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The Originals The Vampire Diaries

The Vampire Diaries | Daniel Gillies parla di Katherine, della Showtime e del suo prossimo film

79Giovedì abbiamo visto la puntata di The Vampire Diaries che ha fatto anche da pilot allo spin-off sugli Originali, che è stato immediatamente ordinato dalla CW per il prossimo autunno (il palinsesto definitivo del network per la prossima stagione, verrà però rilasciato il 16 maggio). Daniel Gillies (Elijah), che al momento è impegnato nelle riprese della seconda stagione di Saving Hope della CTV, ha anche qualcos’altro in serbo per lui il mese prossimo: lo scorso ottobre c’è stato il suo debutto alla regia con il drama Broken Kingdom rilasciato online, e Kingdom Come, il documentario che mostra i tre anni che ci sono voluti per girare questo film indipendente. A sua insaputa, il co-regista del documentario, Paiman Kalayeh, ha iniziato a distribuire Kingdom Come – che include anche interventi di altri registi indipendenti che hanno raccontato le proprie esperienze, come ad esempio Don Cheadle, Mark Ruffalo, Morgan Spurlock e Kevin Smith – ai network, e ha ricevuto un riscontro dalla Showtime. Dopo aver visionato il documentario, gli esecutivi hanno chiesto di poter vedere anche il film di Gillies. E ora entrambi verranno mandati in onda dal network via cavo il 15 maggio, uno dopo l’altro. Gillies, che oltre ad aver scritto Broken Kingdom vi compare anche nei panni di uno scrittore americano che forma una strana coppia con una ragazza di strada di 14 anni della Colombia, ha parlato a EW del film (che potete ancora vedere all’indirizzo Brokenkindomfilm.com) e dello script al quale sta lavorando al momento.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Dopo tutto quello che hai passato per poter dar vita a Broken Kingdom, torneresti indietro per cambiare qualcosa?
DANIEL GILLIES: Ci sono così tante cose che farei in maniera diversa, ma è proprio questo il punto quando ci si imbarca nella prima avventura del genere. Credo che il primo film debba essere un’accozzaglia di meravigliosi disastri. Dovrebbe essere un caos dentro al quale quasi si perde il senno, ma se non altro si riceve il battesimo all’interno di questo regno. Ci sono molte cose che avrei potuto fare per evitare un simile livello di difficoltà. Ad esempio, mi sono lasciato crescere la barba fino al petto. Per la maggior parte del tempo sembravo Unabomber, avevo fatto questo patto con me stesso stando al quale non mi sarei tagliato la barba o i capelli per tutto quel tempo perché 1. sapevo che nessuno mi avrebbe offerto delle parti conciato in quel modo, quindi avrei evitato le audizioni. E 2. era una sorta di pubblica dichiarazione. “Hey, sto lavorando a questo progetto e non mi toglierò i capelli fino a quando non sarà finito,” come una sorta di strano rito di passaggio in ambito creativo. Ma sarei in grado di essere nuovamente così masochista? Non ne ho più bisogno. Ho dimostrato a me stesso che sono forte abbastanza da portare a termine qualcosa del genere. E poi non potrei più costringere mia moglie [Rachel Leigh Cook, che recita nel film] ad assistere a una cosa del genere, e a sorbirsi la compagnia di una simile autoflagellazione.




Sappiamo che sta andando tutto per il meglio, avrai ancora un paio di mesi di riprese quest’anno fra Saving Hope e The Originals. Stai anche pensando di iniziare a scrivere un nuovo film?
Mi sono dedicato molto alla scrittura, soprattutto negli ultimi due mesi. E onestamente, avrò bisogno di molti più soldi di quelli che ho usato per l’altro film. [Ride]

Di cosa parla?
Il film tratta di come sia essere un uomo in questo mondo, e amare una donna. Si tratta di un racconto molto onesto sugli uomini e le donne, e la lotta della maggior parte degli uomini fra la loro parte angelica e quella animale. Al momento, è ambientato a Los Angeles. È la strana e metafisica odissea di un uomo e una donna, e le loro difficoltà per superare un crimine oscuro che si abbatte su di loro… Sembra un film bello e divertente su un appuntamento, no? Non suona come una tranquilla serata a casa con i piedi sul divano. Cosa c’è che non va in me? [Ride] Mi ascolto mentre vi parlo e penso che dovrei andarmene a guardare un paio di episodi di Family Guy, o non so di cos’altro.

Hai in programma di essere nuovamente il regista di te stesso in questo film?
Se riuscissi a scriverlo stando nei tempi che mi sono prefisso, cercherei un attore che abbia 42 o 43 anni. Io sono troppo giovane. Ma se mi servisse tutto il tempo che ho impiegato a racimolare i soldi per Broken Kingdom, potrei benissimo interpretarlo io questo ruolo. Se avessi 40 anni, ovviamente vorrei farlo io. E potrei canalizzare nella mia interpretazione tutta la rabbia e la frustrazione per aver impiegato così tanto tempo a tirare su i fondi, e ne uscirebbe una performance bellissima.

L’accordo con Showtime ha cambiato la tua prospettiva sul fare film?
Andrò in onda su dei network via cavo? Ora sì. Sapendo che esiste un mercato e un interesse,  avrò sicuramente altre offerte ottime dopo essere riuscito a piazzare entrambi [Broken Kindgdom e Kingdom Come] alla Showtime. Sicuramente il primo network a cui proporrò il mio materiale nuovo sarà la Showtime stessa. Se mi piacerebbe approdare al cinema? Certo, penso sia il sogno di ogni regista. Quando si scrive un film, lo si fa perché possa essere visto al cinema. Ma viviamo in tempi nei quali le persone non guardano più film indipendenti, perché non ce ne sono più. Gli studios puntano in alto e producono sempre meno film. Il cinema odierno è diventato come i giochi per il computer. Sono diventati montagne russe che necessitano di occhiali 3D per poter apprezzare l’esperienza. E non sto disprezzando questo tipo di intrattenimento, anche a me piace. Ma i film sono film sono diventati un’esperienza che necessita degli Universal Studios, mentre negli anni 70 la gente si metteva in fila per vedere Last Tango in Paris oppure The Godfather. Ormai quest’era è finita, ma spero che la nave sulla quale è salpata faccia marcia indietro. I registi indipendenti devono aggrapparsi a qualunque appiglio trovino, e il fatto è che non ci sono mai state così tante opportunità come al giorno d’oggi, fra i media online e la tecnologia che diventa sempre più alla portata di chiunque. Con tutte queste risorse a disposizione, penso che assisteremo a un rifiorire di artisti emergenti superbi, al di fuori dello studio system.




Cambiando discorso, parliamo di The Vampire Diaries: credo che i fan siano entusiasti di vedere Elijah innamorato, ma non siano sicuri che Katherine (Nina Dobrev) lo meriti.
Questo è ciò che dicono tutti ma francamente io sono solo confuso. [Ride] La cosa non mi fa né caldo né freddo, non faccio altro che interpretare un ruolo. Per me è interessante osservare la follia che questa relazione trasuda, e mi fa anche spezzare il cuore, sia che questo rapporto funzioni oppure no. C’è qualcosa che lo fa sembrare già compromesso.

Abbiamo già parlato tanto di questo episodio (dei nuovi personaggi, delle riprese a New Orleans, della possibile trama dello spin-off). Ma ora che l’abbiamo visto, cosa puoi dire a riguardo?
Si tratta di un episodio molto più adulto rispetto a quelli di The Vampire Diaries. C’è molto più pericolo. Possiamo percepire nell’aria la guerra politica che si prospetta in futuro, dato che ci si appresta a reclamare questo regno andato a perduto.

Sembra che Marcel (Charles Michael Davis, che interpreta l’ex protetto di Klaus che ora governa il French Quarter), abbia un’abilità che non avevamo mai visto prima. Dobbiamo aspettarci nuove abilità vampiresche?
Dovreste. Vorrei potervi dire di più, ma non posso…




Come reagirà Elijah al fatto che Silas gli abbia rubato la cura?
Non è mai piacevole essere ingannati da qualcuno, ma questo non farà altro che aumentare il desiderio di Elijah di tenere la famiglia unita e di portarla lontano da Mystic Falls.

Parlando di famiglia, ecco un ultima domanda: nell’episodio della scorsa settimana hai sfiorato il viso a Joseph Morgan, dopo che Elijah ha detto a Klaus che vive una vita vuota. Era previsto dalla sceneggiatura?
No. Mi è venuto al momento. Abbiamo girato la scena da angolazioni diverse, ed è successo che lui fosse così vicino a me in questa ripresa e che io mi sia sentito molto triste per le sue minacce… sembrava così solo e perso… mi sono lasciato prendere dal momento e gli ho sfiorato il viso. Lui ha detto “mi è piaciuto quello che hai fatto”. Sono stato molto felice che sia finito nel montaggio definitivo.


http://youtu.be/xNF2r9bbR-Y

Fonte

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