Da Vinci’s Demons | Recensione 3×06 – Liberum Arbitrium

Siamo entrati nella seconda metà di quest’ultima stagione di Da Vinci’s Demons e siamo dunque, ormai, lanciati verso il finale della storia del giovane Leonardo Da Vinci.
Questo sesto episodio, “Liberum Arbitrium”, non ha avuto molta azione, essendo più incentrato sul dialogo e i confronti, ma in ogni caso ha sciolto alcuni nodi fondamentali e ha presentato un affascinante percorso di uno dei personaggi.

Partiamo da Leonardo e Riario.
Abbiamo scoperto che il killer era effettivamente Girolamo ed era quindi lui l’uomo al quale si era rivolta Clarice, nel suo nascondiglio a Roma. L’uomo che, dunque, ha ucciso Clarice (e non solo lei).
Riario, in sostanza, ha uno sdoppiamento di personalità che, secondo quanto detto da Leonardo, è stato dovuto al veleno iniettatogli quando subiva le torture per il lavaggio del cervello, in seguito alla sua cattura da parte del Labirinto. A quanto pare, questo infausto risultato è stato causato dal fatto che, inconsciamente, anche Riario ha continuato a combattere contro questo plagio da parte del Labirinto.
Ho trovato molto interessante la dicotomia tra Santo e Peccatore, i due aspetti della personalità di Riario così come scatenati dalla tortura del Labirinto, dei quali la seconda è, in sostanza, quella di un serial killer, alla luce del modus operandi e dei rituali eseguiti e reiterati.
Tutta la parte tra Leonardo e Riario è stata, in sostanza, un viaggio psicologico nella personalità di quest’ultimo, nelle sue convinzioni e nei suoi sensi di colpa (come è stato possibile evincere dalla parte finale, in cui Girolamo ha preso Laura Cereta come ostaggio per farne la sua nuova vittima, nonostante lei non l’avesse ostacolato in alcun modo), il tutto proprio a causa delle torture che Riario ha subito, ed è stato emblematico che a porre fine allo sdoppiamento della personalità sia stato, a parte il discorso, il “Wake up” ripetuto di Leonardo, come a incitare Girolamo a riprendere il controllo di se stesso, portatogli via dal Labirinto.
Il loro rapporto è uno degli aspetti più avvincenti di questa storia: prima nemici giurati, poi alleati a causa di circostanze di forza maggiore, hanno sviluppato una sorta di rispetto reciproco che spinge ognuno dei due a non voler sacrificare l’altro.
Altresì emblematico il discorso di Leonardo nella parte iniziale, su Dio e la fede, che ha spinto Riario a commettere gesti atroci e lo ha reso, dunque, un peccatore. Ancora una volta, senza saperlo gli sceneggiatori hanno scritto parole quantomai attuali.
Alla luce delle parole di Leonardo mi chiedo se, dunque, ciò che ha visto sotto tortura fosse davvero una sorta di visione, più che un’allucinazione. D’altronde, lui l’ha definita “realtà parallela”.
Come sempre, Zo è stato molto divertente; il piano ideato da Leonardo, lui e Nico è stato ingegnoso.

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A Firenze abbiamo visto come la morte di Dragonetti abbia scatenato il caos e, ovviamente, è stato Nico a suggerire la soluzione indubbiamente più semplice, ma non di meno corretta.
E’ stato interessante vedere la tenutaria del bordello, Singh, nella riunione a porte chiuse con Vanessa… una sorta di “Consiglio ristretto”, nel quale evidentemente lei è entrata a pieno titolo per aver accettato la proposta di Zo e Nico.
Intrigante la figura di Laura Cereta: abbiamo già visto che è una donna forte e decisa, anche dinanzi a Sisto, ma sembra avere, altresì, una genuina partecipazione per la situazione di Vanessa e di Firenze, dunque non sembra cercare solo il potere, bensì perseguire davvero la causa della salvezza italiana dinanzi all’invasione ottomana.
Sisto, invece, continua a disgustarmi con la sua arroganza e meschinità… lui, che ha causato i problemi di Firenze e che voleva “bruciarla”, ora ricatta Vanessa e tratta lei e Nico come se i problemi della Repubblica fiorentina non dipendessero da lui.

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E veniamo, infine, a Lucrezia. Finalmente il modo in cui lei è stata presentata è stato avvincente e interessante: padrona di se stessa, forte e salda, scaltra e coraggiosa.
Molto bello il modo calmo e freddo con cui ha affrontato il padre (decisamente non migliore del gemello) e la sua confessione di essere più che disposta a usare la pagina contro di lui. Lucrezia è diventata indipendente, non è più uno strumento nelle mani degli altri e questa sua situazione (o condizione, se si preferisce) è davvero apprezzabile.
Vediamo a cosa porterà questa famigerata pagina.

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Per questa settimana mi fermo qui e vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Alis Volat Proplis”.

 

Alla prossima settimana!

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