Recensione La Regina degli Scacchi – Gli scacchi sono sexy

Carissimi Addicted, eccoci con la recensione di “La Regina degli Scacchi” (“The Queen’s Gambit“), la nuova serie Netflix con protagonista Anya Taylor-Joy.

RECENSIONE LA REGINA DEGLI SCACCHI

ANYA TAYLOR-JOY E’ MAGNETICA. Quando ho visto Anya Taylor-Joy in “Split” (il film di Shyamalan con James McAvoy) è stato amore a prima vista, e, in generale, trovo che la sua fisicità e la sua capacità interpretativa siano un valore aggiunto a qualsiasi personaggio (QUI potete trovare il commento alla miniserie british “The Miniaturist“, con Taylor-Joy come protagonista). In questa serie è semplicemente perfetta. Il suo sguardo quasi alieno e il suo magnetismo rendono perfettamente l’idea di un personaggio che viaggia sul filo tra genio e pazzia.

GLI SCACCHI SONO SEXY. Questa serie è il riscatto del mondo degli scacchi. Un universo senza dubbio affascinante, ma che, nell’immaginario comune, viene per lo più identificato con i club da secchioni dei licei americani. In “The Queen’s Gambit”, invece, viene data enfasi allo studio che si nasconde dietro le mosse di una scacchiera e alla preparazione maniacale di ogni partita. La tensione che si crea tra i due sfidanti è palpabile, tanto da rendere quel cerebrale gioco di potere incredibilmente sexy. Decisamente una piacevole scoperta.

POCO APPROFONDIMENTO SUI PERSONAGGI SECONDARI. La serie è narrata dal punto di vista di Beth, che ne è anche la protagonista assoluta, per cui i personaggi secondari non vengono molto approfonditi, se non nella misura in cui entrano in contatto con lei. Si hanno degli accenni, come nel caso della depressione della madre (sedotta e abbandonata da un uomo di cui era probabilmente l’amante) o dell’orientamento sessuale di Townes. Tutto viene filtrato dalle percezioni di Beth, e sopraffatto in un certo senso dal suo egocentrismo.

LO SVILUPPO TEMPORALE. Complice il fatto che Anya Taylor-Joy (che ha circa 25 anni) interpreta Beth sin da quando il personaggio è ancora adolescente, a volte lo sviluppo temporale risulta un po’ confuso. Le indicazioni sullo schermo scandiscono gli anni in riferimento ai principali tornei di scacchi cui partecipa, ma i cambi nello stile e la maturazione del personaggio sembrano suggerire che il tempo intercorso tra una scena e l’altra sia effettivamente molto più lungo. Ciò che vediamo della carriera di Beth è per lo più concentrato in due anni (tra il 1966 e il 1967), ma il tutto sembra molto più esteso. Come nel caso precedente, si tratta di un dettaglio che, però, non influisce sul senso della narrazione né sulla riuscita complessiva della serie.

RECENSIONE LA REGINA DEGLI SCACCHI

BETH HARMON. Lei è la protagonista, la regina della serie. La vediamo crescere, affondare e rialzarsi, in una spirale ipnotica da cui è difficile distogliere lo sguardo. Beth Harmon è piena di sfumature e si muove sempre in una zona grigia. Non è un personaggio facile o positivo, anzi, a tratti può risultare addirittura fastidiosa, per l’essere così piena di sé e insensibile di fronte ai sentimenti altrui, però in questo sta la sua grandezza. Non cerca di farsi amare eppure tutti rimangono ammaliati dal suo talento. Il suo passato l’ha resa dura e la consapevolezza della sua bravura e il suo desiderio di emergere l’hanno posta su un piedistallo difficile da raggiungere, ma alla fine si impara a vedere ciò che è nascosto dietro l’armatura.

IL FUNERALE DI MR SHAIBEL. La scena che più mi ha commosso e che ha segnato il vero punto di rottura per la protagonista. Quando Beth ritorna nello scantinato e scopre che il suo primo maestro non l’ha mai dimenticata, anzi ha conservato i ritagli di giornale che immortalavano i suoi successi, quell’unica lettera e la foto che li ritraeva insieme, il suo cuore si apre e crolla in un pianto disperato – così come ho fatto anch’io. Scoprire, proprio nel momento in cui ha toccato il fondo e non trova un appiglio per risalire, che il suo primo mentore non ha mai smesso di credere in lei e nel suo talento, e che le fosse molto più affezionato di quanto le avesse mai dimostrato è stata la spinta che le serviva. Genera in Beth un enorme senso di colpa e, allo stesso tempo, una grandissima voglia di riscatto. È una delle scene più toccanti ed emotive dell’intera serie.

RECENSIONE LA REGINA DEGLI SCACCHI

The Queen’s Gambit” è una serie estremamente affascinante. Il modo in cui viene esplorato il mondo degli scacchi è innovativo e la sua protagonista è ammaliante. Pecca a tratti di una certa superficialità nel trattare alcune questioni cardine, ma ciò che non viene esplicitamente raccontato viene espresso a meraviglia nello sguardo di Anya Taylor-Joy, nei suoi silenzi come nelle sue battute taglienti.

L’ambientazione storica permette di affrontare alcune tematiche molto sensibili, soprattutto legate al ruolo della donna nella società. Mrs Waethley è il classico esempio di una casalinga disperata, privata di ogni ambizione per seguire il copione della perfetta donna di casa e lasciata ad affogare quella frustrazione in alcool e tranquillanti, all’ombra di un’apparenza socialmente accettata. Anche la protagonista viene discriminata, trovandosi ad essere l’unica donna in un mondo prevalentemente maschile e vedendo il suo talento spesso oscurato dalla sua giovane età e dal bell’aspetto.

Elizabeth Harmon affronta anche un altro tipo di discriminazione, rischiando di essere schiacciata dal classico stereotipo del genio maledetto. Per tutta la serie le viene ripetuto quanto sia labile il confine tra talento e pazzia, come il suo desiderio di emergere possa trasformarsi in psicosi. La dipendenza che affronta sin da bambina sembra segnare irrimediabilmente la sua strada verso l’autodistruzione, complice l’incapacità, per orgoglio, e anche per paura, di accettare l’aiuto altrui.

Elizabeth Harmon può controllare il piccolo universo di una scacchiera, prevedendo le mosse di pedoni e alfieri, ma fatica a restare a galla nel mondo al di fuori di essa. Si lascia alle spalle Mr Shaibel e le conoscenze dell’orfanotrofio, allontana Harry e Benny, si crogiola nell’autodistruzione, ma è solo sul finale che lo schema viene interrotto. Alla vigilia della sua ultima “battaglia” con Borgov, quando basterebbe così poco per crollare di nuovo, tutti coloro che aveva abbandonato si riuniscono per darle supporto ed è la sua difesa a crollare.

80/100

Mi sento di essere particolarmente generosa con il voto finale di questa recensione, perchè “La Regina degli Scacchi” è stata davvero una piacevole scoperta. Una storia affascinante, una grande protagonista e un punto di vista sul mondo degli scacchi decisamente innovativo. Promossa a pieni voti!

Al
Ingegnere e bionda, borderline per definizione. Galleggia sul mare del disagio quotidiano grazie alla passione per libri e serie TV. Il suo motto nella vita resterà sempre “Save the cheerleader. Save the world”.

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