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Rubriche & Esclusive

Jane Austen e i suoi adattamenti: una guida personalissima

A 202 anni dalla morte di Jane Austen, i suoi romanzi e i rispettivi adattamenti sono ancora in grado di appassionare ed attirare fans sempre nuovi (oltre a essere accolti con gioia dai janeites di vecchia data).

Al momento la BBC ci sta deliziando con Sanditon (alla cui conclusione leggerete un articolo) ma sappiamo che una nuova trasposizione di Emma è in corso d’opera per cui, anche se il tempo passa, la zia Jane è ancora un asso un su cui puntare per un sicuro successo.

Nell’intervallo fra il 2005 e il 2009, tutti e sei i romanzi completi hanno ottenuto nuove trasposizioni ma per chi come me è esperto del settore (sì, il gergo tecnico si applica benissimo vista l’alta competenza di noi janeites in merito), i vecchi classici non tramontano mai e orientarsi nella giungla delle trasposizioni può risultare difficile per un neofita o un simpatizzante. Per questo (e perché non mi stancherei mai di parlare della zia Jane) mi sono decisa a scrivere una summa delle trasposizioni dei romanzi a mio parere migliori (ergo non li troverete tutti: esempio, NON troverete “Pride and Prejudice and Zombies” perché per me è solo un brutto incubo che non è mai avvenuto).

Prima di iniziare, però, vi invito a tenere presente una cosa: per il principio per cui in Gran Bretagna ci sono quattro attori, due set e un ombrello, ho perso il conto di quanti interpreti ben noti del cinema britannico siano passati da film austeniani per cui non stupitevi di ritrovare nomi ben noti a livello mondiale.

Orgoglio e Pregiudizio 

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Il più noto romanzo della Austen è anche sicuramente quello che ha ricevuto più trasposizioni, alcune con più successo di altre. Queste le mie preferite:

  • quella del 1940. I vestiti erano totalmente diversi dalla moda regency e molti cambiamenti furono apportati alla trama (una Lady Catherine de Bourgh che finisce per incoraggiare l’unione del nipote ed Elizabeth è qualcosa di imperdonabile), ma Darcy è interpretato da Laurence Olivier ed è per me impossibile non condonare il resto solo per questo motivo.
  • La miniserie del 1995. Colin Firth è Darcy, Jennifer Ehle è Lizzie. Andrew Davis è una garanzia in campo austeniano grazie soprattutto a questa trasposizione. Sei puntate in cui la storia viene raccontata in maniera accurata e vivace, il casting è precisissimo e la regia dinamica apre a un nuovo modo di fare sceneggiati in tv. Firth è un Darcy perfetto e personalmente lo adoro perché riesce appieno a cogliere l’ironia del personaggio. La chimica fra i protagonisti è notevole (dovuta anche dalla reale romance in atto) e questo fa sì che quando i due dividono la scena è impossibile non appassionarsi agli eventi.
  • Il film per il cinema di Wright del 2005. Keira Knightley è Lizzie, Matthew MacFadyen è Darcy. Tutto di questo film lo ha reso velocemente uno dei fan favourite delle trasposizioni: le musiche di Dario Marianelli (candidato all’Oscar), gli scenari naturali, la fotografia, il casting. Keira è una – per me – Elizabeth perfetta, Matthew riesce a rendere sullo schermo tutta la passione trattenuta di Darcy e la sua immensa timidezza (facendolo pareggiare con Firth tra i miei Darcy preferiti), Jenna Malone è una Lydia al limite dell’omicidio e il resto del cast – che annovera Donald Sutherland, Judi Dench, Brenda Blethyn, Carey Mulligan al suo esordio – veste gli abiti dei personaggi con una forte fedeltà al romanzo (unica eccezione, Bingley che sembra alle volte un po’ sciocco).
  • The Lizzie Bennet Diaries. Web series (la trovate qui) in cui una giovane Lizzie Bennet usa il suo vlog per raccontare le sue disavventure. Divertente, attuale, con un cast niente male. L’ho guardata in un solo pomeriggio e mi diverte sempre moltissimo.
  • Matrimoni e Pregiudizi aka P&P in salsa Bollywood. Se escludiamo che il cinema di Bollywood ha un fascino particolare già di suo, questa trasposizione è una delle mie preferite. Lizzie è interpretata da una delle più belle donne viventi – Aishwarya Rai – e nel cast abbiamo due nomi ben noti al mondo occidentale: Indira Varma (Game of Thrones, Mondo senza Fine, Carnival Row) e Naveen Andrews (Lost, Sense8) ma è difficile non notare anche Martin Henderson (Grey’s Anatomy), Alexis Bledel (Una mamma per amica) e Daniel Gillies (The Originals). Bellissimi colori, canzoni molto orecchiabili e cambiamenti al romanzo che non ne snaturano la storia: quando lo danno in tv, non lo manco mai.
  • Lost in Austen. Serie del 2008 per iTV, che vede una giovane del XXI secolo – Amanda – catapultata ai tempi di Orgoglio e Pregiudizio e costretta dalle circostanze a vivere le vicende del romanzo austeniano, al posto della vera Lizzie Bennet (che si ritrova nel XXI secolo).

Ragione e Sentimento

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  • Il film da Oscar del 1995 con protagoniste Emma Thompson (autrice e vincitrice dell’Oscar per la sceneggiatura) e Kate Winslet e regia di Ang Lee. Già il casting è una garanzia: oltre a Thompson e Winslet abbiamo Hugh Grant (Edward Ferrars), Alan Rickman (il miglior Colonnello Brandon), Gemma Jones (Mrs Dashwood), Tom Wilkinson (Mr Dashwood), Hugh Laurie (Thomas Palmer) e Imelda Staunton (Mrs Palmer). Ma se ciò ha rappresentato un ottimo punto di partenza, l’intera storia è narrata come solo la Austen avrebbe potuto farlo e questo rende il film del ’95 un piccolo gioiello.
  • La miniserie del 2008. Andrew Davis colpisce ancora. Dopo la trasposizione del ’95 del romanzo fratello Pride and Prejudice, Davies cura la versione del 2008. Nel cast abbiamo un giovane Dan Stevens (Downton Abbey, Legion) nei panni di Edward Ferrars, Dominic Cooper (Mamma Mia, Agent Carter, Preacher) che seduce anche lo spettatore nei panni di Willoughby, David Morissey (The Walking Dead) in quelli di Brandon, Mark Gatiss (Sherlock, Game of Thrones) e Janet McTeer (The White Queen, Jessica Jones). Sono tre puntate ben fatte, aperte da una sigla memorabile quasi quanto quelle di Orgoglio e Pregiudizio ’95 e North and South (con la quale condivide il compositore: Martin Phipps), i personaggi e le storie sono estremamente fedeli e affascinanti. Nonostante non ci sia un reale paragone con il film di Ang Lee, la miniserie è una delle mie preferite da guardare e riguardare.
  • From Prada to Nada. Filmetto del 2011 senza arte né parte che vuole trasporre la storie delle sorelle Dashwood ai giorni nostri. Per quanto sia terribile sotto molti aspetti, è godibile e divertente, intrattiene.

Emma

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  • Il film tv del ’96 con Kate Beckinsale e Mark Strong. Per quanto non mi faccia impazzire, va ricordata perché è una delle poche testimonianze di una Emma Woodhouse con i capelli scuri, come nel romanzo.
  • Il film del ’96 di MacGrath con Gwyneth Paltrow e Jeremy Northam aka il motivo per cui la piccola The Lady and the Band lesse per la prima volta Emma. La Paltrow era agli inizi della carriera ma già dimostrava il suo talento riuscendo a cogliere le varie sfumature della protagonista più complicata dell’universo austeniano. Northam è un Knightley perfetto e affascinante e il resto del cast è così in character che diventa difficile dissociare realtà da fantasia: Ewan McGregor (con un orrido taglio di capelli) è Frank Churchill, James Cosmo e Greta Scacchi sono i Weston, Alan Cumming un viscidissimo (e perfetto) Mr Elton, Toni Collette la timidissima Harriett Smith, Susan Thompson la ciarliera Miss Bates. Fedelissimo al romanzo, nello spirito e nelle battute, questo Emma è tuttora uno dei miei film preferiti in assoluto.
  • Miniserie BBC del 2009. Romola Garai è Emma e Johnny Lee Miller (Elementary) interpreta Knightley: la miniserie consta di quattro puntate e un cast con nomi noti come Michael Gambon, Blake Ritson, Tamsin Greig e Rupert Evans. Molto fedele al romanzo, la Garai è una Emma convincente e Miller un perfetto Knightley. Anche in questo caso come per Ragione e Sentimento, la miniserie non batte il film ma gli fa una bella concorrenza. Piccola curiosità: sia Miller che Ritson hanno vestito i panni dello stesso eroe austeniano in passato, li ritroveremo più avanti.
  • Clueless. Il film del 1995 è una versione ambientata nella Beverly Hills degli anni ’90, del romanzo di zia Jane. Citato ancora al giorno d’oggi, Alicia Silverstone è Cher Horowitz (equivalente di Emma Woodhouse), figlia di un miliardario, vip a scuola, appassionata di moda e di fatti altrui che finirà per scoprirsi innamorata del figliastro di suo padre, interpretato da un giovanissimo (ma già affascinante) Paul Rudd. Il film ebbe così tanto successo che ne fecero una serie televisiva, che però perse il legame con il romanzo austeniano (risultando comunque interessante).
  • Emma Approved. Facente parte del circuito di Pemberly Digital (canale Youtube che riadatta in web series, classici letterari) come The Lizzie Bennet Diaries, Emma è parte dello staff di un’agenzia di consulenza e, ogni giorno, tiene un accurato reportage web delle sue giornate. Brillante, divertente e intrigante, anche in questo caso la Pemberly Digital ha realizzato una bella trasposizione. Se non la conosceste (o aveste voglia di rivederla), cliccate qui.

Persuasione

Jane Austen adattamenti

Di tutti i romanzi della Austen, questo è il mio preferito e molto si deve al mio amore per il protagonista maschile, il capitano Frederick Wentworth, vi lascio immaginare le pulci che avrei fatto alle trasposizioni… se ce ne fosse stato bisogno.

  • Il film del 1995 di Roger Mitchell. Considerato il motore della cosiddetta Austen Renaissance perché aprì le danze per la serie di trasposizioni austeniane del biennio ’95-’96, è molto amato da noi janeites. Il film del ’95 ha il pregio di portare sullo schermo una pellicola che non è solo l’adattamento della storia ma soprattutto della vita e del mondo del romanzo. Mitchell girò le scene in ordine cronologico, permettendo di fatto agli attori di evolvere e crescere con i personaggi (cfr per esempio la recitazione di Amanda Root/Anne Elliott che progressivamente si libera della costrizione iniziale), tutto, dai costumi alle scenografie, è lasciato con un’ombra di trasandatezza, esattamente come sarebbe stato in realtà, il volto di Ciaràn Hinds (il capitano Wentworth) è solcato dalle rughe tipiche di chi ha passato la sua giovinezza in mare aperto, mentre Amanda Root è un’incredibile Anne: le interazioni fra i due non sono altro che sguardi nascosti e mani che si sfiorano, ma ciò rende la finale ricongiunzione solo più poetica. Esattamente come nel romanzo. Completano il cast: Susan Thompson (già citata per l’Emma del ’96) nei panni di Mary Elliott Musgrove, Fiona Shaw in quelli di Mrs Croft e Corin Redgrave, fastidioso, vanesio, Sir Walter Elliott.
  • Il film iTV del 2007. Sally Hawkins è Anne mentre Rupert Penry-Jones è Wentworth. Questa trasposizione ha un posto speciale nel mio cuore per il semplice fatto che – benché riconosca l’innegabile valore di Ciaràn Hinds – Wentworth è esattamente come l’ho sempre immaginato. In un’ora e mezza, il film tv riesce a raccontare benissimo il difficile ricongiungimento fra Anne e Frederick, il tormento di entrambi nel ritrovarsi ma anche la rinascita del sentimento reciproco. La Hawkins dimostra nuovamente il suo valore di attrice dando all’eroina austeniana la quieta determinazione di chi ha imparato a proprie spese le conseguenze della poca fiducia in sé mentre Penry-Jones dona a Wentworth tutto il fascino e la vivacità del personaggio senza dimenticarne i tormenti. Unico difetto (al limite dell’imperdonabile) è la magnifica lettera di Wentworth (una delle più belle pagine austeniane) accompagnata da una scena che ha dell’assurdo. Nel cast del film troviamo: Anthony Head (Sir Elliott) e Tobias Menzies (Mr Elliott).

Mansfield Park

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  • Il film di Patricia Rozema del 1999. Se dimentichiamo il romanzo, il film della Rozema è un ottimo film: ha ritmo, un ottimo cast e una buona sceneggiatura. Ma siccome si chiama Mansfield Park e la protagonista dovrebbe essere Fanny Price, ha un posto d’onore negli adattamenti che mi fanno arrabbiare (ma che in fondo mi piacciono). Frances O’Connor è una Fanny decisamente più determinata e battagliera della Fanny del libro (senza considerare l’affair con Crawford che la Fanny del libro non avrebbe mai considerato), l’elemento dello schiavismo non è nemmeno accennato nel testo originale e Tom Bertram è una sorta di eroe maledetto invece che un figlio primogenito viziato che impara a sue spese cosa accade a lasciarsi andare ai vizi. Queste sono solo alcune delle troppe differenze rispetto al libro della Austen, tradito nel suo spirito prima ancora che negli eventi. Ciononostante, se si dimentica il libro, il film è scorrevole e piace: Johnny Lee Miller nei panni di Edmund Bertram è fin troppo facilmente amabile, James Purefoy è un Tom Bertram bohemienne con poche battute ma molto fascino, Alessandro Nivola un Mr Henry Crawford seducente quanto infido e Lindsey Duncan (A Discovery of Witches) e una giovanissima Sophia Myles (Moonlight, Doctor Who, A Discovery of Witches) bucano lo schermo anche con poche scene e battute, e come dimenticare Hugh de Bonneville,  il futuro Lord Crawley di Downton Abbey, nei panni vani di Mr Rushworth?
  • Il film iTV del 2007. Realizzato insieme al su citato Persuasione e al successivo Northanger Abbey, il film per la tv del 2007 è comunque ben lungi da essere perfetto (per quanto infinite volte meglio di quello della Rozema): Billie Piper non riesce a rappresentare appieno la volontà di ferro dietro un’apparenza fragile di Fanny Price mentre Blake Ritson (che abbiamo già incontrato più su a proposito di Emma 2009) è a volte troppo imbambolato per poter essere il clergymen battagliero senza sosta che è Edmund, tuttavia il film è fedele al testo nei suoi passaggi fondamentali e il resto dei personaggi è fedele agli originali e questo me lo rende molto caro. Lo zio Bertram, come nel romanzo, è severo e temibile ma capace di grandi atti di dolcezza e giustizia nei confronti di Fanny, sua moglie Lady Bertram, sveglia a tratti, e Mrs Norris (odiosa sempre) sono le copie carbone delle pagine del libro, la bellissima e vanitosa Maria Bertram ha tutto il fascino vano della bellezza della Maria austeniana, mentre James d’Arcy (Agent Carter) veste i panni vivaci e superficiali di Tom Bertram come un guanto. Ma il personaggio che spicca su tutti, protagonisti compresi, è senza dubbio la Mary Crawford di Hayley Atwell (la Peggy Carter della Marvel): vanitosa, superficiale, seduttiva, affascinante ma anche capace di distinguere il bene dal male e ignorare il primo per ridere del secondo. Un po’ come Edmund, lo spettatore rimane affascinato da Mary Crawford e si convince che sotto quel velo di leggerezza ci sia una brava persona salvo accorgersi che, come Fanny ben sa, è tutta superficialità e niente altro.

L’ Abbazia di Northanger

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Il romanzo più meta-romanzo della Austen ha avuto due trasposizioni televisive, una delle quali introvabile (e infatti non l’ho vista). Nel 2007, la iTv ha commissionato al leggendario – ormai – Andrew Davis l’adattamento del romanzo austeniano e come al solito si è rivelata un’ottima idea. L’ adattamento di Northanger Abbey è estremamente difficile perché di per sé la bellezza del romanzo è altrove rispetto alla – seppur bella – storia: è tutta nelle battute parodiche nei confronti dei romanzi gotici e sentimentali dell’epoca, i vari Anne Radcliffe e Fanny Burney e Samuel Richardson, battute che sono state in parte presentate nel film attraverso i sogni e le fantasie dell’eroina che prendono vita.

La protagonista, Catherine Morland, ha il viso incantevole di Felicity Jones (La Teoria del Tutto, Rogue One) mentre Henry Tinley, uno degli eroi più divertenti della Austen, ha il bel viso dal sorriso aperto di JJ Field (Austenland, Turn) e non guasta che nei panni della pericolosa Isabella Thorpe ci sia Carey Mulligan, sempre deliziosa in qualunque ruolo. Nel cast, poi, troviamo anche Liam Cunningham, futuro ser Davos Seaworth in Game of Thrones.

Il film è molto divertente e coinvolge a tal punto da non farti accorgere del tempo che passa finché non giungi alla conclusione; tuttora è una delle mie trasposizione austeniane preferite.

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Il mondo austeniano è stracolmo di libri, giornali, fumetti e altre serie tv e film (cfr “Miss Austen Regrets“, “Austenland“, “Il Club di Jane Austen“) ma i romanzi hanno sempre un posto speciale nel mio cuore e ogni volta che si annuncia un nuovo adattamento, divisa fra terrore e desiderio, non vedo l’ora di guardarlo.

E voi? Li conoscevate tutti? Quali sono i vostri preferiti? Vi aspetto nei commenti.

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