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Recensioni The 100

The 100 | Recensione 4×02 – Heavy Lies The Crown

Dopo la scorsa puntata mi aspettavo di vedere due fronti netti in azione, uno a Polis, a reggere la precaria situazione politica, e l’altro ad Arkadia, a cercare di trovare una soluzione all’imminente catastrofe nucleare; e invece le strade si sono ulteriormente divise, creando anche delle interazioni che fino alla stagione scorsa avrei ritenuto altamente improbabili, ma che mi hanno sorpreso in positivo.

Partiamo da Polis, e in questo caso la coppia improbabile è quella formata da Kane e Octavia. I due completamente agli estremi: Kane è un perfetto diplomatico, riflessivo e lungimirante, che ha capito la cultura dei Grounders e procede sulla strada della non violenza per cercare di risolvere questioni estremamente delicate e salvaguardare il bene del suo popolo; Octavia invece è irruente, impulsiva, ha fatto propria la filosofia più violenta del mondo dei Grounders e non si fa problemi a eliminare i problemi alla base senza troppi giri di parole. Dove la diplomazia fallisce, Octavia è pronta a diventare la mano armata di Kane (volente o nolente) e risolvere a modo suo la situazione. Per quanto strana, questa accoppiata sembra però funzionare; i Grounders dopo tutto non si sono mai dimostrati troppo aperti al dialogo, per cui, senza l’intervento di O, la missione di Kane avrebbe fatto un buco nell’acqua. Vedere Octavia in azione è sempre una nota positiva, però mi sento di dover fare comunque un appunto: dopo la perdita di Lincoln si è giustamente chiusa in una corazza, combattendo il dolore con rabbia e desiderio di vendetta, però non vorrei che perdesse la sua parte più umana per venir sfruttata semplicemente come macchina da guerra; emotivamente è un personaggio che ha veramente tanto da mostrare e limitarla al ruolo di donna d’azione mi sembrerebbe uno spreco – anche perché dubito che il tormento interiore si sia spento con la morte di Pike…

Nonostante sia diventato il nuovo Flame Keeper, la leadership di Roan è ancora appesa a un filo, e sicuramente non sarebbe stato in grado di affrontare uno scontro all’ultimo sangue e uscirne vincitore. Apprezzo il fatto che, come Lexa, anche lui cerchi di essere un re più lungimirante, in grado di scendere a compromessi e non risolvere tutto con una carneficina; la sua fiducia in Clarke non è totale come era sembrata nella scorsa puntata, ma almeno le concede il beneficio del dubbio, e, per le circostanze a cui siamo abituati, direi che è già una gran cosa.

Abby è stata un punto di domanda in questo episodio: che senso ha avuto farla restare a Polis per poi rimandarla ad Arkadia subito dopo? Il doversi prendere cura di Roan non mi è sembrata una giustificazione così forte e scegliere poi di tornare a fare da babysitter a Clarke quando si era appena detto “lasciamo che siano i giovani ad occuparsi del problema” mi è parso una contraddizione.

Sull’altro fronte invece quel che resta dei 100 si impegna in un allegro brainstorming per cercare di capire come salvare il mondo. E inaspettatamente la soluzione potrebbe essere a portata di mano – e per una volta escludere dall’equazione Clarke e le leve, che si sa già come va a finire: la stazione alfa dell’arca ha resistito nello spazio, quindi potrebbe nuovamente incarnare il suo scopo biblico di accogliere quel che resta dell’umanità e proteggerlo da un altro disastro radioattivo. Per dare almeno una chance a questo piano però il gruppo si deve dividere, portando Bellamy, Miller, Bryan, Monty e Harper nel territorio di Azgeda per recuperare un generatore dalla farm station.

La baldanza dell’avere il lasciapassare di Roan si esaurisce dopo due secondi, dato che come al solito il popolo della Ice Nation non brilla certo per buone maniere e non è probabilmente ancora stato informato del cambio politico al vertice di Polis (non che, secondo me, la cosa avrebbe fatto la differenza). Quando però riescono a entrare, i ragazzi scoprono una situazione che di certo non si aspettavano e The 100 diventa di nuovo teatro di una forte scelta morale. Dopo aver sterminato i superstiti della stazione agricola, innescando tutte le vicende legate a Pike, i guerrieri di Azgeda ne hanno preso possesso e hanno reso schiavi i pochi sopravvissuti. Il dilemma quindi si pone sul chiudere gli occhi di fronte a questo fatto e riportare ad Arkadia il generatore, dando così speranza di sopravvivere a centinai di persone, oppure rischiare il tutto per tutto (generatore compreso) per liberare i prigionieri. È un topic che già si era proposto a Mount Weather, solo che in quel caso la scelta poteva apparire più facile, perché, sebbene gli abitanti del rifugio fossero in gran parte innocenti, sull’altro piatto della bilancia si ponevano i loro compagni; stavolta invece si tratta di persone conosciute, del loro stesso popolo, ed è solo una questione di numeri e di responsabilità. Nel mezzo però c’è stata una terza stagione fatta di scelte ancora più difficili, di massacri e di immense perdite, a gravare sul cuore di tutti, e in particolare ovviamente su quello di Bellamy. Harper e Bryan votano ovviamente a favore della liberazione degli schiavi, l’una per aver provato la prigionia sulla sua stessa pelle e l’altro per aver vissuto la violenza dell’attacco di Azgeda, mentre Miller e Monty si schierano per la salvezza del generatore, anche in questo caso come ci si aspetterebbe da chi già aveva messo a repentaglio la propria relazione e aveva sacrificato la vita della madre in nome del bene superiore. A far pendere l’ago della bilancia è quindi Bellamy, il Bellamy che ha tenuto la mano a Clarke mentre distruggeva Mount Weather ma anche il Bellamy che ha massacrato centinaia di Grounders a sangue freddo e che ora si trova a seguire il difficile percorso della redenzione. La scelta più logica e più giusta sarebbe stata quella di chiudere tristemente gli occhi e allontanarsi dalla farm station senza guardarsi indietro, ma sarebbe stato troppo facile – trovare la soluzione ai mali del mondo nella seconda puntata sarebbe stato davvero troppo semplice. Non posso fare a meno di essere d’accordo con Raven, ma capisco che agire in questo modo fosse l’unica alternativa possibile per Bellamy, che può convivere con questa decisione ma non si sarebbe mai perdonato per aver lasciato dei compagni dopo aver partecipato all’attacco di Pike in nome della vendetta in loro onore.

Per cui ad Arkadia si è di nuovo punto a capo, con un alpha station che nelle condizioni attuali è un po’ come la porta di legno in Titanic. Qui abbiamo lasciato Clarke, Raven, Jaha e Jasper. Ancora una volta mi devo schierare dalla parte di Raven: mettere le carte in tavola potrebbe generare il panico nella popolazione, ma tutti dovrebbero avere il diritto di sapere a cosa stanno andando incontro e per cosa dovrebbero lottare. Un leader deve spesso fare i conti con scelte scomode, ma la verità deve essere detta; dopo tutto quello che hanno passato, io avrei più fiducia nel mio popolo. Il confronto con Jaha è stato quanto mai azzeccato, ma, appunto perché ora Clarke ha la maturità e l’esperienza necessaria per comprendere la durezza delle sue scelte, dovrebbe anche essere in grado di non ripetere gli stessi errori del passato. Clarke ha le potenzialità per essere un grande leader ma troppe volte fa eccessivo affidamento su se stessa, facendosi carico di tutte le responsabilità e quindi anche di tutte le conseguenza.

Jasper è di nuovo una nota stonata. L’improvvisa euforia è semplicemente l’altra faccia della stessa medaglia da campione di autocommiserazione: di nuovo, nessuno mette in dubbio la sua sofferenza, ma arrivati a questo punto mi sembra anche ora di uscire dal tunnel; o per lo meno, se proprio cercare di sopravvivere e aiutare i tuoi compagni ti riesce così pesante, abbi come minimo la decenza di non mettere i bastoni fra le ruote agli altri e di tenere per te l’entusiasmo per l’imminente fine del mondo. Qualcuno gli dia uno scopo nella vita, per favore.

Per questa settimana direi che è tutto, e scusate per il papiro ma è stato un episodio molto denso – chiudo e vi lascio con il promo della 4×03 (che sottotitolerei “Tanto c’è tempo – le ultime parole famose“)

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e ricordatevi di passare dalle pagine

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