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This Is Us | Recensione 1×10 – Last Christmas [Mid Season Finale]

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Oh, My God. Non è il modo più oggettivo di iniziare una recensione, ma è decisamente quello che più si avvicina al mio stato d’animo attuale.
Per rendervi maggiormente partecipi delle mie emozioni (sto scrivendo a caldo, qualche minuto dopo la visione della puntata) inizio con il dire che sono il genere di persona che, alla fine di un film, si volta verso l’allegra brigata che l’accompagna, esclamando delusa: “Eppure avrebbe dovuto far piangere”, per trovarli tutti in lacrime, che cercano di nascondersi alla mia vista.
This Is Us si era già rivelato un’eccezione alla regola, perché ogni puntata mi ha fatto scendere qualche lacrima, in un mix dolce-amaro di commozione-tenerezza-pena-gioia. Questa volta nuntio vobis che è finita a singhiozzi. Singhiozzi seri. Mi aggiravo per casa cercando di recuperare il dominio di me stessa e, invece, continuavo a piangere.

Confesso che dopo la fine di Castle mi ero ripromessa, in modo più o meno cosciente: “Never more”. Non mi affezionerò mai più, dopo la delusione da cuore spezzato. Come quando finisce The Best Love Story Ever e pensi “Me ne starò qui buona per il resto della mia vita a vivere con i miei gatti”. (Che non ho. Ho tre cani, btw). Cinismo portami via.
This Is Us, mio malgrado, mi ha rubato il cuore. Mi trovo, non so come, a voler autenticamente bene a questi personaggi, come se fossero persone realmente esistenti che ho imparato a conoscere e a cui mi sono affezionata. Hanno penetrato la corazza con cui cercavo di difendermi, senza saperlo, e mi hanno fatto rituffare nella vita (televisiva o meno. Perché a corazzarsi non si vive. Punto).

Finito il bel discorsetto retorico, inizio con l’analisi vera e propria, che non consiste nell’abbracciare il muro usufruendo di quei generi di conforto del kit di sopravvivenza che avevo preparato per l’occasione. Perché già il concetto di “Mid Season Finale” è inquietante (c’è sempre odore di Cliffhanger & Cannella), ma nel caso di This Is Us il timore si fa serio, perché lo show ti imbozzola in un mondo ovattato fatto di bellezza, amore, gentilezza e sensibilità, ma a twist non si fa mancare nulla, fin dalla prima puntata. (Infatti).
Solo non mi aspettavo quello che ho visto. I didn’t see that coming. Ma non sono delusa, anzi e non ho nessuna recriminazione da fare. Continuate pure a farci soffrire così. Perché This Is Us sa creare un’atmosfera magica che scioglie il cuore a tutti gli Scrooge della Terra, ti fa venire voglia di andare ad abbracciare gli estranei per strada (ecco, magari meno) e quando si arriva ai momenti “difficili”, li fa sembrare una parte naturale della vita. Lo ripeto ancora una volta, perché per me è molto più che importante: This Is Us non vuole mai essere crudele in modo gratuito. Non vuole asfaltarci per aumentare il pathos e di conseguenza gli ascolti. Tratta sempre con rispetto noi e i personaggi.
Quindi, per venire a noi: siccome la vigilia di Natale non può accadere niente di brutto, Toby non è morto, giusto? Giusto? Ripetete con me: “Toby non è morto”.

La puntata si apre con una scenetta natalizia molto semplice, molto tradizionale, che mi ha fatto venire voglia di suonare il campanello di casa Pearson e accomodarmi sul divano con loro (provo le stesse sensazioni per la casa di Randall, vera erede morale di quella dei suoi genitori, per quanto riguarda calore, accoglienza, allegria e accettazione incondizionata).

Ho sentito come uno strappo quando siamo stati costretti in fretta e furia ad andare in ospedale. Riuscite a immaginare qualcosa di peggio di chiudersi in casa mentre fuori nevica (ipotizziamo), dopo aver comprato tutti i regali, mentre la gente si affanna nei negozi strapieni – duemila gradi dentro, zero fuori – belli felici e pronti a festeggiare e dover uscire per andare in ospedale?
Ma figuriamoci se i Pearson non sarebbero riusciti a ricreare la Magia Natalizia anche altrove. Sono portatori sani di magia ovunque vadano. Forse sarò troppo sensibile sull’argomento, ma non ho potuto fare a meno di notare come Rebecca non perda occasione di puntualizzare come Kate mangi troppo, al punto da sottovalutare il suo mal di pancia, dando per scontato che si tratti di indigestione. È lì che risiede l’origine del loro conflitto, in età adulta, che finalmente abbiamo visto dispiegarsi in modo più approfondito che non i soliti accenni presenti nelle scorse puntate. I problemi tra Kate e Rachel sono un punto fondamentale rimasto finora insoluto. Non sto nemmeno a ribadire che una tale problematica necessitava di essere affrontata con grande sensibilità, come è avvenuto, perché è qualcosa che This Is Us fa sempre, con grande successo.

Kate è una persona complessa, molto chiusa, che nasconde un’anima fragile. È anche l’unica figlia femmina e se gli altri hanno avuto come figura di riferimento Jack Il Magnifico – successivamente morto e, per questo, a rischio beatificazione (non voglio dire che non lo fosse, Jack è davvero magnifico, ma quando uno dei due genitori muore, è facile essere più misericordiosi con chi non c’è più, rispetto a chi resta, con tutte le sue pecche più che umane) -, Kate ha dovuto confrontarsi con la madre. Una madre magra e molto bella, che la rendeva ancora più consapevole del proprio corpo.

Mi ha stupito moltissimo che ad accompagnare Kate dal medico fosse proprio Rebecca, che in quella circostanza ho visto come insolitamente timorosa e quasi in soggezione davanti alla figlia. Indubbiamente è già provata dal “litigio” con Randall (dal quale si tiene timidamente lontana, grata solamente del fatto di essere stata invitata a casa sua), che deve averle spezzato il cuore di madre, ma io credo che non sia, in generale, facile per lei avere a che fare con Kate che sa essere molto pungente e fredda, quando messa sotto pressione. Rebecca non ha quasi il coraggio di sconsigliarle l’intervento di bendaggio gastrico; cammina sulle uova e cerca con cautela di trovare un punto di incontro con quella figlia che teme di non aver amato nel modo in cui sarebbe dovuta essere amata. E che è infelice. Depressa, perfino. Non deve essere facile scoprire che tua figlia è dovuta ricorrere a un antidepressivo. Non perché gli antidepressivi non siano validi – per fortuna esistono -, quanto per l’immane sofferenza sotterranea che la loro prescrizione implica. È un argomento estremamente difficile da trattare, ma This Is Us lo affronta con l’immancabile pudore, mostrandocelo attraverso gli impercettibili cambiamenti delle sfumature di dolore che offuscano il viso di Rebecca, che lotta per mantenere il suo contegno e non far straripare le emozioni, sapendo che non può permettersi di affrontare sua figlia in modo esplicito, per non farla ulteriormente allontanare.

Rebecca non è facile da decifrare. Non è nemmeno facile da amare, quando ci troviamo davanti una donna “anziana” tanto contenuta, diversa dalla giovane ragazza che amava la sua famiglia in modo entusiasta e aperto e che ha stretto nel pugno il magico rametto natalizio diventato una sorta di talismano, mentre perdeva anni di vita sapendo sua figlia sotto ai ferri.
La successiva scena in auto raggiunge per me le vette della capacità di questo show di trattare argomenti emotivamente ostici senza mai andare sopra le righe, senza eccedere in retorica. Rebecca riesce finalmente a porre a sua figlia una domanda straziante, e cioè le chiede – ma più che una domanda è un’amara certezza – se fosse lei la colpevole. Del peso, della tristezza, della confusione della Kate adulta. Rebecca sapeva di aver davanti un problema, ma non aveva il libretto delle istruzioni per affrontarlo al meglio. Ci dimostra di aver oscillato tra la paura di parlarne troppo poco o troppo spesso. Teme di aver sbagliato tutto. Ammiro molto la Rebecca di questa puntata e per Mandy Moore che la interpreta sempre tanto perfettamente. E ho profonda empatia per Kate. Nonostante questo, mi sento di dirle che a 36 anni dovrebbe amarsi abbastanza da far pace con parti ferite di lei che risalgono all’infanzia (magari con un aiuto).

Per fortuna il nostro Miguel, nel suo solito modo buffo di non c’entrare assolutamente nulla con questa famiglia e di essere spesso inopportuno, arriva a diluire la tensione, facendoci scoppiare a ridere. Io capisco che lui abbia la gotta (…) e sia l’unico ad addormentarsi quando si fa una cert’ora, insieme alle bambine, ma non vi fa almeno un po’ di tenerezza? È un pesce fuor d’acqua e non se ne rende minimamente conto!

La puntata ci riporta in vita il nostro amatissimo dottor K. Non credevo che ci sarebbe stata occasione di rivederlo, che avrebbe avuto un posto nel telefilm, visto che la sua funzione si era esaurita nel pilot, o almeno così credevo. Il dottor K. è un personaggio tra i più azzeccati in un gruppo in cui è difficile che qualcuno sia fuori posto. Sono stati tutti impeccabilmente scelti e fanno il loro lavoro con maestria, amalgamandosi nel gruppo famigliare che è il cuore della storia.
Adoro la sua voce, adoro il modo burbero con cui tratta chiunque, che allo stesso tempo nasconde un grande affetto e profonda saggezza.

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I Pearson si stringono intorno a lui nel loro modo generoso di dedicarsi al prossimo e lui ne è felice, se pure non voglia darlo a vedere, nei suoi monologhi ricoperti di sarcasmo sulla sua presunta e futura dipartita. Ma è un uomo che si trova ad affrontare da solo un momento molto difficile e intorno a lui c’è la famiglia che un tempo ha aiutato, pronta a ricambiare, almeno in parte, quello che lui ha fatto per loro. Quando dai spontaneamente qualcosa a qualcuno, questo ti torna indietro centuplicato, nelle forme più impensate, sembrano volerci raccontare gli autori.

Ho trovato estremamente teneri anche i piccoli Kevin e Randall, che di solito passano il tempo a litigare, mentre in questa occasione hanno avuto un piccolo assaggio di esperienze di vita di una certa portata. Mi ha commosso Kevin, quando non riusciva a staccare la mano dalla sorella, al punto da volerla seguire fino in sala operatoria. Insieme al suo voler rivolgere le sue preghiere al personaggio religioso “con più chance di successo” (Kevin non è stato attento alle lezioni di catechismo). Dice moltissimo del legame che si è instaurato tra loro, come gemelli (li ricordate nella stessa culla?) e che permane anche ora che sono adulti. Randall, invece, si fa consolare da sua madre, che è sempre stata il suo rifugio e con la quale ha quel famoso rapporto speciale recentemente incrinato, che è sempre stato la fonte della sua forza.

Come non ridursi a brandelli commossi di fronte al giovane Randall che scopre che il dottor K. È stato una sorta di benefattore nella sua vita e sacrifica i soldi della sua mancia (ai quali teneva molto), per regalargli una palla di vetro natalizia?

 

Il dottor K. (per me il quarto nonno della famiglia) si comporta nel modo saggio che gli abbiamo già riconosciuto in passato. Sottolinea come il merito non sia suo, perché ha solo accompagnato Jack spingendolo a fare qualcosa che sentiva già fosse la soluzione giusta. E gli dà una lezione che Randall ha indubbiamente messo in pratica nella vita: aiutare gli altri. La sua rara generosità, che abbiamo già visto all’opera, credo che in parte derivi da questo incontro (oltre all’esempio e all’amore respirato nella sua famiglia), quando il ginecologo gli suggerisce di indirizzare lo stesso tipo di aiuto a chiunque ne abbia bisogno, dovesse presentarsi l’occasione nella sua vita.

Un’altra delle cose che non mi aspettavo nel modo più assoluto è il colpo di scena di William! L’intera vicenda si è basata sul susseguirsi di una sorpresa via l’altra, e non credo sarebbe stato possibile un modo migliore di gestirla e di recitarla. Ho amato Jessie da quando ha aperto bocca con il suo accento, ho ascoltato prima moderatamente interessata e poi sempre più incredula e coinvolta il suo racconto, nel quale ho sentito subito vibrare un amore represso e disperato, che non poteva più essere negato. E il destinatario era… William!!
Sono felice che William abbia avuto, nella sua vita, qualcuno che l’abbia amato tanto, e che ancora lo ami. In pochissimi minuti ci hanno mostrato una meravigliosa storia di affetto, amicizia e, soprattutto, grande e infinito amore che mi ha riempito di gratitudine.
“Mi hai amato, e mi hai lasciato. Adesso, se ti va bene, vorrei stare con te fino alla tua morte” (#Dead).
Mi commuove pensarli insieme (*cerca di sorridere tra le lacrime) e non so perché io mi senta così. Forse perché desidero il meglio per William, persona di rara integrità e insuperabile umorismo, costretto a vivere il dolore della perdita, ad arrabattarsi tra lavoretti per guadagnare di che mantenersi, senza nessun affetto se non quello del gatto brutto. Ero già ovviamente felice che avesse potuto conoscere l’affetto di suo figlio e le sue nipotine (e Beth, a modo suo con i brownie drogati), adesso mi riempie il cuore sapere che è (stato) così amato. Certo, rimane l’ombra della sua morte, ma serve a far vivere tutto ciò che lo riguarda in modo più intenso.

Sono scoppiata a ridere per il modo in cui Randall ha scoperto l’omosessualità del padre grazie alle parole senza filtri della figlia, per la quale (vorrei sottolinearlo perché lo trovo importante) era assolutamente normale che il nonno avesse un compagno (quindi, questo ci porta cinque nonni maschi?), la sua reazione allibita, lo stupore di Beth, sempre involontariamente comica (io non so chi amare di più) e il sorriso finale di Randall. Come ho detto all’inizio, adoro la casa di Randall, come sa farsi dimora accogliente per tutti, capace di far partecipare del suo calore qualsiasi estraneo si trovi a entrare. È l’estensione concreta dell’innata generosità di Randall.

L’unico punto che non è stato ben sviluppato nella puntata, o che comunque non è riuscito a convincermi è stata la scena del tentato suicidio del collega di Randall. Ho trovato divertente che Randall si sia comprato una barca (!!) dal nulla, come “regalo consolatorio” per rendere più leggero quel grumo di emozioni viscerali che gli ha lasciato lo scoprire il tradimento della madre. Randall non rischia mai di aderire completamente all’immagine di “Uomo Buono e Saggio”. È molto più di quello, è un entusiasta e un impulsivo che ci stupisce con gesti inaspettati, tipo appunto “Che te ne fai di una barca, vai subito a darla indietro”.

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Sono sicura che Beth si diverta un modo con lui, condividendo lo stesso senso dell’umorismo.
È tutta la parte dell’uomo che tenta il suicidio che ho trovato messa lì senza che ci fosse una reale necessità. L’ho trovata una scena frettolosa. Inserire di punto in bianco un tentativo di suicidio, per poi vedere l’uomo disperato andarsene senza una parola, mi ha lasciato con la sensazione che qualcosa non abbia funzionato. L’hanno convinto le frasi accorate di Randall, o l’arrivo di Beth? Due parole poteva dirle, prima di andarsene? Non lo so. Sono rimasta a fissare lo schermo con grossi punti di domanda a farmi compagnia. Non mi ha convinto. Era un modo di dimostrarci che Randall è una bella persona, che fa del bene e che crede alla magia del Natale? Ne avevamo davvero bisogno? (Si tratta di qualcosa di veniale, dopotutto. Non intacca minimamente la qualità che io attribuisco sempre a questo telefilm).

Sloane è un’altra delle sorprese. E lasciatemi dire che è perfetta per Kevin. Non ho mai tollerato il modo brusco con cui Olivia lo ha sempre trattato. Che abbia anche lei il suo bagaglio di sofferenza non la giustifica per essere tanto irrispettosa, proprio come l’aver mollato lo show, facendolo chiudere. Questa gente non ha contratti che impongano di andare sul set? E, soprattutto, perché caricarla degli stereotipi della “diva capricciosa e inaffidabile che rovina la vita lavorativa di chiunque, senza il minimo rispetto”? Sono sicura che Olivia si più di quello che insistono a mostrarci. E non sono del tutto d’accordo che sia stata, forse, usata, per farci piacere Sloane (che, per inciso, mi sarebbe piaciuta a prescindere). Kevin con Sloane ha trovato la dimensione giusta, quella in cui riesce a dare il meglio di sé. Con lei è stato divertente, spensierato, l’ha aiutata (perché è molto generoso anche lui, proprio come Randall, una volta che riesce ad andare oltre il suo bisogno di essere all’altezza – cosa che Sloane gli permette di fare), incoraggiata, è stato gentile, premuroso e si è schierato dalla sua parte contro la sua famiglia, che l’ha sempre sottovalutata. Vorrei che Sloane, insieme ai suoi parenti dalla spiccata ironia e sense of humor rimanessero con noi per sempre.

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E, infine, si arriva a Toby. Che ci fosse qualcosa che non tornava era chiaro da subito: perché ansimava tanto?! Capisco che arrivi trafelato dall’aeroporto e fuori faccia molto freddo, ma perché non ha smesso? Perché nessuno se ne è accorto? Il respiro innaturale non mi ha permesso di apprezzare nel modo giusto la sua dichiarazione d’amore a Kate, la sua promessa di rimettersi a dieta e la certezza di poter rinunciare a tutto, tranne a lei. Continuavo ad aspettarmi che gli venisse un infarto.

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Sono comunque inorridita nella scena in cui si schianta sul tavolino perché non si è solo “sentito male”. Ci ha letteralmente fatto gelare il sangue precipitando a terra e mandando tutti nel panico. La scena è stata tanto drammatica perché realistica, senza strafare come qualche volta accade quando mancano pochi minuti alla fine e “devono capitare cose brutte” (la gente non cade adagiandosi al suolo, quando perde i sensi, come vogliono farci credere).
La puntata si chiude con la dolcezza della famiglia Pearson dell’anno 1989, riunita attorno al dottor K. che si sorprende di essere sopravvissuto (“Che mi venga un colpo!”. Sono morta dal ridere), facendoli commuovere e sollevandoli dalla preoccupazione, proprio come se fossero stati i suoi figli (ma proprio il dottor K. ci insegna che “essere figli di” è un concetto che può dilatarsi fino a comprendere persone che non fanno parte della nostra linea di sangue) e il dramma e l’incertezza delle sorti di Toby. #Tobynondevemorire.

Mi rammarica dovervi dare appuntamento al dieci di gennaio. Non è uno hiatus lunghissimo, ma mi mancherà respirare l’atmosfera armoniosa, gentile, confortevole, mi verrebbe da dire “bella dentro”, di This Is Us. Mi mancherà sentirmi avvolta dal calore con il quale sanno toccare chiunque graviti intorno al loro centro. Mi mancherà perfino piangere tutte le settimane. Ma – concedetemi un po’ di retorica natalizia – sono felice che facciano parte della mia vita e che siano ad aspettarmi a gennaio.

Vi auguro Buone Vacanze e vi do appuntamento a tra qualche settimana! Nel frattempo, se avete voglia di tenervi informati, potete passare da queste pagine che si occupano con grande impegno di aggiornare quotidianamente con notizie che riguardano il telefilm e i suoi attori.

Milo Ventimiglia Italia
Mandy Moore Italia
This Is Us Italia

A presto!

– Syl

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6 comments

Al
Al 7 Dicembre 2016 at 21:28

Recensione a caldo – commento a caldo. Ho appena finito di vedere la puntata e sono corsa a leggere la recensione in preda ad un attacco di panico, e nel titolo leggo mid-season finale; al panico si aggiunge la disperazione, poi arrivo al punto in cui dici che la pausa è breve e riprendo parzialmente il controllo. E pensare che all’inizio mi sembrava una puntata tranquilla…
Allora, forse ho trovato la mia chiave di lettura per Kate (con la quale, come sai, mi era un po’ difficile empatizzare), e ci è voluto il confronto con Rebecca: proprio perchè è un personaggio così chiuso e così fragile, da sola mi sembrava quasi inavvicinabile (e vederla con gli occhi di Toby o di Kevin mi dava una prospettiva troppo distorta dai LORO sentimenti, impedendomi di vedere Kate), però con la madre, forse anche come forma di stizza o di rancore represso, ho visto aprirsi dei piccoli spiragli in quella corazza.
Il resto tutto estremamente positivo. Innanzitutto, da quando ho letto dell’aggiunta di Denis O’Hare al cast, non vedevo l’ora di vederlo interagire con William, ma mai mi sarei aspettata che fossero una coppia!! Due secondi dopo lo shock iniziale, li immaginavo già in una mansarda bohemienne a leggersi poesie. Poi Denis O’Hare che ho adorato in American Horror Story (e forse unico motivo per cui salvo Hotel) e che apprezzo tantissimo come attore, perfetto. Sloane e Kevin adorabili. Non per antipatia nei confronti di Olivia (anzi condivido la tua sensazione di volerla far apparire volutamente antipatica), ma perchè Sloane mi ha conquistata a pelle e perchè la immagino con Kevin in quei siparietti involontariamente comici che sono un po’ la cifra stilistica di This Is Us. E poi il ritorno del dottor K, nemmeno ci speravo più. Non so perchè mi sia tanto affezionata a questo personaggio, forse perchè in un certo senso è partito tutto da lui.
Concordo sul punto no del collega di Randall, per cui spero che ci sarà un seguito alla vicenda e che quanto visto fosse un imput per arrivare a qualcosa di concreto. Questo show mi ha abituato talmente bene che non riesco ad accettare la minima pecca.
Su Toby non riesco ancora ad esprimermi. #Tobynondevemorire. Punto.

Come sempre complimenti, delle tue recensioni apprezzo sempre l’attenzione al dettaglio – solo i veri fan di Miguel si sarebbero accorti dell’inquadratura di tre secondi in cui dorme come un bimbo da seduto 😀

Reply
Syl
Syl 11 Dicembre 2016 at 11:20

Ciao!
Mi piace la tua analisi sul fatto che Kate non si sia mai mostrata a noi, se non attraverso gli occhi di Toby e Kevin. E che invece abbiamo visto alcuni “lampi” di quella che è, attraverso il suo conflitto con la madre. E anche la Rebecca del presente è riuscita a rendersi più avvicinabile, proprio nella sofferenza che le dà il rapporto infelice con la figlia (e il fatto che lei non sia in pace con se stessa). Per il resto continuo a pensare a Toby, ma non riesco nemmeno a farci sopra congetture, perché non può assolutamente morire. A questo punto sarebbero anche troppi uomini a morire in questo telefilm, no?!
Concordo che Sloane è perfetta e non perché Olivia fosse… Olivia. Credo che sia uno dei personaggi un po’ più “maltrattati” insieme a Miguel (povero Miguel XD).
Grazie per il commento, ci vediamo a gennaio! 🙂

Reply
Valeria 8 Dicembre 2016 at 10:41

In questa corsa contro il tempo (e le news, le imprecazioni…) ho finalmente trovato due minuti per complimentarmi per la visione d’insieme e dettagliata al tempo stesso, intrisa di emozioni pienamente condivise, che ci dai puntualmente ogni settimana, e gli spunti di riflessione che offri a chi, tra una lacrima e un sorriso di tenerezza, si lascia abbracciare da questo show disceso in terra per redimere i crimini commessi dagli altri che non sto ad elencare perchè il cane con cui condivido la mia delusione telefilmica reclama la mia attenzione 😀 Se due episodi fa ho temuto il peggio per William che partecipava all’entusiasmo di Randall con il respiro affannoso, questa volta il plot twist è stato mozzafiato per Toby (non deve morire), lasciandomi devastata. Proprio ora che nella corazza di Kate si era aperto uno spiraglio che gettasse le basi per un nuovo e interessante percorso del personaggio, affiancato da una madre indurita dal tempo e dalle circostanze, e da un fidanzato che invece si è lasciato andare alle umane debolezze. Due importanti figure di riferimento che fortificano e indeboliscono Kate, e tra le quali sono sicura la vedremo ancora destreggiarsi l’anno prossimo (Toby non deve morire) Ho provato il desiderio di trovarmi al capezzale di Loksat, ops Dottor K. e di lasciarmi illuminare dalla sua saggezza che ha contribuito a forgiare un padre meraviglioso come Jack (che non deve morire) e suo figlio Randall, che amo sempre di più tanto da iniziare a considerarlo un nuovo modello. Quanto a William, sono lietissima di poter vederlo felice e amato ancora e più di prima negli ultimi momenti di vita che gli restano, e la scelta di rendere partecipe Randall della sua omo/bisessualità per mezzo della sincerità schietta di sua figlia è ammirevole in un mondo telefilmico e non in cui la prevaricazione degli stereotipi è ancora resistente (non ti nego che il mio pensiero è volato anche alla tua ff :D)
L’attesa renderà questo hiatus ancora più lungo, ma sono sicura che ogni giorno ne varrà la pena.
Grazie e alla prossima 🙂
ps. Ma l’inettitudine pirandelliana di Miguel? 😀

Reply
Syl
Syl 11 Dicembre 2016 at 11:33

Ciao!! 🙂
Inizio dal fondo. Non riesco davvero a capire come mai al presente trattino Miguel così! Mi divido tra il rotolare dal ridere e ricompormi pensando che non gli stanno facendo un grandissimo favore. Chiaro che noi siamo sempre fermi al punto fondamentale in cui ci chiediamo quando sia morto Jack e come abbia osato Miguel “prendere il suo posto” (tra molte virgolette), se però ce lo presentate da giovane forte, sicuro di sé e aitante e poi da anziano così “cuor contento il ciel l’aiuta” è chiaro che la curiosità aumenta! Ripete perfino le stesse battute 😀
Mi ha colpito davvero (molto positivamente) che abbiano scelto di rappresentare William come omosessuale e che sia stata la nipotina a rendersene conto e a citare i “due padri” che ha il suo compagno a scuola, dicendo in pratica a Randall di avere anche lui due padri (cominciano a diventare parecchi :D), anche perché così posso smettere di pensare a come la madre di Randall gli abbia spezzato il cuore (quella biologica). Ho ancora in mente quel giovane poeta sull’autobus, così riesco almeno a mitigare la sofferenza e la pena.
Toby non deve morire, perché, come dicevo prima, quanti uomini vogliamo far morire in questo telefilm? E Kate? No, sarebbe tremendo. Già non sarà facile, perché immagino che la convalescenza non sarà una passeggiata, con tutto quello che ne conseguirà (ma almeno saranno tutti da questa parte di Paese e li vedremo insieme più spesso). Nei miei piani non è prevista la morte di Toby, I’m sorry.
Grazie sempre di passare e commentare 🙂

Reply
Bruna 26 Febbraio 2017 at 17:30

Ciao Silvia! Chiedo venia, avevo promesso di farmi viva ogni tanto per parlare di questo bellissimo telefilm ma non ho mantenuto la promessa,ho continuato a rinviare ed ora non posso più farlo, domani riparte su Fox Life con l’episodio 11 e devo assolutamente parlare dei primi dieci episodi! Parlare… si fa per dire! Hai scritto tu (e gli altri interlocutori) tutto quello che penso anch’io (e che non sono in grado di scrivere!) Sono assolutamente d’accordo con voi e quindi non ho altro da dire se non : complimenti! Non voglio spoiler per ora, per cui non sbirceró sul sito, leggerò solo le recensioni dopo ogni singolo episodio visto su Fox. Voglio dire una cosa sola : show STUPENDO! Grazie, ciao!

Reply
Syl
Syl 26 Febbraio 2017 at 20:22

Non preoccuparti! Buona visione 🙂

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