[ESCLUSIVA] Telefilm Addicted intervista Jason Piccioni, visual effects supervisor di American Horror Story

Appassionati di American Horror Story venite a me! Ho avuto l’onore di intervistare Jason Piccioni, il visual effects supervisor, di American Horror Story (e ovviamente di molte altre serie tv e film importanti), che mi ha dato delle bellissime risposte sugli effetti speciali usati in AHS e non solo. Dopo aver letto le sue risposte ho capito di avere d’avanti una persona davvero intelligente e interessante, per questo vi induco a leggere questa intervista che ho messo in piedi anche grazie all’aiuto della mia amica Chiara, che mi ha aiutato a tradurre al meglio le domande e le risposte. Ringrazio di cuore Jason Piccioni per la sua gentilezza e disponibilità nei miei confronti.

Schermata 2013-05-13 a 20.27.46
Eccovi l’intervista:

1)  Quando e come hai iniziato a fare il tuo lavoro?

Ho iniziato come PA in un negozio di modellismo di Dream Quest Images agli inizi del 1992, aiutavo a costruire i modellini e le miniature e il sistema motion control camera. Sono passato al digitale durante la produzione del Corvo nel 1993.

2) E’ stata una sfida lavorare su American Horror Story?

La televisione seriale presenta differenti sfide rispetto ai film. In ogni momento non solo stai girando un episodio, ma preparando il prossimo e finendo quello prima. E la finestra temporale è molto ristretta. In particolare per American Horror Story, non essendo un procedurale come CSI o Criminal Minds, non sappiamo mai cosa aspettarci di settimana in settimana. Una settimana facciamo sembrare il sud della California come il New England e quella dopo siamo impegnati con gli alieni in CGI. Ryan faceva del suo meglio per darci un’idea di quello che avremo dovuto affrontare, ma spesso non lo sapevamo finché non arrivava il copione. E dal momento che tante cose dipendono anche da altri dipartimenti – Production Design, Parrucchieri, Makeup, Special FX, Stunts, Scenografia ecc.– è davvero stressante trovare velocemente delle risposte a situazioni complicate. Fortunatamente, tutti noi lavoriamo insieme da qualche anno ormai e abbiamo un sacco di persone di talento in tutti i dipartimenti e quindi siamo in grado di supportarci a vicenda per trovare la migliore soluzione a qualsiasi pazzia gli autori tirino fuori.

3) Quale delle due stagioni è stata più complicata dal punto di vista dei VFX (visual effects)?

Abbiamo avuto una mole di lavoro maggiore nella seconda stagione ed era anche più variegata. Siamo stati provvisti di set digitali e personaggi digitali oltre al sangue, alla pulitura e al supporto generale che fornisce il VFX nel corso di questa stagione.

4) Quali software avete utilizzato?

Il nostro programma è basato su Nuke e 3DS Max.

5) Di quanti designers è composto il tuo team?

L’ufficio è composto generalmente da 20-30 artisti e staff di supporto e di volta in volta ci occupiamo di 6 o 10 serie contemporaneamente, più un piccolo film o due. Noi facciamo i VFX anche per gli altri due show di Ryan Murphy, Glee e The New Normal. In media per ogni episodio di American Horror Story sono coinvolti circa 7-10 artisti, il nostro produttore Tim Jacobsen, io e alcuni membri dello staff di supporto.

6) Come avete agito per creare gli effetti della casa della prima stagione?

La casa maledetta della prima stagione è una vera casa a Los Angeles – veramente sono due che sono state usate principalmente per le riprese esterne e poche riprese interne–. Avevamo allestito anche alcuni set alla Paramount, come la cucina, l’ingresso, il soggiorno, la stanza da pranzo, alcune camere da letto e il seminterrato. C’è stato qualche lavoro da fare sulla facciata della casa nel pilot, che aveva un flashback che richiedeva un po’ di invecchiamento del giardino e della casa. Abbiamo avuto anche qualche volta dove era richiesto di unire delle scene girate nella casa e negli studios. Questo lavoro era principalmente per i set nel seminterrato, perché quello che avevamo costruito non era una copia esatta del seminterrato reale della casa.

7) In American Horror Story Asylum c’è una scena in cui alla ninfomane vengono tagliate le gambe, è stato difficile lavorare con i green screen per tutta la durata delle sue scene?

E’ stato sicuramente impegnativo fisicamente per Chloe. Ha dovuto sopportare ore di makeup per essere pronta a quelle scene. E poi ha dovuto strisciare ed essere trascinata per il pavimento e per le scale. Per le sue scene dovevamo essere organizzati tra il come giravamo e la sua performance. Ma rimuovere la porzione del greenscreen delle sue gambe non è stato particolarmente difficile.

8) Quanto c’era di originale nella location del Briarcliff? Cosa è stato ricreato in computer grafica?

L’esterno di Briarcliff è il Palazzo di giustizia Santa Ana di Orange County, che è a circa un’ora a sud di Hollywoood. È una struttura di mattoni a due piani che si trova nel mezzo di un quartiere affollato e pieno di palme. L’abbiamo usato per le scene sull’ingresso. E lo potete vedere nel primo episodio quando Kit è portato fuori dalla macchina della polizia e più avanti quando Lana scappa. Le inquadrature più ampie sono estensioni in CGI (computer grafica), dove abbiamo aggiunto un terzo piano e rimpiazzato il circondario con terra, alberi e cielo.

La Grande Lobby interna è anch’essa un’estensione in CGI (computer grafica) del secondo livello di scale. Questo è stato fatto in quasi tutti gli episodi, ma soprattutto nel pilot quando Lana entra nel manicomio per la prima volta e più avanti quando Sister Mary Eunice cade e trova la morte. Abbiamo girato quella scena dal secondo piano e abbiamo imbrogliato con le angolature e la computer grafica per far sembrare che cada da molto più in alto. Questo set ha anche dovuto avere un diverso travestimento per tutte le scene ambientate nel 2012 dove il manicomio è chiuso e fatiscente.

9) In entrambe le stagioni vediamo dei salti temporali non indifferenti e la magia degli effetti speciali ci immerge in quest’atmosfera, è stato difficile adattare i vfx per ricrearla?

Occasionalmente abbiamo dovuto lavorare con le scene del passato. Generalmente abbiamo ritoccato tutte le scene esterne della seconda stagione, perché non solo eravamo sempre negli anni ’60, ma la nostra storia era ambientata in Massachussetts. E non ci sono molte località nel sud della California che appaiono come la East Coast. Quindi c’è stato un rimodellamento generale. Qualche volta bisognava aggiungere il tempo, come neve e pioggia, altre volte era necessario rimuovere le foglie verdi per far sembrare che fosse inverno.

Nella prima stagione siamo stati impegnati nel ringiovanire Jessica Lange quando andavamo indietro nel tempo di 20 anni. Non lo abbiamo fatto tanto per la seconda stagione.

10) Quanto ha influito la color correction (correzione colore) nelle due stagioni di American Horror Story?

Molto dell’aspetto dei cambiamenti del tempo è stato possibile grazie a come le scene erano fotografate e trattate coi colori. Siamo uno degli ultimi show a filmare su pellicolare, e usiamo qualsiasi processo o trucco alla regia affinché ci dia maggiore consistenza. Abbiamo girato tutte le scene di Briarcliff ai giorni nostri con “color reversal stock”, per esempio. Per l’episodio di Anna Frank, abbiamo girato i flashback del suo matrimonio e bambino in digital video e abbiamo dato alla cosa un trattamento “washed over” come un richiamo alla tv degli anni ’50. Alcune volte trattiamo quelle scene con il VFX, ma sono principalmente effetti già creati con la telecamera.

11) Il sangue è stato creato con software di grafica o in altro modo?

American Horror Story ha la reputazione di essere in qualche modo sanguinoso. Ma, nella realtà, non usiamo molto sangue, considerato quante volte uccidiamo le persone. Spesso, se per esempio stiamo uccidendo con un ascia, prepariamo del sangue sul set e in post produzione aggiungiamo gli spruzzi. Di solito sono elementi sanguinolenti fotografati prima.

12) Quante ore di compositing avete impiegato per dare vita ad una stagione?

5,459.

13) Il ritocco dei personaggi è avvenuto più sul fronte make-up oppure anche voi avete agito con la computer grafica su di essi?

Tutto il lavoro con Rasper era merito del makepu. Shelley era in CGI (computer grafica) per la rimozione delle gambe e c’era anche un pochino di CGI (computer grafica) nella scena dove Ian McShane morde il naso dell’inserviente.

14) C’è stato un personaggio che vi ha creato più problemi?

Abbiamo lavorato molto con Grace (Lizzie Brochere) sulla nave aliena. Ha girato la maggior parte di quelle scene completamente nuda, e siccome facciamo televisione in America, abbiamo dovuto prestare molta attenzione. E le ali di The Woman (Frances Conroy) erano tutte in CGI (computer grafica). Le ali sono state difficili da fare ed erano molto importanti per Ryan. Alla fine eravamo tutti molto soddisfatti del risultato.

15) Per quante ore hai dovuto sopportare di ascoltare Dominique? 🙂

Non posso nemmeno immaginarlo. Penso che mi perseguiti ancora nei sogni.

16) Quali migliorie tecniche avete intrapreso tra la prima e la seconda stagione?

Per la nostra prima stagione, abbiamo iniziato la produzione subito dopo essere stati ordinati (dal network), quindi giravamo praticamente nello stesso momento in cui venivano scritti i copioni. Perciò non abbiamo avuto tempo per prepararci. Ed essendo un nuovo show nessuno sapeva a cosa stavamo andando incontro. Per la seconda stagione, abbiamo iniziato a girare in luglio, mentre gli autori avevano iniziato a febbraio, quindi abbiamo avuto tempo per prepararci. Ed avendo avuto l’esperienza della stagione precedente, siamo stati capaci di andare un pochino più veloce.

17) Supervisionerai anche la nuova stagione di American Horror Story? Puoi dirci qualcosa sugli effetti speciali della prossima stagione?

Per essere onesti, non ho ancora avuto richieste per i VFX per il prossimo anno. Ryan ha detto pubblicamente che la stagione sarà sulla stregoneria, e che gireremo a New Orleans. Ma oltre a questo, davvero non so. Ma non vedo l’ora!

18) Com’è stato lavorare a fianco di Ryan Murphy?

Abbiamo iniziato a lavorare per Ryan e il suo team con Nip/Tuck. È davvero unico. È impegnativo, conciso, e quando prende una decisione, in genere non c’è ritorno. Devi arrivare preparato e fare del tuo meglio.

19) Hai lavorato a diverse serie tv? Quali hai preferito e perché?

In realtà American Horror Story è la mia prima esperienza in uno show televisivo a tempo pieno. Occasionalmente ho lavorato per altre serie tv, ma ci sarà sempre un posto speciale nel mio cuore per la mia famiglia in American Horror Story.

20) Hai lavorato a film di grande calibro, pensi ci sia grande differenza tra il lavorare nel cinema e lavorare in televisione?

La televisione non è incentrata sulla regia come il cinema. Il progetto ha un team e una storia. Il regista arriva per una settimana e influenza in qualche modo, dipende dallo show, il contenuto e il tono. Ma lo show sarà sempre lo stesso. E la programmazione permette di evitare le post produzioni fuori controllo che fanno affondare molti film e budget di questi tempi. Mi piacciono i film, ma il programma è così lungo ed estenuante. Mi piace invece la velocità della televisione. Una volta ho sentito Aaron Sorkin dire: “Se sto facendo un film, potrei scrivere una battuta e forse tra 2 anni qualcuno riderà.” E’ bello fare il proprio lavoro, vederlo in TV e subito essere in grado di apportare cambiamenti e migliorarlo.

21) Cosa consiglieresti a giovani Designer che, come me, vorrebbero intraprendere la tua carriera?

Spesso consiglio di imparare il più possibile da differenti campi. Fate un corso di fotografia. Un corso di scrittura. Qualsiasi cosa che amplii la vostra comprensione dell’industria che avete scelto. Ho un paio di ragioni per fare questo suggerimento. La prima è che, crescendo nel nostro campo, che si tratti di VFX o MakeUp o Art Direction, il lavoro coinvolgerà sempre più comunicazione con gli altri. E questi altri non saranno persone esperte in VFX. Il mio lavoro, nello specifico, è di stimare i costi, preparare, girare e creare effetti visivi. Questo spesso significa discutere con registi, produttori, production designer, costumisti, coordinatori degli stunt, truccatori, autori e artisti. È utile capire di cosa hanno bisogno e che cosa cercano.

Inoltre, credo sia necessario per una persona creativa avere altri sfoghi creativi. Questo lavoro ti prosciuga. È facile rimanere iper focalizzati, questo aiuta ad avere qualcosa che ti distrae. Conosco moltissimi artisti di VFX che sono architetti, pittori, attori e musicisti.

Ed è divertente sapere come il tuo lavoro si incastra con quello degli altri. È troppo facile sedersi in un cubicolo buio tutto il giorno e fissare il girato. Prendete ogni occasione per ascoltare le persone che sanno veramente cosa stanno facendo, che sia andare ad un evento o semplicemente prendere un dvd e ascoltare il commento del regista. Ascoltate il linguaggio che usano e come descrivono il loro lavoro.

E infine, non potete sapere cosa stimolerà il vostro interesse. Forse troverete qualche altra disciplina che si adatterà maggiormente a voi. Magari scoprirete che scrivere vi dà più soddisfazioni. O potreste applicare una novità al vostro lavoro in VFX e migliorarlo. Una volta ho lavorato con un regista che descriveva i movimenti della telecamera come se fosse musica. Siamo tutti qui perché abbiamo scelto di essere narratori. Ci sono infiniti modi per esserlo.


1419VWJN2biL._SX500_

ENGLISH VERSION

1) When did you begin to work in this field?

I started as a PA in the model shop of Dream Quest Images in early 1992, assisting in the building of model and miniatures and the motion control camera systems.  I transitioned to the digital side during production of The Crow in 1993.

2)  Was it a challenge to work on American Horror Story?

Episodic television presents different challenges than, say, feature films.  At any given time, you are shooting one episode, prepping the next episode and in post on the previous episode.  And the time frame is so short.  For American Horror Story in particular, not being a procedural drama like CSI or Criminal Minds, we never know what to expect week to week.  One week we’ll be be making Southern California look like New England, and the next we’re doing CGI aliens.  Ryan will do his best to give us a head start on what might be happening on the next episode when he can, but often times we won’t know until we get the script.  And since we have so much that involves work across multiple departments – Production Design, Hair, Makeup, Special FX, Stunts, Props, etc, it puts a lot of pressure to find answers to complicated scenarious quickly.  Fortunately, we’ve all been working together for a few years now, and we have such a talented crew in all departments that we’re able to support each other to find the best solution to whatever craziness the writers come up with.

3) Which one of the two seasons was more complicated for the VFX?

We had a higher volume of work in Season 2, and it was more varied. We had digital sets and digital characters in addition to the blood and cleanup and general support VFX that we were tasked with during the first season.

4) Which software did you use?

Our digital pipeline is based on Nuke and 3DS Max.

5) How many designers are on your team?

The shop generally carries 20-30 artists and support staff and we’ll have anywhere between 6 and 10 television shows at any one time, and a small film or two.  We also do the VFX for Ryan Murphy’s other two shows, GLEE and THE NEW NORMAL.  The average episode of American Horror Story probably involves 7-10 artists, our producer Tim Jacobsen, myself and some support staff.

6) How did you create the effects for the house in the first season?

The Murder House in the first season is an existing house in Los Angeles – actually, it’s 2 houses – that were used primarily for exterior shots and a few interior sets.  We also had several sets on stage at Paramount, including the kitchen, entryway, living room, dining room, several bedrooms and the basement.  There was some work done to the exterior house for the pilot, which had a flashback that required some dirtying up and aging of the yard and house.  We also had a few circumstances where we had to seam together practical interior sets at the house with our sets on stage.  This was primarily for the basement sets, as the sets we build didn’t exactly match the real basement at the location.

7) In American Horror Story Asylum, after they cut the legs of the nymphomaniac, was it hard to work with the green screen for all her scenes?

It was physically challenging for Chloe for sure.  She endured hours of makeup to get her ready for those scenes.  And then she had to crawl and be dragged along the floor and stairs.  We had to be disciplined in how we shot her, and with her performance.  But removing the greenscreen lower portion of her legs wasn’t very difficult.

8) Was there anything original of the Briarcliff location? What was recreated in CGI?

The exterior Briarcliff is the Santa Ana Courthouse in Orange County, which is about an hour south of Hollywoood.  It’s a 2 story brick structure that sits in the middle of a crowded neighboorhood surrounded by palm trees.  We used it for close-up coverage of the entrance.  And you can see it in the first episode when Kit is taken out of the police wagon, and later when Lana escapes.  Wide shots are  CGI extensions, adding a third story and replacing surrounding buildings and ground, trees, and sky.

The interior Grand Lobby set is also a CGI set extension above the 2nd level of stairs.  This played in almost every episode, but was especially featured in the pilot when Lana enters the Asylum for the first time, and later when Sister Mary Eunice falls to her death.  We shot that scene on the 2nd level and cheated with angles and CGI to make it seem like she falls from much higher.  This set also had to have a totally separete dressing for all the 2012 scenes, where the Asylum is closed and dilapidated.

9) In both season we see really big time jumps and the visual effects help us get in the mood for the scene, was it hard to adjust the VFX for it?

Occassionally we had some work to do with the period scenes.  We generally touched all of the exteriors in Season 2, because not only were we almost always in the 1960’s, but our story took place in Massachusetts.  And there aren’t a lot of locations in Southern California that look like the east coast.  So there was a lot of augmenting there.  Sometimes it was adding weather, like snow and rain, other times is was digitally removing green tree leaves to give us a fall weather feel.

In the first season, we did do digital de-aging for Jessica Lange when we went back in time 20 years.  We didn’t do that as much during the 2nd season.

10) How much influence had the color correction in both seasons of American Horror Story?

A lot of the look of the period changes had to do with how scenes were photographed and treated in color.  We’re one of the last shows to still shoot on film, and we use all kinds of processing and camera tricks to give us some added texture.  We shot all of the present-day Briarcliff scenes on color reversal stock, for example.  For the Anne Frank episode, we shot the flashbacks of her marriage and baby in digital video, and gave the entire thing a washed-over treatment as a callback to 1950’s television.  Sometimes we treat those scenes in VFX, but mostly they are in-camera effects.

11) The blood was created with some graphic software or with something else?

American Horror Story has a repuation for being somewhat gory.  But, in reality, we don’t use very much blood at all, considering how many times we kill people.  Most often, if we’re doing, for example, the axe murder, we’ll dress some blood on-set, and we’ll add additional spray in post.  Usually those are previously photographed blood elements.

12) How many hours of compositing was needed to bring to life a full season?

5,459.

13) The adjustments on the characters were more a work of make up or you did it with the CGI?

All of the Rasper work was done with makeup.  Shelley was CGI for removal of her legs and we did a little CGI on the scene where Ian McShane bites off the orderly’s nose.

14) Was there a character that gave you more problems than the rest of them?

We did a lot of work with Grace (Lizzie Brochere) on the alien ship.  She played most of those scenes almost entirely naked, and since we are on television in America, we had to be very careful.  And with The Woman (Fraces Conroy), her wings were all CGI.  The wings were a difficult one to do, and it was something that was very important to Ryan.  We were all very happy with the result.

15) How many hours you had to listen to Dominique?:)

I can’t even imagine.  I think I still comes back to me in dreams.

16) What improvements did you get between season 1 and 2?

Our first season, we went into production right after the pickup, so we were shooting at almost the same time as scripts were being written.  So we had almost no time to prep.  And being a new show, no one really had any idea what was going to happen.  For Season 2, we started shooting in July, and the writers had started in February, so we had some more time to prepare.  And we were able to build of the experiences of the previous season, so we were just able to move a little faster.

17) Will you be involved in the next season of American Horror Story? Can you give us a hint of what you’re thinking for the visual effects of next year?

To be very honest, I haven’t heard much about the requirements of VFX for next year.  Ryan has said publically that the season will be about witchcraft, and we will shoot in New Orleans.  But beyond that, I really don’t know.  But I’m looking forward to it!

18) How was working with Ryan Murphy?

We’ve been working with Ryan and his team since NIP/TUCK.  It’s very unique.  He’s demanding, concise, and when he makes a decision there’s usually no going back.  You have to come prepared and be on your game.

19) You worked with several tv shows, which ones are your favourite and why?

Acutally, American Horror Story is my first experience full time on a TV show.  I shoot with other shows occassionally, but there’s a special place in my heart for my family at AHS.

20) You worked also in movies, is there a difference between cinema and television?

Television isn’t as director-driven as cinema.  The project has a team and a history.  The director will come in for a week and he’ll have some control, depending on the show, over the content and tone.  But the show is still going to be the show.  And the schedule prevents a lot of the runaway post production that seem to be sinking a lot of films and budgets these days.  I enjoy films, but the schedule is so long and grueling.  I like the quick turnaround and immediate feedback of television.  I once heard Aaron Sorkin say, “If I’m doing a movie, I could write a joke and maybe in 2 years, someone will laugh.”  It’s nice to do your work, see it on TV and immediately be able to make changes and improvments.

21) What do you suggest to young designers, like me, who want to do your job?

Advice I give often is to learn as much as you can about different disciplines. Take a photography class.  Take a writing class.  Anything that will give you a wider understanding of the industry that you’ve chosen.  And I have a couple of reasons for this suggestion.  One is that, as you grow in your field, whether that be VFX or Makeup or Art Direction, the job will more and more involve communication with others.  And those other won’t always be VFX people.  My job, specifically, is to budget, prepare, shoot, and create visual effects.  That often involves discussion with directors, producers, production designers, costume designers, stunt coordinators, hair and makeup people, writers, and artists.  It’s helpful to understand what they need and what they’re looking for.

Also, I believe that it’s necessary for creative people to have multiple creative outlets.  This job can take the energy out of you.  It’s easy to hyper-focus it helps to have something to divert that energy to.  I know so many VFX artists who are architects, painters, actors, and musicians.

And, it’s fun to know how your work fits into the puzzle.  It’s too easy to sit in a dark cubicle all day and stare at your shot. Take any chance you get to listen to people who really know what they’re doing, whether that’s going to an industry event or just grabbing a dvd and listening to the director’s comentary.  Listen to the language they use and how they describe their work.

And lastely, you never know what’s going to pique your interest.  Maybe there’s some other discipline that you find suits you better.   Maybe you find writing more rewarding.  Or maybe you apply that to your vfx work and make that better.  I worked with a director once who would describe camera moves with music.  We’re all here because we’ve chosen to be storytellers.  There are an infitine number of ways to do that.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

42,996FansLike
11,745FollowersFollow
3,428FollowersFollow

Ultimi Articoli