The Walking Dead | Recensione 7×13 – Bury Me Here

Ci avviciniamo – molto lentamente, come di consueto! – allo scontro con Negan. “Bury Me Here” è incentrato su Morgan e Carol, in un certo senso i due outsider del nostro gruppo di sopravvissuti: uno perché non violento e l’altra perché eremita per vocazione. Ma le cose, era ovvio, erano destinate a cambiare piuttosto repentinamente.
Morgan, un tempo pazzo e poi d’improvviso rinsavito e diventato esperto di arti marziali (sic!), si trova dinanzi ad un grande dilemma morale: abdicare alla promessa di non violenza per vendicare un amico e, al contempo, cercare di trarre in inganno i Saviors. A fare la prima avventata mossa è Richard, della cui affidabilità avevamo avuto più volte occasione di dubitare: l’uomo architetta un piano suicida che porta alla morte del giovane ed incolpevole Benjamin e, conseguentemente, alla sua per mano di un adirato Morgan. E, non meno importante per comprenderlo, conosciamo finalmente la backstory di questo suddito di Ezekiel, che sino ad ora avevamo solo potuto immaginare: Richard è un uomo qualunque che si è trovato ad affrontare l’apocalisse, giunta all’improvviso mentre era in campeggio, e in cui ha perso moglie e figlia: un uomo preda di sensi di colpa e rimorsi, che vede in Negan e nei Saviors un’autorità sgradita da abbattere e nel farlo un modo per riscattarsi. La sua fine non giunge inaspettata ed il ritrovamento dello zainetto della piccola Katy è, in un certo senso, un cerchio che si chiude.
Ma è su Morgan che sono puntati i riflettori. La buona interpretazione di Lennie James ci fa strada nella mente del suo personaggio – che in un certo senso accosta Benjamin al figlio perduto – e ci conduce verso il punto di rottura: ormai non è più possibile negoziare col nemico e tutti se ne stanno rendendo conto. Richard, inconsapevolmente, ha dato inizio alla guerra.
E Morgan non è l’unico a cambiare strada: Carol, scossa prima dalla morte del giovane di The Kingdom, e poi dalla scoperta delle morti di Glenn ed Abraham, ritorna in sé e decide che è il momento di agire. Finalmente la Carol che conoscevamo è tornata! Per troppo tempo la donna era stata messa da parte e, tra rimorsi e recriminazioni, questo personaggio stava perdendo di spessore e credibilità.
Con “Bury Me Here” Carol e Morgan si evolvolo, acquisiscono consapevolezza ed iniziano ad essere pronti a partecipare al grande conflitto che verrà: fanno, seppure percorrendo strade differenti, lo stesso percorso di presa di coscienza che condurrà anche Ezekiel a capire che l’unica strada è reagire con forza ai soprusi dei Saviors. Ancora una volta i walkers sono solo uno sfondo e un pretesto per mettere in scena quelli che sono i reali antagonisti in questo show: gli uomini stessi, quelli che razziano e conquistano invece di cooperare per il bene comune.
Pur non potendo certo essere annoverato tra gli episodi memorabili, questa 7×13 ha il pregio di dare l’input all’avvio di tematiche e situazioni in stallo: il credo (vacillante) di Morgan, l’esilio (dai giorni contati) di Carol, la calma immotivata di Ezekiel, i piani di Richard. Tutto si evolve o, almeno, inizia realmente a svilupparsi in questo “Bury Me Here”.
Attendendo spasmodicamente un accenno di conflitto con Negan, possiamo iniziare a tirare le somme di questa settima stagione, al cui finale mancano tre episodi: Jeffrey Dean Morgan col contagocce, abbondanti filler, scivoloni sulla CGI e quant’altro, compongono un ciclo di episodi francamente deludente. Dopo un inizio col botto e una manciata di episodi ben architettati (“The Cell”, “Sing Me a Song” e “Hostiles and Calamities”), il nulla! Doveva essere la stagione del terrore e di Negan e invece è tutto rimandato alla prossima, per spremere quanto più possibile un prodotto che stanno allungando a dismisura (molto probabilmente) per questioni economiche più che artistiche.

Vi ricordo di passare da Andrew Lincoln Italy e The Walking Dead ITA per essere sempre aggiornati su questa serie.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio:

https://www.youtube.com/watch?v=W5ktpWNQ-70

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.