Da Vinci’s Demons | Recensione 2×06 – The Rope of the Dead

433521316_640Ho dovuto riflettere un paio di giorni per capire se questa puntata mi è piaciuta o mi ha fatto schifo, senza mezzi termini.

Solo su una cosa mi sento di sbilanciarmi: l’ambientazione nel Nuovo Mondo non mi convince fino. Il grande fascino della prima stagione di Da Vinci’s Demons risiedeva essenzialmente in tre elementi: 1) il carisma di Leonardo da Vinci, personaggio geniale e borderline che era capace di oscurare tutti i comprimari con un paio di battute e geniali trovate; 2) la ricerca del Book of Leaves, una vera e propria missione che aveva ad oggetto qualcosa di oscuro e totalmente sconosciuto, tanto da far dubitare l’artista della sua sanità mentale; 3) teatro di tutte le avventure dei protagonisti era la splendida Firenze, grande casa a cielo aperto di Leonardo e dei suoi amici.

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Ora, queste tre caratteristiche che mi avevano fatto amare la serie si stanno lentamente usurando, conducendo le vicende narrative verso qualcosa di nuovo, una svolta che non sono sicura riuscirò ad apprezzare.

Innanzitutto, RIDATEMI LEO!!!! In questa puntata, al contrario del solito, i suoi momenti sono stati quelli che mi sono piaciuti di meno: il viaggio onirico di Leo nel suo subconscio alla ricerca di imprecisate risposte l’ho trovato troppo lungo, disarticolato e a tratti persino noioso, soprattutto nella parte in cui incontra il suo “future self”. A mio avviso, l’elemento soprannaturale, da sempre presente, ma ben nascosto tra il susseguirsi degli eventi, sta prendendo piede in maniera prepotente. Purtroppo, per ora gli autori non lo stanno gestendo bene e la virata verso il trash irrecuperabile è veramente dietro l’angolo.

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L’unico aspetto che veramente mi sta appassionando nel Nuovo Mondo è l’evoluzione strepitosa del personaggio di Girolamo Riario, trasformato da villain senza scrupoli a uomo innamorato, amico, alleato.

Il Conte accetta di superare una prova di forza per salvare la vita di Leo, prova che consiste nell’uccidere tre guerrieri indigeni in un campo di granoturco. Ammetto che Riario coperto di sangue e fango, sotto la pioggia battente mi ha più o meno fatto scoppiare le ovaie, ma a parte questo, le sue scene sono state senza dubbio le migliori, soprattutto il finale, quando è costretto a sacrificare la schiava di cui si è innamorato per salvare l’artista e permettere che la loro ricerca del Book of Leaves continui.

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Riario adesso è un personaggio sfaccettato e complesso, che non ha perso la sua ambiguità, ma che è cresciuto grazie al rapporto con Nico, con Zita e con lo stesso Leonardo. E’ un uomo determinato e violento, ma anche capace di amare, nonostante questo non sia ancora diventato il suo punto debole.

Tornando per un attimo al Vecchio Mondo, qualcuno mi deve spiegare dove vogliono andare a parare con la storyline di Lorenzo a Napoli. Serviva solo per introdurre la figura di Ippolita, nuovo love interest del Signore fiorentino o per dare un ancoraggio storico alla vicenda che, nel Nuovo Mondo, ormai sta degenerando verso la fantascienza?

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In ogni caso, forse è proprio questa differenza troppo abissale  tra la vicenda di Lorenzo e quella di Leo e rendere la puntata un po’ schizofrenica: da una parte soprannaturale, viaggi nel tempo e chiacchierate con i morti, dall’altra parte dell’oceano armi vere, alleanze per aggiudicarsi il controllo politico dell’Italia, sovrani crudeli (Naples more like Dreadfort, sempre di più!).

Cosa vuole essere questa serie? Vuole essere storica (pur prendendosi tutte le dovute licenze poetiche) o fantasy?? Sono due generi troppo diversi e inizio a pensare che non possano convivere senza che la coerenza della storia ne risenta un po’.

Nel complesso Da Vinci’s Demons continua a intrattenere e ad essere un piacevole appuntamento, seppur con questi limiti.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, che si intitola The Vault of Heaven: che la missione di Leo e Riario stia veramente giungendo al termine?! (e poi, cosa si inventeranno?).

https://www.youtube.com/watch?v=pHtgiunhEC8

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