L’Evoluzione delle Serie TV

Da sempre le serie tv riescono ad aggregare un numero elevato di spettatori.
Oggi, il loro successo è esponenziale, anche se pochi ne conoscono le origini. Gli antenati dei telefilm possono essere considerati i feuilleton, romanzi a puntate pubblicati sui quotidiani tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
 Tra gli anni Trenta e Quaranta nacquero in America le soap opera, brevi episodi finanziati da produttori di detersivi che volevano attirare il vasto pubblico delle casalinghe.
 In pochi anni, quella che era partita come una trovata pubblicitaria, è diventato un format a se stante che con il passare del tempo si è evoluto, conquistando un numero sempre crescente di spettatori. Il genere seriale si è fatto via via più vasto: sono nati i serial, le saghe e le sitcom. 
Ma andiamo con ordine.
 Erano gli anni Cinquanta, più precisamente il 1951, quando una donna, Lucy, entrava ogni giorno alla stessa ora nelle case degli americani. I love Lucy, conosciuto in Italia come Lucy ed io, è la prima sitcom, diventata universalmente celebre, dopo aver conquistato ben dieci milioni di spettatori e restando per lungo tempo l’unica protagonista femminile di una storia a puntate. 
Gli anni Cinquanta sono stati popolati anche da Alfred Hitchcock con Alfred Hitchcock Presenta e dal celebre Ai Confini della Realtà.
 Negli anni Sessanta tra i telefilm trionfa la fantascienza (sci-fi). È l’epoca di Star Trek, che riesce a infondere per la prima volta dopo lungo tempo, l’ottimismo verso il futuro e l’evoluzione tecnologica. 
Non mancano serie più reali come Gli intoccabili e il Fuggitivo, e quelle con protagonisti poliziotti, avvocati e medici, come Dr. Kildare e il Tenente Colombo.
Già si iniziava a dare importanza non più esclusivamente alla trama, ma anche ai personaggi.
Negli anni Settanta la censura diminuiva e Lucy non era più l’unica protagonista femminile delle serie tv. Si fanno spazio in questo periodo le belle Charlie’s Angels e la Donna Bionica.
Inoltre, le rivoluzioni sociali contagiano anche i telefilm che iniziano ad affrontare temi più impegnati come il razzismo (nei Jefferson), la corruzione (Le Strade di San Francisco) e il degrado urbano (Starsky&Hutch).
Negli anni Settanta è nata anche una delle famiglie più celebri della storia della tv: i Cunningham, protagonisti della sit-com Happy Days. Questa sit-com guardava al passato, più precisamente agli anni Cinquanta, presentandoci una famiglia tipo con problemi tipo. Un padre lavoratore, una madre casalinga, due figli con classici problemi da adolescenti, il Ringraziamento e il giorno di Natale da trascorrere in famiglia. Insomma, niente scandali, pochi turbamenti facilmente risolvibili, per regalare una mezz’ora di relax agli spettatori.
Agli anni Ottanta appartengono alcune tra le serie più conosciute e tutt’oggi trasmesse.
Tra i titoli più famosi: A-Team, Magnum P.I., Mc Gyver, Supercar, Cosby Show (I Robinson), Baywatch e Fame. Quest’ultimo merita una menzione speciale per essere stato il primo telefilm che ha coniugato tematiche teen con il genere musical. Insomma, il vero antenato di Glee.
Arrivano gli anni Novanta, la società diventa più frenetica, l’evoluzione tecnologica, sociale ed economica portano l’allontanamento dagli stereotipi che in passato erano stati tanto amati e ripresi anche negli show televisivi, per lasciare il posto a nuove tematiche. Le nostre amate serie tv si popolano di teenager sbandati, genitori in crisi, talvolta divorziati o defunti e problemi che, rispetto a quelli di persone reali, apparivano giganteschi.
Esauriti i generi si inizia la sperimentazione. Un must in questo senso è Twin Peaks di David Lynch. E come si potrebbe non ridere di fronte alle esilaranti avventure di Friends, Sex and the City e Ally McBeal?
Torna ancora più forte la fantascienza, che si coniuga con l’horror e i turbamenti amorosi in X-Files e Buffy.
Ormai le serie tv non hanno più una semplice funzione riempitiva nel palinsesto, ma anche e soprattutto uno scopo narrativo, sociale e comunicativo.
Impossibile dimenticare Dylan, Brandon, Brenda, Kelly, Donna, David, Zack e Andrea, i bei protagonisti di Beverly Hills 90210 o i loro cugini che popolavano Merlose Place.
Con il nuovo millennio i telefilm iniziano a superare per popolarità anche i prodotti cinematografici, facendo girare capitali sempre più ingenti e investimenti da film.
Vero genio dei nostri tempi è JJ Abrams, con i suoi tre capolavori, Alias, Fringe e soprattutto Lost.
Non manca l’ironia con i Soprano e Six Feet Under, le storie di supereroi con Mistifs e Heroes e i vampiri di True Blood e The Vampire Diaries.
I generi non sono più distanti come un tempo, i confini tra loro sono sempre meno chiari, gli elementi si mescolano, dando vita a prodotti ibridi che rendono ardua ogni classificazione.
I medical drama (Grey’s Anatomy, House MD), i più evoluti polizieschi (CSI, The Mentalist, Lie to Me, Bones), le dark comedy (Dexter) i teen-musical (Glee) sono figli del nostro secolo.
Le donne tornano alla ribalta con The L World, Lipstick Jungle, Desperate Housewives e Cougar Town.
Assistiamo alla rivincita dei nerd con The Big Bang Theory e Chuck e delle sit-com con How I Meet Your Mother, New Girl e Hart of Dixie.
Di certo non si può fare a meno di citare gli adolescenti confusi e innamorati di Gossip Girl, Dawson’s Creek (nato alla fine degli anni Novanta ma diventato una mania in Italia dopo il Duemila), 90210 e The O.C. o i protagonisti di storie di mistero, indizi e vendetta come Veronica Mars, Ringer e Revenge.
Non mancano prodotti innovativi che trattano temi mai trattati prima nell’ambito delle serie televisive, parliamo di American Horror Story, unica a raccontare una storia horror a puntate, e Once Upon A Time, prima a trattare il tema fiabesco.
Insomma, in circa sessant’anni, le serie tv hanno attraversato un percorso completamente in salita che non sembra ancora aver raggiunto il culmine.
Le trame sono diventate sempre più complesse, sia per quanto riguarda le vicende, che per il numero di story line affrontate.
Ma da cosa dipende questa evoluzione? Semplice, come ogni altra cosa, anche i telefilm si sono evoluti all’unisono con la società che ha dato loro vita.
Noi siamo diventati più frenetici, aperti mentalmente (non tutti), pronti ad affrontare gli scandali, eternamente connessi e multitasking.
Siamo abituati a fare più cose contemporaneamente, quindi siamo anche in grado di seguire l’evoluzione di più storie e di un numero più elevato di personaggi, cosa che in passato non sarebbero stati pronti a fare e chissà cosa ci proporranno in futuro!!
Spero di essere stata abbastanza esaustiva nell’aver ripercorso la storia dei nostri adorati telefilm anzi, mi scuso in anticipo per aver mancato alcuni titoli, ma sono talmente tanti che si fa fatica a ricordarli tutti!
E voi cosa dite? Quali sono le serie che vi hanno segnato? Trovate delle differenze tra il passato e il presente?

11 comments
  1. Articolo interessantissimo, mi manca molto la spensieratezza dei Jefferson o dei Robinson, pure il mio amico Arnold e Otto sotto un tetto… mi sembra che ora si stia puntando tanto sul realismo nei tf, soprattutto i Family Drama o Family Comedy.. la leggerezza dei vecchi telefilm secondo me era da preservare sopratutto in un epoca come la nostra in cui siamo letteralmente schiacciati da responsabilità e problemi.. spero che pure i produttori lo capiscano e tornino al vecchio modo di fare tv 😉

  2. Si, ancora oggi amo guardare le serie di una volta, molto più semplici (soprattutto le sit-com) e adatte alla serata in poltrona con tutta la famiglia! Per fortuna ci sono canali come Fox Retro che le ritrasmettono *__*

  3. Come ho scritto in conclusione, le serie sono talmente tante che è impossibile dedicare il giusto spazio a tutte! Anche io adoro Una mamma per amica comunque <3
    Voi però proponete, magari approfondiamo con altri articoli le più richieste!!

  4. A me le sit-com non sono mai piaciute, a parte alcune come per esempio La Tata!!! La serie che mi ha segnata veramente è stata Ally McBeal, ancora oggi ogni tanto ricordo nella mia mente qualche immagine che caratterizzava il personaggio di Ally. Credo anche che sia stato il primo TF che mi abbia aperto un po’ gli occhi sulla realtà… sì, non lo dimenticherò mai!!! *_*

  5. riguardo a quest’articolo che trovo molto interessante, ti domando tuttavia per quale motivo stia riducendo questa evoluzione a una semplice conseguenza di mutamenti sociali…non credi che siano più che altro i cambiamenti tecnologici degli anni 90 ad aver stravolto il panorama cine-televisivo in termini produttivi e quindi aver aperto la porta a nuove forme comunicative che consentono questi tipi di ibridazione?

  6. Ritengo che la tecnologia e i fattori sociali vadano di pari passo. Gli uni influiscono sugli altri. Ma c’è da ricordare che è la società che accoglie o meno una determinata tecnologia, non per niente l’alfabetizzazione tecnologica varia da paese a paese!

  7. Nonostante sia di 5 anni fa ho trovato l’articolo molto utile e interessante! Sto scrivendo una tesi di laurea sul marketing delle serie tv, e ho visto nella descrizione che anche tu hai affrontato lo stesso tema!
    Vorrei chiederti: avresti per caso qualche libro utile da consigliarmi? Non ho trovato molto per quanto riguarda la bibliografia purtroppo 🙁 più articoli online che altro… Forse chiedo troppo e probabilmente nessuno leggerà mai il mio commento ma tentar non nuoce:) grazie in anticipo! Ylenia

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