridurrebbe a un vegetale, perché non vuole che lei si perda in se stessa – o fuori da se stessa – non vuole che lei perda la propria essenza, che smetta di essere Vanessa. Abbiamo la conferma che anche in vita non c’era cattiveria in lui, ma premura e sensibilità, bontà d’animo.

-Is it day or night?
-Which do you prefer now?
-Day.
-Then it’s day.

John Clare diventa l’ancora di Vanessa, ciò che la tiene ancorata alla realtà, ciò che le impedisce di disocciarsi da se stessa e che le rende un pochino meno gravoso il compito di risollevarsi nuovamente. Allo stesso tempo però, John Clare diventa anche l’impersonificazione del male che la perseguita, perché Vanessa non ha altri volti a cui aggrapparsi o da cui eventualmente scappare, e quindi per lei lui diventa allo stesso tempo una scialuppa di salvataggio e una minaccia. È colui che è sempre pronto a tenderle una mano mostrando un’umanità rara da trovare, ma è anche colui i cui occhi si tingono di nero mentre Lucifero e Dracula si contendono la sua fedeltà e il suo amore.

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È un episodio all’apparenza lento ma che in realtà è così pieno di narrazione, è così pieno di emozioni da lasciarci stesi e senza forze alla fine della visione – perché quel legame empatico che stabiliamo con la Vanessa rinchiusa in quella stanza fin dai primi secondi di visione, non molla la presa su di noi fino a quando lei non si sveglia e torna al presente nello studio della Seward. E quando la presa su di noi si allenta, ormai siamo pieni della sua sofferenza e di intere settimane, di interi mesi, passati con lei in quella cella a lottare con tutte le nostre forze.

È una cosa che mi piaceva sottolineare anche nelle recensioni di Glee, quando dicevo che si vede subito quando un attore arriva dal teatro, quando è abituato a far leva solo e soltanto sulla propria espressività e sul proprio corpo per comunicare con il pubblico. Ed Eva Green è magistrale in questo, MAGISTRALE.

Adesso Vanessa sa contro chi ha a che fare. Lo sa ed è pronta a lottare. E dal prossimo episodio la vedremo partire al contrattacco, così come riprenderemo a seguire il percorso di tutti gli altri personaggi. Ma non fate l’errore di giudicare questo episodio inutile, o noioso, o filler – perché non è stato nessuna delle tre cose. È stata arte ai massimi livelli, è stata una giostra emotiva da circo degli orrori, è stata l’ennesima rappresentazione della forza di Vanessa Ives e come potremmo mai stancarci di vederla lottare? È un personaggio scritto così bene che nulla che la riguardi potrebbe essere mai banale o scontato, di troppo o fuori luogo. E ha trovato in Eva Green l’interprete perfetta per il ruolo, e non mi stancherò mai di sottolinearlo.

Vi lascio con il trailer del prossimo episodio, “This World Is Our Hell”, e vi do appuntamento a settimana prossima!

https://youtu.be/JNSiwBYRp08

-Elsa

 

6 comments
  1. Tesoro… Hai messo su carta tutto quello che questo episodio fa sentire. Fragilità. Rassegnazione. Vuoto. Vita. Morte. Dolore. Forza. Una forza incredibile. E Vanessa…ti entra sotto pelle. Ci sono stati momenti in cui piangevo. È un episodio FORTE. Non c’è stato nulla di lento perché davvero tu sei dentro quella stanza con Vanessa e allora l’unica cosa lenta è il tempo che sembra sempre uguale a se stesso. E nn passa mai.
    Complimenti per questo commento. Hai reso perfettamente tutto ciò che rappresenta la puntata.
    E il sig. Clare… Ci voleva davvero scoprire un pezzo del suo passato. E che passato. Lui è Vanessa sono connessi. Chissà se lei lo avrà riconosciuto in fondo…

    1. Grazie cara 🙂

      Sì, ci voleva proprio scoprire il passato di John Clare, e anche capire come mai lui e Vanessa si siano ritrovati così legati anche nella seconda vita di John Clare, perché in fondo avevano un passato comune. Anch’io mi chiedo se l’abbia riconosciuto, o se comunque lo riconoscerà la prossima volta che le capiterà di vederlo… e se lui ricorderà ciò che ha ricordato lei…

  2. la scena che ho trovato di maggior impatto emotivo è stata quando vanessa riesce a fronteggiare sia lucifer che dracula!
    una donna così forte, così indistruttibile, che riesce addirittura a spaventare i due signori del male più potenti. rendiamoci conto

    nel rapporto tra vanessa e john pre-resurrezione possiamo trovare il perché nella scorsa stagione entrambi abbiano avuto da subito una connessione, della serie “ti ho già visto/a”

    ora che vanessa sa il nome del suo nemico, ha un vantaggio su di lui?

    Bellissimo commento, bellissima serie! alla prossima

    1. Quella scena è stata da brividi assoluti! E lei non la si può più nemmeno definire “forte” perché il termine è troppo banale per descrivere ciò che ha dentro questa donna…
      Secondo me sì, ora Vanessa ha un vantaggio perché seppur non conoscendone il volto, a un certo livello sa comunque chi dovrà fronteggiare. Un vantaggio che evidente Dracula non voleva che lei avesse, o nel terzo episodio non avrebbe dato libero sfogo alla rabbia nei confronti di chi l’ha messa sulla pista giusta per arrivare a lui…

      Grazie del commento 🙂

  3. Episodi come questo sono esattamente il motiVo che mi fa amare alla follia questa serie: una stanza bianca e due soli personaggi ad animare la scena, e riescono comunque a tenerti incollato allo schermo. Senza parole, solo meraviglia. Vanessa Ives è una creatura straordinaria, non troverei parole migliori di quelle che hai usato tu per descriverla – grandissimi complimenti per questa recensione!! Non so se è solo un mio gusto personale, ma per quanto tutto il cast sia di una bravura magistrale, questi due attori hanno una chimica incredibile e un talento enorme, come interagiscono loro in scena l’ho visto veramente poche volte. Riguarderei questo episodio altre cento volte!!!!

    1. Anch’io lo riguarderei all’infinito, e più ci penso e più non riesco a capacitarmi di come siano riusciti a mettere in piedi un’episodio del genere – di CINQUANTA minuti – con due attori e una stanza bianca. Ti quoto in tutto, la loro bravura è magistrale e sì, c’è tanta chimica fra di loro, il che ha reso il tutto ancora più forte a livello emotivo!

      Grazie per il commento 🙂

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