Broadchurch | Recensione – Episodi 1 e 2

Arrivano dopo qualche tempo anche le recensioni per questo gioiellino made in UK che è Broadchurch. Non sono state fatte in pari con la messa in onda inglese perché, allora, eravamo in pochi a conoscere lo show in questione, ma poi pian piano si è conquistato una buona fetta di pubblico ed ora è arrivato anche in Italia, quindi mi pareva quasi doveroso dedicargli un po’ di spazio per discuterne insieme.
Gli episodi vanno in onda su Giallo due per volta quindi ogni recensione comprenderà due episodi, per un totale di 4 articoli, se qualcuno di voi è arrivato qui per caso ed è incuriosito da questo show lo rimando a quest’articolo introduttivo e spoiler free prima di addentrarsi nelle recensioni che comunque si lasciano andare a più dettagli. Avendola già vista (e rivista perché sì, questa è la terza volta che la vedo) so già come evolve la storia in determinati punti, ma metterò da parte le mie conoscenze per vivere insieme a chi si approccia per la prima volta alla visione, le gioe ed i dolori di questa serie. Detto ciò mi sembra arrivato il momento di iniziare con le cose serie.
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I primi 5-6 minuti del pilot (tolte un paio di scene iniziali) sono introduttivi: ci mostrano i Latimer, una famiglia unita che pare quella del Mulino Bianco ed un piccolo paese in cui tutti si conoscono e vivono allegramente,  vedremo volti che ci faranno compagnia negli episodi a seguire in un modo o nell’altro. Faremo la conoscenza di Ellie Miller (Olivia Colman), rientrata dalle vacanze con la famiglia appena in tempo per scoprire che il suo lavoro è stato dato ad Alec Hardy (David Tennant) nuovo e burbero ispettore, proprio quando a Broadchurch sta per accadere il finimondo.
Il corpo di un bambino viene rinvenuto su una delle splendide ed allo stesso tempo malinconiche spiagge della cittadina, si tratta di Danny Latimer. La morte del bambino sarà trattata come sospetta, perché tutto conduce ad un omicidio, la notizia getta ancor più sconforto su una famiglia che pian piano inizia a sentire il peso di troppe cose sulle spalle. Ma prima di parlare della famiglia andiamo un attimo a vedere come il paesino turistico reagisce alla notizia. Per Broadchurch questo caso è una terribile anomalia, nulla di simile è mai accaduto di conseguenza i suo abitanti sono abbastanza colpiti dall’accaduto, almeno inizialmente perché poi a seguire subentra la vita vera, abbiamo Becca, la proprietaria dell’hotel in centro che chiede quando sarà liberata la spiaggia e parla dei suoi affari in calo e più tardi un altro concittadino solleverà la stessa situazione, in modo più cinico e diretto. C’è poi chi se ne approfitta e cerca di trarre vantaggio dalla situazione, Ollie, nipote di Ellie e giornalista locale che punta alle grandi testate fa trapelare prima di tutti via twitter il nome della vittima, scatenando le ire di diverse persone in Paese ma attirando l’attenzione di Karen, giornalista del Daily Herald che si fionda a Broadchurch.

Il modo in cui viene descritto l’intervento della stampa nel caso è uno dei punti più veritieri nella serie, gran parte di quelli che oggi si definiscono giornalisti si limita a cercare ciò che gli porta più visibilità, la storia più interessante o quella che può far parlare di più per interesse di vendita e di celebrità. Dove sono finite le persone che vogliono semplicemente raccontare delle storie per come sono?
Ollie è in questi primi episodi l’esempio vivente di come, per quanto dispiaciuto dalla morte del bambino, la fama o la possibilità di qualcosa in più possa renderci ciechi e forse anche insensibili di fronte a situazioni del genere. Non aiuta nemmeno un po’ l’arrivo di Karen, che seppur con una strategia diversa punta comunque a portare a casa “il pezzo”.
Broadchurch è una serie che fa dei forti contrasti un muro portante, sia da un punto di vista narrativo, come citato precedentemente, che da uno visivo. Ad esempio l’immagine delle tende della scientifica montate in spiaggia e la gente di fianco a fare il bagno in tutta tranquillità. Anche la fotografia è in contrapposizione col mood dello show, le scene sono quasi sempre ricche di luce, le giornate soleggiate, tutte cose che solitamente migliorano il nostro umore, di certo non ci fanno pensare ad un omicidio su una spiaggia… Si torna sempre quindi sul discorso delle apparenze, quelle stesse apparenze che già alla fine del secondo episodio iniziano pian piano a frammentarsi.


Lo vediamo all’interno della famiglia Latimer, Beth è convinta che suo marito abbia dei segreti, sorgono dubbi su qualsiasi cosa ed allo stesso tempo gli tiene nascosta la sua gravidanza. La loro figlia frequenta un ragazzo più grande e fa da tramite per giri di cocaina.
Anche la donna della roulotte ha sicuramente qualcosa da nascondere, lo pensavamo prima ma ora che abbiamo visto lo skate di Danny nel suo armadio ne abbiamo la conferma in qualche modo; Tom, migliore amico della vittima, fa piazza pulita di mail e sms di Danny, poi c’è Hardy, quello nuovo che in città non conosce nessuno a cui viene associato spesso il nome Sandbrook… Ma cos’è Sandbrook? Una persona? Un altro caso? E poi di cosa soffre il nostro burbero ispettore? Tutti quei capogiri, le pillole, la sua alimentazione selettiva…
Il suo personaggio è praticamente in antitesi con quello di Ellie, donna trasparente e diretta, solare e di cuore, i due rappresentano insieme il necessario per risolvere il caso: Hardy è la mente e Miller è il cuore, queste sono le caratteristiche che sicuramente si porteranno avanti entrambi nei prossimi episodi.


Il rapporto che s’instaura tra i due è altrettanto singolare. Uno “ha fregato” il lavoro all’altra, c’è un’indagine di certo rilievo in corso e ovviamente la diversità caratteriale gioca il suo ruolo. Ellie prova a fare di tutto per instaurare un buon rapporto col suo nuovo capo, il quale invece non ne vuole sapere e non perde tempo a smorzare l’entusiasmo della donna, che non so fino a che punto riuscirà a stare calma e controllata parlando con lui.


Quello che però non ha bisogno di finte apparenze è la reazione dei due genitori alla perdita di un figlio. Non credo possa esistere al mondo un dolore più grande della perdita di un figlio, e non sono un genitore. Seppure differenti, le reazioni di Beth e Mark sono entrambe forti, intense (applauso agli interpreti) e quantomeno reali. La speranza fino alla fine di non vedere il proprio figlio sotto un lenzuolo, domandarsi dove, come e quando da genitore si è commesso un errore o più di uno, realizzare l’accaduto solo di fronte a prove evidenti o sotto lo sguardo di chi soffre seppur dall’esterno. Perdere un figlio cambia la vita ed il qualche modo altera la percezione della realtà quando tutto va bene, e decidere di portare sullo schermo una cosa simile, in questo modo è una bella scommessa.



Tirando le somme per quello che riguarda il caso nella sua risoluzione, sappiamo ancora troppo poco, sono ancora tanti i personaggi che non abbiamo avuto modo di conoscere e di conseguenza tanti sono anche le verità da questi non raccontate. Sicuramente iniziano a fioccare le prime teorie ed ipotesi, ora abbiamo Mark tra i sospettati che sicuramente sarà forzato ad aprire il suo vaso di Pandora, e chi lo sa cosa ci aspetta.
Nell’attesa di proseguire con le nostre indagini in questo paesino del Dorset vi consiglio di visitare le pagine Broadchurch Italia e David Tennant Italian Page. Alla prossima e mi raccomando fatemi sapere cosa ne avete pensato!

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2 COMMENTS

  1. ho davvero apprezzato il modo in cui hai messo in evidenza le contrapposizioni in questo telefilm! è stato quasi illuminante porre l’attenzione su tutti che dettagli a cui uno, magari, non ci fa neppure caso!!!

  2. Grazie, menomale! All’inizio ero preoccupata del fatto che il commento più analitico potesse risultare meno piacevole al lettoe, non so per quale motivo, pipponi miei probabilmente xD

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