True Blood | Recensione 5×06 – Hopeless

“Peace is for pussies!”
Apro la mia recensione settimanale con la fantastica battuta conclusiva di questa puntata, forse perché non si vedeva un finale così da quando un certo Russell strappò il cuore dal petto a un giornalista in tv, tenendo poi un crudele discorso sul fatto che gli umani debbano essere semplicemente cibo per i vampiri, salvo poi dare la linea al meteo come se niente fosse!
Ed è lo stesso Russell a tornare in grande stile, sempre crudele, affamato e vendicativo: Eric e Bill sono riusciti a trovarlo e a consegnarlo all’Autorità. E questo è solo l’inizio.
Nonostante si attendessero un plotone di esecuzione, i due vengono accolti come eroi salvatori della patria, il Guardiano è decisamente di buon umore, convinto che giustiziando quella stessa notte il crudele, millenario succhiasangue tutti i suoi problemi di garantire la convivenza con gli umani spariranno in un soffio.
Mentre Eric (che non sembra troppo contento di essere ancora in vita) chiede di vedere la sorella ex Cancelliere traditore, andata completamente fuori di testa (perché? non possono essere state solo le torture a ridurre così un vampiro progenie di Godric), Bill cerca di arruffianarsi il consiglio e Salomè temporeggia stranamente riguardo all’immediata esecuzione di Russell.
Il terribile vampiro viene comunque portato al cospetto del Guardiano per ricevere la Vera Morte, avrebbe dovuto essere sedato e calmo come un agnellino, ma dopo le pompose parole sulla pace e la convivenza con gli umani del Guardiano, Russell, scattando verso di lui, lo pugnala al cuore ricordandogli che “Peace is for pussies” e nel loro mondo sopravvive il più forte e il più scaltro.
Mi sembra evidente ora che Salomè abbia qualcosa e che fare con il complotto sanguinista, visto che era compito suo rendere Russell mansueto prima dell’esecuzione. E vogliamo parlare del Cancelliere Gainsbourgh (la sister with benefits di Eric) che straparla con gli occhi rivolti al cielo e invoca l’arrivo di non si sa bene cosa?
Anche questa settimana la storyline – guida della stagione la fa da padrone, catalizzando l’attenzione sul grande scontro vampiresco tra bene e male, equilibrio e crudeltà.
Nulla è ciò che sembra, i personaggi sono ombrosi, inquietanti, doppiogiochisti, inaffidabili, imprevedibili, non più inquadrabili in uno stereotipo.
La morte del Guardiano porterà a terribili conseguenze e Russell con il suo carisma e la sua quasi esilerante crudeltà gratuita sarà il pilastro portante dei prossimi eventi.
In questa puntata quello che succede al resto dei personaggi è puramente di contorno e ammetto di non averci fatto neanche troppo caso: lo spirito di Jesus torna a tormentare Lafayette e gli chiede aiuto, Sookie e Jason ritrovano il fairy night club e indagano sulla morte dei loro genitori, avvenuta a quanto pare per mano di vampiri e non in un’alluvione come gli era stato raccontato.
Terry ritorna a casa per dire addio ad Arlene e si allontana per salvarla dal terribile mostro di fumo e fuoco che vuole ucciderlo: interessante sarà vedere come lo sciroccato ex Marine riuscirà a liberarsi da questa maledizione.
Sul fronte wearwolves, Alcide, appena scoperto che Russell è ancora vivo, decide di andare a riprendersi il ruolo di capobranco che aveva rifiutato in precedenza e una nuova, affascinante lupetta si schiera al suo fianco per il duello contro l’attuale, odioso capobranco JD.
Ah si, dimenticavo il povero Sam, che tutti cercando di uccidere, ma nessuno ci riesce mai: lo stesso vale per la noiosissima Luna, che è sopravvissuta a due colpi a bruciapelo nello stomaco e acconsente malvolentieri ad affidare alle cure della nonna – lupo la piccola Emma.
Possiamo dirlo: Luna si è conquistata a pieno titolo la Palma d’Oro di personaggio peggiore della stagione, rimpiazzando la giovane vampira Tara, promossa a bad girl irruenta e noncurante delle etichette, che gioca a fare la dura con Jessica, ma viene prontamente riportata con i piedi per terra dalla cinica “mamma Pam”.
Altra grande puntata, True Blood non sbaglia un colpo. Che Alan Ball voglia davvero che la sua ultima stagione da showrunner sia la migliore dello show?

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