The Walking Dead | Recensione 6×11 – Knots Untie

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L’undicesimo episodio di questo seguitissimo serial AMC segna un altro avvicinamento alla sua controparte cartacea. Dopo un po’ di tentennamenti, veniamo a conoscenza della comunità da cui proviene Jesus, la ridente Hilltop: in questa cittadina, abbellita da una magione vittoriana che permette di controllare larga parte del territorio circostante, il capo è il burbero e deciso Gregory, che cerca da subito di far capire ai nostri chi comanda. Ma ancora una volta, salta fuori il nome di Negan, violento strozzino della pacifica comunità.
Gli ultimi due episodi di The Walking Dead ci stanno dando molta soddisfazione nei riguardi dei nuovi arrivi: in poco tempo abbiamo fatto la conoscenza di Jesus e Gregory e l’ombra di Negan incombe minacciosa sui nostri. E se ku1Gregory ricalca l’idea che si può avere di un leader – abile negoziatore e autoritario – è Jesus il personaggio più curioso. Se nei fumetti l’uomo è un abilissimo combattente che finisce per essere di grande aiuto per Rick & Co., qui ha l’aria di essere più un incrocio tra un prestigiatore-escapista e un ladruncolo che altro ma staremo a vedere: di certo, il giovane sembra essere un valido elemento e una persona degna di fiducia.
Il punto interrogativo più grosso rimane Negan: sappiamo che avrà il volto del bravo Jeffrey Dean Morgan (visto in Grey’s Anatomy, Supernatural, Magic City e svariati film per il grande schermo) ma non abbiamo idea di come e quando entrerà in scena e soprattutto, se sarà all’altezza del Negan del fumetto. Pare che per fare la sua conoscenza dovremo attendere la fine della stagione ma rumors insistenti danno questo momento ben più imminente. Di certo l’attenzione è alta e i riflettori in questa seconda parte di stagione sono tutti puntati su di lui e i suoi accoliti, i Survivors.
E se Negan ha oscurato (pur non essendoci fisicamente!) la figura di Gregory, a risaltare in questo episodio è Maggie, finalmente con un ruolo di rilievo dopo troppo tempo passato in secondo piano: la giovane donna ha raccolto il testimone di Deanna e cerca di essere l’ambasciatrice di Alexandria e di negoziare, anche duramente se necessario, beni di prima necessità per lei ed i suoi concittadini. Purtroppo, uno dei problemi di The Walking Dead è che gli autori non riescono visibilmente a gestire i tanti personaggi che hanno fra le mani e così, chi prima e chi dopo, ognuno si trova a scomparire per un po’, in attesa che si ricordino di lui: così è successo a Maggie e così sta succedendo a Carol.
Per il resto, è da rimarcare ancora una volta l’assurdità della scelta di far mettere Rick con Michonne e di farli ora comportare da fidanzatini: non c’erano i presupposti per questa relazione, l’interesse fra i due è scoccato all’improvviso; sarebbe stata decisamente più realistica una storia di sesso piuttosto che un vero e proprio innamoramento arrivato senza che nulla lo lasciasse presagire. Invece è interessante la figura di Abraham che, oltreku3 a sproloquiare insensatezze, si sta scoprendo sempre più interessato a Sasha a scapito di Rosita: avrà il coraggio di farsi avanti? In fin dei conti, la sua è una situazione normale e umana, che contribuisce ad avvicinare al pubblico il suo personaggio. In fondo, neanche la fine del mondo civilizzato può reprimere certi istinti e sentimenti. E sempre ad Abraham viene affidata una profonda riflessione sulla vita: è giusto far nascere bambini in un mondo simile? Glenn e Maggie ripongono speranza nel futuro, Abraham sembra troppo segnato dall’esistenza e incapace di risollevarsi. Due diversi punti di vista e comportamenti che portano a riflettere lo spettatore.
“Knots Untie” non è di certo The Walking Dead al suo meglio e, seppur quasi privo di walkers ed azione, ha il merito di farci finalmente allargare gli orizzonti e sperare in nuovi interessanti scenari.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio:

https://www.youtube.com/watch?v=yXuXIlXUf9M

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