Castle | Recensione 8×19 – Dead Again

Quando ho saputo che avrei fatto le recensioni di Castle, è stato come realizzare un sogno. Avrei scritto e parlato, e sperabilmente qualcuno oltre a mia sorella avrebbe letto, di qualcosa che amavo moltissimo. Un amore vero che ho protetto come qualcosa di molto prezioso. Per tutti noi Castle era il rifugio nei momenti difficili della vita. Farlo è stato stimolante, qualche volta faticoso, e sono stata spesso vittima della “maledizione dello scrittore”: combattere per trovare le parole perfette a rendere la sfumatura precisa di un pensiero cristallizzato all’improvviso da luoghi creativi sconosciuti. Tormento ed estasi, come si dice. È sempre stata un’infinita gioia, di cui sono molto grata. Voglio concentrarmi su questo.
Dalla scorsa settimana è precipitato tutto: ci stanno dicendo che non abbiamo mai guardato una storia d’amore, che il protagonista è Castle, e che Beckett non ha nessun valore, come se non avesse mai fatto parte dello show. Ci hanno schiaffeggiato in faccia con il licenziamento di Stana, con una nona stagione quasi certa senza di lei e con spoiler infausti. Mi sono sentita come fossi indifesa davanti a un cecchino. Non è stato giusto, non lo è tuttora.
Io voglio che una cosa sia chiara, prima di proseguire. Io ho amato Castle per i Caskett. E non seguirò quello che diventerà. Scrivo le recensioni delle puntate che mancano perché, nel mio piccolo, ci tengo a essere professionale e a portare a termine un compito.
Per rispetto di tutti cercherò di essere il più oggettiva e lucida possibile, perché non ha senso farle diventare un elogio funebre, un manifesto politico o una serie di invettive. Là fuori c’è qualcuno che ha guardato Castle per i casi e lo guarderà anche il prossimo anno. Io no. Ma non garantisco sul risultato, sono un essere umano ferito. Per una serie televisiva? Sì. Era il mio momento bello sacro e inviolabile, e adesso è esplosa una bomba. Ci sono problemi più gravi nella vita? Certo. Ecco perché Castle serviva per ricordarmi che vale la pena tenersi strette le cose belle. Che adesso non ci sono più, in terra castellosa.
Sapevo che sarebbe finita, a un certo punto, ma non merito che sia finita così. Il fandom non lo merita. Questa non è la storia dei Caskett, questa non è una storia degna dell’arte della narrazione, che con tanto (ingenuo?) entusiasmo sostengo. Questa storia non mi appartiene. È una brutta fan fiction e come tale la tratterò.

La puntata è stata preceduta da numerosissimi spoiler, grazie alla disponibilità su twitter del suo autore, Robert Hanning, che ha scritto puntate azzeccate come Veritas, la gloriosa Still e l’episodio dell’anniversario (8×07). Ci aspettavamo che toccasse numerose questioni e l’ha fatto. Ci ha preparato anche al finale, a voler leggere tra le righe.

La parte comica è stata affidata all’attore di “Significant Mother” che mi è piaciuto i primi cinque minuti. Poi ho cominciato a non tollerare più il suo tono di voce sempre uguale, molto da “comedy” che però può andar bene quando un episodio dura solo venti minuti (come nelle sit com), qui è diventato una macchietta ripetitiva. Sempre lo stesso timing, sempre la stessa espressione: tregua, grazie. Castle ha imperversato per tutta la puntata, ormai va da solo dappertutto, si presenta sulla scena del crimine, dichiara la gente morta, fa cose, vede gente (cit.). Immagino che il futuro di Castle sarà questo. Ho anche riso, in alcuni momenti, per via del fatto che Alan non morisse mai. Al terzo giorno però, come dire, il pesce puzza. Speravo davvero che morisse una volta per tutte, per non sfociare nel ridicolo.

Ho riso quando il cieco del negozio di erbe li ha presi in giro, perché la scena è stata perfetta, come tempistica e realizzazione. Idem quando il mafioso ha tirato fuori le pillole e Castle ha gridato “pistola” e anche su:

Poisoned or on the phone with the cable company?

Well, at least the poison was quick.

Sono scambi umoristici che mi sono sempre piaciuti. Tutta la parte in cui Castle ha invece pensato che lui fosse un supereroe, compreso portarselo a casa a fare le prove, tentare di convincerlo, fino agli esperimenti di telepatia, ho desiderato fortemente che qualcuno mi trafiggesse con un paletto di frassino. O, in alternativa, ho voluto prendere Beckett e andare a fare quel giro in moto che sarà il MIO finale di Castle. Sono espressioni di Castle che a me irritano anche in fretta. Pensare a intere puntate così mi fa venire voglia di unirmi agli anziani a guardare i cantieri.

Mi è piaciuto molto che la puntata abbia dato spazio a Lanie, che abbiamo conosciuto sempre molto poco. È stato divertente vederla combattere, come la Beckett di un tempo, contro idee peregrine e spiegazioni che andavano contro ogni logica e scientificità. Lanie ha sempre avuto un’ottima e involontaria caratterizzazione comica, gestita benissimo. È la badass molto determinata, brava nel suo lavoro, che sa rimettere le persone al suo posto, senza risultare inutilmente aggressiva e irritante. Non vedo in realtà come sia possibile che sia interessata ad Alan, nel senso che ci hanno fatto intendere alla fine, ma immagino che, a questo punto, non ci si debba stupire più di niente: chiudiamo storyline in fretta e furia e infiliamo tutto nel minestrone, baffi di drago compresi.
Carino però il momento “Mind sharing”, così tipico dei Caskett, al punto da rendersene conto loro stessi. È stato un momento molto dolce che mi ha sciolto il cuore. Sapere che loro sanno cosa li rende tali fa vibrare la shipper che è in me. Per poco.

Ho accolto con piacere il ritorno di Caleb Brown, un personaggio molto interessante, sviluppato troppo poco, e che ha senso di esistere, diversamente da altri ai quali auguro tanta fortuna. Per me è stato l’unico momento poco noioso di una puntata altrimenti molto ripetitiva, intervallata da diversi: “Sì, ok, ahah, che ridere (no), quanto manca alla fine? Fammi vedere a che minuto siamo. Solo 22?!”.
Il confronto tra Caleb e Beckett al distretto è stato molto, molto interessante. Dopo 18 puntate passate a girarci intorno, finalmente le carte sono state messe sul piatto, in modo anche piuttosto brusco. Non mi aspettavo che Caleb si svelasse così in fretta e che addirittura la minacciasse, oltre alla solita tiritera: “Oddio, Kate, non puoi capire quanto sia pericoloso LokSat, non ci sono abbastanza parole per descriverlo”.
Non puoi, narrativamente, continuare a dirmi che un villain è cattivo. Se non sei capace di mostrarmelo, hai fallito. Non lo dico io, lo diceva Hitchcock.
Caleb ha sempre avuto quel mix di atteggiamento scanzonato e sicuro di sé (oltre ai capelli al vento) e non è mai stato messo in soggezione da Beckett, ed è questo che ha reso i loro scambi molto incisivi. Lei ha sempre saputo di aver davanti un interlocutore alla sua altezza. Quando lui la chiama “Kate” a me scendono i brividi lungo la schiena, perché è proprio così che la chiamava anche Bracken, un altro avversario con il quale Beckett ha avuto confronti da ricordare per sempre negli annali.
Caleb si svela per il tirapiedi di LokSat e la minaccia/implora di lasciar perdere. Beckett non viene minimamente spaventata, oppure gioca a fare la voce più grossa e gira la situazione a sua favore. È una donna consapevole delle sue capacità e del suo potere o sta oltrepassando la linea della fiducia in se stessa e sta perdendo la prudenza? Temo di sapere la risposta, visto che Castle è terrorizzato da quello che sta succedendo, diversamente da lei.

You’re on edge this morning.

On edge? Why would I be on edge? Because LokSat’s henchman knows we’re onto him and assassins could come through the door at any second. I mean, why aren’t you on edge?

Castle è sempre stato molto spaventato quando si è trattato dell’incolumità della donna amata. È lui che ha sempre cercato di fermare quel lato molto propulsivo di Kate, che la spinge a lanciarsi nell’azione. Hanno litigato per questo, lei lo ha cacciato di casa (3×24), lui ha dichiarato di averne avuto abbastanza (4×23). Castle non regge il pensiero che Kate possa morire (oh! The irony!). L’ha solitamente espresso con nervi più saldi e un atteggiamento più grave, adatto alla situazione, che non saltando per aria a ogni occasione, come fa qui. Mi dispiace, ma questo non è il Richard Castle che ho sempre guardato, se si vuole essere onesti.

Non mi aspettavo che Caleb li aspettasse al loft tenendo in mano quel bicchiere di scotch su cui abbiamo congetturato la qualunque (insieme alla mitica bambolina! Ah, i giorni felici del fandom…). Né, sinceramente, avevo previsto che lui si rivelasse così di colpo tra i buoni (è sempre difficile che Castle non si avventuri sulla strada del “Ero una brava persona, ma poi i cattivi mi hanno obbligato a prendere la via del crimine”. Ci sono più beatificazioni in Castle che nel diritto canonico). E che lo facesse perché una perfetta estranea (che gli piace. Dai, Caleb, ammettilo! Se Caterina non fosse sposata…) ha toccato una parte profonda di lui ricordandogli: “Ma come fai a non tifare per la Giustizia? Tu eri un boyscout nei Corpi di Pace. Apriti, Caleb, apriti al Bene. Lo so che sei una bella persona”. Kate lo fa perché sa come condurre un interrogatorio, ma lui che si fa trovare a casa di Castle per mollare la patata bollente il telefono a Kate mi è parso un po’ troppo precipitoso. Sì, d’accordo, mancano tre puntate alla fine, ma non si poteva proprio costruire la storia un po’ meglio?

Saranno certo profetiche le parole di Brown, recitate con tono ispirato dell’Apocalisse in arrivo: “Ricordati che devi morire – Aspetta che me lo segno” (cit.):

Seven minutes. that’s when they say that our lives
flash before our eyes. Now, when your seven minutes come,
I sincerely hope that you do not flash to this moment,
when you had a chance to live and you chose not to.

Per niente telefonato, eh. O forse sono io veggente.

Beckett è stata molto poco in scena, pur avendola usata per fare pubblicità all’episodio e quindi i momenti Caskett sono stati visti con il contagocce. Non mi sorprende affatto.
Molto sweet il richiamo a Still a inizio della puntata. Quando Hanning ha pubblicato lo stralcio di una versione di Still che era stata modificata in fase di revisione ho sempre pensato che sarebbe stato invece bello vederla on screen. È quel genere di romanticismo non stucchevole tipico dei Caskett per come li amavamo.


Lo scorso sabato non avevo guardato, volontariamente lo sneak peek, e sono quindi rimasta di sasso quando, aprendo tumblr, ho visto le gif di questa scena (a me sconosciuta) con le esatte parole di quel draft: per qualche minuto buono ho pensato che il mio desiderio si fosse avverato in qualche strano modo weird che non riuscivo a capire.
Mi sono sentita Richard Castle di fronte a un caso che travalica i limiti della razionalità.

  
Se non fosse per le sopracciglia di Beckett spettralmente inesistenti, sarebbe stata una scena perfetta. Con lui spettinato a guardarla con amore. I bei tempi in cui…
Mi è anche piaciuto l’impeto con cui le ha preso il telefono, che per ennemila volte li ha interrotti, tormentandoci senza fine, e ha messo in pausa il chiamante. Finalmente.
Non ho invece capito di preciso da dove sia saltata fuori l’idea che “Eh, moglie, la noia, dobbiamo cambiare vita, poi siamo normali, andiamo invece a trivellare pozzi petroliferi, diamoci alla vita randagia, tu io e il fandom alle spalle”.

Ora, che Richard Castle fosse un’anima inquieta lo si sapeva benissimo, ma perché mi salti fuori proprio adesso? Dopo che ti ha lasciato per tot mesi e tu a dannarti, avete finto per un altro tot di non stare insieme, vedendovi invece di nascosto, ce l’hai a casa da dieci minuti, e già scalpiti? Lei è capitano da pochissimo, dove vuoi che vada? Io dico: volete mandarla via? D’accordo. Ma non si possono avere trame un po’ composite invece di cacciar dentro roba a caso sperando che funzioni?

So long as I’m with you, I’ll go anywhere.

E l’amore Caskett trionfa. E i nostri cuori si distruggono. Who cares? Avremo sempre Richard Castle al suo splendore.

Ovviamente non si andrà a Parigi perché la colpevolizzeranno di aver dato fondo di nuovo alla sua ossessione, eh pover’uomo, lei era broken, cosa vogliamo farci? Si sapeva come sarebbe finita, blablabla.
Sorry, I don’t buy it.

Vorrei solo annotare a margine come sia possible che Vikram, il genio informatico, non abbia previsto che la sua ricerca avrebbe lasciato traccia. E noi mandiamo in giro Kate con lui di notte. O hai preso il diploma per posta o sei LokSat (#irony)

Bene, la recensione è finita, torniamo a tormentarci e a combattere. Voglio ringraziare già da ora chi avrà la forza di leggerla, standomi vicino fino alla fine. So bene che è molto difficile, e vi sono grata per tutti i messaggi che mi avete mandato a supporto, o solo scusandovi di non poterlo fare. Conta molto, per me. È bello sentire che qualcosa di buono Castle lo ha lasciato, un fandom unito nella gioia e nel dolore (e pure un po’ nella retorica. Giuro che smetto).
Alla prossima coltellata settimana!
Ringrazio anche le pagine che continuano ad aggiornare su tutto ciò che riguarda il mondo Castle.

Tutti pazzi per Castle

Castle Italia

Castle and Beckett Italian Fan Page

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15 COMMENTS

  1. Letta la recensione e non c’è altro da aggiungere. Penso che la cosa più difficile per te sia rimanere neutrale e non farti trasportare troppo dal momento. Quindi ti ci vorrebbe una medaglia solo per questo (e poi anche per l’ottima analisi, of course)
    Alcune scene mi hanno dato l’impressione di voler sottolineare l’andazzo che Castle prenderà d’ora in poi e la cosa mi ha delusa ancor di più.

  2. Non ho guardato la puntata e non la guarderò. Premessa non male per un commento ad un episodio 😀 , ma adesso sono ancora veramente troppo arrabbiata e delusa per seguire una puntata. (Dico solo che se casualmente mi imbatto in una replica su raidue o Sky, cambio canale. C’è una fastidiosa sovrapposizione tra Castle e Nathan che, ora come ora, mi innervosisce. Sbaglio. Lo so. Ma da fan di Beckett questa è la mia reazione istintiva).
    Magari nei prossimi giorni, usciranno spoiler che mi porteranno a vedere il finale di Serie, ma, per ora, “guardo” le puntate tramite le tue analisi. Mi hanno tolto il mio rifugio Castlelloso, non verrà sicuramente meno, però, la voglia di leggere le tue approfondite e puntuali recensioni che sanno sempre cogliere ed analizzare ogni più piccola sfumatura. Recensioni che si sono rivelate estremamente utiili perchè mi hanno sempre aiutata, nel corso di questa stagione, a trovare chiavi interpretative nuove per scelte autoriali che, a volte, non avevo totalmente condiviso/apprezzato.
    Hai ragione, quello a cui stanno pensando non è una storia degna dell’arte della narrazione, è solo una brutta fan fiction che noi fan non meritiamo, assolutamente. Anche su questo punto, però, so già che qualcuno potrà aiutare noi fan, scrivendo fan fiction in cui potremo ritrovare tutta la magia dei caskett di Marlowe 😉 .

  3. Finita la magia Caskett, torna il mio forte e pedante spirito critico. Non mi resta altro da fare, purtroppo, perché non ha più senso che io mi lasci trasportare da una storia meravigliosa che non c’è più. Reagisco così e magari sono pure un po’ meschino nella mia vendetta. Però obiettivamente stanno facendo un casino terribile.
    Kate che dice la frase giusta al momento giusto e il reprobo si redime al volo. Ma per favore. Tre secondi e il mistero si risolve. Vuoi mettere l’intensità della storia del triplo omicida?
    Rick che esagera come nei suoi momenti peggiori…: è questo il futuro della serie? Beh, allora addio.

    Hai ragione: dopo millemila peripezie possono stare un po’ tranquilli (Loksat a parte) e vagheggiano di cambiamenti, come non ne avessero avuti abbastanza. Lui che sostituisce lei sulla scena del crimine. Sembra proprio una preparazione per il futuro. Che pena.
    Tutto raffazzonato in qualche modo, un pasticcio inutile e pure mal gestito, così come lo era stata la trovata della scomparsa di Rick. Hanno cercato di rimediare al peggio con altro peggio.

    Castle è finito con la 7a stagione. Punto. Forse con la 4a, facciamo la 5a, va, giusto per vederli stare insieme, finalmente.
    E’ chiaro che una volta finita la mia passione, mi saltano fuori i difetti strutturali e la critica alle soluzioni adottate dagli autori. Prima ci passavo sopra, adesso non posso più farlo.
    Hanno buttato via qualcosa di unico e non so nemmeno se se ne rendano conto. Soldi, maledetti soldi che muovono il mondo.

    Non mi hanno fatto vedere Martha che indaga sulla finta separazione, i bros che sospettano anziché bersi tutto come deficienti, insomma tutto quello che era Castle delle prime stagioni. Sarebbe stato molto più divertente di molti episodi inutili che hanno fatto. Occasione persa.
    Vogliono risparmiare? Lo facciano eliminando le guest stars ed altro ancora che non è utile alla loro storia, ma se mi tolgono uno dei due, allora che cacchio di storia è?
    Che rimpianto! Prendo a prestito le due parole che Kate legge sull’aereo che li riporta a casa da LA:
    if only…

  4. Ti leggo da sempre. Non per tuoi demeriti ma fra poco questa consuetudine finirà. Il dolce momento della visione di Castle è stato demolito da un panzer che ci ha spezzato il cuore. Possono dire e fare tutto ma Castle sono i caskett. Perciò no stana no castle. Grazie per tutto.

    • Grazie mille per avermi letto e avermelo detto 🙂
      Anche io penso che possono pure farmi bere la cicuta e togliermi la memoria, ma deve ancora arrivare il giorno in cui Castle potrà fare a meno di Beckett.
      Quindi condivido la tua posizione. Lasciando perdere le questioni “personali”, non è proprio una storia che mi interessa guardare.

  5. Dopo la notizia devastante di lunedi scorso (devastante mi sembrava un aggettivo eccessivo da usarsi in questi casi, ma in verità non è così sob sob sob) e il corollario di gossip dei giorni successivi, la visione di questi due ultimi episodi ha perso tutta quella benevolenza che attribuivo/iamo alla nostra serie del cuore. Come ha detto appassionato, ci siamo fatti (me per prima) andar bene qualsiasi cosa, bastava che i nostri Caskett fossero insieme e che si scambiassero sguardi innamorati, se poi c’era anche un bacio (+o- lungo) eravamo alle stelle. Ora, tutta questa benevolenza non c’è più e me ne dispiace tantissimo.
    Come ho già scritto da altre parti, l’eventuale stagione 9 senza Kate, non la vedrò. Quasi sicuramente la “recupererò” (ma perchè ho le mie manie) ma vederla … no … soprattutto se faranno fare a Kate una tragica e irreparabile fine.

    Un plauso a te Syl per essere riuscita a scrivere questa recensione con la grandissima tristezza nel cuore che noi tutti abbiamo. Hai cercato di essere il più obiettiva possibile, ma la soglia della tua benevolenza si era certamente abbassata. Non te ne faccio una colpa.

    Ci “sentiamo” la prossima settimana. Un grosso abbraccio a tutti: ne abbiamo un enorme bisogno.

    • In effetti, anch’io ho avuto la percezione di un minor entusiasmo nella recensione. Credo che i motivi siano due: la fine annunciata (male, malissimo) del NOSTRO Castle e la mediocrità di un episodio che ritengo insulso e assai pasticciato, comunque privo delle caratteristiche somatiche della serie. Tirato via tanto per avviarsi alla conclusione, insomma.
      Syl non ha sbagliato niente: non si può provare entusiasmo se sono gli autori per primi a non averlo. E’ la stessa ragione per cui Rick ha ucciso Derrick Storm.
      Il mio non è un appunto a Syl. Al contrario, date le premesse, un enorme complimento alla sua grandezza.

      • Grazie, rispondo qui per tutto. Posto che la recensione è la mia opinione sulla puntata, e nient’altro, proprio come definizione dal latino: “rĕcensēre” (rĕcensĕo, rĕcenses, recensui, recensum, rĕcensēre) e significa esaminare, passare in rassegna, riflettere. E quindi non è il riassunto della trama, e nemmeno può assurgere al mito dell’oggettività totale, cosa che io credo impossibile per l’essere umano per definizione. Poi è ovvio che ognuno ha il suo stile recensorio. Ma di certo non vengo qui a fare analisi in base al mio stato d’animo, sono sempre molto ragionate.
        In questo caso ho pensato a lungo se, con occhi diversi, avrei visto cose diverse. La risposta è stata NO, per cui sono in pace con me stessa, se pure avessi ogni diritto di esprimermi tirando sassi a chi di dovere.
        Non ci sono stati momenti di particolare vicinanza, la trama di LokSat è volata via troppo veloce. Puntate di nulla e poi all’improvviso Caleb molla il telefono? Le scene sono state molto intense perché Beckett e Caleb sono due personaggi che funzionano molto bene sullo schermo.
        Ho sempre apprezzato Castle che crede nelle cose irreali, ma qui è durato davvero troppo. Lanie all’improvviso esce con chiunque. Il morto che non muore tra l’altro già visto nella puntata degli zombie. Ho sempre apprezzato il richiamo a stagioni passate, ma qui l’ho trovato inutilmente ripetitivo.
        La scena Caskett iniziale è molto bella, richiama Still e Hanning ha fatto ottimi episodi. Detto questo, non credo che la scorsa settimana avrei detto meraviglie di una questione posta all’improvviso: andiamocene per il mondo. Per quale motivo? Per che scopo? Cioè se vuoi chiudermi la serie così, con le moto e Parigi, posso arrivare a capirlo sforzandomi molto. Non hanno indagato insieme, Castle va dappertutto. L’avevo già notato da quando si sono rimessi insieme in pubblico, ma Beckett aveva le redini dell’indagine. La scorsa puntata qualcosa ha cominciato a stonare, ma quando ci sono i secondari coinvolti, le indagini tendono a diventare meno rigorose. Beckett ha inoltre avuto spazio d’azione.
        Quindi, no, a ripensarci (come faccio sempre, non è che arrivo, butto due righe, e me ne vado), il materiale su cui scrivere era veramente molto poco.
        Rispondo a te Appassionato, non perché penso che tu mi abbia criticato, ma per spiegare la mia posizione, quella che ho sempre avuto e che ho sempre scelto di tenere, anzi ti ringrazio per le tue parole.

        • Per quanto mi riguarda, non c’era bisogno di spiegazioni e sono io che ringrazio te per il piacere che mi hai procurato nel leggerti. Semmai, ringrazia te stessa, io dico solo le cose come stanno.
          Infatti la mia non era una critica, ma semmai un elogio: sai bene quanto ammiri i tuoi scritti e le analisi contenute nelle recensioni (quelle dal latino recensere, ecc 🙂 ) e come ti sei sempre posta di fronte allo sviluppo degli episodi.
          Tra l’altro, mi pare che su quest’ultimo siamo d’accordo su tutto e, credo, anche su come stanno distruggendo lo spirito di “Castle”.

          Se ho capito bene, non le farai più in caso di 9a senza Kate.
          Probabilmente ne guarderò un paio di episodi per curiosità. Sicuramente le tue recensioni avrebbero contribuito a farmeli sopportare meglio, anche se so già che mi (ci) verrà naturale fare paragoni con quanto ci (mi) hanno stupidamente strappato via, con prevedibili conseguenze.

          PS Mi mancheranno tantissimo le nostre dissertazioni (con Panoramix) tipo quelle fatte alla 8×07-08.

          • @syl & appassionato: concordo che la puntata era un po’ troppo “pasticciata” e avrebbe meritato appena la sufficienza anche due settimane fa.
            @syl: spero si sia capito che non stavo criticando quanto scrivi nelle tue recensioni, al contrario, spesso senza la tua recensione mi perdo gran parte del divertimento. 😉

          • Io sono a favore delle buone storyline, quindi possono farli divorziare, ammazzare, rapire dagli alieni, ma se mi convinci, ti seguo (quando si tratta di buona narrativa). Io qui però non vedo nessuna storyline che possa interessarmi.
            Il vedovo (?) allegro che inciampa ogni cinque minuti a me annoia. Quindi, con queste premesse, io non lo seguirò (e quindi non potrò fare nessuna recensione nemmeno se volessi).

  6. Bella recensione, tra le righe tanta malinconia! Costruire in 7 stagioni una bella storia e poi ne basta una per far crollare tutto, ancora mi chiedo il perchè!!Troppo Castle e poca Beckett! Il confronto Kate con Caleb mi è piaciuto molto, quelle due parole “7 minuti” da brivido, da condanna a morte!Sempre più convinta che la fine di Beckett era pianificata dall’inizio stagione. Hai ragione Caleb interessante, ma poco sviluppato, come tutta la questione Loksat!Mah! Comunque aver visto più Lanie, mi ha fatto piacere. Grazie e alla prossima settimana.

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