Spellbook 1×12 – Bewitched [SEASON FINALE]

1×12 – BEWITCHED [SEASON FINALE]

Rose
Rose

 

Rose ricorda tutto di quel giorno, i dettagli sono macabramente conservati nella sua memoria, come un file che non si riesce a rimuovere dal più complicato pc. Le sensazioni, i colori freddi, gli odori, la puzza di morte, è tutto indelebilmente impresso dentro di lei. Per questo al ritorno verso la cabina, dopo aver parlato con Benjamin, inizia a ricordare quella mattina, quella mattina in cui, tornata prima da scuola, trovò i corpi dei suoi genitori distesi sul pavimento, il camino spento, nonostante fosse inverno, qualcuno l’aveva spento. Rose non sa perché si fissa in continuazione su quel dettaglio, certo una bambina di 10 anni, incredibilmente curiosa come lei, ha sicuramente impresso nella memoria ogni singolo fotogramma di quella giornata; eppure alcune volte i ricordi sono vaghi, dipende sempre dal suo stato d’animo, in questo momento ricorda ogni dettaglio.

“Rose”

La voce del vampiro Luke la distrae dalla spirale di perdizione in pensieri negativi. Il vampiro è appena uscito dalla Cabina, facendosi spazio nella notte con la torcia dell’iPhone.

Luke
Luke

Luke: dove sei stata?
Sembra preoccupato, sicuramente, ma di questo periodo lo è sempre, specialmente quando il discorso punta su Rose.
Rose: a lui non importa.
Rose lo dice e basta, quasi per convincersene definitivamente.
Luke: di che parli?
Rose: lui non vuole essere salvato. Non ha mai voluto, era tutta una farsa.
La strega ha lo sguardo perso nel vuoto, come se fosse in qualche sorta di trance.
Luke avanza, preoccupato, guardandola negli occhi, che tuttavia puntano altrove.
Luke: Rose, hey…
Il vampiro porta le mani avanti, provando a scuoterla per farla reagire.
Luke: cosa è successo?
Rose: avevo trovato… Avevo trovato un modo, forse…
Luke sgrana gli occhi, la ragazza è chiaramente sotto shock
Luke: per salvare Benjamin?
Rose: era tutto finto. Da sempre…
La ragazza continua a puntare lo sguardo verso il vuoto, persa in quel freddo pensiero.
Luke: vieni dentro…

Luke pone la sua mano dietro la schiena della ragazza, vuole accompagnarla all’interno per capire come gestire questa crisi, tuttavia i due non fanno in tempo a fare un passo, Evan esce velocemente dalla porta principale della cabina, raggiungendoli.

Luke: che succede?
Luke riprende il suo tono autoritario
Evan: si tratta di Bright…
Evan sembra nervoso, incapace di restare fermo.
Luke: cosa?
Evan: ho aspettato, come hai detto tu. Ma non è ancora tornato. Non risponde al telefono, ed è fuori da quasi due ore. E’ successo qualcosa, lo sento.
Luke: forse ha fatto altre fermate.
Evan: no… no, Bright non ritarda. Lo so, io… lo so.
Evan sembra fuori di sé quasi quanto Rose, e Luke non sa se riuscirà a gestire due esseri sovrannaturali sull’orlo di una crisi di nervi.
Evan: forse l’hanno preso…
Luke guarda il vampiro, perplesso
Evan: chi?

Rose: hanno preso Bright?
Rose finalmente riporta lo sguardo verso i due, e quindi alla realtà.
Evan: non lo sappiamo. E’ andato a prendere da mangiare per tutti, ed è scomparso. Non risponde al cellulare… eh… ho questa brutta sensazione.
Rose: andiamo dentro.
La strega sembra finalmente aver ripreso i sensi, e anche se la causa non è delle migliori, per ora andrà bene per Luke.

 

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Benjamin guarda verso Bright, il ragazzo è legato fortemente, è chiaro che i suoi polsi stanno soffrendo, così come il suo corpo, trattenuto verso la parete su quella struttura di legno ad X, una struttura rituale. La luce proviene dalle torce attentamente posizionate ad ogni metro dell’enorme sala, sotto i sotterranei di Casa Whittermore.

Benjamin: cosa vuoi che faccia?
Bright alza lo sguardo verso il mezzo-demone, chiaramente impaurito.
Alec: beh, non è chiaro? Devi ucciderlo.

Alec
Alec

Alecus pronuncia questa frase con una freddezza disarmante.
Benjamin: non posso…
Benjamin, dal canto suo, dice la frase più spontanea
Alec: oh, sì che puoi. Può sembrare difficile all’inizio ma credimi… durerà pochi secondi. Punta dritto al cuore e… PAM, è fatta!
Il respiro di Benjamin inizia ad affannarsi, il battito del suo cuore inizia a prendere un ritmo alquanto innaturale, è chiaramente nervoso, terrorizzato, non sa come uscire da questa situazione.
Benjamin: non posso ucciderlo… Non lo farò!
Alec: vuoi che la strega vinca?
Alla pronuncia di quella parola, Bright sposta lo sguardo verso Alec, questa volta il suo sguardo è incattivito, ha toccato una sua amica.
Alec: oh, guardalo, povero angioletto. Stiamo parlando della tua amica, sì. Lei morirà. Lei morirà questa notte. E vuoi sapere perché?
I capelli biondi di Bright gli impediscono di vedere chiaramente la scena, ma di certo non sposterà il suo sguardo incattivito da Alec.
Alec: mi sono assicurato che lei sia qui in prima linea. Verrà per te. Vedete, mi sono detto: se la strega si arrende sul fronte Benjamin, che cosa potrà spingerla a venire nella tana del diavolo? La tana del diavolo, sono dannatamente divertente, non trovate?
Alecus inizia a ridacchiare, compiaciuto.
Benjamin guarda la scena, impreparato. Pensava che non avrebbe dovuto vedere Rose, non di nuovo.
Alec: è disgustoso tutto quello che è successo. Secoli per provare a creare il degno erede di Ardens, e quando egli nasce… fai tutto ciò che è possibile. Lo cresci con malvagie speranze, stoppi i film in cassetta prima che vincano i buoni, gli insegni che il potere è il quid che smuove il mondo, e che, dal nostro punto di vista, i cosiddetti buoni… sono i cattivi. Ma niente, niente, arriva una strega… e lui, tentando di entrare tra le sue cosce, si ricorda della salvezza dell’anima. Tutto quello che fai per i tuoi figli… non viene apprezzato. E credimi, angioletto, io ho fatto tanto per loro. Ho lasciato che Tatia vivesse, la volevo al mio fianco nella presa di potere. Sono stato in questa città per secoli, l’ho vista crescere, ho visto creature sovrannaturali di ogni tipo rifugiarsi in questo posto, cercando di non sentirsi diversi dal mondo che c’è lì fuori, perché così siamo visti, così siamo etichettati, come dei diversi. Loro non sanno cosa lì aspetta. Tutte queste creature, tutti gli abitanti di questa città mi temono, segretamente provano disprezzo per me. Non sanno che mio padre ha creato questo posto… affinché quel senso di diversità crollasse. Cessasse di esistere. Chi è il cattivo, ora?
Alec guarda Bright, tentando di carpire i suoi pensieri.
Alec: ovviamente… non puoi parlare.
L’uomo si fa avanti velocemente, strappando con forza lo straccio che impedisce a Bright di parlare.
Alec: dunque, angioletto, cosa ne pensi?
Bright guarda in quegli occhi. Sono privi di qualsivoglia luce; la sua anima è contaminata dal male, è nera, e lui può vederla.
Bright: mi dispiace…
Alec lo guarda, perplesso, così come Benjamin
Alec: come, scusa?
Bright: mi dispiace per quello che ti è successo. Mi dispiace che tu non abbia combattuto.
Alecus indietreggia, chiaramente colpito da quelle parole, Bright è capace di provare compassione e pietà anche nelle situazioni più disperate
Alec: facciamo una cosa… vi lascerò un po’ da soli, le mie guardie sono all’inizio del passaggio, quindi Benjie, sai che non puoi lasciarlo andare. Ma… che ci volete fare? Sono un sentimentale, parlate, ditevi addio, quello che dovete fare, insomma. Io tornerò presto.

 

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“Ho chiamato a casa. Non è tornato.”

Peter posa il cellulare obsoleto, che tiene tanto per, sul tavolo della cabina, e porta le mani nei capelli, un chiaro senso di nervosismo.

Tatia: forse si è andato a fare un giretto… sta volando da qualche parte.
Peter guarda Tatia, chiaramente infastidito dalla sua ironia fuori luogo.

Rose: cosa ci fai tu qui?
Rose è ormai tornata completamente tra di noi, guarda Tatia con un senso di disprezzo.
Tatia: aggiornati… sono dalla vostra parte ora.
Rose: davvero?!
Tatia: sì, mio padre voleva sacrificarmi in un rito demoniaco. E quindi… Team Rose!
Tatia alza le mani, facendo un gesto da cheerleader.
Rose porta avanti le mani a sua volta, scaraventando con una forza invisibile la ragazza contro la parete, sotto gli occhi sbalorditi di tutti.

Peter corre velocemente verso Tatia, aiutandola a rialzarsi.
Tatia: ma che diavolo fai?
Rose: non mi fido di te. Devi andartene.
Rose sembra diversa, Leda si alza, andando verso di lei, sicuramente concorda su Tatia, ma c’è qualcosa che non va, ed è chiaro.
Tatia: cosa?! Non hai sentito quello che ti ho appena detto?
Rose: non mi interessa. Tu sei un demone, sei mia nemica. Esci da questa cabina.

Peter: hey…
Peter guarda Rose, non è molto bravo con le parole, ma deve sicuramente fare qualcosa.
Peter: so che non possiamo fidarci di lei.
Rose guarda l’angelo, chiaramente passiva agli eventi che la circondano in questo momento.
Peter: non so cosa ti sia successo, ma devi riprenderti. Bright è in pericolo. Mio fratello è in pericolo. Tatia non ha poteri al momento, non può fare del male a nessuno, sta semplicemente chiedendo protezione, e so che tu sei incapace di odiare. Lei potrà anche essere tua nemica, ma tu sei un essere buono, Rose.
Le parole dell’angelo sono sentite, ha bisogno di ritrovare suo fratello.

Evan: siamo fermi qui da ore. Dobbiamo trovare Bright!
Evan rimarca queste parole, lui è ancora fuori di sé.
Peter guarda il vampiro, è chiaro che tiene a suo fratello.

Rose: posso fare un incantesimo. Posso rintracciarlo.

“Che cosa sta succedendo qui?”

Mike
Mike

La porta, lasciata aperta, ha permesso a Mike, il packmaster del branco, di entrare nella cabina. Gabriel guarda verso di lui, alzandosi velocemente. Sa che dovrà rispondere di tutto questo.

Gabriel: posso spiegare. Signore… loro… loro avevano bisogno di un luogo…
Per la prima volta, Leda nota Gabriel chinare il capo. Non è un qualcosa che si vede tutti i giorni.

Rose: la faremo semplice.
Rose avanza verso il packmaster, che la guarda, sbalordito.
Rose: sapete di Alecus. Sapete cosa è capace di fare.
Mike: quella non è sua figlia?
Mike indica Tatia, perplesso.
Mike: noi non abbiamo mai voluto immischiarci nei vostri affari. Non siamo fatti così. E voi non dovreste assolutamente essere qui.
Rose: lo so…
Rose si pone sempre più avanti, raggiungendolo, e guardandolo negli occhi.
Rose: ma so che mi rispetti… Ho visto i lupi chinarsi dinanzi a me, quella notte di luna piena…
Gabriel guarda la strega, sa esattamente di che cosa parla.
Rose: siamo quasi sicuri del fatto che i Whittermore hanno un nostro amico. Bright, che è… la persona più buona sulla faccia della terra.

Evan deglutisce, non riesce a smettere di muoversi, non riesce a calmarsi.
Rose: voglio andare dai Whittermore, voglio fare ciò che è giusto, voglio salvare il mio amico. Ma… non vinceremo mai se gli abitanti di questa città non iniziano a ribellarsi. Non vinceremo mai se… non alziamo la testa ed iniziamo a combattere!
Finalmente Luke nota la fiamma che anima Rose, di nuovo.
Rose: ho intenzione di andare dai Whittermore, di salvare il mio amico. Ma non posso farcela da sola.

Mike guarda la strega ancora per qualche secondo, notando che i ragazzi hanno apportato degli evidenti cambiamenti al posto; non ne è particolarmente felice, ma la situazione sembra ormai precipitata. Mike è un uomo composto, di polso, ma ha anche un grande cuore.

Mike: metterò a disposizione i miei lupi.
Rose lo guarda, sorridendo
Mike: Gabriel, vai a chiamare gli altri. Trasformatevi e raggiungete casa Whittermore.

Rose: non dovete permettere a nessuno di entrare… né di uscire, se non a noi.
Gabriel: ok… perfetto!

Gabriel avanza verso l’uscita, velocemente, pronto a chiamare gli altri del branco.

Rose: non so come ringraziarla!
Rose guarda il packmaster, grata.
Mike: diciamo solo che mi dovrai un favore! Non metto mai i miei ragazzi in pericolo. Mi sto fidando di te!

Rose: io farò un incantesimo di locazione. Ma credo sia abbastanza chiaro dove sia Bright…
Evan: vengo con te.
Rose guarda Evan, annuendo.
Peter: verrò anche io, ovviamente.
Luke fa un cenno alla strega, facendole capire che ci sarà anche lui.
Tatia: vengo anche io.
Inaspettatamente, Tatia si fa avanti, vuole sicuramente aiutare Peter. L’angelo la guarda, sorpreso dal gesto, così come Rose, anche se non può dire di fidarsi completamente.
Leda: potrebbe servirvi una mano in più.
Leda avanza, pronta ad aiutare.
Ania: io devo tornare in acqua purtroppo.
Rose guarda la sirena, annuendo
Ania: vorrei aiutarvi davvero… Forse se…
Rose: va bene così, Ania.. Tranquilla. È meglio se vai in acqua. Ti vogliamo al sicuro.
Leda alza gli occhi.

 

Twinswood, 1641

Alec si alza velocemente, annaspando. Le mani sudate, il corpo tremolante; certo non dipende dal freddo, l’estate è torrida a Twinswood, un bagno di notte è necessario per rinfrescarsi.

“Hey”

Sul petto nudo dell’uomo una mano si fa avanti, è quella dolce e delicata di Lisandra, che stava dormendo proprio accanto a lui, sotto la protezione di un grosso albero, nelle foreste della località.
La bonaccia è così piacevole tuttavia, e ha permesso ai due di riposare tranquillamente dopo ore di ardente passione.

Lisandra: cosa è successo?

Lisandra
Lisandra

Alec continua a respirare faticosamente, è ancora tutto troppo vivido nella sua mente.
Lisandra: un altro brutto sogno?
Alec: non smettono. Ogni notte è sempre lo stesso. C’è sangue… c’è sangue ovunque… e le mie mani sono…
L’uomo guarda le sue mani, tremano ancora. Lisandra si avvicina a lui, prendendogli le mani, tentando di calmarle.
Lisandra: è solo un brutto sogno.
Alec guarda in basso, quasi vergognandosi di ciò che sta per dire.
Alec: certe volte… certe volte non è solo un sogno.
Lisandra lo guarda, preoccupata.
Lisandra: cosa vuoi dire?
Alec: è come se qualcosa mi chiamasse. Mi costringesse a fare delle cose, è un istinto, è una voglia, come mangiare, come respirare.
Lisandra: è che tipo di voglia è?!
Alec guarda finalmente la donna
Alec: di uccidere.
La strega sgrana gli occhi, terrorizzata da questa affermazione. Ma non vuole che l’uomo lo sappia, vuole che sia tranquillo, vuole che questi pensieri spariscano.
Lisandra: sono solo pensieri.
Alec: non sono pensieri normali. E’ la mia natura. E’ ciò che sono.
Lisandra: non è vero. Tu sei un uomo gentile, capace di amare. Sei una persona buona, Alec, io l’ho visto.
Le mani dei due si intrecciano, procurando ad Alec una sensazione di apparente calma.
Alec: mio padre dice che è ciò che sono. Dice che presto o tardi lui verrà fuori.
Lisandra: no, non è così.
Alec: e se avesse ragione? E se mi trasformassi in quella cosa… ?
Lisandra: devi credere in me, Alec. Tuo padre… tuo padre ha le sue convinzioni, e sono sicura che in fondo vuole il tuo bene…
Alec: tu non lo conosci.
Lisandra annuisce, lo sa bene.
Lisandra: lo so. Ma… un padre non può volere il male del proprio figlio, no?
Alec: che cos’è il male?
Lisandra: so che non sei tu. Io sono una di villaggio, tu sei un nobile. Non hai esitato un secondo a conoscermi, hai aiutato me e mia madre…
Alec: che chiaramente mi odia…
Lisandra: lei è fatta così.
Alec: sono un demone, Lisandra. Tu sei una strega. Non potevamo neanche toccarci.
Lisandra: ma possiamo ora!
Lisandra rimarca questa frase, mentre la sua mano si pone sempre con più forza in quella di Alec.
Lisandra: e lo sai perché?
Alec la guarda, facendo cenno di no con il capo
Alec: pensavo che neanche tu lo sapessi.
Lisandra: è l’amore. La consapevolezza di amarti, ha abbassato le mie difese. Il mio amore per te… è più forte di qualsiasi cosa ci fosse come muro. Ti amo così.
Alec: ti amo anche io.
Lisandra: e quando senti di non farcela, quando senti… di stare per crollare. Quando senti che quei pensieri tornano. Pensa a me. Il mio amore è stato più forte di questa difesa. Il tuo amore può essere più forte della tua natura.
I due si guardano, innamorati. Alec trova conforto nelle sue parole, Lisandra è come la sua ancora, lo tiene attaccato alla sua umanità. I due avanznano l’uno verso l’altra, scambiandosi un passionale bacio.
Lisandra, poi, passa una mano sulla corteccia di quell’albero che fa loro da dimora per la notte, una “L” e una “A” si palesano.
Alec sorride, apprezzando il gesto.
Lisandra: così… quando non ci sono, puoi venire qui.

Twinswood, 2013

Il posto è lo stesso, l’albero è invecchiato, ma quelle lettere sono ancora lì. Alec le guarda, nel buio di una notte così diversa da quella che ha appena ricordato. Questa notte è fredda, e cambierà tutto.

Alec: ti sbagliavi, Lisandra. Ti sei sempre sbagliata.

L’uomo rimarca queste parole, parlando verso l’albero, parlando verso quelle lettere.

Alec: volevi rendermi debole. Volevi rendermi diverso dalla mia vera natura. Quello non è amore. Non sai neanche cosa sia l’amore. Non mi hai mai accettato per ciò che ero. Quello non è amore. Credevi che lo fosse. Ci hai creduto così tanto… da ingannare la tua magia. Ma… io non ho potuto ingannare la mia. Tu pensi che io sia stato un debole, che mi sia piegato al suo potere…

Gli occhi di Alecus sono persi verso quelle lettere, quasi come se l’uomo credesse davvero di parlare con Lisandra, quasi come se aspettasse questo momento, questo confronto.

Alec: è stata una mia decisone, non sua… Io ho vinto, Lisandra. E continuerò a vincere.

Alec non può saperlo con certezza, ma queste parole sono ascoltate da Lisandra. Il demone sa che potrebbe essere così, per questo le pronuncia, per questo si pavoneggia fiero di come stiano andando le cose.

Alec: mio figlio è come me. E lui la ucciderà. Sai che la ucciderà. E tu avrai perso, di nuovo. Per questo… devo chiederti: perché continuare a sperare? Perché?!

 

 

“Calmati, respira!”

Bright dà un consiglio a Benjamin, ed è così assurdo, vista la sua posizione al momento. Il mezzo demone continua a fare avanti e indietro, cercando di riflettere, cercando di capire cosa fare e come farlo.

Benjamin
Benjamin

Benjamin: Bright, questo non è il momento!
Bright: lo dici a me?!
Benjamin si ferma, finalmente, guardando il suo coetaneo legato come un selvaggio a quella strana macchina. Quella cosa ricorda a Bright la macchina per tarpare le ali; anche quello è un marchingegno alquanto infernale, si chiede se l’idea sia stata rubata ai demoni.
Benjamin: non so che fare, Bright.
Il ragazzo ha il terrore negli occhi, ed è così chiaro, è così tangibile.
Bright: cosa vuoi fare, Benjamin?
Benjamin: cosa vuoi dire?
Bright: il tuo cuore. Cosa ti dice di fare?
Questa è una domanda particolare, che scuote Benjamin, che lo fa riflettere, lo fa fermare per qualche istante.
Benjamin: io… io ho paura.
Benjamin lo ammette e basta, anche in questa situazione, parlare con Bright è abbastanza facile.
Bright: questo non ti rende codardo, Benjamin. Questo ti rende umano. E io lo vedo in te… non sei come tuo padre.
Benjamin: non è vero. Io sono come lui.
Bright: no, non è vero.
Benjamin: ferisco le persone. Lo faccio da sempre. Ciò che c’è dietro di me… è malvagio, lo sento. Ogni fibra del mio corpo lo sente.
Bright: ma tu puoi combatterlo!
Benjamin: come?!
Benjamin urla, vuole sapere questa risposta da tempo.
Bright: io non credo che ci sia il bene e il male, il bianco e il nero e stop. A tutto c’è rimedio.
Benjamin: ti sbagli, qui ti sbagli.
E’ la prima volta che i due hanno una conversazione, anche se entrambi si conoscono da molto tempo, ma è incredibile la naturalezza con la quale l’affrontano.
Bright: Rose ti aiuterà…
Benjamin: no. Lei non può. E a questo punto non sono sicuro che voglia.

Improvvisamente, i due sentono un qualcosa di strano: la terra sta tremando, e non è una scossa semplice, è una scossa potente, da terremoto.

 

Colonna Sonora: The Final Fight

“Trema, terra a me sottostante
Fa che ogni cosa sia traballante
Anche le mura e le parti più solide
Che siano distrutte da questo bolide.”

Rose è proprio davanti alla grande dimora dei Whittermore, pronuncia queste parole ripetutamente, e ad ogni suo comando la terra inizia a tremare sempre più forte. Dietro di lei ci sono Luke, Tatia, Leda, Gabriel, Mike e il resto del branco. L’incantesimo è alquanto difficile e richiede uno sforzo superiore, così come un consumo di energia non indifferente.

Dopo qualche secondo di tremolio, dal portone principale di casa Whittermore iniziano ad uscire degli uomini incapucciati, quella famosa tunica rossa che li contraddistingue.

Tatia: sono demoni, demoni minori. Sono seguaci di mio padre.

Rose: ok, abbiamo attirato la loro attenzione!

I demoni minori si fanno avanti, saranno una ventina, tutti raggruppati come una squadra pronta ad attaccare.

Il silenzio nelle due trincee è incredibile, è la calma prima della tempesta, ma lo scontro è inevitabile, e i due eserciti sono pronti.
Luke guarda Rose, cercando un suo segnale.
Rose: ok, l’ho sempre voluto dire: al mio segnale… scatenate l’inferno!

E dopo qualche secondo di silenzio…

Rose: ORA!

Per primi partono i lupi, velocemente, Gabriel e Mike guidano il branco, correndo verso le tuniche rosse, più corrono, più la trasformazione è veloce, il gruppo di giovani lupi muta e diventa bestia ad ogni passo fatto. La metamorfosi è incredibilmente bella da vedere, sembra un qualcosa di così naturale. Non è un cambio di pelle, non funziona come per i demoni, da uomo a lupo: sembra la cosa più normale e naturale del mondo.

Le tuniche rosse iniziano a farsi avanti, hanno artigli e volti sfigurati, non sono forti come Alec, non lo saranno mai, ma hanno potere, ed è chiaro: la loro forza è superiore rispetto a quella di un essere umano, e hanno la capacità di strappare la carne minuziosamente. I lupi iniziano ad avanzare, mordendo ed attaccando con ferocia, ma i demoni sanno bene come difendersi.

Rose: ok, Tatia!
Tatia: venite con me!

Distratti dai lupi, Rose, Tatia ed Evan avanzano verso l’entrata principale.
Luke: noi diamo una mano ai cani!
Luke guarda Leda, che annuisce, rispettando l’ordine del fratello.
Luke: se succede qualcosa…
Rose: urlerò, te lo prometto!
Luke e Rose si guardano per qualche breve istante, poi la ragazza avanza seguendo Tatia, così come Evan che corre con loro verso l’entrata principale della dimora.

Qualcosa nel cielo si muove, è una creatura in picchiata, una creatura meravigliosa, si tratta di Peter, afferra velocemente due demoni dalla tunica rossa, sbattendoli prepotentemente verso le mura di casa Whittermore e rialzandosi in volo, per poi fare di nuovo lo stesso.

Luke e Leda tirano fuori le zanne, pronti ad addentare qualsiasi tunica rossa che si avvicini.

Il boato sembra essere finito, nei sotteranei di casa Whittermore sembra tornata la calma, nonostante le chiare urla al di fuori della dimora, sia Benjamin che Bright si chiedono che cosa stia succedendo.

Benjamin guarda in avanti, un forte tonfo fa da sottofondo al suo sguardo preoccupato. Il ragazzo vede avvicinarsi verso di lui una forte luce, una luce che non proviene dalle torce antiche poste ai lati del lungo corridoio, ma che proviene dalla mano di Rose, che finalmente arriva sul posto; dietro di lei Tatia ed Evan.

Benjamin e Rose si guardano, la ragazza ha una palla di fuoco sulla mano, la stessa palla di fuoco che ha usato qualche settimana fa per scoprire tutta la verità.

Evan guarda Bright, sgranando gli occhi.

Evan: Benjamin…
Il vampiro non riesce a capire, il Benjamin che conosce non avrebbe mai fatto un qualcosa del genere.
Benjamin guarda l’amico, tentando di portare avanti la recita.
Benjamin: cosa?!
Evan: che cosa stai facendo?

Rose: Evan, vai a slegare Bright!
Evan continua a guardare Benjamin, incredulo.
Rose: VAI. ORA!
Rose, dal canto suo, porta avanti la mano con la palla di fuoco, pronta a scaraventarla contro Benjamin.

Evan non esita un altro secondo, corre verso Bright, slegandolo velocemente.
Evan: hey…
Il vampiro cerca di fare più fretta che può, non vuole che l’angelo provi anche solo un secondo di dolore in più.
Evan: sei al sicuro, ora. Sei al sicuro.
Evan tocca il viso dell’angelo, sollevato nel fatto di poterlo toccare di nuovo, di poterlo anche solo vedere di nuovo. Bright gli sorride.
Evan: stai bene? Ti hanno fatto del male?
Bright fa cenno di no con il capo

Benjamin: oh, ma che teneri. Quasi mi commuovo!
Rose guarda Benjamin, il ragazzo sembra avere la stessa attitudine di qualche ora prima.
Evan non riesce a capire questo tipo di comportamento, così come Tatia, che guarda il fratello, smarrita.
Rose: tocca i miei amici di nuovo e…
Benjamin: e cosa, Rose?! Cosa?! Mi ucciderai?
La strega deglutisce, nervosa, tentando tuttavia di non palesare questo stato d’animo al ragazzo.
Benjamin: guardati, non riesci neanche a buttarmi addosso una palla di fuoco. Cosa c’è, Rose, sei troppo innamorata?!
Il mezzo-demone usa un tono goliardico, tentando di portare Rose alla rabbia.
Benjamin: sei ridicola, lo sai? Pensi davvero che io avrei mai potuto interessarmi ad una come te? Una verginella piagnucolona?

Tatia: Benjamin…
Benjamin guarda la sorella, portando chiaramente avanti la recita
Benjamin: non farmi iniziare con te. Traditrice.
Tatia: oh, parla quello che doveva succhiare la mia anima?
Benjamin ci pensa per qualche secondo, forse è meglio omettere il fatto che Alec non voleva sacrificare Tatia, meglio allontanare la sorella da quel posto.

Benjamin: poverini…mi fate pena.
Rose: no.
Benjamin: oh, Rose, piccola. Hai qualcosa da dire? Vuoi salvare la mia anima?
Benjamin, di nuovo, si prende gioco della ragazza, ferendola in modo incredibile.
Rose spegne la fiamma sulla sua mano.
Benjamin: chi lo sa, magari adesso puoi provarci con il vampiro. Magari lui te lo darà.
Rose trova finalmente la forza, porta le mani avanti, scatenando il suo potere contro Benjamin e quindi portandolo contro il muro.
Rose: andiamo!
La strega si rivolge al gruppo, mentre gli altri iniziano ad allontanarsi dai sotterranei, Benjamin ridacchia, fino a quando smette di vedere le ombre del gruppo alla fine del tunnel. Ora è solo.

Al di fuori di Casa Whittermore c’è un paesaggio post-apocalittico, il gruppo ha vinto, ed è chiaro. I demoni dalle tuniche rosse sono a terra.
I lupi uno ad uno tornano nella loro forma umana, mentre Leda e Luke ritraggono i denti, e Peter atterra velocemente sul prato.
Rose e Tatia, seguiti da Evan che ha sotto il braccio Bright, escono finalmente dal portone principale. Luke si fa avanti, correndo verso la strega, così come Peter che corre verso il fratello.

“AIUTO!”

La voce di Mike distrae la reunion, un lupo è a terra; il gruppo si fa avanti, velocemente. La bestia è ferita sul ventre, ed è chiaro. Quando la trasformazione si riverte, ci rendiamo conto che si tratta di Gabriel. Il suo corpo è completamente nudo, ma c’è un graffio di demone sul suo stomaco, il sangue è ovunque.

Leda: no… No, no, no!
Leda si fa avanti velocemente, andando verso Gabriel, abbassandosi all’altezza del ragazzo.
Rose guarda la scena, impaurita
Rose: oh no…
Gabriel fa fatica a respirare, ed è chiaro, la vita sta abbandonando il suo corpo, la ferita è molto profonda.

Mike: Gabriel…
Leda: dobbiamo salvarlo. Ora!
Leda è fuori di sé, le mani le tremano, così come le restanti parti del corpo, ogni fibra del suo essere è rapita dal terrore di perdere quel ragazzo a terra.
Luke: Leda…
Leda: devo!
Leda guarda Gabriel, gli occhi gonfi, il viso sconvolto. Gabriel è impossibilitato nel parlare, ma si limita a guardare la vampira, in fondo gli va bene come ultima immagine.
Mike: per favore, salvalo!

Il resto del branco, una serie di ragazzi completamente nudi, ha accerchiato il gruppo.
La vampira porta la mano alla sua bocca, mordendo con ferocia una vena. In fretta, porta il braccio sulla bocca di Gabriel.
Leda: bevi… Gabriel, bevi!

 

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Colonna Sonora: Prue Theme

“Sono morto?”

Leda alza il capo, le prime luci del giorno invadono la cabina dell’infermeria della riserva. Il lupo è disteso sul suo letto, a torso nudo, un tantino delirante.

Leda: no. Non sei morto.
Leda tira un sospiro di solievo, ha passato lì le restanti ore della notte. Temeva che il suo sangue non sarebbe stato abbastanza, ma a quanto pare ha avuto il suo effetto.
Gabriel: cosa è successo?
Leda ha gli occhi gonfi, il vero problema è che non può piangere, quindi il tutto è stato ancora più difficile da affrontare.
Gabriel: oh mio Dio, Bright sta bene?
Leda annuisce, nervosamente.
Gabriel: allora perché stai così?
Gabriel spera che la sua camera sia abbastanza in ordine, non ricorda come l’aveva lasciata esattamente, con la coda dell’occhio tenta di capirne le condizioni.
La vampira avanza, dandogli uno schiaffo sulla pancia.
Gabriel: ai!
Leda: non farmi mai più una cosa del genere!
Gabriel: ma che diavolo fai?
Leda: pensavo che fossi morto.
La voce della vampira si spezza, lasciando intravedere, finalmente, quanto tenga realmente al ragazzo.
Gabriel: sto bene… sono qui!
Gabriel porta avanti la mano, prendendo quella della vampira e stringendola timidamente, ma con virilità. I due si guardano per qualche breve e intenso secondo.

La porta della cabina si apre velocemente, i due allontanano le loro mani d’istinto. Robin, seguito da Mike, entra nella cabina.

Leda: Robin…
Leda si alza, velocemente, andando verso il wendigo, incredibilmente felice di vederlo.
Robin: hey…

Mike: ho pensato che ti avrebbe fatto piacere vedere il tuo amico!
Gabriel annuisce, ancora dolorante, e non solo per le ferite sul corpo.
Gabriel: grazie, packmaster!

Mike si allontana dalla cabina, lasciando i tre soli.
Robin: mi dispiace che abbiate dovuto affrontare tutto questo soli. Il packmaster mi ha aggiornato! Vorrei… vorrei aver fatto qualcosa.
Il ragazzo guarda la fidanzata, realmente dispiaciuto.
Gabriel: ci sarebbe servito un mostro mangia uomini!
Gabriel non può fare a meno di fare la sua battuta, nonostante sia fuori luogo.

Robin: mi sei mancato!
Gabriel: bugiardo.
Leda guarda i due, ovviamente nervosa.
Robin: beh, almeno il mio doppelganger maligno non è il problema numero uno ora!
Gabriel: il più grande demone di sempre ce l’ha con noi, e noi siamo andati ad uccidere i suoi amici in casa sua. Mettiti in fila!

Rose guarda gli alberi, intenta a cercare di smettere di pensare a ciò che è successo poche ore fa, anche se attualmente sembra la cosa più difficile del mondo.
La riserva, durante le prime ore della mattina, offre uno spettacolo meraviglioso: le luci, i colori, gli odori, tutto ciò che c’è di bello e naturale a Twinswood è proprio lì, sotto gli occhi della strega.

“Hai fame?”

La strega si gira, riconoscendo subito la voce di Luke.
Rose: no, sto bene così.
Luke: ok.
Luke sa benissimo che la ragazza è lontana dallo stare bene.
Rose: lui verrà qui?
Luke: all’entrata della riserva ci sono i lupi. Saremmo comunque avvertiti in tempo.
Rose: per fare cosa? Per scappare? Non credo di essere abbastanza forte per affrontarlo.
Luke: hey…
Il vampiro si avvicina, girandola verso di lui e guardandola dritta negli occhi.
Luke: tu sei la ragazza più coraggiosa che abbia mai conosciuto. Ciò che hai fatto ieri notte…
Il vampiro la guarda, con gli occhi dell’amore, non nascondendo affatto ciò che prova.
Luke: sei una leader.
Rose: vorrei credere in me come tu credi in me.
Rose apprezza molto le parole del vampiro.
Rose: se tu non ci fossi stato… non so cosa avrei fatto.
Luke: sarò sempre dalla tua parte. Lo sono sempre stato.
La strega pensa a tutto ciò che il vampiro ha fatto per lei, a partire dalle pagine raccolte del libro.
Rose: sono contenta che Lisandra abbia scelto te.
Luke: sono contento di essere stato scelto.
Rose sorride
Luke: promettimi… promettimi che non farai niente di stupido. Promettimi che… aspetterai… e che combatteremo insieme.
La strega annuisce, senza esitare ora. Il vampiro sorride.
I due si guardano ancora, entrambi consapevoli di non poter fare a meno l’uno dell’altra, non ora.

“Rose?”

La strega guarda alla sua sinistra, Tatia è proprio lì.
Rose: sì?
Tatia: posso parlarti?
Luke guarda la strega, che le fa un cenno, come per dirgli che può andare, sta bene.

Bright è ancora particolarmente scosso dai recenti avvenimenti, dormire su una delle sedie della cabina non ha di certo aiutato la causa, le articolazioni gli fanno ancora male, e ai piedi prova ancora quella strana sensazione di formicolio, come se le gambe fossero ancora addormentate. Ma sorride, sorride perché Evan è proprio accanto a lui, sta ancora dormendo. L’angelo potrebbe restare delle ore a vederlo dormire, anche con gli occhi chiusi sembra la cosa più bella del mondo. I suoi lineamenti perfetti, mascolini, virili, forti, con un accenno di sofferenza, di chiara profondità.
L’angelo, per la prima volta, nota un qualcosa di diverso, un qualcosa a cui, pur conoscendo il corpo di Evan, non aveva mai fatto caso. Si tratta di un tatuaggio, un qualcosa che somiglia ad un marchio, una “A” che sbuca appena fuori dalla maglia a maniche corte, appena sotto la spalla sinistra. Fa molto freddo, ma i vampiri non hanno di certo questo problema.

“Hey”

Evan parla, ma ha ancora gli occhi chiusi.
Bright: puoi vedermi?
Evan: ho gli occhi socchiusi.
Il vampiro li apre, finalmente, leggermente infastidito dal sole.
Bright: ho questa… ho questa strana sensazione.
Evan: Bright, abbiamo appena vinto…
Bright: non del tutto.Voglio dire… Alec è ancora vivo. E Benjamin…
Evan: quello non era Benjamin, qualunque cosa fosse, non era Benjamin.
Bright: stava recitando.
Evan: cosa vuoi dire?
Evan si fa avanti, prendendo istintivamente la mano di Bright, che sobbalza al solo tocco del vampiro. I due si guardano. Lo stesso Evan è in imbarazzo, ma non ha intenzione di spostarsi ora.
Bright: lui mi stava parlando, prima che arrivaste. Non era il Benjamin che ha parlato con Rose. Lui stava facendo finta.
Evan: dobbiamo dirlo a Rose… lei…
Bright: credo che avesse un motivo. Un valido motivo.
Evan: un motivo per cosa?
Bright: un motivo per comportarsi in quel modo. Probabilmente Alec… Alec gli ha fatto qualcosa, o gli ha detto qualcosa.
Evan: non mi è mai piaciuto quel tizio.
Bright: posso chiederti una cosa?
Evan annuisce
Evan: cosa?
Bright: cos’è quel simbolo?
Evan: quale simbolo?
Bright: quello che hai sulla spalla…
Evan si guarda la spalla, Bright punta lo sguardo proprio lì, ma non c’è niente.
Bright: aspetta io…
Bright non riesce a capire, è così strano.
Bright: giuro… giuro di averlo visto.
Evan ridacchia, divertito
Evan: forse stai ancora delirando.
Bright: io non…
Il sorriso del vampiro riesce a calmare l’angelo, che probabilmente ha visto davvero male, o forse no…
Evan: avrei anche io un qualcosa da chiederti.
Bright: cosa?
Evan: ti è piaciuto?
Bright lo guarda, perplesso
Bright: di cosa parli?
Evan alza gli occhi, tentando di far capire all’angelo di cosa si tratta. Bright afferra, dopo qualche secondo. Non riesce a credere che Evan possa essere un tipo insicuro sotto quell’aspetto.
Bright: l’ho amato.
I due si guardano, la risposta imbarazza entrambi, ma sicuramente rende anche felici entrambi.

Tatia non è mai stata brava con le parole, soprattutto quando si tratta di discorsi delicati e sentimentali, ma questa volta deve dire qualcosa, e deve trovare le parole giuste.
Rose: allora, hai intenzione di parlare o…? Ho mentito a mia zia, le ho detto che passavo la notte da Leda, devo tornare a casa perché ho paura che tuo padre possa dare di matto e…
Tatia: lo ami?
Rose la guarda, la domanda è fredda, spietata, diretta.
Rose: cosa?
Tatia: sei innamorata di mio fratello?
Rose guarda la ragazza, limitandosi a fare un gesto con il capo che non è un sì… ma neanche un no. Non lo ammetterebbe davanti a lei, non ora.
Tatia: devi salvarlo.
La strega indietreggia, perplessa
Rose: cosa?
Tatia: devi andare lì a casa nostra e salvarlo.
Rose: questa è una specie di trappola? Pensate che io sia così stupida.
Tatia: non è nessuna trappola, Rose.
Gli occhi di Tatia, forse per la prima volta da quando Rose la conosce, sono sinceri. Sono bagnati, pronti a lasciarsi andare.
Tatia: voglio che mio fratello si salvi.
Rose: hai sentito cosa ha detto? Lui non vuole essere salvato. Lui è esattamente dove voleva essere, è stata una recita, fin dall’inizio.
Tatia: non è vero. Benjamin non è così.
Rose: perché mi stai dicendo questo?
Rose è spaesata, quando si tratta di Benjamin lo è sempre.
Tatia: perché non voglio perderlo. E non vuoi perderlo neanche tu.
Rose: l’abbiamo già perso.
Tatia: stava mentendo. Era una recita. Io conosco mio fratello.
Rose: forse non lo conosci così bene.
Tatia: prova… prova a pensare al tuo istinto, prova a guardarti dentro, a fare una di quelle cose da streghe. Leggimi… scopri se sono sincera. Ma ti prego… salvalo, Rose.
Rose guarda la ragazza, la disperazione nei suoi occhi è chiara, così come la purezza delle sue intenzioni.
Tatia: vuoi perderlo?
La domanda di Tatia è di nuovo sincera e spietata. Il viso di Rose palesa i suoi veri sentimenti, non potrebbe mai perderlo.
Tatia: allora corri. Corri, Rose!

La ragazza guarda Tatia ancora per qualche secondo, poi, di scatto, si gira velocemente, procedendo a gran velocità verso l’uscita della riserva. Ad ogni passo fatto Rose si rende conto di quanto abbia sbagliato a lasciare indietro il ragazzo che ama, si rende conto che un mondo senza Benjamin non sarebbe il suo mondo. Corre, corre più forte che può, non le interessa dei rami, dei cespugli, del percorso tortuoso, tutto ciò che c’è davanti a lei si sposta, come per magia, lasciandole il percorso libero, è lei, lo vuole, vuole raggiungere in fretta la meta, vuole raggiungere in fretta Benjamin, e la sua magia la sta aiutando. Come può questo essere sbagliato? La paura è tanta, la paura di affrontare Alec, la paura di affrontare Benjamin, Rose sa di andare nella tana del diavolo, ma deve farlo, lo deve a se stessa, lo deve a Benjamin, e in qualche modo lo deve a Lisandra.

1 giorno prima, riserva di Twinswood

“C’è un modo?”

Rose guarda la sua antenata, è proprio lì davanti a lei, emozionata e scossa per il discorso fatto dalla ragazza.

Lisandra: apri il libro.
Rose: cosa?
Lisandra: il libro, apri il libro, Rose.
Rose non esita un altro secondo, raccoglie velocemente la borsa a terra e apre velocemente il libro. Non le interessa quanto sia pesante in questo momento.
Lisandra: apri la pagina.
Rose: quale pagina?
Lisandra: sai quale pagina.
Lisandra lo dice con voce tremolante, quasi come se avesse timore nel parlarne. Rose capisce esattamente di che pagina si tratta.
La pagina annerita è proprio davanti agli occhi della ragazza.
Rose: sei stata tu? L’hai annerita tu?
Lisandra: me ne vergognavo.
Rose: perché?
Lisandra: guardala.
L’antica strega è evidentemente scossa dal contenuto. Rose guarda velocemente la pagina, non è più annerita, quel nero è sparito.

“Per Salvare L’Anima di Un Demone”

Il titolo stilizzato recita questo, Rose sgrana gli occhi. Andando più un basso la ragazza nota una semplice frase.

“Per salvare l’anima di una creatura oscura, la persona amata è la sola cura.”

Rose guarda Lisandra, confusa
Rose: non capisco.
Lisandra: se è troppo tardi, Rose. Se Benjamin diventa un demone completo. Può ancora combattere.
Rose: cosa vuoi dire?
Lisandra: lo ami. Probabilmente lui ama te.
Rose: questo non lo so.
Lisandra: beh… potete toccarvi, questo almeno prova che tu lo ami davvero. Devi fare ciò che io non ho fatto.
Rose la guarda, confusa
Lisandra: devi combattere insieme a lui, non contro di lui. Devi aiutarlo. Questa oscurità, diventare un demone completo… non è la fine della propria anima, è solo una continua lotta. Lui può scegliere. Lui può scegliere chi essere, nonostante ciò che è.
Una lacrima riga il viso di Lisandra
Lisandra: ma devi aiutarlo tu, ogni giorno… se lo ami davvero. Ma attenzione, Rose. È molto facile per un demone completo cadere nell’oscurità.
Rose: è ciò che è successo ad Alec?
Lisandra annuisce
Lisandra: non ho combattuto abbastanza. Lui si arrese, ed io mi arresi con lui. Ecco perché ho annerito quella pagina. Me ne vergognavo.
Rose: non è stata colpa tua…
Lisandra: avrei potuto combattere di più. Avrei potuto.
Rose la guarda, sono chiari i rimpianti sul suo volto.
Lisandra: ora va, speranza mia, salvalo.

Twinswood, presente.

“Lo sai. Solevo giacere qui con le mie amanti.”

Alec parla con tono annoiato, dando le spalle a Benjamin, che è contro il muro, proprio dove era Bright, il corpo tumefatto, un occhio evidentemente nero, e diverse ferite da taglio sul petto e sul ventre.

Alec: scopavo, scopavo e scopavo ancora fino a quando non sei nato tu. E poi Tatia. Un dono di mio padre.
Alec ridacchia, divertito
Alec: non ho mai. Non ho mai… tradito mio padre.
Benjamin china il capo, stanco, gli fa male tutto. Non è la prima volta che Alec lo punisce, ma non si è mai spinto così oltre.
Alec: ma tu cosa ne sai? Sai almeno chi è tuo nonno?
Alec fa cenno di no con il capo, asciugandosi con uno straccio bianco il sangue che ha fatto scorrere dal petto di Benjamin.
Alec: tuo nonno è stato il primo, il primo essere della nostra specie. Ardens, sanctificetur nomen Tuum. Perdonali, padre mio. Avevo così tante speranze per te, figlio. Hai lasciato che una strega venisse qui e rovinasse tutto. Ma non ti preoccupare, ho tutto sotto controllo.
La mandibola di Alec trema, sta stringendo i denti ed è un chiaro segno di nervosismo.

“E come intendi farlo?”

La voce di Rose distrae Alec, che tuttavia aveva già sentito il suo odore a metri di distanza.
Alec: uh, è arrivato l’ospite d’onore.
Rose si fa avanti lentamente, guardando Benjamin contro quel muro; le si stringe il cuore per qualche secondo.
Alec: sai… ti immaginavo esattamente così.
Alec avanza, ponendosi al centro della macabra sala.
Alec: bella, minuta, con il fuoco negli occhi. Proprio come Lisandra.
Benjamin: scappa…
Benjamin riesce a malapena a parlare, ma dice l’unica cosa che può dire al momento.
Rose porta avanti le mani, scatenando un’onda di energia invisibile contro Alec. Il demone viene spinto all’indietro, ma quel tipo di forza non è abbastanza per scaraventarlo contro una parete.
Alec: ragazzina…

“Il sangue pulsa a poco a poco, scorrendo accende questo fuoco.”

Una palla di fuoco si presenta sulla mano di Rose. Alec smuove semplicemente la sua mano, spegnendo il fuoco.

Alec: ti piace il fuoco? È proprio così che ho ucciso la tua antenata. L’ho bruciata. Volevo riservarti lo stesso destino.

Rose indietreggia, mentre Alec inizia a farsi sempre più avanti. Benjamin tenta di muoversi, anche se è tutto dolorante.
Alec: sai, le regole dicono che non posso farti del male, non fino a quando Benjamin non sarà un demone completo. Ma dopo questa notte… streghetta mia, io dico: fanculo le regole!

Gli occhi di Alec iniziano ad annerirsi, palesando sempre più la sua natura demoniaca. La voce cala, diventando innaturale, macabra, profonda, oscura.

Alec: potrei ucciderti come ho ucciso i tuoi genitori.

Rose sgrana gli occhi, un brivido le percorre la schiena, riportandola a quel pomeriggio. Improvvisamente, tutto inizia ad acquistare più senso.
Alec: tua madre implorava che la lasciassi vivere. Tuo padre non ha neanche fatto resistenza.
Rose: bugiardo!
La strega scoppia in lacrime, Alec ha chiaramente toccato un nervo scoperto.
Alec: sai, ho tanta, tanta, tanta voglia di mangiarti.

Benjamin: Rose, SCAPPA!
Benjamin urla, di nuovo.

Colonna Sonora: I Got It Right

Alec porta una mano sul suo viso, iniziando con ferocia a strapparsi la pelle, il vestito che nasconde la creatura. L’uomo lo fa velocemente. Rose non ha mai visto un qualcosa del genere, la pelle va via come se fosse un semplice abito, una semplice maschera. Dalla schiena del demone iniziano a farsi avanti come dei coltelli spietati che trafiggono la carne quelle terribili ali. Rose non esita più, si gira e scappa.

La corsa è veloce, anche se è vero ciò che dicono gli incubi, è difficile correre con la paura nel cuore, è difficile correre quando c’è qualcosa dietro di te, Rose si fa avanti attraverso il buio corridoio, quelle torce si sono spente, tenta di raggiungere l’uscita. Le gambe sembrano pesanti, sembrano come macigni che non vogliono collaborare, ma Rose deve farcela, deve uscire da lì.

Tutto il percorso nel corridoio dei sotterranei è accompagnato da strani rumori, Alec è proprio dietro di lei, ed è così chiaro. Le ali sfregano lungo la parete, facendo un rumore simile a quello di un gesso sulla lavagna.

“Rose…”

La voce del demone si espande lungo il corridoio, spaventando la ragazza.

“Voglio mangiarti.”

Rose vede l’uscita dei sotterranei, porta al salone principale di Casa Whittermore; quando pensa di essere finalmente arrivata alla luce, qualcosa l’afferra da dietro, è un qualcosa di spinoso, probabilmente è la mano del demone. La creatura l’ha presa. Ferocemente, Alec spinge Rose in avanti, facendola scivolare sul lucido pavimento del salone di casa Whittermore.

Title-181

I capelli davanti agli occhi le impediscono di vedere il demone, ma si dice che non può chiudere gli occhi per sempre. Rose sposta i capelli, vedendo finalmente e chiaramente il demone alla luce del giorno.

Occhi rossi come il sangue più denso, la pelle sembra quella di un rettile, la figura del viso è simile a quella di Alec, anche se chiaramente non c’è niente di umano in lui, non più. Pezzi di pelle morta attaccati lungo tutto il corpo della creatura, scivolano lentamente a terra. È uno spettacolo orribile. E le ali, quelle ali. Di uno strano colore arancio, simili a quelle di un pipistrello.

Rose vorrebbe indietreggiare, vorrebbe alzarsi e scappare, ma il terrore è troppo.

Alec: povera piccola. Tutta sola.

La voce del demone è completamente cambiata, anche se Rose riesce ad intravedere qualche tonalità di Alec.

Alec sbatte le ali una volta, arrivando con facilità sopra la ragazza. Da vicino lo spettacolo è ancora più spaventoso. Ma Rose non si gira, lo guarda negli occhi, resta ferma nello sguardo, quello sguardo di fuoco.

Alec: augurami buon appetito, Lisandra!

Il demone spalanca la bocca in modo naturale, come quella di un grosso serpente pronto ad inghiottire la sua vittima. Rose, finalmente, urla, chiude gli occhi.

Quando Alec è così vicino, tanto che Rose riesce a sentirne il macabro calore, un rumore la distrae. La ragazza apre gli occhi lentamente, spaventata da ciò che potrebbe vedere. Ma ciò che trova è incredibile, una lama ha trapassato il cuore della creatura, la lama di una spada, che è ancora saldamente conficcata, qualcuno l’ha colpito dietro la schiena.

La creatura, lentamente, inizia ad indietreggiare, per poi sbarellare, palesando la figura di Benjamin dietro di essa. Il ragazzo ritrae la spada, il demone urla, ferito. Un urlo disumano. Benjamin non esita, di nuovo colpisce il demone, e ancora, e ancora, e ancora, sempre con più ferocia, sempre con più violenza, fino a quando la creatura non inizia il processo di trasformazione.

Alec, velocemente, inizia a tornare umano, ed è un qualcosa di estremamente veloce, la pelle ricresce ad ogni secondo. L’uomo si accascia a terra, ansimante. Il sangue è ovunque, le ferite sono ancora lì.
Benjamin si pone sopra di lui, fermo nello sguardo. Alec lo guarda, per la prima volta c’è il terrore nei suoi occhi.

Rose rimane lì dov’era, non farebbe un altro passo in questo momento.

Alec afferra il braccio di Benjamin, come per implorare pietà in qualche modo. Le ferite sono gravi, ma di certo non lo ucciderebbero.
Alec: perché?
L’uomo, distrutto e a terra, pronuncia questa parola con estrema umanità, con estremo terrore.
Benjamin: sarà un mondo migliore.
Alec ansima, vicino alla morte, ma ancora aggrappato alla vita. Rose, finalmente, riesce ad alzarsi.
Benjamin: ho solo una domanda.
Alec: cosa?
I due si guardano, consapevoli che questo sarà l’unico momento di sincerità tra loro.
Benjamin: mi hai mai voluto bene?
Alec si limita ad annuire, sembra sincero. Gli occhi di Benjamin sono gonfi, vorrebbe davvero credergli da una parte.
Rose nota un dettaglio, la mano di Alec, alla sinistra di Benjamin, è alzata, la mano è ancora demoniaca, degli artigli feroci sono chiaramente intenti a colpire il ragazzo.

Rose: Benjamin!

Rose urla per avvertire il ragazzo, che notando il fatto alza di nuovo la spada, ma stavolta non sarà magnanimo, colpisce il padre violentemente al cuore, uccidendolo sul colpo. L’ultima immagine nella memoria di Alec, è quella di Benjamin con una spada in alto. Il demone è morto.

Benjamin indietreggia velocemente, lasciando la spada nel corpo senza vita del padre.

Rose: Benjamin…

Colonna Sonora: The Constant

Rose si avvicina velocemente, ma mentre lo fa, Benjamin porta una mano al petto. Un dolore lancinante, un dolore che pervade tutto il corpo. Una sensazione di freddo dell’anima, una sensazione di oppressione, come se quella pelle fosse troppo per lui.

Rose: oh mio Dio…

Benjamin porta gli occhi su Rose, sono neri, scuri, il mezzo-demone è in transizione.

Rose: no…

Benjamin ha ucciso un familiare, un suo caro, e come tale ha compiuto un gesto di vera crudeltà. Rose ci riflette, ed è perfettamente chiaro. In fondo, Alec ha ottenuto ciò che voleva, nonostante il suo corpo sia lì, senza vita.

Rose: Benjamin…

Benjamin si porta le mani in viso, urlando dal dolore, è straziante, è insopportabile.

Benjamin: aiuto!

Le parole di Lisandra, improvvisamente, riecheggiano nella mente di Rose.

“Devi combattere insieme a lui, non contro di lui. Devi aiutarlo. Questa oscurità, diventare un demone completo… non è la fine della proprio anima, è solo una continua lotta. Lui può scegliere. Lui può scegliere chi essere, nonostante ciò che è.”

Rose corre immediatamente verso Benjamin, chinandosi, iniziando ad abbracciare il suo corpo semi-nudo. Il ragazzo si dimena tra le sue braccia, accecato dal dolore.

Rose: Benjamin, combatti!

Rose urla queste parole, dicendole con sicurezza.

Rose: combattilo, Benjamin. Combattilo!

Benjamin urla e urla ancora, è il dolore più forte che abbia mai provato.
Rose: guardami, guardami!
Rose porta le mani sul viso della ragazzo, costringendolo a guardarla negli occhi.
Rose: ti amo.
Gli occhi del ragazzo sono ancora neri, il dolore è ancora insopportabile, ma Benjamin smette di dimenarsi, la guarda e basta.
Rose: ti amo, Benjamin.
La strega continua ad accarezzare il viso dell’ormai completo demone.
Rose: combatti. Combatti per me. Scegli tu!
Il nero negli occhi di Benjamin improvvisamente inizia a svanire, è un qualcosa di graduale, il battito rallenta, il dolore si affievolisce, il respiro torna ad essere normale, Benjamin ha combattuto… ed ha vinto. Il ragazzo si accascia sul petto di Rose, stremato. La ragazza continua a tenerlo stretto a sé. I due hanno vinto, hanno vinto insieme.

Robin è tornato nella sua cabina, l’ora d’aria è ormai finita, ed è chiaro, è stanco di tutto questo, stare alle regole è diventato parecchio difficile, così come non stare con Leda. Si guarda attorno, pronto ad un’altra giornata di niente.

Qualcuno bussa alla porta della cabina. Il ragazzo corre ad aprire, sarà il pranzo, forse. È davvero una prigione. Quando Robin apre la porta, tuttavia, non c’è affatto il pranzo ad aspettarlo, ma il suo gemello, Vlad.

Il ragazzo sobbalza, è come guardarsi allo specchio.

Robin: oh mio Dio…
Vlad: non ho molto tempo. Dobbiamo andare!
Robin lo guarda, perplesso. Ancora particolarmente scosso da questa visione.
Robin: chi diavolo sei?
Vlad: sono tuo fratello.
Robin: come hai fatto ad entrare qui?
Vlad: diciamo che i lupi sono abbastanza occupati di questi tempi.
Lo scambio tra i due, nell’assurdità, è molto veloce.
Robin: che cosa vuoi?
Vlad: liberarti.
Vlad sorride, compiaciuto; da un semplice sguardo, è chiara la differenza tra lui e Robin.
Robin: non posso…
Vlad: vuoi restare qui? In prigione, in attesa di un processo. Vieni con me.
Robin: perché dovrei fidarmi di te?
Ed è una domanda abbastanza lecita, vista la situazione.
Vlad: perché ti sto dando la possibilità di essere libero… E perché, francamente, non c’è niente che ti tenga qui. Non più.
Robin: ti sbagli.
Vlad: Leda, la tua fidanzata?
Robin sospira, particolarmente nervoso
Vlad: sapevi che se la fa con il tuo amico? Gabriel si chiama, giusto?
Robin sgrana gli occhi, incredulo
Vlad: credimi, non c’è niente per cui restare. Vieni con me.
Robin guarda il suo gemello, mille pensieri diversi iniziano ad attanagliarsi nella sua testa, soprattutto a causa di ciò che il ragazzo ha detto riguardo Leda.

Luke ha appena ricevuto la chiamata di Rose; è tutto finito, Alec è morto, il vampiro è chiaramente deluso per la scelta fatta dalla ragazza, ha deciso di andare da sola, per Benjamin, questo lo ferisce più di ogni altra cosa. È contento del risultato, non può negarlo, ma il solo pensiero di Rose nelle braccia di un altro lo uccide.
Vorrebbe non avere questi pensieri sull’erede di Lisandra, ma non l’ha scelto lui. Non ha scelto di innamorarsi di lei. Perché sì, lui la ama.

Il vampiro si fa avanti nel salone di casa DeLuc, pronto a versarsi un bicchiere di buon vino e non di sangue. Non che farebbe effetto, ma almeno gli darà una piacevole illusione.

“Qui è così diverso da te.”

Luke si ferma nel bel mezzo del salone, atterrito dal suono della voce che ha appena udito. Non ha sicuramente il coraggio di girarsi.

“Luc?”

La seconda volta è una conferma; è la sua voce. Il vampiro si gira, impietrito. Michelle è proprio lì, nel suo salone, sorridente.

Michelle: ciao, Luc.

 

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Colonna Sonora: Twinswood

Il pomeriggio è calato su Twinswood, fuori dalla dimora dei Whittermore c’è un senso di calma e tranquillità, quell’abitazione è stata protagonista di ben due battaglie nelle ultime ore, ma sembra reggersi in piedi piuttosto bene.

Rose è infreddolita, nonostante il maglione che Benjamin le ha procurato. Un suo maglione, le sta più volte, ma non è un problema.

La moto è pronta per la partenza, Benjamin si sta assicurando che il motore sia ben avviato, un giubbotto, uno zaino, e tanta voglia di vivere, finalmente. Rose si fa avanti, procedendo verso di lui. Non riesce a nascondere l’amarezza di questa decisione, ma per ora va bene così, la rispetterà.
Rose: è tutto pronto?
Benjamin guarda la ragazza, sorridendo.
Benjamin: sì. Decisamente.
Gli sguardi dei due vengono riempiti dal rumore del motore.
Rose: per quanto starai via?
Benjamin abbassa lo sguardo
Benjamin: non lo so.
Rose: vorrei provare a capire perché…
Benjamin: ho appena ucciso mio padre, Rose.
Rose lo guarda, non può di certo biasimarlo. Per quanto fosse il male incarnato, Alec era pur sempre suo padre.
Benjamin: ho bisogno di un po’ di tempo per me.
Rose: dove andrai?
Benjamin: non lo so. Ho semplicemente bisogno di andare.
Il ragazzo si avvicina di più, prendendole la mano, e ponendo l’altra sul delicato viso. I due si guardano negli occhi, finalmente.
Benjamin: voglio che tu stia bene, ok? E ora… ora non possiamo stare insieme. Vorrei che fosse così, ma non possiamo.
Rose lo dice e basta, non riesce a tenerselo
Rose: perché?
Benjamin: perché devo capire cosa sono. E non è una scusa del tipo “devo restare con me stesso.” Ho bisogno di capire cosa mi è successo. E non voglio coinvolgerti.
Una lacrima riga il viso della ragazza
Benjamin: non sarà facile per me, credimi. Non riesco a smettere di pensarti. Non sono mai riuscito a smettere.
Rose: Lisandra mi ha detto di aiutarti. Non puoi affrontare questo da solo. Se io non sono con te… e non parlo da…
Rose è anche imbarazzata nel dirlo.
Benjamin: tu sei sempre con me. Sempre.
I due si guardano; di nuovo, i loro visi sono incredibilmente vicini, basterebbe muoversi di pochi cm per permettere alle loro labbra di toccarsi; ma non lo fanno. Non lo fanno e basta, adesso farebbe troppo male.

Benjamin si allontana, salendo sulla moto.
Benjamin: darai a Tatia quella lettera?
Rose si asciuga il viso, annuendo.
Benjamin: ci vediamo presto, amore mio.
Rose annuisce, lasciandolo andare, anche se fa male. Fa incredibilmente male.

“Non è delizioso?”

Rose guarda Meredith, seduta sul suo letto, con quell’assurdo pigiama rosa e un cucchiaio infilato in quell’enorme coppa di gelato.

Meredith: potrei mangiarne a quintali.
Rose: ancora non ho capito esattamente l’usanza di mangiare gelato d’inverno.
Meredith: il gelato è perfetto per tutte le stagioni. È l’anti-depressivo per eccellenza!
Rose sorride, prendendo una cucchiaiata.
Meredith: sei tornata tardi oggi. Giornata movimentata, ieri?
Rose la guarda, non sa quanto ha ragione.
Meredith: sono contenta che tu ti sia fatta degli amici qui. Ti vedo diversa. Ti vedo più felice.
Rose riflette su quest’affermazione, nonostante tutto, sua zia ha ragione. Ha trovato degli amici qui, ha trovato una ragione per la quale andare avanti.
Meredith: so che è un argomento off limits, ma dopo la morte dei tuoi tutti mi dicevano che non ti saresti più ripresa. Un po’ perché pensi che… non c’è risoluzione, che chi ha fatto quel che ha fatto l’abbia fatta franca, è un duro peso da sopportare.
Rose guarda la donna, lei stessa ha delle ferite emotive.
Rose: sai cosa?
Meredith guarda la nipote
Rose: penso che chi doveva pagare… abbia pagato.
Meredith: perché ne sei così sicura?
Rose: me lo sento e basta. E… penso di essere pronta ad andare avanti. Qui mi piace davvero…
Meredith guarda la nipote, sorridendole, è contenta di sentire queste parole.

Meredith: beh, io vado a letto. Ci aspetta il grande week-end al Wilson Hotel!
Rose sorride, annuendo.
Meredith: buona notte, piccola!
Rose: buona notte, zia!

Meredith lascia la stanza della nipote. Rose posa la coppa di gelato e prende il libro, ponendolo sul letto.

 

Colonna Sonora: Charmed Forever

Rose inizia a sfogliare il libro, alla fine del manoscritto ci sono delle pagine vuote, in realtà la ragazza potrebbe aggiungerne altre, sente semplicemente che sia arrivato il momento di dare il suo contributo, di scrivere, di rispondere.

Velocemente prende un pennarello nero riposto nel cassetto accanto a letto, inizia a scrivere…

“Cara Lisandra,

E’ la tua speranza che ti scrive.

Quando ho letto il tuo messaggio per la prima volta, sapevo che era rivolto a me. Non so come, non so cosa mi ha spinto a crederci, ma lo sapevo e basta.

Sono passati 3 mesi da quel giorno. Tre mesi in cui la mia vita è cambiata. Ho fatto delle scelte… non sono sempre state le migliori, ma mi hanno portato dove sono, e ne sono felice. Qui a Twinswood ho trovato la mia nemesi, sono quasi morta più volte… ed ho visto il volto della morte, dell’oscurità.

Ma qui a Twinswood ho anche trovato una casa, una famiglia, degli amici… l’amore. Non sarà facile, non lo è mai stato, ma per la prima volta sento di appartenere, di essere esattamente dove dovrei essere.

Questo libro mi ha dato tanto, ti ringrazio per avermelo lasciato in eredità. È il più grande tesoro e il più grande amico che io abbia trovato.

Lunedì tornerò a scuola, presto inizieranno le vacanze di Natale. Leda è su di giri, ama quel periodo dell’anno, così mi ha detto. Bright ed Evan sono così carini, stamani li ho visti nella cabina, non credo che se ne siano resi conto, ma i loro visi erano così vicini, sembrano cercarsi mentre dormivano.
Ho consegnato a Tatia la lettera che mi ha lasciato Benjamin. Non sono la sua più grande fan, ma credo che sia una ragazza fragile. Non sarà facile ricominciare da qui.

Ho stretto un’alleanza importante con il branco di lupi. Gabriel fa da intermediario, è un ragazzo fantastico!

Domani dovrei riposarmi, dovremmo tutti riposarci, ma ho promesso a Mike, il packmaster, di aiutare con la situazione di Robin. Lo devo a lui e lo devo a Leda.

Luke non ha risposto al messaggio che gli ho lasciato in segreteria. Probabilmente è arrabbiato, ho infranto la promessa. Spero che gli passerà. Devo ringraziarti per averlo scelto. È un uomo. È nobile d’animo, ed è stato un compagno fedele in questa battaglia. Non sento di poterlo perdere a questo punto.

Per quanto riguarda Benjamin… ovunque sia, spero che stia bene e che trovi ciò che stia cercando. Proteggilo se puoi. Ne ha bisogno.

Abbiamo vinto, Lisandra. Abbiamo vinto insieme.

Tua,

Speranza.”

Rose viene distratta da un rumore, ha già provato un qualcosa del genere. La prima sera a Twinswood… il rumore proveniva dal lago, e si trattava di Benjamin. La ragazza si precipita velocemente verso la finestra. In effetti c’è qualcuno accanto al lago, una figura incappucciata. Un lungo mantello. Rose corre immediatamente fuori dalla stanza, raggiungendo il piano inferiore.

Arrivata alla porta della cucina vi esce, correndo in fretta verso il lago, e quindi verso la figura.

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Rose: hey. Hey.

La ragazza urla, cercando di mantenere comunque le distanze.

Rose: chi sei?!

La figura si gira, lentamente, scoprendo il volto. Rose sgrana gli occhi, sconvolta. Si tratta di Lisandra. Non sembra un’apparizione, non sembra una visione, sembra fatta di carne ed ossa. Sembra essere davvero lì, è lì, è viva.

Lisandra: ciao Rose.

La strega sorride, mentre Rose continua a guardarla sotto shock.

 

Mary
Mary

Colonna Sonora: You All Everybody

Mary adora ascoltare i Drive Shaft in macchina. “You All Everybody” è il suo pezzo preferito. Il freddo di Twinswood, in contrapposizione ai riscaldamenti accesi in macchina, ha appannato tutti i vetri, non permettendo alla ragazza di vedere chiaramente al di fuori.

Mary: odio questa cazzo di città…

La strada è poco illuminata, ed è parecchio difficile guidare sulle curve che portano verso le montagne. Il disco si inceppa, improvvisamente, stoppando la canzone.

Mary: vaffanculo!

Mary si distrae, ponendo lo sguardo verso lo stereo, tentando di capire cosa sia successo. Così facendo, tuttavia, distoglie gli occhi dalla strada. Qualche secondo… ed un semplice tonfo. La ragazza frena di colpo, la cintura di sicurezza la ferma dall’essere scaraventata contro il vetro.

Mary: porca puttana!

La ragazza toglie velocemente la cintura, scendendo in fretta dal veicolo. C’è chiaramente un uomo a terra, in mezzo alla strada.

Mary: hey… hey si è fatto male.

L’uomo si muove con fatica, cercando di tirarsi in piedi. Mary non riesce a vederlo chiaramente.

Mary: mi dispiace. Ti sei fatto male?

L’uomo si alza finalmente. I fari della macchina illuminano la scena, permettendo a Mary di seguire le ombre.

Mary: per fortuna stai bene.

La canzone in macchina riparte, improvvisamente, facendo sobbalzare Mary e portandola a girare lo sguardo.

Mary: oh mio Dio…

Riportato lo sguardo in avanti, la ragazza trova un orrido spettacolo di fronte ai suoi occhi. Rasputin è proprio davanti a lei, il braccio destro è staccato, a penzoloni sulla sua mano sinistra.

Rasputin: per caso hai ago e filo?
Fine Episodio.

Grazie a tutti per aver seguito la prima stagione. Grazie per i commenti, grazie per le condivisioni, grazie per tutto. La passione e la costanza di voi meravigliosi lettori è la più grande ricompensa!

La seconda stagione partirà Giovedì 6 Marzo 2014 alle 16:00, sempre su Telefilm Addicted

Lo staff di Telefilm Addicted sceglierà il miglior commento a questo episodio (tra quelli postati qui sotto l’articolo entro le 20:00 di domani, Venerdì 29 Novembre) e al vincitore andrà in regalo un portachiavi a scelta della sua serie tv preferita realizzato da 2 Crazy Hands – Alternative Handmade.

Inoltre, dopo l’enorme successo di Spellbook, Telefilm Addicted ha deciso di continuare a percorrere questa meravigliosa strada di telefilm su carta. Pertanto apriamo le selezioni per chiunque abbia voglia di scrivere e cimentarsi in un progetto simile su una sua serie originale. Le persone che vogliano partecipare alla selezione possono mandare un file word di almeno tre pagine con la presentazione (sinossi, personaggi, sviluppo della trama e conclusione) della propria idea e del proprio progetto. Scriveteci all’indirizzo fanfiction@telefilmaddicted.com

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3 comments
  1. Ciao Luigi, ho letto tutta la prima stagione in soli due giorni.
    È qualcosa di spettacolare, mi hai tenuta con il fiato sospeso per tutto il tempo. Mi hai fatta ridere, commuovere. È stato bellissimo.
    Sto per iniziare la seconda stagione, ma non potevo farlo senza un commento di profonda gratitudine.

    Alex.

  2. Ciao Luigi!
    Ho letto la prima stagione, tutta di un fiato, e mi sono appassionata subito alla storia.L’idea è molto originale, quello di raccontare un telefilm su carta, e di mettere dei presta volti, come personaggi. La storia è piena di colpi di scena come piace a me, non ci sono mai stati pezzi noiosi, e hai messo la dose giusta di suspance. I personaggi sono ben studiati, i miei preferiti sono: Luke Leda perchè hanno aiutato da subito Rose, Bright perchè in mezzo a tutte quelle creature, della notte ci voleva una figura della luce, e non buono solo perchè gli conviene, ma perchè è proprio il suo animo, ed infine Evan che fa tanto lo sbruffone e il ragazzo cattivo della situazione, ma è un pezzo di pane. Ora inizierò la seconda stagione!!!!
    Ciao

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