The Following | Intervista a Shawn Ashmore [SPOILER!]

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[ATTENZIONE! Questo articolo contiene grossi spoiler sull’episodio 2×07 di The Following intitolato Sacrifice]

L’indagine sui seguaci di Joe Carroll è diventata orribilmente personale per Mike Weston (Shawn Ashmore) nell’episodio di questa settimana di The Following. Nella scena finale Mike ha assistito al brutale assassinio del padre ad opera di Lily Gray (Connie Nielsen) e dei suoi seguaci, senza che né lui né nessun altro agente dell’FBI potesse fare nulla per impedirlo.

“Questa è solo l’ultima goccia… In Mike cresce una nuova ferocia” dice Ashmore a TVGuide.com. “In un modo o nell’altro deve porre fine a tutto ciò”.

Durante l’episodio un altro dei complici di Lily rapisce Max (Jessica Stroup), che riesce a fuggire con l’aiuto di Mike. E Joe (James Purefoy), Emma (Valorie Curry) e Mandy (Tiffany Boone) si aggregano a un inquietante gruppo di followers che scelgono Emma come “sacrificio”, legandola e tagliandole i polsi per far colare il sangue in un calice…da cui beve il leader della setta. Tra la follia di Lily e questo raccapricciante rito sembra proprio che Joe farebbe bene a controllare meglio le credenziali dei suoi partner!

Ma torniamo a Mike, che nell’ultima scena abbiamo visto essere cullato nell’abbraccio di Ryan Hardy (Kevin Bacon), che si sicuro si intende di perdere le persone amate per colpa di Joe Carroll e dei suoi folli seguaci. TVGuide.com ha parlato con Ashmore per scoprire che cosa significhi questo devastante colpo di scena per il suo personaggio e in che modo siano stati preparati quei momenti finali.

TVGuide.com: Il percorso di Mike in questa stagione lo ha portato ad essere sempre più simile al Ryan della stagione 1. Il fatto di aver assistito all’omicidio del padre completa in qualche modo questa trasformazione?
Shawn Ashmore: Assolutamente sì. Sin dal primo episodio Mike è stato in transizione: si tratta di un grande arco narrativo. L’assistere alla morte di suo padre è molto simile al modo in cui Ryan ha perso Claire: è l’ultima goccia che mette questi due personaggi alla pari sul piano emotivo, se vogliamo tenere il conto di quello che è successo a questi due, di quanto dolore abbiano affrontato e di quanto abbiano perso. Ryan ha visto Claire venire uccisa davanti a lui e ora la stessa cosa è successa a Weston con suo padre.

Questo li porta a comprendersi meglio l’un l’altro?
Ashmore: In uno strano modo questa situazione li porta ad avvicinarsi e, al tempo stesso, ad allontanarsi. Penso che Weston sappia che, arrivati a questo punto, probabilmente non dovrebbe occuparsi del caso. Sa di non essere al meglio dal punto di vista emotivo e psicologico. Ma quando succede qualcosa del genere, il bisogno di vendetta è fuori controllo e penso che il fatto che Ryan non cerchi di mettergli i bastoni tra le ruote sia indice di quanto capisca quello che Mike sta passando. Quindi sì, penso che questi due stiano percorrendo la stessa strada e che, a questo punto, emotivamente siano la stessa persona. Con il procedere della stagione vediamo però come i due siano diversi nel modo in cui gestiscono il dolore.

Quanto è stato difficile girare quella scena all’FBI?
Ashmore: Si è trattato di una scena molto interessante da girare. Quando giriamo nella stanza del quartier generale dell’FBI non abbiamo mai a disposizione il filmato con quello che sta succedendo. Non vedo mai quel girato finché non guardo l’episodio, quindi fissavo quattro grandi schermi verdi e il regista mi parlava di quello che era successo. Quindi non ho mai incontrato l’attore che interpretava mio padre. Non sapevo in che modo lo avrebbero ucciso…Quindi c’era il regista che mi spiegava quello che succedeva. “Ok, ora Lily si sta mettendo dietro a tuo padre. Lo afferra per i capelli e gli tira indietro la testa. Lo decapita”. Mi dava queste direttive visive, quindi è stata una scena molto emotiva da girare. Ma penso che il fatto di non avere di fronte agli occhi l’immagine effettiva permetta all’immaginazione di osare ancora di più e di creare gli scenari più oscuri e sinistri che si possano immaginare, per poi in qualche modo cercare di incanalarli: p stato molto difficile.

E poi, dopo quella scena, devi avere un crollo emotivo.
Ashmore: Mike passa dall’essere completamente okay all’essere completamente devastato…Per me la parte più difficile della scena è stato il dover passare dall’essere perfettamente okay al piangere in 45 secondi: è stato interessante e difficile.

Parlaci degli ultimi momenti dell’episodio, quando vediamo Mike nell’abbraccio di Ryan.
Ashmore: Non eravamo sicuri di come avremmo girato quel momento. Il braccio doveva stare attorno alla spalla? La testa doveva appoggiare sulla spalla?Il creatore Kevin Williamson e il regista hanno pensato che quello fosse il momento più “infantile” di Weston e che fosse un bel riflesso dell’immagine padre-figlio, dal momento che il padre di Weston non c’è più. Penso che alla fine la scena sia venuta bene.

Mike ha tempo di piangere suo padre oppure a questo punto è concentrato sulla vendetta?
Ashmore: Il desiderio di vendetta arriva molto rapidamente. Nel prossimo episodio vediamo Mike in lutto. Diamo uno sguardo alla sua vita famigliare e vediamo da dove viene e in che modo la sua famiglia stia affrontando la situazione. In fin dei conti penso che Mike si senta in colpa e si consideri responsabile di quello che è successo. Qualcuno mi ha chiesto che Mike sia arrabbiato con Ryan e la risposta è “assolutamente no”. Penso che Mike incolpi solo se stesso. E non solo deve affrontare la perdita di suo padre, ma anche il peso della sua famiglia…che non lo incolpa completamente, ma che pensa che se Mike non avesse seguito quel caso suo padre non sarebbe morto. Quindi è una situazione molto difficile. Ma trasforma questo dolore in desiderio di vendetta molto rapidamente. Il desiderio di catturare Joe e gli altri era già presente: questo è il passo successivo e in Mike cresce una nuova ferocia, ma non credo che sia semplice rabbia; penso che ci sia anche tanto dolore.

Dici che in lui c’è una nuova ferocia, ma nell’episodio della scorsa settimana lo abbiamo già visto dare i numeri nei confronti di Luke.
Ashmore: Sin dall’inizio di questa stagione si capisce che a Mike sta succedendo qualcosa. Da subito è arrabbiato con Ryan: è incazzato per la morte di Debra e per il menefreghismo di Ryan. Quindi Mike sta come ribollendo…penso che Mike abbia un disturbo da stress post traumatico e il fatto di avvicinarsi così tanto a una persona come Luke è per Mike la goccia che fa traboccare il vaso. Se ne rende conto, però: non è cieco.

Giusto. Dopo la faccenda di Luke, Mike dice a Ryan di voler abbandonare il caso.
Ashmore: Cerca di chiamarsene fuori ma, ovviamente, deve tornare sui suoi passi a causa del rapimento di Max. Penso che sia consapevole di quello che sta passando ma credo che il dolore abbia il sopravvento.

Immaginiamo che, arrivato a questo punto, non possa più prendere in considerazione l’idea di abbandonare il caso.
Ashmore: No, decisamente no. In un modo o nell’altro deve porre fine a questa situazione e penso che ora sia più incauto che mai: è disposto a fare di tutto per catturare quelle persone. Quella era la differenza tra Ryan e Mike nella prima stagione: Ryan era disposto a infrangere le regole, mentre Mike si sentiva in obbligo di seguire il protocollo dell’FBI. Ora, invece, non è più così.

Voi che cosa ne pensate? Mike diventerà come Ryan oppure no?

The Following va in onda il lunedì alle 9/8c su Fox.

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