Masters Of Sex | Recensione 2×11 – One for the Money, Two for the Show

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Cari Addicted,

-1 al finale di questa intensa seconda stagione.

One for the Money, Two for the Show, si concentra su due facce della stessa medaglia: la difficoltà di essere se stessi in mondo che ti vuole omologare e, allo stesso tempo, la voglia di essere qualcun altro per vivere davvero a pieno la propria vita.

Austin e Flo

I siparietti tra i due sono un divertente intermezzo dolce amaro che strappa più di un sorriso, soprattutto grazie alla simpaticissima Artemis Pedbani. Devo ammettere però che faccio un po’ fatica a sopportarne la presenza, soprattutto quando intorno si  sviluppano storie molto più interessanti. Credo però che l’intento sia stato un po’ quello di mostrare Austin e Flo, come gli alter ego di Bill e Virginia.

In pratica assistiamo a una parodia di Fight dove, i due affrontano un gioco di ruolo ( forzato per il povero Austin 🙂 ) che li porta poi a riflessioni e confessioni sulle loro vite. Austen non sa cosa voglia dire essere ignorato, Flo invece muore dalla voglia di sentirsi l’oggetto del desiderio di qualcuno.

Forse voglio essere Scarlett, perchè sono stata Rhett per davvero parecchio tempo.

Ci rivela anche una triste verità che potrebbe essere un indizio sulle sorti degli altri personaggi:'”When has self-awareness ever changed a person’s behavior“?

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Un altro personaggio che non vuole più essere “Rhett”, è Libby. Devo dire che, se avessi avuto un po’ di vino in casa, stasera avrei festeggiato con un brindisi per il primo “sorriso”, in ambito sessuale, della signora Masters. ERA ORA! Lo so, tifare per gli adulteri non è il massimo ma di fronte a una vita come quella di Libby, con un marito che a malapena ti rivolge la parola, non credo che questo possa essere considerato un tradimento. Libby ha provato ad attirare l’attenzione di Bill cercando di partorire un figlio ( e successivamente una bambina ), aiutandolo sul lavoro, sostenendolo con i suoi colleghi, eppure lui continua a non mostrare il minimo interesse per lei. Anche di fronte alla possibilità di un’intervista non vorrebbe coinvolgerla, relegandola al ruolo di spettatrice che, al massimo, può portargli la cravatta.

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Per certi versi Libby e Virginia si somigliano molto: hanno entrambe capacità di persuasione e fascino e se si prefissano un obiettivo, lo raggiungono con successo. L’unica differenza è che la seconda ne è consapevole, mentre la prima se ne sta accorgendo ora.

Libby, l’eterea presenza silenziosa, una piccola adulta, anche da bambina, è stufa di seguire le regole perchè “…poi cresci e non c’e’ nessuna maestra da accontentare”. In un mondo in cui tutti si dimenticano che esisti, essere trattata male da qualcuno è quasi un sollievo; per questo, la nostra casalinga disperata è irrimediabilmente attratta da Robert, tanto da fregarsene dei vicini, dei poliziotti e anche del pericolo di essere colti in flagrante da Bill.

L’angelo del focolare, si concede, con estrema soddisfazione, sul pavimento della cucina, davanti ai giochi dei bambini. Molto bello il contrasto tra il candore della biancheria intima di lei e la pelle scura di Robert, a simboleggiare, forse, la vera “prima volta” di Libby e la perdita della sua innocenza.

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Sarà davvero innamorata di Robert o questa pazzia è solo il frutto del suo desiderio di fare la “bad girl”, una volta nella vita? Vedremo… GO LIBBY!

L’unica cosa che mi lascia perplessa è la questione dei diritti civili dei neri, affrontata un po’ superficialmente, tanto da sembrare solo un espediente per far finire insieme Libby e Robert. Si poteva fare di più.

Bill e Virginia

I nostri due protagonisti vengono trascinati nel mondo dello showbiz!

Il risultato, come era prevedibile, non è dei migliori. L’intervista si trasforma in una ricerca dei sinonimi e dei contrari, per provare ad aggirare, modificare e non nominare qualsiasi termine abbia a che fare col sesso. Tutto ciò, naturalmente, destabilizza Bill; la sua ricerca viene snaturata, trasformata in qualcosa che non ha nulla a che fare con il lavoro che ha svolto finora. Per l’emittente e per Shep, è molto più d’effetto, parlare del loro impegno nell’aiutare coppie in difficoltà, piuttosto che raccontare l’osservazione di un atto sessuale e le sue fasi. Anche Lester viene escluso dal servizio, le sue riprese non sono utilizzabili e la sua presenza non è considerata utile ai fini della trasmissione.

Avete  notato che il nostro operatore preferito è l’unica persona che, in mancanza di Carson, si comporta da vero amico con Bill? Ha preso talmente a cuore la sua ricerca da difenderla con le unghie e con i denti, facendo leva sulle giuste motivazioni e preoccupandosi che non venga svenduta. Naturalmente il dottor Masters deve trattarlo male prima di ammettere a se stesso che ha ragione ma vabbè… Ormai lo conosciamo 🙂

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Durante questa avventura nel mondo della TV, Bill mostra di non essere affatto a suo agio davanti alle telecamere, al contrario di Virginia che invece si conferma donna attraente e persuasiva, as usual. Tutto questo non fa altro che accentuare il senso di inadeguatezza di Bill, non solo nello showbiz ma nella vita. Dopo l’ammissione dei suoi errori, negli ultimi minuti di Below the belt, il suo morale è in caduta libera. Non ha chiarito con suo fratello e ha lasciato che partisse, ha ancora i suoi problemi di impotenza e ora che finalmente può mostrare al mondo i risultati della sua ricerca, viene pervaso dal panico. Non basta un correttore a nascondere l’ansia, il dolore e l’insicurezza che lo pervadono.

Bill non riesce a impersonare il ruolo dell’affascinante e rassicurante dottore, soprattutto nella delicata situazione in cui si trova ora. Tutti gli estranei che incontra in questo episodio non fanno che ricordarglielo. Devi accattivare il pubblico, avere lo scintillio, sorridere come Kennedy e per finire… Non sei abbastanza attraente da pensare di avere una relazione con una donna bella come Virginia.

Alla fine della giornata, quando tutti se ne sono andati, Bill sfoga la tensione accumulata, si strappa via quella cravatta che non gli appartiene, quella camicia impregnata di sudore e trucco e crolla, di nuovo, tra le braccia di Virginia.

Io ormai non ho più parole per descrivere la bravura di Michael Sheen, bastano queste immagini, l’espressione dei suoi occhi, il modo in cui non vorrebbe lasciarsi andare, nè farsi abbracciare, ma non può evitare di farlo. Insomma, come sempre, mi ha ridotta in lacrime. La scena con Virginia che, negli ultimi secondi, lo culla come un bambino mi ha spezzato il cuore.

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Siamo lontani anni luce dai tempi di Fight, dal Bill che non chiede aiuto, che si fa picchiare a morte pur di non ammettere di soffrire. Trovo la lenta evoluzione di questo personaggio meravigliosa e intensa, come poche altre.

Di recente, ho scritto di come Virginia sia l’unico personaggio a non aver subito una grande evoluzione, in questa seconda stagione. Nella 2×11, forse, abbiamo un assaggio di quello che ci mostreranno nella terza . L’ex marito, infatti, comincia ad avere dubbi sul suo modo di crescere i figli a causa delle numerose assenze dovute al lavoro e, diciamolo, anche a Bill 😛 .

Negli ultimi tempi è stata così assorbita dal suo lavoro e dai problemi del dottor Masters, da non rendersi conto di trascurare i bambini ( a proposito: non pensate anche voi che dovrebbero essere un po’ più grandi a questo punto della storia? ) . Vedendoli con la baby sitter, viene pervasa dal senso di colpa. Lo stesso senso di colpa che affrontano tutte le mamme che lavorano, almeno una volta nella vita. Avendo sposato un’altra donna, temo che l’obiettivo di George sia quello di chiedere l’affidamento dei bambini , un evento che potrebbe indirizzare Virginia verso un periodo davvero buio della sua vita.

Vedremo cosa succederà e, nel frattempo, vi lascio all’angolo delle curiosità e al trailer del season finale ( sigh! ) di questa emozionante stagione!

Angolo delle curiosità:

One for the money two for the show è un’espressione usata nella canzone Blue Suede Shoes, scritta e interpretata dal chitarrista Carl Perkins nel 1955 e cantata poi anche da Elvis nel 1956. La leggenda narra che l’autore scrisse questa canzone dopo aver visto un ragazzo rimproverare la donna con cui ballava per aver calpestato le sue scarpe di camoscio. Pensò a quanto fosse assurdo preoccuparsi di un paio di scarpe con una ragazza così carina accanto e la sera stessa iniziò a scrivere la famosa canzone  🙂

– La musica che ascoltano Libby e Robert in auto è la colonna sonora di Scandalo al sole, un film del 1959. La pellicola racconta di un uomo e una donna, con un passato da innamorati, che si ri-incontrano dopo 20 anni, durante una vacanza. Nonostante siano entrambi sposati con prole, tra di loro sboccia l’antica passione che, una volta scoperta, porta allo scandalo citato nel titolo. Nel frattempo, anche i loro due figli si scoprono reciprocamente innamorati.

– La nostra simpaticissima Flo ci trasporta nel mondo di Via col vento, splendido film del 1939, con una meravigliosa Vivien Leigh e un affascinante Clark Gable. Premiato con ben 8 Oscar, il successo del film è talmente duraturo che negli Stati Uniti viene occasionalmente riproiettato da alcune sale cinematografiche ( La sala numero 6 del cinema CNN6 Centre di Atlanta proietta Via col vento due volte al giorno dal 1939 LOL ) . Dal 1939 ad oggi ha incassato 198.000.000 $ sul mercato interno,[cifra che ricalcolata con l’inflazione, lo mette al secondo posto nella classifica dei film che hanno incassato di più, superato solo da Avatar di James Cameron ( fonte Wiki ).

– Il povero Clark Gable, ebbe l’infarto di cui si parla nella serie, nel novembre del 1960. Morì però nel marzo del 1961. Rhett Butler rimane uno dei personaggi più amati nella storia del cinema.

– Martin Luther King era un pastore protestante, attivista e leader dei diritti civili. E’ uno dei simboli della resistenza non violenta, mirata soprattutto ad abbattere ogni tipo di pregiudizio etnico. L’evento a cui si fa riferimento nell’episodio è il sit in del 19 ottobre del 1960, al quale partecipò con altre 51 persone. Essendo considerato recidivo fu arrestato e condannato a 4 mesi di lavori forzati. Grazie all’insistenza di Harris Wofford e alle pressioni di John e Robert Kennedy, King venne liberato il giorno dopo il trasferimento nel penitenziario.

https://www.youtube.com/watch?v=kjLvUmEAgas

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