True Blood | Recensione 5×02 – Authority Always Wins

Dopo i primi due episodi della nuova stagione di True Blood, ho già notato parecchie differenze (in positivo) rispetto al precedente ciclo di episodi: innanzitutto le storyline sono già state tutte abbozzate in modo chiaro, i personaggi sono interessanti e fanno cose interessanti, abbiamo già assistito a colpi di scena importanti e soprattutto gli episodi, anche se necessariamente frammentati dalla presenza di così tanti soggetti, sono fluidi e scorrono mantenendo sempre alta l’adrenalina dello spettatore.
Innanzitutto, la storyline principale (cioè quella di Sookie – Bill – Eric, con gli adorabili comprimari Pam e Lafayette – solo io vorrei uno spinoff della serie con questi ultimi protagonisti???) è tornata ad essere la migliore, mentre l’anno scorso era inconcludente, fumosa e non si sapeva bene dove voleva andare a parare.
Bill e Eric, dopo essere stati arrestati dalla milizia dell’Autorità, vengono portati in quello che sembra il sotterraneo di un hotel di lusso e vengono interrogati e torturati riguardo all’omicidio di Nan Flanagan: ovviamente, nessuno dei due vampiri cede, né tradisce l’altro.
Mi piace molto come gli autori stanno costruendo e sviluppando il rapporto tra i due eterni rivali, ora uniti più che mai in quello che forse è solo un accordo di convenienza, ma che sembra quasi un’amicizia.
Al cospetto del gotha vampiresco, in attesa dell’inevitabile sentenza di Vera Morte, Bill propone uno scambio: lasciarle liberi lui e Eric per consentirgli di eliminare definitivamente la minaccia Russell Edgington, di nuovo a piede libero.
Il leader supremo dell’Autorità sembra acconsentire, spaventato più dal ritorno di un Russell ingestibile, che dall’insubordinazione dei due vampiri.
Nel frattempo, Sookie e Lafayette sono sempre alle prese con un altro vampiro ingestibile: Tara.
Premetto che ho sempre detestato il personaggio di Tara, anche perché gli autori non le hanno mai dato da fare qualcosa di veramente degno di nota, a parte soffrire e piagnucolare. Ho apprezzato parecchio l’idea di renderla progenie di Pam, anche perché forse così è possibile ritagliare uno spazio diverso a un personaggio che – ammettiamolo va – non aveva più nulla da dire.
In questo secondo episodio Tara è ancora parecchio sconvolta dal suo nuovo status, continua a correre e distruggere. Alla fine fugge definitivamente, dopo aver rivolto a Sookie e Lafayette un glaciale “Non vi perdonerò mai”.
Anche la “spalla” di Eric, Pam, in questo episodio è finalmente valorizzata più del solito, grazie a dei bellissimi flashback nel passato che ci permettono di conoscere la Pam umana (che gestisce un bordello di lusso, OVVIAMENTE) e le circostanze che l’hanno portata a incontrare l’affascinante sconosciuto Eric Northman. Spero che gli autori dopo quattro stagioni si siano resi conto del potenziale di Pam e le diano un ruolo più attivo. E più cattivo, of course!
Passando alle “storyline minori”, inizio con la mia preferita, cioè quella di Terry e Arlene: l’ex soldato continua ad essere nervoso, sonnambulo e irrequieto, tanto che preoccupatissima, Arlene decide di far visita a Patrick (il commilitone di Terry) per ottenere delle risposte.
Viene solo anticipata di pochi minuti da Terry, che si è convinto ad andare a fondo a questa storia degli incendi e degli incubi che lo tormentano.
La prima storyline apparentemente senza elementi di paranormale in True Blood: mi piace, mi incuriosisce cosa sia veramente successo durante la guerra e adoro Terry e Arlene, sono l’unica coppia non disfunzionale di tutta la serie!
Adoro anche il Reverendo Newlin, che, da vampiro, rilascia interviste televisive sulla tolleranza e sulla coesistenza pacifica, condannando il branco di fondamentalisti che aveva lui stesso creato.
Continua il suo testa a testa con la nuova party girl Jessica per la conquista di Jason, per ora fallimentare: la rossa non accetta i soldi offerti dal Reverendo per lasciare libero il giovane polizziotto Stackhouse, che, nel frattempo, cerca ancora invano di riappacificarsi con Hoyt.
Novità anche nella werewolves storyline: Alcide rifiuta di diventare il nuovo capobranco e si allontana dal gruppo, Sam e Luna litigano per l’ennesima volta mandandosi reciprocamente a quel paese, ma, soprattutto, si scopre che la piccola Emma non è una mutaforma come la madre, ma un lupo come il padre. Avrà dunque bisogno di un branco ora?
Puntata davvero bella, ricca di eventi, mai noiosa…True Blood è tornato in gran forma e ci sono tutti i numeri per una stagione davvero con il botto!!

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