Mistresses | Recensione 1×08 – Ultimatum

tumblr_inline_mnye1qACgh1qz4rgp(La mia reazione nel corso dell’episodio)

Iniziamo la puntata con fiocchi e contro fiocchi: se il mio presunto, e defunto, marito si presentasse alla mia porta e dichiarasse di aver inscenato la sua morte, la mia reazione potrebbe dipendere da quello che mi suggerisce il cervello:

1)  In un universo parallelo, nasconderei una pistola nel cassetto del mobile, di fianco la porta, e la tirerei fuori con una mossa abile, gliela punterei alla tempia e probabilmente farei fuoco. No, d’accordo, l’ultima parte è drastica. Diciamo pure che lo farei entrare, prima di tutto, così nessun vicino ficcanaso potrebbe scattarmi qualche istantanea e farmi passare per un serial killer. In ogni caso, gli chiederei: che cazzo significa inscenare la propria morte per tre anni?

2)  Una seconda alternativa sarebbe chiudergli la porta in faccia per un istante, elaborare la faccenda e pregare che qualche navicella aliena se lo prenda seduta stante. Ma, non essendo in un film di fantascienza – se prima eravamo nel thriller insomma – riaprirei la porta e l’unica cosa che non farei sarebbe rispondere al cellulare, per di più al primo squillo.

1000854_398793466892529_488220310_nMa dico io, April. Sei sconvolta e non ti biasimo; chi lo farebbe. Stavi per farti ricoverare in un centro psichiatrico soltanto perché eri convinta che tuo marito fosse vivo fino alla sera prima, e adesso che ne hai la conferma, anziché indagare, ti metti a giocare col telefono? Certo, che la notizia poi riguardasse tua figlia, è un altro paio di maniche. Mi è piaciuto molto il modo in cui Paul ha minimizzato la situazione: ti mando il mio contatto. Ma scusa, se lei avesse cambiato numero di cellulare? In tre anni avrebbe anche potuto cambiare nome, indirizzo, naso, seno e chi più ne ha, più ne metta. Evidentemente Paul ha frequentato la stessa compagnia di Sam Grey, perché al momento si contendono la corona degli psicopatici.

Quando April si presenta da Paul, immagino che il numero non sia cambiato nel corso degli anni. Punto in meno alla mia casata. Sta di fatto che ho applaudito come una cretina, quando April gli ha tirato un bel ceffone. Ma non fermarti, stupida!, le ho urlato dietro. Poi ho ricordato che al giorno d’oggi sono molte le donne che picchiano i propri compagni e finiscono sui giornali soltanto per questo, quindi ho apprezzato la sua forza di volontà. Ci mancava soltanto una denuncia per violenza domestica, per di più col marito defunto. Peccato che, al momento della verità, ho davvero pensato di regalare ad April una bella spranga di ferro per lasciargli un bel segno in mezzo a quei grandi occhioni che cercavano d’impietosirla.
Il grande uomo d’affari perde il posto di lavoro, ma non è per questo che ha finto di essere un cadavere ambulante disperso chissà dove; no, perché era un cliché. A dire il vero, non ho ancora capito se ci sia un reale motivo o se ce ne siano diversi che non ne costituiscono comunque uno.  Sta di fatto che Paul confessa l’infedeltà e un attimo prima le assicura di essere sempre stata il suo tutto, mentre l’attimo dopo dichiara di essere stato per quei lunghi anni sotto lo stesso tetto di Miranda. Già, la stessa stronza che ha elemosinato l’eredità del padre di suo figlio. Ah, quella spranga di ferro potrebbe servirti anche con lei, April. Sono generosa: te ne regalerò due.
In ogni caso, Paul vuole lavarsi la coscienza, affermando di non conoscere l’iniziativa di Miranda, così le sconsiglia di cederle i soldi. Come se fosse stupida, tra l’altro.

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Il tête-à-tête nel negozio di April l’ho trovato imbarazzante, anche perché nei panni della donna tradita e umiliata avrei perso immediatamente le staffe. Paul cerca di uscire con l’armatura intatta dallo scontro, decantando le lodi della moglie a discapito dell’amante. Questa mi è nuova, allora che cavolo te la sei trovata a fare scusa?
Sono dell’idea che Paul abbia davvero inscenato tutta la giostra con Miranda e me ne dà la conferma, quando, al termine dell’episodio, decide di prolungare la permanenza in città. Massì, che vuoi che sia, passeggiare nello stesso quartiere dove hai vissuto per tanti anni, farti riconoscere da qualcuno e mandarlo al manicomio perché crede che tu sia un fantasma. Sì, cose di tutti i giorni.
Con questa, abbiamo superato Beautiful. (Ok, ritiro. Beautiful è molto peggio.)

La prima cosa che vorrei dire circa la storyline di Karen è: OH MIO DIO.

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Sam lo ucciderà, ucciderà il mio Jacob e dopo sarò costretta a regalare una spranga di ferro anche a me stessa, cercare quel maledetto figlio di papà e scattargli una fotografia mentre lo inseguo per le stradine solitarie e scolpisco un murales con la sua faccia.
Scusate, avevo bisogno di questo sfogo prima d’iniziare a parlarne.
I rapporti tra Jacob e Karen dovrebbero tornare alla normalità, o almeno è questo l’obiettivo che entrambi vogliono raggiungere, ma chissà perché ho idea di credere che Sam Grey porterà sempre più scompiglio, soprattutto con tutte le persone che ruotano attorno alla vita di Karen. Spero che su quel divano gli parli dei suoi problemi mentali, o meglio, spero che Jacob sia talmente bravo nel suo mestiere da accorgersene.
Purtroppo non è così abile come credevo, ma è anche vero che non ha visto quello che io ho visto. Basta guardarlo più attentamente in faccia per comprendere dove sia il problema.
Quando Karen è tornata a casa e se l’è trovato fuori la porta, ho davvero temuto per la sua incolumità. Eppure il ragazzo si è scusato – forse ha capito che non ci si comporta così tra persone normali?! – e le ha spiattellato il suo amore, un amore che lo ha portato sul lettino del suo collega. Quando poi ha piantato in asso le sedute, Jacob ha iniziato a porre domande indiscrete a Karen. Sono certa che abbia capito cosa ci sia sotto, sta soltanto cercando delle conferme.

1001856_398793523559190_1787186357_nSavannah è alla sesta settimana di gravidanza e va dalla ginecologa per la visita di routine. Credendo che il suo matrimonio sia nuovamente fatto di rose e fiori, chiede a Harry di accompagnarla, ma l’uomo in questione si libera dall’impegno con una scusa qualsiasi, perché in realtà non riesce ad accettare la cosa. O meglio, quando parlerà con Karen, si reputerà convinto di volerla superare, perché è innamorato di sua moglie e farebbe di tutto per salvaguardare il proprio matrimonio. Ed è ciò che vuole fare anche Savannah, tanto da chiedere a Dominic di rinunciare ai diritti di un plausibile figlio. Mai come adesso ho dato ragione a Dominic, perché Savannah si professa tanto abile nel voler proteggere gli interessi del bambino, quando in realtà vuole proteggere soltanto i propri.
E dimostra di essere quella che è anche quando Joss le fa visita per chiederle un consiglio. Antepone le proprie necessità a quelle altrui ed è sempre fermamente convinta che la ragione sia dalla sua parte. Se avessi una sorella del genere, userei una spranga anche per lei. Oppure no, in fin dei conti parliamo sempre di famiglia. Forse le disegnerei i baffi colorati durante la notte.
Questa è stata un’occasione mancata, sarebbe potuto nascere un litigio oppure si sarebbero potute riappacificare, ma inizio a pensare che a Savannah piacciano le questioni irrisolte.
Cosa che Harry smentisce sul suo conto, poiché coglie l’occasione per parlarle a cuore aperto. Il discorso inizia con una piega dolce, Harry che dichiara il suo amore per lei, quanto sia legato al suo matrimonio e che gli asini non volano. Savannah è un avvocato, quindi dovrebbe dare per scontato che si sarebbe arrivati al grande e cattivo “ma”. E il “ma” di Harry è davvero dark: Savannah dovrà scegliere, se il bambino sarà di Dominic. Dovrà scegliere o lui o Harry. Non ho ben capito cosa si aspetti che faccia, dovrebbe abortire o magari partorirlo e darlo in adozione? Credo più la prima, ma Dominic non mi sembra predisposto a rinunciare così presto alla maglia di “miglior papà dell’anno”.
Savannah prende la sua decisione – come al solito – e la comunica a Harry: terrà il bambino, senza badare a chi sarà il padre. Harry le ha fatto capire perfettamente che non ci sarà né per lei né per un bambino che non condivide neppure il suo DNA. Eppure, manca tanto così dallo scoprire la verità, poiché arrivano i risultati dallo studio medico, ma l’intelligentissima Savannah cos’è che fa? Chiude la lettera nella cassaforte! E certo, perché i problemi si risolvono così! Se avessi tagliato un braccio a qualcuno, anch’io lo chiuderei in cassaforte per rimandare l’inevitabile. Certo, ha perfettamente senso.
WTF?

tumblr_mqfun4AcUu1ssbrbbo1_500(E così iniziamo l’angolo di Joss)

La cara Joss ha ancora i ponti tagliati con la sorella maggiore, così si è appollaiata sul divano di Alex e ha deciso di rendere il suo antro più confortevole, tanto da trascinare la padrona di casa in negozi di cuscini e tappeti. Di fatto, quando faranno un’inquadratura nell’appartamento, si potrà fare un perfetto paragone con gli episodi precedenti. Devo concordare con Joss, perché adesso sembra davvero una casa, anziché un magazzino di deposito.
Mentre sono a zonzo per lo shopping, incontrano Sally, con una nuova fiamma al seguito. Mi sto ancora domandando che razza di nome sia Story. Cioè, in Italia ne abbiamo di nomi antiestetici, ma privi di senso come questo non ne ho mai sentiti. “Ciao Storia, che hai fatto oggi?” “Ehi Storia, ti va di limonare?” “Mamma, Storia è una stronza!”

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Torniamo a noi.

Alex sembra piuttosto turbata dall’incontro, più dal fatto che Sally si sia dimostrata impassibile nei suoi confronti e del tutto motivata a proseguire per la sua strada. L’imbarazzo era palese, e glielo concedo, ma sei stata tu a rompere con lei. Credo che Alex si sia risentita perché in ogni caso una parte di lei voleva rimanere nel letto di Sally, perché nella loro storia ci ha creduto fino alla fine. Poi è arrivata Joss e le ha fatto capire come andassero messi i puntini sulle “i”. Ed è una delle tante cose che Alex apprezza di lei, la sua autorità e il suo carisma, cose che a lungo andare hanno trasformato la sua amicizia in attrazione, così Alex decide di tagliare sul nascere i sentimenti e prendere le distanze. Cosa che a Joss non va bene. Beh certo, perché Joss gioca, mentre Alex agisce col cuore. Non che stia facendo una critica a Joss, ci mancherebbe, ma forse ha tanto farneticato d’instaurare dei limiti tra Alex e Sally che, quando si tratta d’instaurare i propri, non riesce a capire dove vadano messi.
Grazie al consiglio di Olivier, Joss capisce che per una volta può gettarsi nell’avventura e vedere cosa ne uscirà, così prepara il brunch per Alex e le propone su un piatto d’argento la relazione che tanto agognava.

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Adoro gli incontri tra le quattro, è sempre tutto così intimo e stimolante, vorrei essere anch’io con loro. Poi, l’appartamento di April è davvero accogliente, quindi non mi dispiacerebbe far parte della loro combriccola e spettegolare sui loro problemi di cuore. Per di più, adoro l’immaginazione di Joss! Cavolo, sapevo di non essere l’unica a escogitare simili thriller nella mia testa. E poi la ragazza ci ha azzeccato sul finto avvocato, dovrebbe saperle certe cose.

La scena finale| La migliore, ancor più della precedente. Forse, perché finalmente quella vecchia megera ha ammesso di sapere della relazione del marito con la psichiatra. Ma, ancor di più per la reazione di Sam. E se Karen non uscisse viva da quella casa?
Sam avrà pur dovuto prendere da qualcuno nella famiglia, già suo padre frequentava il lettino medico, la moglie non mi sembra poi così equilibrata, quindi il figlio dev’essere per forza frutto dei loro errori.
Accenderò un lumino questa sera e pregherò per Karen.

1004888_398793573559185_1854734103_n(Guardatelo, è spiritato!)

#L’accento più sexy: non c’è neppure bisogno di dirlo. Ok, devo dirlo? Harry, of course. Quando parla mi è difficile seguire la linea del discorso, mi perdo in tutti quei “ah” e “oh” e devo tornare indietro per capire cos’ha detto. Uhm, detta così potrebbe suonare strano, ma non c’è malizia nel mio discorso, lo giuro!

#La ship più bella dell’episodio: Sì, sono di parte ragazzi, metteteci una pietra sopra se non vi piacciono, ma fin quando avrò il potere di scrivere questa recensione – e causa forza maggiore – ripeterò fino alla noia che io amo Joss e Olivier. Lo scambio di battute, il suo accento française e l’espressione turbata quando Joss ha sbandierato candidamente l’omosessualità di Alex, per metterlo KO. Mi piace la sua gelosia, sono certa che le farà fare grandi cose!

#Il personaggio migliore dell’episodio: la mia medaglia va ad April. Non è da tutti i giorni trovarsi il defunto marito alle porte, che per di più confessa ai quattro venti la sua infedeltà come se fosse la lista della spesa mancata. E non è da tutti gestire una simile situazione con la lucidità adatta per orchestrare delle strategie e mettere i truffatori fuori gioco.

#Il dilemma dell’episodio: WHO IS THE FATHER? Devo aspettare altri trenta episodi per far sì che Savannah apra quella busta e ci dia un taglio a quest’alone di mistero?

#L’affermazione migliore dell’episodio:

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#La smorfia migliore dell’episodio: in realtà sono combattuta tra due, il DNA Davis non mente:

1):
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2):

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Quali sono le vostre opinioni su quest’episodio? Di chi sperate sia il bambino? E, soprattutto, credete che Joss scelga Olivier alla fine? (Ok, la pianto)
Mistresses tornerà la prossima settimana. Per mantenervi aggiornati, principalmente visitate la pagina di facebook “Mistresses Italia”, e tutti gli amanti di Alyssa Milano possono trovare tutto ciò che desiderano visitando la pagina di “Alyssa Milano Italia”.
Buona settimana a tutti!



Criss
Per quanto l’apparenza possa ingannare, ha avuto sempre una ricca immaginazione, sin da bambina: avrebbe voluto indossare un camice azzurro e ubriacarsi con Cristina e Meredith, esibirsi con vestiti pomposi e colorati nel Glee Club, aprirsi un blog con cui infangare amici e famiglia, naufragare su un’isola deserta che tanto deserta non è, prendere a palettate vampiri con Buffy e uccidere i demoni con il Libro delle Ombre, trasferirsi in una città popolata dai personaggi delle favole, sorseggiare Cosmopolitan e indebitarsi per un paio di Manolo, scoprire l’esistenza di una sorella gemella e mangiare tutti i biscotti della famiglia Camden. Se non avesse guardato tanta televisione, a ventidue anni non avrebbe avuto il cervello ridotto in poltiglia. È certa che un giorno imparerà a volare come Goku – c’è riuscito Crilin! –, così potrà arrivare a New York e cercare Carrie Bradshaw o raggiungere Stars Hollow e bere il caffè di Luke o ancora farsi adottare dai Cohen e vivere per sempre sul materassino gonfiabile della piscina; ma, fino a quel momento, si limiterà a prendere appunti e coltivare il suo futuro tra i libri di Editoria e Pubblicistica, sperando di sbocciare nella versione di Anne Hathaway ne “Il diavolo veste prada”, anziché in quella di Ugly Betty, e vedere la propria immagine sugli autobus della città. Almeno sognare non costa niente!

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