The Good Wife | Recensione 3×19 – Blue Ribbon Panel

Iniziamo subito col dire che cosa è il Blue Ribbon Panel. E’ una commissione di persone esperte in un determinato settore che viene chiamato ad esprimersi su una determinata questione. In questo caso la commissione è formata da giudici, avvocati e preti che si devono esprimere riguardo una sparatoria avvenuta ad una fermata di metropolitana che ha coinvolto un poliziotto sotto copertura. Uno dei componenti della commissione, la sola donna, è Alicia. A capo della commissione c’è(un “amico”) Mike Kresteva(Matthew Perry). Fin da subito Alicia capisce che c’è qualche cosa che non quadra, la commissione, e specialmente Mike, non è interessata a scoprire la verità ma solo ad insabbiare tutto, e, come è facile immaginare, Alicia non lascerà correre.
Finalmente si scopre qualche cosa in più riguardo il caso di Kalinda, quello che Will aveva passato ad Alicia dopo essere stato sospeso. L’agenzia delle entrate vuole fare chiarezza sui guadagni che Kalinda ha ottenuto con il suo lavoro di investigatrice. Guadagni che ha giustificato sempre in maniera superficiale data la natura confidenziale di molti di essi. Una volta confrontata la incaricata di verificare la situazione di Kalinda, Alicia scopre che in realtà dietro tutto la questione c’è l’FBI e in particolare l’ex amica di Kalinda, l’agente Lana Delaney(Jill Flint). Ora c’è solo da capire se l’agente sta operando solo per interesse personale, perché si sente ferita che Kalinda aveva rifiutato la sua offerta di lavorare insieme, o se, come dice lei, in realtà il vero obiettivo dell’FBI è sempre Lemond Bishop, il trafficante di droga rappresentato dallo studio.
Intanto all’interno dello studio continua la guerra per prendere il posto di Will, e i pretendenti sono sempre gli stessi, David Lee-Eli-Julius. Finalmente capiscono che divisi non potranno mai vincere così Eli e Julius si alleano(ovvero Eli perde al lancio della moneta ed è costretto ad appoggiare la candidatura di Julius). Ma questo non basta per fargli aggiudicare la poltrona. Will, con un colpo di genio, propone per prendere il suo posto l’avvocato con la maggio anzianità all’interno dello studio, Howard Lyman(Jerry Adler), che anche se non si vede molto in giro, resta quello che con più diritto può pretendere il posto.
Alicia, nonostante il bonus ricevuto dallo studio, non riesce ancora ad arrivare alla cifra richiesta per l’acquisto della casa così, su suggerimento dell’agente immobiliare, decide di scrivere una lettere all’attuale proprietaria scrivendo i motivi che la portano a voler acquistare la casa. Nonostante questa mossa la casa viene venduta all’offerta concorrente. Alicia scopre che ad acquistare la casa è stato un Florrick; in un primo mento pensa subito a Peter, ma poi, con grande sorpresa, scopre che la casa è stata acquistata da un’altra Florrick, Jackie, la madre di Peter(sempre a macchinare qualche cosa sta).
Alicia continua la sua piccola crociata all’interno della commissione, cercando di portare alla luce la verità e convincendo sempre più membri della commissione stessa a passare dalla sua parte. Il caso è reso più delicato dal fatto che il poliziotto che ha sparato è di razza caucasica mentre la vittima è afroamericana e questo potrebbe portare a delle rivolte in città. Alicia scopre che la vittima in realtà non aveva una pistola con se, come sosteneva il poliziotto, ma gli era stata messa in mano dopo la sparatoria, dal poliziotto stesso. Mike, che è irremovibile nel volere l’archiviazione del caso, porta in campo anche Peter che aveva indagato sulla questione e si era pronunciato a favore del poliziotto, costringendo Alicia a ricusarsi dalla commissione. E questo conferma, anche se non in maniera definitiva, cosa era stato portato alla luce nell’episodio Long Way Home nel quale Geneva(Renee Goldsberry) dice che Peter nel prendere la sue decisione usa due pesi e due misure a seconda se si tratti di bianchi o di neri. Questo potrebbe, se confermato, danneggiare in maniera pesante una sua futura candidatura a governatore.

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