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Recensioni UnReal

UnREAL 3×08 – La gente usa davvero password così semplici?


È una puntata sicuramente più movimentata rispetto alla scorsa, che non mi aveva convinto moltissimo. È stata anche piuttosto ricca di eventi, che da un lato sono i benvenuti perché ampliano la conoscenza dei singoli personaggi sviluppando storyline personali, ma dall’altro tendono un po’ a muovere questi stessi personaggi in modo divergente fra loro. In breve, ognuno sta andando per i fatti suoi, spezzando quel senso di unità nella trama, che dovrebbe invece essere armonico in un telefilm in cui sono tutti uniti dal comune scopo di creare un programma di successo.

È dal promo andato in onda la scorsa puntata che aspettavo con ansia di scoprire quale fosse il turpe segreto di Serena, quello che ce l’avrebbe mostrata “per quella che era”. Bene. Onestamente, ora che lo so, non mi pare questo gran dramma (soprattutto non qualcosa che UnREAL possa reputare un dramma). D’accordo, Serena ha manifestato un comportamento ossessivo nei confronti dell’ex (non scrivo “fidanzato”, o George viene a fare una scenata anche a casa mia), ma chi di noi può davvero scagliare la prima pietra? Chi non ha MAI, per esempio, stalkerato un ex sui social?
Mi chiedo però se la prenderei con altrettanta calma se al suo posto ci fosse un uomo con lo stesso atteggiamento. Non lo riterremmo potenzialmente più pericoloso?

In ogni caso, sono felice di aver visto la maschera di perfezione di Serena venir meno, aver scoperto lati più umani della sua personalità, non tanto perché Serena si ritenesse perfetta, quanto per il fatto che mantenere uno standard così elevato di comportamento deve essere estenuante. E più è libera lei e più siamo liberi noi di apprezzarla con maggiore leggerezza e affetto (che è quello che ho provato per lei alla fine di tutta la scenata). Ottima interpretazione da parte di Caitlin FitzGerald di una Serena via via sempre più a pezzi.

Nella reazione degli uomini non ho visto questo rifiuto epocale che poteva mettere a repentaglio l’impero di Everlasting, come temuto da Quinn e Rachel, che si sono subito mosse con il loro solito mood guerrigliero per cucire una pezza sugli errori di Madison. Uno di loro, il sempre zen August, ha benedetto tutti con una perla del Dalai Lama, Owen si è giustamente chiesto se Serena potesse diventare la madre di sua figlia pur pensando a un altro e Jasper si è posto il problema di che cosa realmente rivelasse di Serena quello a cui avevano assistito. Mi paiono reazioni umane, tra l’altro abbastanza miti. Perè capisco la necessità di correre ai ripari, evitando ogni possibile rischio, perché non si può permettere al pubblico di perdere la stima nella protagonista.

Ed è anche giustissima la considerazione di Quinn sul fatto che una donna non possa mai apparire meno che angelica, controllata, luminoso faro di ogni comunità in cui vive e moderata in ogni sua espressione. Siamo tutti umani, commettiamo tutti errori, e, da un punto di vista più generale, anche le antieroine – che UnREAL ha il merito di aver messo in primo piano – possono e devono comparire in televisione perché di fatto esistono.

 

Tutto questo ha però portato alla ribalta il nostro eroe delle acque piovane, e come possiamo dar torto a Serena per esserselo portato in camera nonostante il fattaccio con Quinn, visto che lei per prima non crede di poter trovare nemmeno qualcuno che possa portarle le borse della spesa, lì dentro? Ditemi che non sono tutti noiosissimi e se la chemistry tra loro non brilli per la sua totale ASSENZA. Mi chiedo se non sia stata una scelta deliberata quella di non farci interessare minimamente al romance, a questo giro.

Quinn ci è stata presentata in modo più sfaccettato rispetto al mostro bidimensionale che ha messo in pericolo la vita di Riley la scorsa settimana. Il merito, io credo, va anche al fatto che la puntata è stata diretta da Constance Zimmer che conosce i punti di luce e di ombra di Quinn meglio di chiunque altro (e la interpreta sempre magistralmente).

Quinn ha trascorso gran parte della puntata/giornata con Chet, con cui ha condiviso una vicinanza che non vedevamo da moltissimo – forse non l’abbiamo mai vista – che ci ha permesso di  scorgere una Quinn più sfaccettata, meno “villain e basta”, meno sferzante e più avvicinabile. Quinn è a un punto della vita in cui è finalmente soddisfatta di quella che è, di quello che ha realizzato e non le importa più di (non) andare incontro alle aspettative di un mondo che la vorrebbe diversa. Non è moglie e madre, e va benissimo così. La casa, che era un progetto di entrambi, è diventata il simbolo dell’accettazione e del sano apprezzamento nei confronti di se stessa, di una donna capace di darsi quello che si merita, senza badare a spese. La piccola “stanza per sé”  di Virginia Woolf diventa un’enorme magione a sua disposizione. Perché no? Perché non celebrarci, ogni volta che è possibile?

Mi è piaciuto vedere Quinn e Chet per una volta insieme senza che lui fosse troppo Chet, ma un interlocutore un po’ più attento, meno superficiale e irritante. So bene che aveva i suoi interessi nel farlo, cioè riportare Quinn in ufficio, per farsi confessare la password (in un nesso logico che non ho compreso perfettamente, però. In che modo la presenza fisica di Quinn avrebbe agevolato la consegna di una password così facile da non poter essere mai accettata da qualsivoglia programma che di solito fa aggiungere otto caratteri speciali, cinque maiuscole, una giravolta, fai un salto – fanne un altro, prima di dartela per buona?). Comunque, quel kiddo ha fatto vacillare perfino me.
Non mi aspettavo che alla fine si alleasse con Quinn. O, meglio. Quando Gary ha fatto la sua offerta, ho pensato che il rapporto Quinn-Chet si trovasse a un punto di vicinanza tale per cui non potesse tradirla, ma è pur vero che dopo il rifiuto piccato di testimoniare a suo favore nella questione del figlio, il rancore di lui poteva essere arrivato a livelli tali da giustificare l’ennesimo voltafaccia. Sono ansiosa di vedere Gary trafitto dalla sua stessa spada, perché non se ne può più di un personaggio del genere a capo di un network milionario, quando non sa nemmeno essere uno stratega decente.

Rachel è invece molto presa dai suoi problemi – seri – che la tengono però lontana dal set e, in senso più generale, da tutto il resto. Ora, come ti viene in mente di mollare tutto a Madison nell’unico giorno dalle guerre puniche in cui Quinn non si presenta al lavoro?
Io capisco perfettamente che la questione con la madre e, in generale, la necessità di risolvere, guarire, andare avanti sia prioritaria. Mi piacerebbe solo che fosse inserita all’interno dello show, non che fosse una storyline dissociata da tutto il resto. Rachel e Quinn in pratica ormai NON si parlano più sul serio, comunicavano di più quando erano ai ferri corti la scorsa stagione.

Trovo sempre Olive un personaggio agghiacciante, per quei suoi modi melliflui altamente passivo-aggressivi, direi quasi ipnotici, con cui si relaziona alla figlia, riuscendo a dirle con un tono assolutamente incolore e privo di ogni emozione i peggiori insulti, senza scomporsi un capello. Non so come Rachel possa essere sopravvissuta a un orrore del genere, in cui era sempre e soltanto colpa sua, anche quando era piccola, perché era troppo affascinante e già manipolatrice. Come no. Io fatico quasi a rendermi conto dell’orrore psicologico che Rachel ha subito da parte della propria madre. So che dovrei saperlo, che non dovrei stupirmene, ma ogni volta la riconferma è sempre spaventosa. È intollerabile soprattutto venire costantemente psicanalizzati, etichettati, ricevere diagnosi di narcisismo patologico e/o varie ed eventuali senza poter avere una conversazione normale.

Rachel, naturalmente, ha interiorizzato l’arsenale di armi psicologiche della madre, che sa usare perfettamente quando deve. È proprio questo genere di palestra psichiatrica che le rende facile comprendere e gestire le particolarissime crisi che si manifestano in un set di quel tipo, trovando sempre la soluzione geniale. Sa come far crollare Jasper, trovando i suoi punti deboli, incuneandosi nelle sue ferite, per farlo apparire lo stronzo che ha osato sentirsi superiore a Serena, quando lui per primo ha le sue belle gatte da pelare e non può permettersi di certo di dare giudizi, da che pulpito eccetera. Sono consapevole del fatto che fosse necessario un intervento per riabilitare il nome di Serena, continuo a pensare che le reazioni degli uomini non fossero state poi così terribili e quasi quasi, che Jasper non meritasse tanta cattiveria gratuita. Di solito UnREAL pesa bene fatti e conseguenze prima di scagliare missili di precisione.

Anche se ho apprezzato la presa di posizione di Rachel che ne dice quattro alla madre in quella che dovrebbe essere una scenata liberatoria/conclusiva del loro rapporto disfunzionale, non sono del tutto sicura che la rottura 1. sia definitiva 2. le abbia fatto poi tutto questo bene, come si vede quando cerca di portarsi a letto il dottor Simon, che al momento resiste e non sembra essere passato al lato oscuro. Quando ha deciso di spiare controllare Rachel attraverso le telecamere, qualche puntata fa, ha inteso effettivamente fare solo quello, nonostante i miei sospetti. Continuo a pensare che non fosse esattamente etico, e che si sia spinto troppo in là. A ogni modo, quale che sia la sua personale opinione su Rachel, non intende, per il momento, andare oltre il loro rapporto che mantiene professionale. Pensavo onestamente che avrebbe ceduto alle sue avance.

La mossa successiva, quella di andare da Alexi rimane un punto di domanda, perché è arrivata così di punto in bianco, spiazzandomi. Chiaro che Rachel ha abbandonato ogni idea di astinenza, ma.. Alexi?!
Non posso non pensare allo sguardo sofferente di Jay, e al suo cuore brutalmente spezzato due volte nel giro di pochissimo. Ho sempre pensato che Jay fosse un’anima troppo semplice e naive, e che sarebbe stata schiacciato dai rulli compressori di Hollywood. Anche la sua piccola vendetta contro Alexi è stata la prevedibile mossa di un amante rifiutato, più che una vera e propria ritorsione organizzata di fino. Anche perchè, diciamocelo, che ci stava a fare lì dentro Alexi, arrivati a questo punto?!
Quando gli ha mostrato il “set” del loro appuntamento organizzato con tanta cura, io da lontano gli facevo cenno di chiuderla subito e fuggire con gli ultimi brandelli di amor proprio. Povero Jay, non è solo inadatto a un mondo di squali, ma non sa proprio leggere il contesto degli eventi, perché credo che nessuno avesse mai pensato che Alexi lo ricambiasse. Tutti avevamo capito che era una mera transazione d’affari tra loro. Comunque, spiace lo stesso.

Madison è passata dall’essere un fulgido esempio di ragazza “sotuttoio” alla solita Madison che fa solo danni. Mi piacerebbe vedere (anche no) il pilot da lei prodotto, per rendermi conto della grande creatività che continua a tenerci nascosta!

Come penultima puntata prima dello speciale doppio/finale della prossima settimana mi aspettavo di capire di più verso quale destinazione ci stessimo muovendo, invece le acque sono rimaste abbastanza tranquille, per quanto possano genericamente esserlo in UnREAL.

Vi lascio con il promo e la solita raccomandazione di seguire UnREAL Italia per prepararci meglio al finale!

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2 comments

Valeria 20 Aprile 2018 at 21:47

Visto oggi e ho provato nuovamente pena per Serena che si trova, oltre che tra uomini poco raccomandabili, sempre in queste scene/scenate volutamente esagerate, dalla bambina che la chiama mamma all’ex qualcosa che irrompe dicendo chi cavolo sei XD Mi chiedo cos’altro l’aspetta per il finale, e speriamo che tengano lontana Madison per tutto il tempo! Ho amatissimo Quinn per tutto l’episodio (anche gli sguardi di quasirimpianto che rivolge a Chet in macchina XD), certo non ti aspetteresti mai che una donna così fiera che vuole per sé una casa di quelle dimensioni abbia una password così breve, ma è sempre Quinn, una continua e dopo tutto piacevolissima sorpresa! E sembra che prenderà posizione anche con la storia di Rachel e del dr Simon. Intanto Rachel sembra fare spesso un passo avanti e due indietro quindi resta in effetti tutto molto fermo. Le aspettative per il finale restano molto alte!
Grazie, alla prossima!

Reply
Syl
Syl 23 Aprile 2018 at 13:57

Non so in effetti se per Rachel si tratti di regressione, o se sia libera di esprimere se stessa, finalmente. Cioè non so se le sue azioni sono della “vera” Rachel o se sono ancora indotte dal trauma e dalla vicenda con la madre. Serena fin dall’inizio ho voluto portarla via da lì, perché temevo si facesse molto male. Il bello è che tenta di comportarsi in modo razionale in mezzo a tutta quella follia, ma alla fine il suo comportamento non paga, si fa solo del male!
Grazie per il commento 🙂

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