Supernatural 15×18 – Recensione: fandom soddisfatto o rimborsato?

Supernatural 15×18 – Recensione: fandom soddisfatto o rimborsato?

Terzultimo episodio e, come avevamo previsto nelle scorse settimane, il pacchetto di fazzoletti è diventato il nostro migliore amico durante la visione. Non so nemmeno io come introdurre in maniera appropriata questi quaranta minuti che hanno abbracciato e devastato il cuore dei fan in una botta sola, quindi lascio che a parlare sia direttamente Misha Collins.

✔ È stato bellissimo rivedere Charlie e Bobby, nonostante non siano i nostri Charlie e Bobby sono comunque una versione di loro. Ed è stato per l’appunto bellissimo rivederli.
✔ Chuck che ha evidentemente rubato le gemme dell’infinito e il piano a Thanos, in una scena che è chiaramente un richiamo alla Marvel – e l’episodio è strapieno di richiami simili alla cultura pop moderna in generale, come nei meglio riusciti della storia di questa serie tv.
✔ I Destiel, ma ne parliamo poi.

✘ Il fatto che gira e rigira riescono sempre a mettere in mezzo Eileen. Mi dispiace ma io non ho ancora superato il fatto che abbiano deciso di utilizzare l’incantesimo di Rowena proprio su di lei, ma ne ho già parlato fino allo sfinimento.

Supernatural 15×18 – Recensione: fandom soddisfatto o rimborsato?

Castiel – Vi rimando alle parole di Misha riportate all’inizio, perché quella è esattamente la motivazione per la quale Cass è stato immenso in questo episodio.

✔ Castiel in un minuto e mezzo fa l’analisi più veritiera e profonda che sia mai stata fatta su Dean. Ho parlato molto di Dean nelle ultime settimane, di come sia cresciuto come personaggio e di come il rapporto con Sam si sia evoluto nel corso degli anni. E Cass ha finito il mio discorso più ampio, sottolineando che tutto ciò che Dean fa, alla fine lo fa mosso solo e soltanto dall’amore. E poi quella dichiarazione, il Destiel che diventa canon, Cass che si sacrifica non per il genere umano o chissà che missione angelica, ma per Dean, restituendogli tutto l’amore che lui ha sempre dato agli altri.

Supernatural 15×18 – Recensione: fandom soddisfatto o rimborsato?

Che dire? Io odio il fan service, e lo odio perché nei tre quarti dei casi è volto solo a convincere l’audience a non andarsene, a rimanere un altro po’, guardate! vi stiamo dando quello che volete anche se non ha un cavolo di senso all’interno della trama, restate con noi! Ma non stavolta. Stavolta non l’ho odiato, stavolta mi ha devastato il cuore e l’anima e l’ho amato al punto da riguardare la scena in loop più e più volte.

I Destiel diventano canon, ma il punto è che lo sono sempre stati. Un po’ come nel fandom di Capitan America – e se siete dei cultori dei fumetti, lo saprete bene – gli Stucky non sono ufficialmente canon ma lo sono considerati praticamente da tutti. O com’era successo con Merlin, dove pur non accadendo nulla di eclatante nella serie, gli autori stessi nelle interviste avevano canonizzato i Merhur.

Insomma, i Destiel sono considerati canon da dodici stagioni, ma da ieri lo sono ufficialmente. E non c’è stato un solo secondo di forzatura nelle parole di Castiel. È la confessione di un uomo che deve dire ciò che prova prima di andarsene per sempre, prima di compiere l’ultimo sacrificio, quello da cui non potrà tornare. Sono le parole di un angelo che ha scoperto l’umanità, i sentimenti e le esperienze umane grazie a Dean e per questo lo ama di un amore che quando è sceso sulla terra per la prima volta, non sapeva nemmeno che potesse esistere.

Non c’è forzatura, non c’è nulla fuori posto. In Supernatural non c’è mai stato spazio per le scene smielate, e infatti non c’è nulla di simile nemmeno stavolta. C’è Cass che deve – vuole – salvare Dean a ogni costo ma prima deve fargli sapere perché è stato proprio lui ad averlo reso felice.

E parliamo anche della reazione di Dean. Cass viene inghiottito dal Vuoto dopo avergli dichiarato il proprio amore e Dean si accascia a terra, schiena al muro, incapace perfino di rendere noto a Sam che almeno lui è ancora vivo. Ricordate lo scorso episodio, quando Dean si era impuntato sul fatto che solo Sam e Cass fossero family? Ecco, solo questo basta a far capire l’intensità e la portata di questa tremenda perdita.

Per il resto, vorrei sottolineare la genialità di averci fatto credere per un breve istante che in fondo il big villain potesse essere Billie. Sottolineo anche che la sua dipartita mette di nuovo sulla piazza il posto di lavoro di Morte, e chissà che non sia qualche faccia nota a doversi fare carico del ruolo. Infine, Jack è vivo, ma questo l’avevamo già predetto settimana scorsa.

E ora mancano solo due episodi, con Chuck da fermare, Morte da rimpiazzare, l’equilibrio da riportare. E i Winchester che secondo me sono un po’ una diade nella forza, dove Sam è Kylo Ren che più volte ha abbracciato il lato oscuro, soprattutto nelle prime stagioni, e Dean è Rey – sull’orlo di cedere più volte ma mai del tutto. Alla fine riporteranno la pace, e che la forza sia con noi.

 

100/100

E, Vostro Onore, non ho nulla da aggiungere.

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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