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Recensioni Timeless

Timeless – Time after Time… Grazie per il viaggio [Series Finale]

Mi sono avvicinata a questo combattuto e bramato regalo di Natale che i fan di “Timeless” hanno conquistato per la serie e per tutti noi con relativa tranquillità, sia perché ormai avevamo già fatto i conti con la fine dello show per ben due volte, quindi ho considerato ogni avventura in più che abbiamo vissuto come un bonus che non molte serie tv possono vantare, sia perché in fondo il mio rapporto con “Timeless” è stato di breve durata e per quanto nel suo piccolo questa serie mi abbia travolto, non credevo che potesse davvero smuovermi emotivamente come i series finale sono in grado di fare. Inoltre avevo visto arrivare una delle storyline maggiori portate in scena in questo speciale conclusivo e non potevo o non posso negare una relativa delusione un po’ rabbiosa a riguardo.

Ma la verità è che nonostante tutte queste premesse, osservare in prospettiva, grazie anche al montaggio finale, il percorso compiuto da “Timeless” mi ha dato i brividi e non solo per ciò che questa serie ha lasciato a me personalmente ma per quello che secondo me lascia in eredità al panorama seriale. Questo è un punto su cui ho sempre insistito anche nelle precedenti recensioni, perché quando uno show riesce, in una realtà come quella moderna in cui sta tornando persino “Beverly Hills 90210”, a lasciare davvero un segno evidente del suo passaggio, a trasmettere un significato, una lezione, senza mai cadere nella facile retorica o nel buonismo, allora è una serie che meritava il suo spazio e forse anche un po’ di tempo in più.

Nel suo finale, tra romantici epiloghi e storie che sono state chiuse inevitabilmente in fretta e a volte in modi che non ho amato, oltre dunque la trama stessa dello show, ciò che “Timeless” ha riconfermato è stata proprio la sua ragione d’esistere, “Timeless” ci ha mostrato la storia per ciò che è, che è sempre stata e che tante volte dimentichiamo che dovrebbe continuare ad essere: una chiave di lettura per il presente e soprattutto per il nostro futuro, un monito che non è teorico, non è passato, è costantemente vivo perché basta una sola decisione sbagliata per ricadere nei periodi più bui dell’umanità e perché basta anche solo un singolo individuo o un ideale per plasmare un intero tempo.

L’idea dietro la creazione della Rittenhouse giace proprio in questa minaccia concreta e contemporanea secondo me, siamo circondati infatti da uomini potenti, che occupano a volte le più alte cariche della nostra società, che stanno cercando di mettere in atto esattamente la visione della Rittenhouse, e se non possono cambiare materialmente la storia, provano a cancellarla o a ripeterla nei peggiori dei modi per creare il loro futuro. Ecco, questo è ciò che “Timeless” lascia, questo è ciò che mi ha fatto innamorare di questa serie: la capacità di insegnarci a vivere nel modo giusto, a considerare ciò che è venuto prima lo specchio di ciò che verrà dopo, la sua abilità di affrontare una serie di tematiche sociali ed umane, di corredarle con arte e cultura e infine di proporcele come semplice intrattenimento che però ci apre gli occhi e ci chiede un unico favore in cambio: imparare dai nostri errori e diventare la versione migliore di noi stessi. Proprio come Garcia Flynn.

Garcia Flynn: L’eterno Outsider

Sarò sincera, emozioni a parte, o emozioni comprese a seconda dei punti di vista, la storyline conclusiva riservata a Garcia Flynn mi ha trasmesso una sensazione di velata rabbia e di profonda tristezza. Me lo aspettavo? Assolutamente e forse potrebbe anche sembrare un epilogo inevitabile e drammaticamente in linea con la sua vita, ma ciò che non riesco ad accettare della sua fine è in realtà il riconoscimento postumo del suo eroismo e l’archiviazione immediata del suo capitolo.


Al di là di una leggera debolezza anche nella scrittura delle sue ultime scene, ho provato un moto di sofferente rancore nei confronti del brindisi finale in suo onore, un brindisi che per amor di coerenza non aveva ragione d’esistere, per nessuno di loro se non per l’unica che non ha partecipato, ossia Lucy, e questo perché Garcia Flynn è morto così come ha vissuto: da outsider col cuore infranto. Ciò che desideravo per Flynn, ciò che questo personaggio così profondo e sfaccettato meritava era almeno una seconda chance, la possibilità di far parte di un gruppo, di provare e ritrovare tutti gli affetti che gli erano stati strappati, di vivere una realtà in cui per una volta non gli mentivano o non veniva manipolato per scopi individuali e crudeli. È proprio questo l’aspetto della storia di Flynn che mi spezza il cuore, ossia rendermi conto di quanto il suo immenso dolore abbia rappresentato una leva per imbrigliarlo e renderlo il capro espiatorio di una guerra in cui lui è sempre stato dalla parte giusta ma l’hanno capito quando ormai era troppo tardi.

Nonostante il suo mondo d’oscurità, Flynn sapeva ancora riconoscere la luce e sapeva proteggerla quando la trovava, così come infatti ha protetto Lucy e le ha anche permesso di vedere la vita, la storia e gli uomini che la compongono con maggiore realismo, senza mai intaccare però il suo idealismo. Lucy ha letteralmente salvato Flynn dalla sua versione peggiore, si è fidata di lui quando nessun altro riusciva a farlo e mi piace credere che abbia imparato da lui, scoprendosi più simile di quanto immaginasse, e questo è esattamente ciò che speravo Garcia Flynn potesse avere per più tempo nella sua vita, qualcuno che lo risvegliasse, qualcuno che lo vedesse e lo amasse per l’uomo straordinario che era. Al di là di una questione di preferente personali, credo che la storia tra Flynn e Lucy, così come hanno affermato gli showrunner stessi, non sia stata solo una deviazione di percorso nell’endgame tra Lucy e Wyatt ma penso che abbia rappresentato una concreta alternativa, una storia che forse con più tempo e più “coraggio” si sarebbe rivelata incredibilmente e innegabilmente giusta.

Ma oltre qualsiasi emozione e qualsiasi rimorso, più di qualunque altra cosa, “Timeless” mi ha lasciato Lucy Preston. Sia per il suo modo di vedere e conoscere Garcia Flynn, sia per quella contagiosa passione per la storia che la pervade e che l’ha convita in primo luogo a viaggiare e a respirare a pieni polmoni il passato che fino a quel momento aveva solo studiato, ciò che più ho amato di Lucy è la sua fierezza, è quell’indipendenza senza tempo, è la capacità di parlare oltre lo schermo, di dire sempre la cosa giusta e di diventare un manifesto di femminismo moderno.

Lucy Preston è un personaggio che ormai fa parte di me proprio per lo spessore che ha acquisito episodio dopo episodio, per essersi distaccata dalla semplice caratterizzazione scritta e aver costruito e conquistato la sua personalità concreta e tridimensionale. Nel suo straordinario percorso, Lucy ha mosso i primi passi con l’obiettivo assoluto di proteggere la Storia in quanto sequenza di eventi e ha raggiunto un traguardo fondamentale in cui sceglie di proteggere la Storia salvando le persone che ne fanno parte, ognuna importante a modo proprio e per qualcuno. Con un atteggiamento che oserei descrivere quasi da “Dottore” o da perfetta “Companion”, Lucy riconosce il valore del passato nelle anime che lo hanno vissuto ma soprattutto smette di cercare di cambiarlo, anche quando lo merita, anche quando non desidera altro, perché è proprio questo che la rende diversa dalla Rittenhouse e da quell’ideale che scorreva nel suo sangue.

Il focus su Rufus & Jiya e sulla presenza ormai familiare di Denise & Mason ha rappresentato uno degli aspetti migliori di questo film conclusivo e nonostante la sua fine purtroppo ingloriosa, Emma si è riconfermata il villain straordinario che questa serie meritava.

Il finale di “Timeless” dunque mi è apparso effettivamente come un addio e una conferma di ciò che la serie intendeva essere fin dal principio. Oltre una trama inevitabilmente affrettata, oltre una gestione dei tempi che personalmente avrei equilibrato meglio, il series finale di “Timeless” non delude e non lascia l’amaro in bocca, anzi, diventa immediatamente un dolcissimo ricordo e ci lascia anche la piccola speranza di ritrovarli un giorno, magari per un secondo miracolo di Natale.

Walkerita

“Timeless” è ufficialmente finito. Purtroppo lo show ha avuto vita dura e breve, ma dobbiamo essere grati di questa nuova politica, inaugurata da “Sense8”, che dà un finale agli show cancellati, evitando di lasciarci non solo con il dispiacere profondo di uno show amato cancellato, ma anche con la frustrazione di non avere un finale, magari con una stagione conclusasi con un mega cliffhanger.
Per questo motivo, prima di tutto voglio dire che sono grata di aver avuto questo finale e lo sono a prescindere. Mi rendo perfettamente conto che con un’ora e mezza circa di tempo a disposizione non c’era modo di sviluppare una storyline che, è sempre stato chiaro sin dalla prima stagione, doveva coprire un lasso temporale (a livello di messa in onda) ben più ampio, pertanto in generale mi considero soddisfatta.

Tuttavia, bisogna mostrare obiettività e dire che alcuni elementi della trama non sono stati realizzati nel modo migliore, cosa che avrebbe potuto essere fatta pur con questo breve spazio a disposizione: in primo luogo, mi è spiaciuto vedere una così celere uscita di scena di Flynn. Ovviamente c’era da aspettarselo poiché sin dalla prima stagione, quando lui ha rivelato a Lucy che era stata proprio lei ad andare a cercarlo (ovvero nel pilot), è sempre stato chiaro che non solo lui non era un classico villain, che non era IL villain, che dietro la sua figura c’era molto di più… e che il suo destino era morire. Non c’è mai stata altra soluzione per lui, bisogna essere onesti su questo, perché dopo quanto fatto Garcia Flynn non poteva semplicemente avere un happy ending. La sua figura è sempre stata quella di un personaggio tragico e tragica doveva essere la sua fine. Sarebbe stato solo più apprezzabile che prima di essa Flynn avesse un ruolo un poco più preponderante anche in questo finale.

In secondo luogo, la vittoria contro la Rittenhouse è stata liquidata in un modo davvero troppo semplicistico: il padre di Lucy ha saputo di quanto fatto da Emma, l’ha tradita, Emma è morta et voilà! Nave madre ripresa, Rittenhouse sconfitta. Okay, e tutti gli altri? Questa società segreta, come detto nuovamente in questo finale dal padre di Lucy, era la più segreta, la più grande e ramificata, la più potente… ma seriamente bastava così poco per sconfiggerla? E in questo modo siamo stati anche privati della soluzione al mistero della società stessa. Un vero peccato.
Anche la riappacificazione Lucy-Wyatt (anch’essa cosa da aspettarsi – non in senso negativo –) e la storia di Jiya nel 1888 sono state sacrificate, con conseguente sacrificio anche dei singoli personaggi. Come detto, da una parte era inevitabile, ma spiace.


Detto ciò, ci sono stati anche degli aspetti positivi: in generale, è stato riaffermato il senso di famiglia della squadra, sono tornati in primo piano i rapporti tra di loro (non solo, quindi, le storie d’amore, ma per esempio il rapporto Wyatt-Rufus); ancora una volta abbiamo visto momenti interessanti da un punto di vista storico, anche da un punto di vista di significato (che evito di ripetere in quanto già espresso da Walkerita) e ispirazioni altrettanto belle (non solo la leggenda di Zorro, ma alzi la mano chi, vedendo la parte in Corea del Nord, non ha pensato alla storia di Aung San Suu Kyi); il discorso di Lucy in merito a sua sorella, il suo sacrificio e le parole sulla “storia che ci accomuna tutti” sono stati davvero molto toccanti, perché del tutto veri. Infine, Flynn. Nonostante la veloce uscita di scena, così presto nella storia di questo finale, e nonostante la frase di Lucy a Flynn un po’ in stile “Harry Potter”, è stato molto toccante vedere il riconoscimento dato a lui come persona e personaggio, poiché prima di tutto Garcia Flynn è stato vittima ed è stato disposto a sporcarsi le mani per permettere ad altri di sconfiggere il nemico e nonostante tutti gli errori commessi e le cose sbagliate che ha fatto non ha mai perso la sua umanità. Soprattutto, è stato davvero bello vedere il cerchio chiudersi con Jessica. Questo personaggio è sempre stato davvero molto interessante.

In ultimo, il finale dell’episodio, con il viaggio nel Tempo di Lucy, Wyatt e Rufus per andare da Garcia Flynn e la successiva sequenza che ha ripercorso tutta la storia, il tutto accompagnato dalla splendida cover di “Time After Time” (di Cindy Lauper) di Joseph William Morgan, è stato assolutamente fantastico e ha dato una bellissima chiusura alla storia e al personaggio di Flynn.

E favolosa la scena conclusiva che ha ripreso il discorso di Mason sulla scoperta della tecnologia! Non solo perché anche quel discorso è colmo di verità, ma perché potrebbe ha lasciato aperta la strada a un’eventuale nuova idea per il futuro.

Sam

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