The 100 | Recensione 3×14 – Red Sky at Morning

Ciao a tutti!

Mancano solo due episodi alla fine di questa terza stagione ed io sono già in previsione della crisi d’astinenza. Il guaio di queste serie tv che vanno in onda per pochi mesi l’anno è proprio quello: attendere quella che sembra un’eternità prima di nuovi episodi e vedere, poi, il tempo volare e la stagione finire in un battibaleno. In realtà sono passati 4 mesi e mezzo dall’inizio di questa terza stagione, ma sono comunque sembrati pochissimi.

everything hurtsQuesto quattordicesimo episodio di The 100 potrebbe tranquillamente essere intitolato “Tutti vs Alie” perché, non importa se fossero a Polis, ad Arkadia o su una piattaforma petrolifera in mezzo all’oceano, tutti hanno cercato un modo per porre fine all’AI che sta terrorizzando Groundlandia.

Ma prima di addentrarmi nei dettagli della recensione, vorrei dedicare qualche riga ad un dubbio di assoluta importanza: perché tutti vestono come noi nella City of Light? Grounders compresi? C’è un Enzo Miccio all’entrata che ti fa un restyling completo prima di farti accedere?

Scherzi a parte, la vera domanda è un’altra: come faceva Alie a sapere della morte di Sinclair? È possibile che tra i nostri eroi ci sia qualcuno col chip? E perché Alie si è rifiutata di dire a Jaha come lo sapesse? Sono stati realmente dei droni a scoprire il viaggio dei nostri sulla piattaforma oppure la persona col chip è uno dei 4 che sono andati da Luna? Anche perché, se fosse uno di quelli ad Arkadia, Alie non sarebbe stata così sorpresa dall’attacco al suo mainframe proveniente dalla città degli Skykru.

In generale, escludendo Raven e Clarke (e anche Bellamy perché non ricordo sia entrato in contatto col chip in nessun modo), chi potrebbe essere? Io punterei su Octavia (che guardava il chip nella 3×11 con troppo interesse) oppure Jasper (perché foto SPOILER lo ritraggono nella City of Light). Oppure era Sinclair ma mi chiedo perché Jaha non lo abbia visto nella CoL.

Ma, come sempre, The 100 potrebbe capovolgere le nostre previsioni in un secondo, lasciandoci come Clarke, Bell, Octavia e Jasper alla fine di questo episodio.

Come dicevo poco fa, tutte le storyline della puntata avevano un fine comune: distruggere Alie.

Per la prima volta dalla prima stagione, il nemico è unico ma le persone disposte a combatterlo sono impegnate in attacchi su più fronti, senza alcuna pianificazione pregressa.

Se la distruzione dello zainetto di Polis è conseguenza delle conoscenze di chi è trattenuto nella capitale, prigioniero, i due fronti distinti di Arkadia e della piattaforma petrolifera, sono legati ad un altro tipo di questione.

Per la prima volta, come conseguenza di quanto accaduto a MW, uno dei 100, dubita apertamente delle possibilità di riuscita del piano di Clarke.

Ricordiamo, brevemente, che il fallimento di MW fu dovuto al fatto che Clarke avesse riposto tutte le sue speranze nella collaborazione con Lexa e i Grounders, senza prendere minimamente in considerazione la possibilità (che Bellamy le aveva fatto notare) che, messi alle strette, i Grounders avrebbero sempre scelto la propria sopravvivenza, oltretutto considerando che in quel modo si sarebbero liberati di due nemici in un colpo solo. Ci tengo a precisare che la mia NON È una critica nei confronti della scelta di Lexa dello scorso season finale ma una semplice constatazione pragmatica della realtà di fatti e che, comunque, Lexa ha scelto, come ogni buon leader, il meglio per il proprio popolo. [Io, personalmente, avrei preferito, però che avesse permesso a chi lo avesse desiderato, di restare al fianco degli Sky People a combattere MW].

All’epoca, già Octavia aveva fatto notare quanto tutti contassero solo su Clarke per la risoluzione delle questioni e quanto questo fosse dannoso. In questa puntata, però, è Raven che si ribella al piano di Clarke e decide di agire autonomamente. Di per sé, l’idea del genio meccanico, non era malvagia e la ragazza non avrebbe minimamente potuto prevedere il fallimento della sua operazione. In primis perché non sapeva che a Polis qualcuno stesse facendo una cosa analoga né quanto stesse accadendo dalle parti di Luna.

06La scelta di Raven, però, è segno di qualcos’altro. Clarke, dopo MW, è stata lontana 3 mesi da Arkadia e poco sa di quanto ognuno dei suoi amici ha passato in quel periodo. È assolutamente comprensibile che la fiducia nei suoi confronti – che Bellamy ha iniziato a recuperare nello scorso episodio – sia stata gravemente lesa…

05…ed è assolutamente logico che una delle persone che si sono sentite più tradite da Clarke, sia stata proprio Raven. Insieme avrebbero potuto affrontare la morte di Finn e, con lei, probabilmente, Raven sarebbe riuscita a non chiudersi così tanto in se stessa. Non dimentichiamo nemmeno che Clarke è colei che ha materialmente ucciso Finn. Se Octavia rimproverava al fratello la morte di Lincoln dicendogli che solo guardandolo, vedeva il suo ragazzo morire, e Bellamy non lo ha materialmente ucciso, figuriamoci Raven che, invece, ha visto Clarke pugnalare Finn. Certo, lo ha fatto per non farlo soffrire ma le due immagini – Clarke e Finn morto – sono ben fisse nella sua mente, così come la decisione di contrastare solo pacificamente la pena di morte impartita al ragazzo dai Grounders.

Senza dimenticare che Raven ha un conto in sospeso con Alie e sappiamo tutti quanto la ragazza sia poco paziente.

Quello con Raven, quindi, sarà un altro dei rapporti interpersonali che Clarke deve assolutamente recuperare al più presto.

E, parlando di Clarke, è doveroso accennare al confronto con Luna e a quanto emerge del personaggio della Griffin in questo episodio.

Da sempre Clarke è abile nella manipolazione delle persone, sempre a fin di bene, ma pur sempre di manipolazione si tratta. La decisione drastica di impiantare il chip in Luna coattamente, porta Octavia ad esclamare: “Even Alie gives people a choice“. [“Unisciti o muori”, bella scelta! Dico io…]

Questa frase – e l’intero episodio – sono utili a aprire un nuovo spiraglio di riflessione in Clarke.

La ragazza sa cosa è Bene e sa cosa è necessario (parola chiave) fare per poter raggiungere l’obiettivo finale e non si ferma davanti a nulla pur di raggiungerlo. Non pensa a convincere le persone, non prova a dialogare ma sceglie puntualmente in primo luogo la manipolazione. L’abbiamo vista mentire per omissione, fare leva sulle debolezze e desideri delle persone per ottenere le cose (ricordate quando ha fatto leva sul desiderio di Lexa di lasciare un segno nella storia, tutto per poter evitare la brutale soppressione del suo popolo dopo la strage dei 300?), l’abbiamo vista puntare sul senso dell’onore e della giustizia per condurre i propri interlocutori dalla sua parte. E quando la psicologia non funziona, Clarke usa la coercizione. È disperata e quando Clarke perde la speranza, prende sempre decisioni avventate e sbagliate (tipo far cadere un missile su TonDC).

E Clarke ora è disperata perché non vede l’ora che tutto ciò abbia fine e possa finalmente concedersi di piangere i suoi morti in pace. È a malapena passata una settimana dalla morte di Lexa e Clarke si permette un accenno di commozione solo ora: pensate quanto sta tenendo dentro di sé. [Significativo, però, l’uso del passato, segno che in qualche modo stia iniziando a rielaborare il lutto.]

Dal canto suo, Luna le fa capire che esiste un altro modo di fare le cose e che non sempre “il fine giustifica i mezzi”:

«You believe that to defeat an enemy who won’t stop at nothing. You must stop at nothing.

How is that different from “Blood must have blood?”»

La frase di Luna, mi sa, è destinata in qualche modo a rimanere ben salda nella memoria di Clarke e sospetto che potrebbe in futuro farle cambiare modus operandi. Il “It needs to be done” che ha fatto da leit motiv in queste prime stagioni, potrebbe scomparire e gli stessi Bellamy e Clarke si stanno rendendo conto che, non importa perché abbiano preso certe decisioni, il dolore per il male causato resta inalterato. Basta vedere l’espressione addolorata di Clarke quando si accorge di aver  involontariamente messo in moto gli eventi che hanno portato Luna ad uccidere il compagno della sua vita.

Sotto certi aspetti, Clarke è un po’ un buon dittatore. Ma sempre dittatore è, come le aveva fatto notare Bellamy nella 3×05 con il «You’ve decided that we need to talk».

È interessante notare come questo la renda un contraltare perfetta di Alie che non si fermerà davanti a nulla pur di realizzare il suo mondo perfetto. La sua City of Light in cui il dolore e la sofferenza non esistono, in cui anche Emori può non vedere la propria malformazione.

0803Un altro confronto interessante è stato quello fra Luna e Octavia. Breve ma efficace, Luna ha compreso che ciò che cerca O. non è la pace ma una nuova guerra. La rabbia che per anni ha covato Octavia nei confronti delle innumerevoli ingiustizie della sua vita, è il motore che la fa andare avanti e, non importa quanto pensi di capire il desiderio di pace di Lincoln (e Luna), lei non ha vissuto altro che guerra: quando era sull’Arca doveva nascondersi per proteggere la propria vita e quella della sua famiglia (che ha visto lacerarsi nell’arco di una notte), sulla Terra ha combattuto per la propria vita e per trovare la propria identità. Un’identità che, abbiamo visto in questo episodio, non era nemmeno quella che vedeva grazie a Lincoln. Octavia non sa cosa significhi la pace perché da quando è nata non ha fatto altro che combattere.

Davanti alla giovane Blake si apre un lungo cammino di consapevolezza che prevedo sarà molto arduo ma che potrebbe trasformarla in un’adulta eccezionale e una potenziale leader. Non vi nascondo che mi piacerebbe, magari alla fine di tutta la serie, vederla in una posizione di comando a Polis.

E parlando di figure eccezionali, vorrei dichiarare il mio neonato amore per Luna.

Stupendo personaggio, bellissima storia personale. Probabilmente uno dei migliori personaggi femminili che la serie ci abbia mai regalato.

Abbiamo scoperto che quando si aprì il Conclave, Luna fu costretta ad uccidere il proprio fratello durante la prima manche degli incontri fra nightbloods. L’essere stata costretta da una legge ad uccidere il proprio fratello, l’ha portata a scegliere di non affrontare Lexa nel round successivo e di prendere la via della fuga.

È assolutamente sensazionale il fatto che se Luna e Lexa si fossero realmente affrontate, l’esito non sarebbe stato affatto scontato.

Abbiamo visto Luna sconfiggere a mani nude 5 uomini adulti e scaraventare Clarke a terra come fosse un sacco di patate (ok, quest’ultimo esempio non fa testo ma mi ha fatto molto ridere).

Senza nulla togliere alla Heda dei nostri cuori, dico solo che un match fra le due sarebbe stato certamente un grande spettacolo da vedere.

Altro discorso è il paragonare il tipo di leader che sarebbe potuta essere Luna con ciò che è stata Lexa. Paragonare le due è impossibile perché Luna non è diventata commander e Lexa sì. La prima ha rifiutato le tradizioni del suo popolo per crearne di nuove (notare la diversa formula di addio), la seconda le ha abbracciate cercando, in qualche modo, di modificarle dall’interno. Non sapremo mai chi sarebbe stata migliore o cosa sarebbe successo perché, come scriveva Manzoni: «Del senno di poi, sono piene le fosse» e se una l’abbiamo vista in opera, l’altra no.

Ho apprezzato molto la perfetta coerenza con la propria indole pacifista e l’aver scelto di tirarsi fuori da qualsiasi contesa per il trono, proteggendo così le persone che a lei si sono affidate e restando fedele al proprio giuramento.

Luna resta un grandissimo personaggio e sono lieta che ci sia stata data la possibilità di incontrarla. Decisamente all’altezza delle mie aspettative.

07Ed infine Polis.

Il mio primo – e unico – dubbio riguarda il perché Murphy fosse così ritroso nel rivelare la questione ALIE a Indra (ma quanto è mitica questa donna?!) e Pike. Mah.

In ogni caso, molto improvvisato ma ben “attento” il loro tentativo di far fuori ALIE.

Anche l’uso di Emori contro Murphy – abbiamo avuto la conferma di come l’amore sia la migliore arma, sia per il Bene che per il Male – è stata molto furba.

John mi ha fatto una tenerezza immensa quando ha manifestato, per la prima volta, la sua debolezza: messo in condizione di poter danneggiare la mente di Emori, non riesce ad essere lui l’artefice ma chiede a Pike di farlo al posto suo. Sa cosa è giusto fare ma non ha la forza di farlo.

04È la prima volta che John ammette ad alta voce di non essere abbastanza forte per qualcosa.

Mi è solo dispiaciuto sentire Pike, ad inizio episodio, ingraziarsi Murphy citando il padre del ragazzo. Gli autori stanno facendo tutto il possibile per dare spessore ad un personaggio che, però, ha passato 9 episodi nelle vesti di villain. Avrebbero dovuto approfondirlo prima, avrebbero dovuto spiegarci prima perché Pike non è del tutto cattivo. Mi dispiace ma ormai è troppo tardi. Il male fatto ad Arkadia è diventato indimenticabile.

Questa urgenza di redenzione, però, conferma i miei sospetti di una sua dipartita prima del finale di stagione.

Lascio alla fine la concretizzazione del rumor che ha creato il più grande dibattito sul web da questa estate. Il misterioso bacio e scena d’amore che non ci saremmo mai aspettati, appartiene ad una coppia che abbiamo shippato per circa 10 secondi alla fine della seconda stagione: Monty e Harper.

02Onestamente me ne sono completamente dimenticata.

Ricordavo un abbraccio fin troppo entusiasta a fine stagione ma tolto quello (e le poche interazioni precedenti), questa coppia era inaspettata non perché improbabile ma semplicemente perché non gravitano vicini da tempo immemorabile.

Detto questo, con malignità, ho voluto dare 3 possibili significati al «Finally!» di Raven:

  1. Raven è a conoscenza di scambi frequenti fra i due durante i 3 mesi che noi non abbiamo visto e li shippava;
  2. Monty finalmente riesce anche lui ad avere un po’ di azione in camera da letto (insomma, confronto agli altri, era una suora);
  3. Raven ha cercato Monty ovunque e lo ha trovato solo allora.

Secondo voi?Sono questioni importanti eh 😉

Dedico poi un pensiero particolare a tutti i fan Minty – ovvero della coppia Monty e Miller- che hanno visto i propri cuori frantumarsi miseramente.

Insomma, questo episodio è stato ciò che la 2×15 è stata l’anno scorso: ha lasciato noi spettatori (e quei poveri tonni in “The 100”) con la domanda da 10 milioni di dollari: «E mo’, che famo?».

01

Al momento sembra Alie ad essere in vantaggio ed è tornata prepotentemente in scena l’Arca che gravita ancora nello spazio siderale. Come faranno i nostri eroi a farla franca anche questa volta?

09Prima di concludere, vi ricordo le meravigliose pagine che ci accompagnano con tante news e foto sui nostri delinquenti preferiti. Passate numerosi a trovarle!

The 100 Italia

The 100 – Bellarke Italia Page

Io vi saluto, vi aspetto nei commenti e vi auguro un BUON DOPPIO FINALE DI STAGIONE!!!

MAY we meet again

9 comments
  1. Oddio coooooosa??? Doppio finale di stagione??
    Quindi mi stai dicendo che giovedì prossimo ci saranno due episodi e poi basta? Niet, nada fino all’anno prossimo???? Non ci voglio pensare…
    Bellissima recensione, sono d’accordo con tutto, soprattutto sui tuoi dubbi sul fatto che qualcuno abbia preso il chip… Io punto su Jasper, anche se mi è venuto qualche dubbio su Octavia, soprattutto perchè ogni tanto sembra quasi che il suo “odio” nei confronti di Bellamy sia completamente sparito, fa quasi come se niente fosse e mi sembra un pò strano… Per me rimarremo tutti a bocca aperta!
    Condivido in pieno il tuo pensiero su Pike, mi era piaciuto tantissimo nello scorso episodio vederlo nei panni di professore, mi era piaciuto tantissimo che si fosse offerto di accompagnare i 100 sulla Terra, ma come dici tu queste cose le dovevano far vedere prima, anche perchè facendoci simpatizzare con lui prima, vederlo poi diventare uno stro.zo sarebbe stato un grandioso WTF e io personalmente sarei rimasta di cacca… Invece adesso sembra veramente che vogliano a tutti i costi farci provare pietà per quando morirà (perchè anche secondo me succederà).
    Concludo dicendo RIP JACAPO Sinclair… Ma dovevamo aspettare che schiattasse per scoprire il nome? (Che poi io mi sto ancora chiedendo dove sia finita la moglie citata nel finale della season1!)

    1. Ciao!
      Grazie del commento 🙂
      NO, “DOPPIO FINALE DI STAGIONE” nel senso che, come l’anno scorso, sarà diviso in Part I e II che andranno in onda in due settimane diverse. La stagione (purtroppo) finirà non la prossima ma fra due settimane. Che è sempre troppo presto.

      Grazie dei complimenti <3

      Di certo, se il chip l'avesse preso O. sarebbe un colpo di scena, più di Jasper. Ma Octavia non mi sembra personaggio da prenderlo. Mai dire mai però.

      Jacapo Sinclair...mi devo ancora riprendere!Secondo me la moglie è defunta nell'atterraggio, altrimenti non si spiega anche perché, parlando di Raven nella 3x11, abbia detto che la ragazza è «tutto ciò che gli resta».

      Grazie ancora 🙂

  2. Finalmente riesco a recuperare gli episodi e a commentare! Innanzitutto, grazie di avermi sostituita Sei stata gentilissima! E seconda cosa: accidenti, questa parte finale della stagione mi sta lasciando col fiato sospeso! Concordo con quanto hai scritto: Luna mi è piaciuta, ha preso una decisione che non mi aspettavo, ma che è coerente con il modo in cui ci è stato presentato il suo personaggio. Ora sono guai seri, per gli Sky People. La vedo proprio nera, per loro.
    I Bellarke sono stati stupendi! Bellamy che piange solo davanti a Clarke e le dice che non vuole più essere arrabbiato con lei, lei che lo consola, il loro abbraccio… bello, bello, bello. Ho anche apprezzato che abbiano mostrato Clarke ancora sofferente per Lexa; ci sta, poveretta, ha perso due persone che amava nel giro di poche settimane.
    Monty e Harper molto random, non sono sicura che ce ne fosse proprio bisogno, ma almeno lui s’è divertito un po’. Pike non riescono a farmelo stare simpatico: lo odio per quello che ha fatto ad Arkadia e ci vorrebbe un miracolo per farmi cambiare idea.
    Una sola cosa mi ha lasciata un po’ perplessa: Murphy. Non lui di per sé, perché sappiamo bene da tempo che è uno che sa cavarsela, e neanche per il momento di tenerezza che ha avuto con Emori, ma perché, d’improvviso, è lui a guidare sia Indra che Pike, e la cosa mi ha sorpresa. E’ vero, ha delle informazioni importantissimo che servono a tutti e che Indra e Pike non hanno, ma è proprio l’impostazione delle scene con loro tre che mi ha lasciata perplessa. Alla fine, in questa serie sono i ragazzini che se la comandano, ma, passi Indra che aveva come comandante un’adolescente (che comunque stimava e di cui conosceva il valore), ma Pike non è mai stato incline a prendere ordine; semmai il contrario.
    Finisco con un: A.L.I.E., che gran bel nemico! Ha dato e sta dando tuttora parecchio filo da torcere ai nostri, e non riesco a immaginare come faranno a sconfiggerla!

    1. Grazie a te 🙂 mi sono divertita (e mi divertirò ancora questa settimana) a recensire The 100. Il mio amore per questa serie è straripante a volte ahahahah

      Sono d’accordo su Harper e Monty: c’entrava poco e nulla col resto della storia ma, come hai detto tu, almeno quel poverino una gioia l’ha avuta!
      Murphy ha lasciato perplessa anche me ma ho sospeso il giudizio perché ho imputato l’improvvisa abdicazione di Pike alla necessità di affidarsi a qualcuno con maggiori informazioni. Però concordo con il tuo punto di vista: gli adulti non fanno mai una gran figura.

      ALIE è un grande nemico…che vorrei vedere distrutto il prima possibile perché non la sopporto più!!

  3. Ciao! Bella recensione! 🙂
    Sono abbastanza d’accordo con te. Io sono una di quelle che pensa che Clarke, nelle due stagioni passate, fosse l’unica in grado di prendere determinate decisioni. Avrà anche commesso gravi errori, ma le condizioni in cui si è trovata ad agire non le hanno mai concesso grande scelta. Mi chiedo sempre cosa avrebbero fatto gli altri. Ora sono tutti più o meno arrabbiati con Clarke per un motivo o per l’altro, eppure se sono ancora vivi lo devono a lei. Inoltre il lavoro fatto su Lexa ha evitato, per un seppur breve periodo, che scoppiassero ulteriori conflitti. Ha dovuto usare la coercizione e non credo ne sia stata contenta, ma è sempre stata consapevole di ciò che c’era in ballo. Si sarà anche pentita di aver compiuto certe scelte, ma sinceramente credo che se le cose non fossero andate come abbiamo visto, sarebbero andate probabilmente peggio. Ma non lo sapremo mai.
    Venendo a questo episodio: i nostri survivors non sono messi bene. Soprattutto quando Clarke verrà a sapere del tentativo fallito di Raven di far fuori Alie, non so cosa potrà succedere.
    Se Luna è stata per certi versi impeccabile (la sua perseveranza è a dir poco ammirevole), per altri si è chiaramente visto che non è affidabile neanche per un’eventuale alleanza futura. Mi chiedo se al posto suo e del suo compagno, al momento della morte, ci fossero stati Clarke e Bellamy. Vorremmo davvero che Clarke lasciasse perdere come ha fatto Luna? Purtroppo la linea tra giustizia e vendetta è fin troppo sottile in The 100. Non esiste il bianco o il nero, ma solo una infinita scala di grigi. I nostri ragazzi combattono per un posto reale in cui finalmente vivere (e non sopravvivere). E questo non viene senza sacrifici e assumendosi grandi e talvolta terribili responsabilità.

    1. Ciao!
      Grazie del commento 🙂

      Su Clarke: forse mi sono espressa male io ma sono d’accordo con te che se non ci fosse stata Clarke molte cose non sarebbero andate bene. Il mio discorso sulla sua manipolazione era legato al fatto che, se uno lo guarda dalla prospettiva dei singoli personaggi e non dalla nostra, Clarke manipola il libero arbitrio delle persone quasi come Alie. Certo NOI sappiamo che Clarke lo fa per il Bene ma dopotutto anche Alie e Jaha sono convinti di stare facendo il Bene delle persone. Poi, povera Clarke, come dicevo nell’articolo è sempre costretta ad agire spinta dalla disperazione, sempre messa in angoli da cui non c’è altra uscita. È facile affidarsi a soluzioni alternative quando se ne vedono ma lei difficilmente ne ha avute molte di alternative. Non voleva essere una critica su Clarke ma solo un sottolineare come esista un parallelo fra il suo personaggio e quello di Alie.
      Mi piace la scala di grigi di The 100, è incredibilmente umana e ti porta a riflettere.
      Grazie del commento 🙂 alla prossima 🙂

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