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New Girl Recensioni

New Girl 7×03 – Il sistema è corrotto, miao!

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Un altro buon episodio per la stagione finale di New Girl, anche se rimane ancora incentrato su alcuni temi e personaggi che avevano già avuto spazio nello scorso episodio invece di spostarsi su altre storyline importanti come la proposta di matrimonio di Nick a Jess, la nascita del primo figlio di Aly e Winston e il rapporto tra quest’ultimo e il padre – i quali, non ho dubbi, verranno affrontati tutti nelle prossime settimane.

Questa puntata riprende il blocco dello scrittore di Nick e continua a incentrarsi sulla piccola Ruth, ma stavolta i personaggi si dividono in maniera diversa: Winston e Nick da un lato, la famiglia Schmidt e Jess dall’altro.
Dopo aver trovato nel suo passato a Chicago nuova linfa letteraria da cui ripartire, Nick decide di dirigersi al bar con lo scopo di buttare giù venti pagine per dare vita al suo nuovo progetto. Dopo aver passato del tempo prezioso a far tutto fuorché scrivere, Nick viene raggiunto da Winston, il quale gli chiede aiuto con il suo blocco personale: quello che lo sovrasta quando deve presentarsi davanti al giudice a testimoniare nei casi a cui ha lavorato. La scenetta in cui Winston e la povera avvocatessa rimagono intrappolati nel terribile loop del “Potrebbe ripetere la domanda?” è stata una delle gag più semplici e meglio riuscite dell’episodio. Nick accorre in suo aiuto sfoggiando tutte le conoscenze acquisite quando stava per diventare avvocato, portando però alla luce un “caso irrisolto” che va fin troppo… nell’intimo. Winston a sua volta non esita a portare alla luce una dura verità sul perché l’amico non riesca a portare a termine il compito che si era prefissato: è un procrastinatore seriale, soprattutto quando si tratta di cose importanti. Se vi siete sentiti personalmente attaccati da quest’accusa, non preoccupatevi, non siete i soli.

Ho sempre avuto la tendenza ad identificarmi in Nick, soprattutto quando si tratta della sua insicurezza e del suo non sentirsi abbastanza e per quanto mi sarebbe piaciuto vederlo più sicuro di sé stesso dopo il salto temporale e due romanzi pubblicati, trovo comprensibile che abbia una crisi in un momento tale della sua carriera. Per fortuna il suo caro amico Winston e il pugno in faccia per cui Nick aveva pagato (solo lui poteva uscirsene con un’idea del genere) lo fanno uscire dalle sue tendenze da procrastinatore, riportandolo sulla retta via. Le pagine si sono finalmente riempite, anche se c’è ancora molto lavoro da fare.




(Damn, è come guardarsi allo specchio.)

Ovviamente da buon amico qual è, Nick sfrutta la lezione appena imparata per liberare il suo amico Winston dell’insicurezza che lo affligge, aiutandolo ad affrontare con serenità la sua testimonianza… non prima però di aver dato vita a dichiarazioni e scambi di affetto abbastanza equivoche.




Ho molto apprezzato le interazioni tra Winston e Nick in quest’episodio, hanno ricordato come i due siano amici da tantissimo tempo e si conoscano fin troppo bene, oltre ovviamente a mostrare che ci sono sempre l’uno per l’altro, anche quando c’è bisogno di dirsi delle verità poco piacevoli e di impartire delle sane critiche costruttive – per quanto assolutamente bizzarre ed esilaranti esse siano.

Nel frattempo, nonostante abbiano idee totalmente opposte su come educare la bambina, Schmidt chiede a Jess di aiutare la piccola Ruth così che possa superare il test di accesso ad una prestigiosa scuola privata, data la sua esperienza nel settore scolastico (a proposito, che cavolo sarà mai successo con il vecchio lavoro di Jess?!? Le quattro cause in corso menzionate dalla ex insegnante fanno pensare a un casino di proporzioni epiche). Schmidt però interferisce di continuo nelle lezioni perché le ritiene inutili e poco basate sulla disciplina e lo studio come invece vorrebbe lui, e così i due continuano a battibeccare fin quando la bambina dimostra durante il test di avere invece il giusto equilibrio di fantasia e conoscenze, portando i due amici a pensare di poter creare insieme il “genitore perfetto”. Una cosa che avevo notato anche nei due episodi precedenti è che, nonostante sia la madre, Cece è probabilmente il personaggio con cui Ruth ha avuto meno scene, il che mi ha probabilmente portato ad apprezzare più del previsto il modo in cui ha rinfacciato a Jess e al marito che è stata lei a portarla in grembo per nove mesi, visto che i due continuavano a darsi metaforiche pacche sulle spalle proprio di fronte a lei.

 
 

Tutto sembra andare per il verso giusto, fin quando Ruth non da vita a una rivolta insieme agli altri bambini e il tutto precipita nel caos più totale. La scena è probabilmente sfociata un po’ troppo nell’assurdo quando la vecchia conoscenza di Schmidt, Benjamin, si è ritrovato con un paio di forbici nella faccia, ma visto il modo in cui ha trattato il figlio, direi che se l’è proprio meritato.
Ruth si riconferma un’adorabile piccola canaglia e il mix perfetto di Schmidt, Cece e, perché no, con un pizzico di zia Jess.

 
 

Alla fine Schmidt e Cece decidono di lasciare la figlia libera di decidere quale scuola frequentare, e così l’episodio si conclude con il gruppo di amici che si ritrova nel cortile della scuola non proprio d’elite scelta dalla bambina. Dopotutto, per citare la stessa Ruth:


Top 3 – menzione d’onore a questi momenti dell’episodio (con l’aiuto delle GIF perché nominarle soltanto non rende loro giustizia):

  • Lo zio Nick e Ruth hanno avuto un’unica breve scena in quest’episodio, ma è sicuramente degna di nota.
 
 
  • Schmidt e la gallina, cosa devo dire di più?
 
  • Da Telefilm Addicted, mi viene solo da dire: Same, Ruth. Same.

L’episodio della prossima settimana vede il ritorno del caro vecchio Coach, chissà cosa combinerà insieme agli amici del loft!

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