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Game of Thrones Recensioni

Game Of Thrones | Recensione 5×05 – Kill the Boy

Siamo già a metà della stagione con questa 5×05, «Kill the boy», ragazzi miei. Siamo a metà, con un sacco di feels sulle spalle, problemi da sbrogliare, book reader non poco sul piede di guerra e l’assoluta consapevolezza che non vedremo mai tutti i protagonisti nello stesso episodio, visto che ormai sono la metà di mille.

Dunque, parto con una premessa: io sono una book reader, è vero. Sono anche abbastanza puntigliosa, non tanto perché mi piaccia fare la Hermione Granger (epoca della Pietra Filosofale) della situazione, più che altro perché A Song Of Ice And Fire è una saga che amo alla follia, una saga che mi appassiona, una storia incredibilmente ben costruita da un autore che sarà lento come la Quaresima, ma è intelligente, diavolo se lo è. Questo per dire che sebbene io cerchi di chiudere un occhio (o magari anche tutti e due) sulla serie for the sake of having i miei personaggi preferiti prendere vita, ci sono cose che proprio non posso ignorare o perdonare. Già Barristan Selmy (ormai ufficialmente entrato nella lista dei caduti) è stato un duro colpo, ma la chiusura di questa puntata è stata proprio un grande no. Però con ordine. Della fine ne parliamo alla fine. Partiamo dall’inizio, che è meglio.

La scena si apre a Meereen, dove Verme Grigio è in bilico fra la vita e la morte e Barristan ha già superato il velo (tanto per restare in tema Harry Potter), per il dolore di Daenerys, che così perde l’unico vero legame che aveva con il suo passato, l’unica persona che avesse davvero conosciuto la sua famiglia, non solo per sentito dire come Jorah, e non avesse una visione distorta e vagamente psicotica come Viserys. Se qualcuno poteva aiutarla a diventare una brava sovrana, come avrebbe potuto esserlo Rhaegar, come lo sono stati suo nonno Jahaerys II e il suo bisnonno Aegon V (direi di escludere suo padre dal conteggio, per ovvie ragioni), quello era Ser Barristan. Adesso Daenerys deve davvero cavarsela da sola, anche perché se sta ad ascoltare i consigli di gente come Daario che vorrebbe far fuori tutti i Meereenesi che gli passano a tiro stiamo freschi.



Certo, non che Dany sia tutta rose e fiori e strette di mano pacifiche. È pur sempre una Targaryen, follia e grandezza nella stessa persona, e come abbiamo capito già da un po’, she does not have a gentle heart. E sa fare le vendette in grande stile, come ci dimostra anche adesso, radunando tutti i capi delle grandi famiglie di Meereen e portandoli nelle cripte dove tiene i draghi. Dopo un mini discorsetto in Valyriano il cui succo era «mi avete ammazzato la simil figura paterna adesso vi abbrustolisco tutti», uno dei Great Master finisce per essere lo spuntino di mezzanotte di Rhaegal e Viserion, il tutto con sottofondo la musica della scena più epica nella storia della televisione, aka il «Dracarys» ad Astapor. Sapete benissimo a quale scena mi riferisco, come on.


Da brava mamma, però, Daenerys si preoccupa che Rhaegal e Viserion non facciano indigestione, e quindi rinchiude tutti gli altri Master per la cena del giorno dopo. Salvo poi una chiacchierata con Missandei (reduce da una scena orribilmente à la Nicholas Sparks in cui Verme Grigio appena uscito dal coma le dice ‘no ma avevo paura di non vederti mai più‘ e bla bla bla e poi si baciano dopo tre maledette stagioni che era praticamente telefonata ma dai siamo in un Harmony? Per cortesia), che le fa capire che dovrebbe fare quello che lei ritiene essere giusto, non quello che le suggeriscono i suoi consiglieri. Eccerto, perché i consiglieri son lì apposta per essere ignorati.
Ora. Capisco il voler dare più agency a Daenerys, e soprattutto far servire a qualcosa la dolorosissima morte di Barristan, ma questa cosa che il matrimonio con Hizhdar diventa farina del suo sacco mi infastidisce proprio, quando nei libri Dany ha passato tutto il tempo fino alla notte prima delle nozze a lamentarsi che se sposava zo Loraq non poteva più ripassarsi Daario in tutti i modi e in tutti i laghi. Boh. Fatto sta che Dany decide che forse quella cosa di «unire il popolo» non era poi tanto una scemata, e quindi riapre le fosse di combattimento e comunica a Hizhdar che lo sposerà (dopo aver minacciato di darlo in pasto ai suoi draghi perché ehi, mi sembrano delle ottime basi per un matrimonio, o no?). In qualunque caso, è su questo matrimonio imminente che lasciamo la situazione a Meereen. Cosa succederà? Non penso basterà un bel pranzo di nozze per calmare gli animi dei Figli dell’Arpia, senza contare il solito, ENORME problema dei draghi. Quindi non prevedo nottate tranquille per Daenerys Targaryen, non importa quanto provi a mettere pace in giro.

 
 
 
(ragazzi, siete carini e tutti, ma vi sembra un romanzo di Nicholas Sparks questo?)

Da Meereen ci spostiamo alla Barriera, dove— Sam legge a Aemon di Daenerys? Da una lettera? Ma scritta da chi? Inviata da dove? Chi è che sta divulgando roba sulla Madre dei Draghi quando praticamente a Westeros è ancora a metà tra la storia da marinai ubriachi e la speculazione?
Sinceramente, questa scena mi è sembrata un po’ campata per aria. Certo, va bene far vedere (e ricordare al pubblico) che c’è ancora un Targaryen ufficiale in giro, ma che purtroppo si trova lontanissimo da Daenerys, ma almeno fatelo con della cognizione di causa, non così a random. Senza contare che un messaggio che parla di una probabile erede dei Sette Regni dotata di draghi può arrivare indisturbato alla Barriera dove si trova un altro pretendente al Trono? E Stannis se ne sta tranquillo tranquillo? Melisandre non vede niente in quei suoi cavolo di fuochi? Mboh. I misteri.
In qualunque caso, Aemon non può fare niente per Daenerys, ma di sicuro può consigliare Jon, quando viene a chiedere un parere del vecchio Maestro. Deve fare «qualcosa che lo farà odiare dai suoi confratelli, ma che va fatto». E finalmente Aemon dice una delle battute che aspettavo di più, una delle mie preferite di tutti i libri, «Kill the boy, Jon Snow. Winter is almost upon us. Kill the boy, and let the man be born». E non è un po’ questo il riassunto di tutta la storyline di Jon? Imparare a crescere, a lasciarsi alle spalle quello che è stato (il Bastardo di Winterfell, quello che sognava di ereditare le terre di Ned), a diventare davvero quello che è (Jon Snow, Lord Comandante dei Guardiani della Notte). Insomma, un sacco di character development. La storyline del Nord non lascia niente a desiderare, in questa stagione, for real.

  
 
 

Infatti, Jon ascolta il consiglio di Aemon, e prende accordi con Tormund per andare a riprendere i sopravvissuti dell’esercito bruto a Hardhome, per fare una cosa mai sentita in migliaia di anni di storia: farli passare dall’altra parte della Barriera, farli stabilire nel Dono di Brandon, farli combattere per lui contro i White Walkers. Una cosa inaudita, e che infatti fa imbestialire più o meno tutti gli altri Guardiani, da Alliser Thorne a Dolorous Edd e Olly, ma che ha senso. I bruti sono uomini. I White Walkers no. Resterebbero vittime dei non morti anche loro, e ai Guardiani servono tutte le spade su cui possono mettere le mani, anche quelle brute. Jon si sta dimostrando un leader intelligente, capace di mettere da parte l’orgoglio e pensare, una volta tanto. L’unica cosa su cui sono dubbiosa è quando Tormund praticamente lo obbliga a seguirlo ad Hardhome per recuperare i wildlings. Jon, ecco, quella non credo sia una buona idea. Sento puzza di pessime decisioni e terribili conseguenze. Non farlo.
Also, finalmente Stannis si decide a marciare. Ormai ha aspettato anche troppo, ed è ora di andare a devastare distruggere e razziare quei gran figli di buona donna dei Bolton a portare la battaglia sotto alle mura di Winterfell. Stannis raduna i suoi cavalieri, la sua sacerdotessa rossa, anche moglie e figlia (per non lasciarle a Winterfell tra ‘assassini e stupratori’ lui le porta nel bel mezzo di un assedio, mi sembra un ragionamento che non fa una piega), e se ne va. Ora, anni e anni di fantasy mi fanno apprezzare una bella scena di esercito in partenza, perché diciamolo, fanno sempre la loro figura. E con loro si muove anche la trama, che molto presto congiungerà due delle storyline principali e risolverà un po’ la questione del Nord. Come, è tutto da vedere.

 
 
 
(ma il significato di questa scena?)

Dalla Barriera ci spostiamo a Winterfell, e io ve lo devo dire, le scene coi Bolton mi fanno venire i brividi e mi mettono incredibilmente a disagio. Anche quando non fanno niente. Soprattutto quando non fanno niente, perché almeno lo splatter lo so gestire, è questa tensione che mi uccide: prima o poi dovrà scoppiare, e spero per il bene degli showrunners che Sansa non sarà nelle vicinanze. O diventerò il Drogon della situazione.
Comunque, la prima scena in cui vediamo l’amico Ramsay è ovviamente piena di nudità, perché siamo sulla HBO, e prevede anche Myranda, la figlia del mastro del canile che ormai abbiamo capito essere spostata tanto quanto Bolton, perché questa non solo accetta ad andare a letto con lui, cosa che farebbe già disgustare le persone normali, no no, questa è innamorata di Ramsay. È gelosa di lui, o meglio, di Sansa. Al che io dico, a) vai a farti vedere da uno bravo perché di sicuro hai dei grossi problemi per essere presa da uno come Ramsay, e b) amica, ma davvero non hai idea di come giri il mondo? Sei una ragazza comune qualsiasi, Ramsay adesso è un nobile, Sansa una Lady di una delle sette Grandi Case, ma chi ti credi di essere. Vola bassa, impara il tuo posto nel mondo.

  

A quanto pare, però, Myranda è uscita da un fyccyna e crede di poter avere Ramsay tutto per sé, quindi decide di— giocare uno scherzo a Sansa? Traumatizzarla ulteriormente? Far arrabbiare Ramsay e farlo sfogare sulla Stark? Non si capisce bene. Fatto sta che va ad incontrarla sotto alla Broken Tower (ricordi della prima stagione, anyone? Quando Jaime ancora non piaceva a nessuno?), e dopo averle fatto i complimenti sul vestito in modo assolutamente non creepy, la porta al canile, e le dice che «c’è un ricordo di sua madre ad aspettarla in fondo.»
Sansa ci entra, dimostrando che le lezioni di Petyr sul non fidarsi mai di nessuno non sono proprio servite a niente, e io già mi stavo preparando al peggio alla visione delle ossa di Cat o qualcosa di simile, ci ritroviamo davanti Theon. I due si guardano un attimo, e poi Sansa se ne va, perché insomma, vedere l’uomo che pensi abbia ucciso i tuoi fratellini non dev’essere esattamente il best feeling ever.

 
 
 
 
(dio, quanti brividi. quanto mi disgusti, ramsay)

E da lì ritorniamo a Ramsay l’allegro psicopatico, che prima terrorizza un po’ Theon quando quest’ultimo gli dice di aver effettivamente incontrato Sansa (solo io ho avuto paura che gliel’avrebbe rotta, quella mano? O magari tirato fuori un coltello e tagliato via un paio di dita? Questa tensione mi uccide), e poi fa una bella scenata alla cena di famiglia assieme a Sansa, Roose e Walda Frey. Un paio di battutacce, la bruttissima scena in cui impone a Theon di scusarsi a Sansa per Bran e Rickon mentre tutti improvvisamente vorrebbero essere da qualche altra parte, e infine la doccia fredda quando Roose annuncia che Walda è incinta, e che il maestro di Winterfell pensa potrebbe essere un maschio. Ramsay, che è un bastardo, in fondo, ha tutto da perdere da un possibile figlio legittimo e magari meno psicopatico. E Roose lo sa benissimo, infatti quando i due restano da soli cerca di calmarlo, spostando la sua attenzione sull’imminente attacco di Stannis. Resta comunque il fatto che questa storia è una polveriera piena di robe inquietanti e torture psicologiche da far rizzare i capelli, e che i Bolton sono one fucked up family. Già.

 
 
 
(di nuovo, l’unica luce da Winterfell è Sansa)

Ora, arriviamo alla scena finale, con Jorah e Tyrion. Sinceramente, ho dei sentimenti incredibilmente contrastanti su questa sequenza. Da un lato è devastantemente diversa dai libri con così tante cose sbagliate che mi fanno sentire molto come Ben in Parks and Recreation (vedi qui sotto).

Dall’altra, però, hanno toccato due delle cose che preferisco in tutta la saga: Valyria prima del Doom, e i draghi. Dunque. Con ordine.
Jorah e Tyrion continuano la loro crociera, finendo a ritrovarsi non sul fiume Rhoyne dove dovrebbero essere nella saga (cosa che ci ha anche ben sottolineato Tyrion, quando dice, «Not the Rhoyne», come per rimarcare che proprio qui i libri non si sa più nemmeno cosa siano fatevene una ragione), ma vicino a delle rovine fumanti. Tyrion quasi non ci crede, e noi men che meno, ma Jorah l’ha portato a Valyria, nello Smoking Sea. Ora, di certo è la via più veloce, tagliare attraverso le rovine di Valyria invece che circumnavigarla (se non siete famigliari con la geografia di Essos vi lascio una mappa qui), ma non ha il minimo senso. Ogni marinaio in tutto il mondo del Ghiaccio e del Fuoco, dal mozzo al grande ammiraglio, da Westeros alle Isole delle Estate, teme lo Smoking Sea. Non solo per i fantomatici «demoni» che ci abitano, ma anche perché è proprio un mare difficile da navigare, quindi se non ci vanno nemmeno le grandi galee, che preferiscono prendere la rotta lunga (come fa coff coff Victarion coff coff), come diavolo fa quella tristissima barchetta di Jorah e Tyrion a resistere al viaggio?
Ah, ecco perché. Perché a quanto pare adesso Valyria è una rovina, sì, ma una bellissima e malinconica rovina ricoperta di vegetazione un po’ come Roma, quando invece dovrebbe praticamente essere come Pompei, considerando che il Doom, anche se non meglio specificato, ha di sicuro avuto a che fare con i vulcani delle Quattordici Fiamme. Quindi non ha senso che non ci passi nessuno quando è una gitarella così carina e rilassante, tanto da poter recitare e declamare poesie come fanno Jorah e Tyrion. E già qui.
Dall’altro lato, però, mi è piaciuto, perché oltre ad essere graficamente splendida, mi è piaciuto tantissimo vedere questa Valyria, io che amo i Targaryen e la loro storia; così come ho amato la scena in cui Tyrion vede passare Drogon, nonostante fosse una variazione grossa come una casa, perché Tyrion ha sempre sognato i draghi, li ha sempre ammirati, ha sempre studiato tutto quello su cui riusciva a mettere le mani, perché «Even a stunted, twisted little boy can look down over the world when he’s seated on a dragon’s back», come dice in A Game Of Thrones. E un po’ perché, lo ammetto, i miei sentimenti sui draghi sono esattamente gli stessi, e probabilmente avrei la sua stessa reazione se mai ne vedessi uno (quanto wishful thinking, lo so).

 
 
 

Quindi ecco, tutta questa sequenza di Valyria mi ha un po’ lasciata perplessa, perché mi è piaciuta ma non mi è piaciuta. Era comunque non male, almeno finché Jorah e Tyrion non passano sotto a un ponte, da cui si buttano giù… gli uomini di pietra. Me lo sarei dovuta aspettare, ma l’attacco degli uomini di pietra, i malati di greyscale, avveniva sul Rhoyne, con altri personaggi, in altri modi, e quindi proprio non avevo collegato le due situazioni. Fatto sta che questi uomini di pietra attaccano, resi quasi rabbiosi dalla loro malattia, quasi non umani, e Jorah e Tyrion si difendono come meglio possono. Tyrion, però, ancora legato, alla fine deve buttarsi in acqua per sfuggire a uno degli stone men — il cui tocco provoca un contagio quasi certo. E Tyrion va a fondo, trascinato per lo stivale da uno degli assalitori, mentre tutti a casa ci urliamo a vicenda ‘no, dai, è Tyrion, non oserebbero, non oserebbero, schermo nero, non provate a far venire i titoli di coda, dai, è tipo il protagonista, for fuck’s sake!‘.



Per fortuna, Tyrion non è morto. Jorah l’ha salvato e trascinato a riva, dove i due restano a contemplare le loro sorti: ancora vivi, sì, ma senza barca, e quindi costretti a fare il resto della strada a piedi. La demon road, dovrebbe essere, se la mia geografia essosiana non mi tradisce: nella saga è un postaccio, ma anche se nella serie cambieranno qualcosa sono sicura che ne vedremo comunque delle belle.
Anche perché, proprio prima della fine, mentre Jorah si allontana per prendere legna da ardere, lo vediamo sollevarsi la manica della tunica, e… mostrarci una chiazza di pelle già rovinata dalla greyscale. È stato contagiato. L’episodio finisce e io giuro, ho tirato almeno due cuscini e il mio orso di peluche vestito da Capitan America contro allo schermo del computer, ululando a metà tra la rabbia e il dolore.

 
 

Non potete trattarmi Jorah così, no, diventa proprio l’emblema del #MAIUNAJORAH, dai. È ovvio che sia praticamente fritto, perché nessuno sa come curare la greyscale, e ci è stato ripetuto millemila volte da Shireen e dagli altri che può non essere mortale nei bambini, ma per gli uomini non c’è speranza. Quindi mi sa che dovremo prepararci ad un altro addio. 
Senza contare il fatto che se la storyline della greyscale è stata data a Jorah, abbiamo proprio detto addio a Griff e a tutta la sua compagnia cantante, una cosa che mi fa male oltre ogni dire, visto che erano tra i miei preferiti (Griff soprattutto, perché davvero non sapete cosa sia la vera tragedia se non conoscete la sua storia). E questo mi ha fatta un po’ arrabbiare, devo dire. Non tanto quanto il taglio di personaggi molto più importanti, tipo Arianne o Quentyn in favore del loro inutilissimo fratellino Trystane, ma comunque abbastanza.

Quindi, voi cosa ne avete pensato? Book reader, non book reader, come vi trovate, adesso, a metà stagione? Lasciatemi le vostre opinioni e le vostre teorie, mentre qui sotto trovate il promo della 5×06, «Unbowed, Unbent, Unbroken» (finalmente un po’ di Dorne serio, grazie ai Sette), sottotitolato dai ragazzi di Game Of Thrones – Italy, e i link alle altre nostre affiliate, Team Sansa, L’immane disgusto di Varys nei confronti dell’umanità, e La dura vita di una fangirl. Qui ci sono i punteggi del FantaGoT, e noi ci vediamo alla prossima.

Considerazioni random:

  • Almeno Daenerys si rende conto che la morte di Barristan è stata stupida. Grazie ai Sette Dei, esprimi tutti i nostri pensieri, bionda, almeno per questa volta.
  • Io comunque ho deciso che la mia massima aspirazione nella vita è minacciare qualcuno in Valyriano col fuoco e col sangue. E con dei draghi, obvs.
  • Quando Dany dice a Missandei «You know why I’m here» mi è proprio venuto da dire ‘oh, almeno qualcuno lo sa, perché tutto il resto di noi mortali se lo sta chiedendo da un bel po’‘.
  • Mi è piaciuta molto la scena di Jon e Olly, perché in realtà Olly rappresenta un po’ l’interezza della Night’s Watch, e quello che dice Jon è molto, molto sensato, «Winter is coming. We know what’s coming with it, and we can’t face it alone.»
  • Qualcuno mi spiega il senso che ha avuto la scena da Sam e Stannis? Era per far sapere a Stannis che il dragonglass funziona contro gli Estranei? Ma non gliel’aveva già detto qualcuno? Oppure era lì solo per fare da filler, come penso io?
  • Vedere Winterfell in lontananza nella scena di Pod e Brienne fa sempre un certo effetto. Also per fortuna che c’è Brienne a dire le cose come stanno quando Pod se ne esce con cavolate tipo, «She’s far away from the Lannisters. Maybe she’s safe». Ma io dico, ma sei scemo?
  • Theon che è diventato tutti i book readers del mondo quando dice a Sansa, «You should not be here». Oh, almeno qualcuno che lo sa, grazie ai Sette.
  • Ditemi che non sono l’unica che ha una paura folle di Ramsay soprattutto quando fa tutto il gentile. È al massimo della sua creepyness e io davvero, non riesco a guardarlo senza farmi su sul divano e coprirmi gli occhi in attesa che succeda qualcosa di orribile.
  • «Reek, you will give away the bride», e questo, signore e signori, è esattamente il motivo per cui non supporto per niente la storyline di Sansa a Winterfell, perché Ramsay è un bastardo torturatore e questo è solo l’inizio. Vedrete.
  • Tyrion sta proprio scendendo sulla via dell’alcolista, perché quella in barca con Jorah assomigliava proprio a una mini-crisi di astinenza…
  • Infiniti flashback del Principe Caspian quando Tyrion affonda. Ma proprio tantissimi. Siamo a Narnia, per caso?

Best lines:

Daenerys: «Barristan the Bold, they called him

Daenerys: «Thankfully a suitor is already on his knees

Jon: «How are you feeling, Maester Aemon?»
Aemon: «Like a 100-year-old man slowly freezing to death.»

Random Night’s Watch brother: «Less enemies for us!»
Stannis:«Fewer
Davos:«What?»
Stannis:«Nothing

 
 

Davos: «When the battle comes, promise you’ll protect me?»
Shireen: «I promise.»

Myranda: «Do you find her pretty?»
Ramsay: «Of course I do. I’m not blind

 

Tyrion: «Long sullen silences and the occasional punch in the face. The Mormont way.»

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8 comments

Giò 12 Maggio 2015 at 20:19

Altro che due dita, io mi vedevo già la mano per terra stile famiglia Addams! Ma stranamente Ramsay è stato clemente, ma dopo la grande notizia della gravidanza non mi aspetto stia buono e tranquillo (per i suoi standard) ancora per molto.
Sansa mi sta piacendo, forse nonostante il prossimo arrivo di altri guai con Stannis, sia lui che la preoccupazione del futuro fratellino in arrivo terranno Ramsay un po’ più distante. In GOT ce ne sono di personaggi inquietanti ma lui veramente è uno dei primi (una volta ci mettevo anche Melisandre ma quest’ultima l’ho passata tra i “se li fanno fuori sarebbe meglio ma li posso sopportare ogni tanto”).
Sulla parte Jorah-Tyrion sono d’accordissimo con te! A partire da Tyrion in astinenza e fortunatamente ancora vivo (ha nove vite come i gatti per fortuna!) fino al maiunagioia per quel pover’uomo di Jorah. Non bastasse che quando arriverà da Daenerys lei sarà presumibilmente di nuovo sposata con un altro passante ci mancava anche la morte quasi certa. Anche se non è uno dei miei preferiti, mi dispiace per lui!
Jon ha fatto una scelta azzardata ma sono d’accordo con lui e, anche se non del tutto, sull’idea di partire pure lui, spero che tiri fuori un po’ di più il suo carisma perché ne avrebbe ma lo trattiene troppo.
Piccolo appunto: siamo arrivati a metà stagione, non ci voglio pensare! E nonostante durante tutta la durata della puntata stia attaccata allo schermo mi chiedo ogni tanto se per un telefilm non vi siano troppe storie da raccontare (e troppe poche puntate). Troppi personaggi distaccati tra loro da portare avanti e che così venga tralasciato più di qualcosa. Ad ogni modo appena leggerò i libri potrò fare un vero confronto.
Non vedo l’ora di vedere Arya (e Cersei LOL) e di scoprire un po’ di più di Dorne perché mancano solo cinque puntate e io mi ricordo solo Doran come nome.

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barricadeuse
barricadeuse 13 Maggio 2015 at 18:36

Ramsay sta plottando qualcosa di grosso, non so, me lo sento nelle ossa. Sarà che per ora la stagione è stata relativamente “tranquilla”, e quindi mi aspetto il botto in queste ultime puntate, ma comunque. Ramsay deve essere sbattuto a marcire in qualche cella buia e basta, secondo me. Stacca Melisandre e tutti gli altri, in quanto follia. Forse era lì lì alla pari con Joffrey, in effetti. Wow, bel paragone.
Cioé, ma immaginiamoci questo povero Jorah che ha attraversato mari e monti e torna a Meereen per trovare la sua regina sposata, il tutto condito da una malattia incurabile. Non è possibile, dai. Troppa sfiga per un solo essere umano!
Jon ha fatto la scelta giusta, certo, ma andare ad Hardhome è un azzardo, che potrebbe finire molto bene o molto male, e sinceramente proprio non so cosa aspettare, con questa stagione che sta andando un po’ dove vuole andare lei.
Hai perfettamente ragione, tra l’altro, a dire che sono troppe storyline: sono sparse a ventaglio, ed è ovvio che prima o poi convergeranno, ma per il momento nei libri sono ancora tutte disseminate, e se la serie davvero vuole chiudere attorno alla decima stagione o simili dovrebbe cominciare a tirarli un po’, questi fili, o no?

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Kon 13 Maggio 2015 at 17:43

Dany che parla valyriano guadagna sempre una decina di punti sex appeal. Dovrebbero farla parlare sempre così! Pare proprio un altro personaggio e non la lagna vivente che di solito è.
Da notare che nel momento in cui Aemon parla di Targaryen a Sam entra in scena Gionsnò. Cosa mai cercheranno di dirci gli autori ? Mah… chissà… non riesco proprio ad arrivarci…
Certo che le continue inquadrature a favore di Olly hanno frantumato i maroni. BASTAAAA! Tanto lo hanno i capito pure i sassi dove vogliono andare a parare.
Brienne che prima dice di voler proteggere Sansa e poi spiattella allegramente il suo nome al primo pezzente che passa fa invece capire quanto sia furba. Well played Brienne! Spero che Pod le dia un colpo in testa e prenda in mano la situazione. No, non QUELLA situazione, Pod, fermo!
E per l’amor di tutti gli dei vecchi e nuovi, qualcuno dia da mangiare a Myranda.

P.S. anche tu leggi i riassuntoni del Doc, ammettilo XD

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barricadeuse
barricadeuse 13 Maggio 2015 at 18:41

CHI non legge il Doc? Sono una fan appassionata del torneo di STACCE™, come potrei non esserlo? Anche se di solito cerco di leggerlo sempre dopo aver consegnato la recensione, giusto per evitare di ricalcare troppo i suoi commenti. Per curiosità, cosa te l’ha fatto capire?
In qualunque caso. Concordo sulla petizione per far passare Daenerys al Valyriano 24/7, ci guadagnerebbe eccome!
Anche a me Brienne è sembrata un po’ tonta, tra lei e Podrick hanno fatto un cervello in due in questa puntata, tra domande idiote e (ANCHE LEI COME SANSA MA PERCHÉ NESSUNO ASCOLTA QUELLA SINGOLA COSA GIUSTA CHE AVEVA DETTO PETYR?) fidarsi del primo che passa.
Also… io direi che in questa puntata gli autori si meritano proprio un ‘chachacha REAL SMOOTH’ per come ti hanno praticamente BUTTATO DAVANTI la R+L=J. Ma sinceramente, sono davvero contenta che comincino ad affrontarla anche nella serie, significa davvero che il fandom non ha avuto un’allucinazione collettiva per tutti questi anni!

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Kon 14 Maggio 2015 at 15:10

Quando hai parlato di romanzetti harmony a proposito di Missandei e Greyworm mi si è subito illuminata una lampadina, perchè avevo ancora in testa la copertina harmony fotoscioppata che apriva l’ultima recensione del doc, tutto qua!
Brienne si sa che è una tontolona, ma pure Sansa per adesso si sta rivelando un grosso MEH. Nelle ultime puntate della scorsa stagione sembrava chissà cosa, ma il mio timore che tutta quella messinscena dell’abitino dark fosse soltanto roba per far eccitare i suoi fan masculi sta diventando sempre più una certezza. La furbizia non è proprio il suo forte, e lo dimostra per l’ennesima volta dando ascolto senza pensarci alla prima pazzoide che passa e che la invita ad infilarsi in un tunnel oscuro pieno di latrati minacciosi.
Character development non pervenuto.

Reply
barricadeuse
barricadeuse 14 Maggio 2015 at 20:26

Giuro che però non ho guardato prima il riassuntone! Sarà che Missandei e Verme Grigio sono talmente fuori posto in una storia come GOT che l’associazione coi romanzetti rosa di quartultima categoria viene un po’ spontanea XD
E sono d’accordissimo nel dire che anche Sansa sta subendo un’involuzione non indifferente, insomma. Una cosa ha detto giusta, Baelish, UNA: non fidarsi. E tu cosa fai? Ti fidi della prima che passa che ti invita dentro ai canili, ma dai.

Reply
L@ur@ 13 Maggio 2015 at 22:41

Con la gif di Parks and Rec mi hai conquistata per non parlare della citazione al “Principe Caspian”!
Puntata un pò lentina, non ho letto i libri, quindi per me è sempre una novità guardare gli episodi…
Sono rimasta stupita nel constatare che siamo già alla quinta puntata, non è che sia successo granchè finora, spero che ora ingranino la marcia e facciano accadere più cose!
Voglio sapere cosa succede ad Arya, a Dorne, a Jorah…
Capisco che ci sono tantissimi personaggi ed è meglio che si concentrino su pochi a puntata, ma sono troppo curiosa!

Reply
barricadeuse
barricadeuse 14 Maggio 2015 at 12:39

Quella sono io riassunta in una gif, giuro. Soprattutto in fatto di Game Of Thrones.
Ma in generale tutta la stagione sta andando lenta, e io spero che sia in preparazione di un bel botto finale (anche se comunque anche i due ultimi libri hanno rallentato notevolmente il ritmo), ma boh, vedremo. Nel frattempo aspettiamo fiduciose!

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