The 100 | Recensione 4×07 – Gimme Shelter / 4×08 – God Complex

Carissimi fedeli fan di The 100 chiedo innanzitutto perdono per la mia assenza della scorsa settimana, ma ogni tanto la vita reale chiama e si è obbligati a rispondere e tralasciare le cose veramente importanti, come mantenersi in pari con le serie TV. Prometto adesso di recuperare con una doppia recensione densa di emozioni.

4×07 – Gimme Shelter

Dopo tre episodi di falsi allarme, finalmente la pioggia acida è arrivata. Non che ne sia felice, però hanno gridato al lupo per ogni goccia d’acqua caduta dal cielo, l’hanno usata come scusa per improvvisare delle evacuazioni allo stesso livello della famosa fuga di gas di The Vampire Diaries… considerando la sfiga che notoriamente pervade The 100, mi viene semplicemente da dire che se la sono tirata addosso – è come mettere Clarke davanti a una leva e sperare che nessuno muoia…

Black rain is coming e porta con sé l’inimmaginabile. Se avete letto le mie recensioni fino ad ora, avrete forse minimamente intuito che cosa sto per dire: Octavia e Ilian. Ripeto, OCTAVIA E ILIAN. Ma perché? Ma che vuol dire? No, non ci sta. La situazione mi puzzava dall’inizio: costretti a restare insieme in una grotta, bagnati e seminudi, lei emotivamente instabile, lui se sta zitto è pure belloccio… il mio radar per il disastro è letteralmente impazzito. Non che dopo la morte di Lincoln Octavia debba essere condannata a una vita di clausura, ma questo risvolto da soap opera non mi convince per nulla, non è degno dell’Octavia Blake che abbiamo conosciuto fino ad ora e non sono pronta ad accettarlo.

Letteralmente la mia faccia in questa scena

Cercherò però di ridimensionare le mie prime impressioni e tentare di dare un’analisi oggettiva. Ilian per me ha la stessa profondità della carta velina e ovviamente non è nemmeno lontanamente paragonabile a Lincoln e alla storia che lui e O hanno condiviso, però, se proprio devo trovare un lato positivo in tutto quello che ho visto, devo almeno dargli il merito di aver smosso qualcosa in quell’animo che ormai sembrava essere di pietra. Quel suo voler sentire qualcosa di diverso dalla rabbia e dal dolore è comunque un primo passo per uscire dal tunnel autodistruttivo di cui solo nella scorsa puntata abbiamo potuto intravedere la fine.

Rimango comunque perplessa nel vederli allontanarsi insieme sul viale del tramonto, perché sono ancora convinta che il vero punto di svolta per Octavia arriverà nel momento in cui riuscirà ad affrontare suo fratello, a superare il male che si sono fatti e le parole che si sono detti, per ricucire quell’abisso che si è creato tra di loro, tanto profondo quanto è intenso il loro legame. Ilian non è che l’ennesima distrazione, meno distruttiva certo del cercare vendetta a ogni costo, ma comunque insufficiente. Ridateci Indra e ridateci i fratelli Blake presto!

Bellamy si trova invece nella situazione opposta. È disposto a tutto pur di fare ammenda nei confronti di Octavia, e riversa questo suo assoluto bisogno di trovare pace in qualunque altra situazione: salvare tutti per rimediare a quell’unica persona che non vuole essere salvata. E in questa puntata dimostra di aver fatto un ulteriore passo avanti nella sua maturazione personale, facendo paradossalmente un passo indietro: capisce alla fine di doversi fare da parte, che la sua vita è importante e non può essere messa in pericolo seguendo un impulso irrazionale. Per l’ennesima volta si torna a parlare di sacrificio, di cosa può essere sacrificato e soprattutto di quali vite possono essere sacrificate in nome di un bene più grande. Sentire all’altro capo della radio un amico che invoca aiuto e non essere in grado di soccorrerlo è straziante, ma era l’unica soluzione possibile, e credo che Bellamy non avrebbe saputo affrontare la situazione come ha fatto se non avesse avuto il supporto di Kane.

Fermo in quella macchina credo che abbia anche riflettuto sulle azioni di quello che possiamo considerare adesso il suo mentore, per tanti addirittura il padre che non ha mai avuto, passando dal ricordare l’esecuzione della madre per mano sua al trovarsi a dover compiere una scelta analoga, ovvero far morire un innocente per salvare altre persone. Nessuna decisione sull’Arca, per quanto potesse sembrare sbagliata, è stata presa a cuor leggero, e i Cento l’hanno imparato a loro spese una volta arrivati sulla Terra, evolvendo velocemente da delinquenti votati all’anarchia a leader consapevoli. Bellamy ne è l’esempio lampante.

E giusto per restare in tema di sopravvivenza, spostiamoci sull’isola e parliamo di Emori. Altro personaggio che non gode esattamente della mia simpatia, dato che il mio sogno nel cassetto è vedere tutta la tensione tra Murphy e Raven concretizzarsi in una bella OTP, ma ha sicuramente la mia stima per la sua capacità di sopravvivere, di porre la sua vita al di sopra di qualunque cosa, perché così è stata cresciuta e perché sul suo passato ha costruito la sua forza; è una donna con le palle e questo basta per non farla finire direttamente nella mia lista nera.

Sono curiosa di capire quali siano questi suoi fantomatici trascorsi sull’isola di A.L.I.E. – già nella 4×04 aveva ammonito gli altri dicendo che i droni non erano l’unico pericolo presente, e allora non aveva certo motivi per mentire; ecco perché all’inizio mi sono lasciata coinvolgere da quella che si è poi rivelata una messa in scena. In che modo dei Grounder, del tutto ignoranti in materia di tecnologia, potrebbero aver aiutato un’entità artificiale racchiusa in un chip a perseguire i suoi scopi? Continuo a credere che ci sia ancora molto da raccontare in materia, ma ovviamente non era questa l’occasione. Qui abbiamo visto la furbizia di Emori e il suo piano elaborato per sopravvivere. Dubito che lei sarebbe stata la vittima designata per procedere con gli esperimenti di Abby, soprattutto perché non credo che Clarke sarebbe mai stata capace di acconsentire a un trattamento del genere, sapendo cosa Emori significhi per Murphy (che volente o nolente è stato e sempre rimarrà parte del gruppo dei Cento) e credendola innocente (a differenza del malcapitato Grounder che ha fatto la figura del cattivo che merita una punizione) – piuttosto, conoscendo il suo immenso, e a volte addirittura fastidioso, senso di giustizia e di sacrificio, probabilmente si sarebbe offerta al suo posto; ma Emori non concede nemmeno il beneficio del dubbio. Un comportamento che mi ha infastidito, che ho trovato crudele e che non condivido nella maniera più assoluta, ma che a posteriori non posso fare altro che giustificare in un contesto in cui e per un personaggio per cui il mantra è mors tua, vita mea. Se non altro ha avuto il merito di concedere una chance di trovare una cura alle radiazioni.

4×08 – God Complex

Ed ecco appunto che ci ritroviamo nel mezzo del grande esperimento scientifico che dovrebbe portare alla salvezza del mondo e che ovviamente si dimostra un buco nell’acqua. Prevedibile, sempre e comunque MAI UNA GIOIA. Il piano di Emori le si rivolta contro nel giro di un nano secondo e ovviamente diventa il capro espiatorio per il secondo tentativo di sperimentazione. E si ritorna ancora una volta al filo conduttore di tutta questa stagione, e forse anche un po’ dell’intera serie, ovvero Cosa siamo pronti a sacrificare pur di sopravvivere? E ovviamente torna il parallelismo con Mount Waether: i nostri si stanno davvero trasformando negli uomini della montagna della seconda stagione? E allora possiamo davvero definire questi ultimi dei villain?

Il confine si fa sempre più sottile e il giudizio diventa sempre più difficile. Non si può non essere d’accordo con Roan quando dice che rischiare una vita per salvarne migliaia è un sacrificio accettabile, ed è una scelta che deve essere fatta da un leader, che se ne assumerà il carico di responsabilità e in futuro i meriti, se ce ne saranno. D’altra parte cosa ci dà il diritto di decidere della vita degli altri? Il famoso complesso di Dio che dà il titolo a questo episodio, a cui Raven e ovviamente Murphy si oppongono. Costringere Luna a sottoporsi all’estrazione del midollo contro la sua volontà e usare Emori come cavia riporta Clarke, Abby e gli altri nella medesima situazione di Mount Weather, stavolta a ruoli invertiti, creando un problema di coscienza che non è facile affrontare, non dopo tutto quello che già hanno dovuto passare e alle decisioni difficili che hanno dovuto prendere. Come previsto però la votazione al martirio di Clarke le impedisce di andare fino in fondo e la porta a “sacrificarsi” in prima persona per non rischiare inutilmente di mettere in pericolo un’altra vita.

E come ormai questa stagione ci ha abituato, ecco che negli ultimi cinque minuti le carte in tavola vengono ribaltate, e con il gesto di Abby per salvare la figlia tutto il progetto finisce letteralmente in frantumi. Mi chiedo se i danni provocati dal chip abbiano davvero influito sulle capacità sensoriali di Abby, perché, mentre per Raven la situazione potrebbe avere in un certo senso un fondamento scientifico (molto tirato), permettendo al suo cervello di elaborare informazioni velocemente e di entrare “in sintonia” con il pensiero scientifico di Becca, per la dottoressa si è trattato semplicemente di una visione, del manifestarsi della sua paura più profonda.

Trovare la soluzione all’imminente catastrofe nucleare sembra ormai una partita di ping pong, dove le possibilità di salvezza continuano a rimbalzare da un lato all’altro del campo di gioco senza riuscire a trovare stabilità. L’altra chiave di lettura per The 100 è che nulla ci viene mostrato per caso, e così come è successo per Luna, anche la figlia di Indra e il culto della setta del Dodicesimo sigillo ritornano prepotentemente in gioco per portare, si spera, la soluzione definitiva. Mi piace scoprire come la cultura dei Grounder, fatta apparentemente di riti e superstizioni, abbia in realtà una profonda base scientifica. Come accaduto per la tradizione dei Commander, così anche il culto dei Flame Keeper deriva in realtà dalle massime della setta riscoperta da Jaha, il che fa presumere che i primi Grounder incontrati da Becca al suo ritorno sulla Terra fossero proprio i sopravvissuti del Dodicesimo sigillo. Jaha in questa puntata mi ha ricordato un po’ John Locke, con la sua fede cieca in un destino prestabilito, alla ricerca disperata di un modo per aprire la botola – ah, nostalgia da addicted!

A differenza della sua ossessione per la City of Light, questa volta invece la sua ricerca ha dato dei frutti e il bunker potrebbe rappresentare la salvezza per tutti. Ma sapendo che in The 100 nulla è mai facile come sembra, mi aspetto che sia di nuovo la componente politica a ostacolare la riuscita del piano. Indra è stata molto chiara: dopo l’attacco subito non ha la minima intenzione di lasciare che Azgeda metta piede nel tempio, e ciò ovviamente potrebbe alterare nuovamente i sottili equilibri e il sistema di alleanze costruito con fatica. Roan ha capito che le intenzioni degli Sky People sono sincere nel voler offrire aiuto a tutti e ha dimostrato di essere anche aperto al dialogo, ma come si metteranno le cose se dovrà affrontare Indra, che sappiamo non essere poi così malleabile? Vi ricordo che mancano ancora cinque puntate e che la quinta stagione è già stata confermata: pensare che d’ora in avanti vada tutto liscio sarebbe davvero troppo ingenuo.

E mentre su questi due fronti ci si arrovella il cervello per cercare di salvare capra e cavoli in qualsiasi modo possibile, sfidando le coscienze, l’etica e le superstizioni, ad Arkadia si fa bisboccia. L’inutilità di Jasper ci ammorba ormai da una stagione e mezzo, quindi nemmeno mi stupisco più. La sua è l’altra faccia della medaglia: se la fine del mondo è vicina, meglio vivere ogni momento come se fosse l’ultimo, abbandonando ansie e preoccupazioni. Se non fosse che praticamente sta cercando di morire dalla fine della seconda stagione, non sarebbe nemmeno così fastidioso. Prima di degenerare nel party boy però una cosa intelligente l’ha detta, e ovviamente mi sto riferendo al suo discorso con Bellamy.

Il suo percorso di espiazione ha portato a uno sviluppo del personaggio incredibile, tanto che per me al momento Bellamy, Raven e Murphy risultano essere i migliori personaggi dell’intera stagione, ma, come visto anche nella scorsa puntata, arrivati a questo punto ha senso fare un passo indietro invece di spingersi al limite per risolvere una questione che in alcuni casi non ha una soluzione. A un passo da quella che potrebbe essere la fine del mondo, continuare a preoccuparsi per le azioni passate non può portare a nessuno sbocco, e assolutamente conta di più vivere il presente e cercare di rendere prezioso ogni minuto. La mia perfetta conclusione a questo bel discorso sarebbe stata improntata più sul recuperare gli affetti più importanti, cercare di riallacciare i rapporti con Octavia (senza per forza dover fare ammenda, ma per il semplice fatto che se devo morire preferirei non farlo con mia sorella che mi incolpa di tutti i mali del mondo) – sarò ripetitiva, lo so, ma vi prego risolvete la situazione tra i fratelli Blake senza farci penare oltre!! – e invece tutto si chiude con un “facciamo festa e sbronziamoci finchè ne abbiamo la possibilità”. Same old Jasper… il Bellamy più sbruffone e scanzonato è sempre e comunque un bel vedere, e scrollarsi per un attimo il peso del mondo dalle spalle farebbe bene a chiunque in questa serie, però eviterei di ritornare all’anarchia della prima stagione.

Plus: mi dispiace per la ragazza bionda che si è approcciata a Bellamy, che, dato l’andazzo generale, sarà la prossima a morire dopo Niylah. #TrueStory

Direi che con questa recensione chilometrica possiamo anche chiudere e darci appuntamento alla prossima! Fatemi sapere nei commenti cosa avete pensato di questa nuova svolta, vi lascio il promo del prossimo episodio:

The 100 Italia

The 100 – Bellarke Italia Page

2 comments
  1. Mia cara Al, come sempre apprezzo le tue recensioni: mai troppo lunghe o “smielate”, ma sempre giuste ed oggettive, complimenti.
    Ma ho una brutta notizia da darti: the 100 tornerà il 27/4 in America quindi passerà un mese, non una settimana 🙁

    1. Ciao! Grazie mille per i complimenti, cerco sempre di essere il più oggettiva possibile, quindi apprezzo davvero 🙂
      E grazie per la correzione – ho inserito il promo dopo il testo e mi è sfuggita la data – provvedo subito a correggere!

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