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Castle Recensioni

Castle | Recensione 6×14 – Dressed to kill

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La ricetta per l’ultimo episodio di Castle è stata così composta: 80000 dosi di Caskett, 10 grammi di indagini, un paio di spruzzi di Diavolo veste Prada e un pizzico di ricordi. Mentirei se dicessi che il risultato è stato perfetto ma sarebbe impossibile dire che non è stato emozionante. A questo punto mi spiego meglio e al via la recensione.

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Il mio regno per un Vestito
Regina dell’episodio o meglio Principessa della sua favola è indubbiamente Kate Beckett e gli episodi su di lei incentrati sono spesso i miei preferiti. Ma per quanto irresistibile sia stata la storyline dedicata a quella che considero comunque la coppia migliore fra tutte le serie tv adesso in onda, credo che il matrimonio del secolo stia prendendo forse troppo spazio e “Dressed to kill” poteva benissimo essere un episodio maggiormente focalizzato sulla personalità profonda e complessa di Kate, più di quanto comunque non abbia cercato di fare.
Il potenziale era forte ma sfruttato diciamo al 60%. Le indagini infatti aprono una piccola finestra sul passato di Kate per poi sconfinare ancora una volta nel suo futuro. La vittima riporta Beckett in un mondo che, in pochi sanno, ha vissuto di persona (questo significa che Espo & Ryan hanno effettivamente tenuto la bocca chiusa da quando l’hanno scoperto nella seconda stagione): quello della moda e in particolar modo quello di una delle più importanti riviste ad essa dedicate, diretta da una più modesta Miranda Priestly che da noi diventa Matilda King. Con movenze che ricordano tanto quelle di sua maestà Meryl nel celebre film, Matilda riconosce immediatamente la nostra Beckett, l’unica ragazza che le abbia mai detto di no, si, è proprio da Kate. La reunion però non mette di certo il sorriso sul volto di Beckett perché il motivo del suo ritorno in quel mondo che infondo non la rispecchia è esclusivamente legato alla vittima, un’ex assistente di Matilda, recentemente licenziata per aver fatto un errore di troppo con i diversi impegni dell’editore capo.
Come succede raramente, i sospetti sembrano non allontanarsi mai dal mondo della rivista, soprattutto quando si scopre che la ragazza stava probabilmente vendendo informazioni segrete riguardanti Modern Fashion al suo diretto concorrente e che la sua casa era stata visitata dalle cimici, non i piccoli insetti ma bensì i dispositivi di registrazione audio. Non capisco perché abbiano continuato a indagare dato che Castle aveva già capito la soluzione del caso all’alba di queste informazioni: la vittima era la Femme Nikita! Dopo aver smesso di gongolare per il riferimento, le indagini proseguono con più serietà cercando di capire chi potesse essere il più danneggiato da quei segreti che la vittima intendeva vendere.
Tutte le strade sembrano condurre inevitabilmente a Matilda, la cui leadership nella rivista è pericolosamente a rischio. Ho apprezzato molto il personaggio di Matilda King e credo che, in linea con l’episodio, poteva essere sviluppato ancora di più. Una volta assodata la sua innocenza nel caso, Matilda si ritrova a condividere un bellissimo ed emozionante momento con Beckett, più importante di quanto lei immaginasse. Dovendole una sorta di favore per aver rifiutato la sua offerta di lavoro in passato, Beckett accetta di sostituire una modella per una prova
vestito, non sapendo di essere la persona più giusta per il ruolo. Il vestito in questione è un favoloso abito da sposa, di quelli che neanche la fata madrina di Cenerentola saprebbe fare meglio, e il momento tra Kate e Matilda è davvero speciale. Ho adorato il modo in cui Matilda ha guardato una Kate radiosa e perfetta, uno sguardo quasi commosso, di quelli riservati di solito alla madre della sposa.

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E forse anche Kate ha recepito questa sensazione perché mentre realizzava che i suoi sogni si stavano effettivamente trasformando in realtà, qualcosa dentro di sé spezza il suo sorriso e la sua sicurezza al punto da rifiutare di sposarsi in primavera quando Castle le fa sapere che la loro perfetta sala ricevimenti era miracolosamente libera per l’anno corrente. Sarà la bravura di Stana Katic, sarà la magnifica caratterizzazione dei personaggi, ma quando ho visto Beckett in quel modo non ho avuto il minimo dubbio del perché i suoi occhi si erano improvvisamente riempiti di quella tristezza che l’ha accompagnata per troppo tempo.
Ma conosciamo Kate Beckett, è una stacanovista quindi si torna a lavoro più determinati di prima. Grazie alla testimonianza di un altro dipendente della rivista, si scopre che il lavoro della vittima era stato volutamente sabotato e le indagini conducono ad uno degli stilisti associati con la rivista. Non è difficile arrivare all’ultima fase: lo stilista in questione aveva rubato i modelli e le idee della vittima per ottenere il suo spazio su Modern Fashion, il tutto di comune accordo con Julian Bruckner, il “braccio destro” di Matilda che, come la maggior parte dei rappresentanti del genere, aspirava al posto di editore capo. Le scoperte della vittima avevano messo questo geniale piano in grave pericolo e l’unica soluzione possibile era ovviamente la più definitiva.
Di ritorno nella sua vita, rivediamo dopo tanto tempo Kate nel suo magnifico appartamento, per potersi ritagliare un momento di riflessione lontana dal resto del mondo. Ma ad aspettarla qui trova il regalo di una vecchia conoscenza o forse un segno che annienta i suoi dubbi e la convince di poter essere davvero felice con la sua nuova famiglia. Kate torna a casa da Castle, che non ha mai smesso di aspettarla, e gli racconta la sua verità e la sua decisone: non vuole più aspettare e insieme troveranno un altro posto perfetto per sposarsi, in primavera.

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Ora, un paio di commenti a posteriori: una parte di me, quella che ama il modo in cui Andrew (ormai siamo in confidenza e lo chiamo per nome, quell’orsacchiotto barbuto!) riesce a costruire i momenti di tensione e di pericolo vorrebbe che qualcosa scuotesse la vita, ormai già da molto tempo, da favola di Castle & Beckett. Non prendetemi per pazza, parlo ovviamente di una tensione passeggera anche perché lo stesso Marlowe non riuscirebbe a tenerli separati a lungo! Ma un’altra parte di me, nonostante la mia logica mi dica che un po’ di dramma ci vuole, non può non emozionarsi di fronte ad una coppia così terribilmente perfetta. Della serie “anche quando non va bene, va bene!”

E questo è Castle ragazzi, si può riconoscere qualche piccola debolezza ma lo si ama incondizionatamente perché alla fine si dimostra sempre una serie tv letteralmente straordinaria.

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