The 100 | Recensione 3×13 – Join or Die

Ciao a tutti!

Mi presento brevemente. Io sono The Lady and Band e di solito mi occupo di “The Flash” ma, questa settimana e la prossima, ho l’onore di sostituire Eilidh nelle recensioni di “The 100”.

Quando la mia collega ha fatto presente la necessità di una supplenza, ammetto di essermici lanciata più velocemente di Clarke sulla pantera nella season premiere di quest’anno. La ragione è molto semplice: adoro questa serie tv ed avere l’onore di recensirla è, come appena detto, un onore oltre ad essere un enorme divertimento perché, come Eilidh sa bene, visto che le scrivo sempre papiri nei commenti, adoro discuterne.

Fatto questo piccolo preambolo, ce n’è un altro che è doveroso. Questa 3×13 arriva sui nostri schermi con due pesanti carichi di aspettative: innanzitutto quell’abbraccio Bellarke che – in maniera astuta – hanno mostrato nel promo della stagione, ma soprattutto l’affermazione del presidente del canale CW che vuole questa puntata come la sua preferita. Questo è il motivo per cui, fin dal promo, ho iniziato ossessivamente a ripetermi…

lower your expectationsE devo ammettere di aver fatto bene perché più che “bella” (concetto soggettivo, dopotutto) questa puntata è stata “preziosa” sotto diversi punti di vista: è servita a darci una nuova prospettiva sugli eventi, ad incuterci maggiore timore per il futuro (se ne aggiungono ancora un po’, mi partono le coronarie) e approfondire alcune questioni fra i personaggi, introducendo contemporaneamente un nuovo ostacolo alla meta finale.

Abbiamo visto dipanarsi tre importanti storyline: Polis, I 4 dell’Ave Maria a caccia di Luna e i flashback dell’Arca. Vediamoli insieme.

Polis.

Il dominio senza scrupoli di Alie e Jaha nella capitale Grounders, raggiunge in questo episodio nuove vette agghiaccianti. L’immagine delle crocifissioni che accolgono Kane e Pike all’ingresso nella capitale (immagine ben diversa da quella che abbiamo visto ad inizio stagione), è sufficiente a trasmettere un chiaro messaggio di totale follia fondamentalista di una setta il cui motto è ben detto da Murphy e ripreso nel titolo: Join or Die – O ti unisci O morte. Una morte che non colpirebbe solo il candidato refrattario ma che coinvolge anche il proselite che, incapace di sentire dolore, può essere sconfitto solo uccidendolo, come abbiamo visto nel caso della madre di Monty.

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Ciò che spicca in maniera chiara, all’interno di questa storyline, è la dualità di un dominio: da un lato ALIE, totalmente al di fuori della realtà – come avevamo già visto nella 3×11 mentre guidava Raven- incapace di sentire e interpretare i segnali della natura umana (anche se non si sa come ma legge nel pensiero di Kane). Dall’altro Jaha, che unisce l’insensibilità e il delirio religioso ad una precisa conoscenza delle debolezze umane e l’intenzione di sfruttarle. Basta vedere il caso di Kane: dove Alie, avida, spinge Abby a comportarsi come la vera Abby non farebbe, svelando il trucco a Kane, Jaha è consapevole dei sentimenti di Marcus per il dott. Griffin e li usa contro di lui: è sufficiente minacciare di uccidere Abby per convincere Marcus, crocifisso e sanguinante, a prendere la pastiglietta magggggica.

Peculiare, poi, la scelta di fare crocifiggere Kane dai suoi stessi ex soldati, segno che non ci sono più grounders o skypeople ma solo discepoli e non discepoli della City of Light.

Con la caduta di Kane, resta solo Pike come adulto non contaminato da Alie e mai come in questo momento, il suo ruolo e sopravvivenza, è auspicabile.

A questo proposito viene introdotto il Flashback dell’Arca.

Questo sguardo al passato ha diverse ripercussioni.

Innanzitutto ci permette di conoscere il Pike dell’Arca. L’obiettivo innegabile è permettere allo spettatore, in qualche modo, di empatizzare con l’uomo, comprenderne le scelte e, eventualmente, non sentirsi troppo in colpa quando spererà – poco dopo – che Indra non lo uccida…ancora.

“You’re all they’ve got”

Jaha a Pike sull’Arca

Il Pike dell’Arca è un uomo tutto d’un pezzo, che ama insegnare ai suoi alunni e che viene posto nella condizione di preparare 99 ignari adolescenti alla sopravvivenza sulla Terra senza poterli avvertire, disposto ad andare con loro per poterli proteggere. Paradossalmente l’insegnamento migliore, l’ultimo, è la base dell’identità dei 100: quel “We survive together” che Octavia ha ricordato nella 3×11.

05La verità è che l’intento degli autori riesce solo a metà. Se da un lato comprendiamo quanto abbia cambiato Pike la guerra contro Azgeda (quando le prime vittime furono bambini), dall’altro non riusciamo comunque a comprenderne la ferocia nella reazione, non smettiamo affatto di parteggiare per Indra quando inizia l’omicidio rituale e, a malincuore, concordiamo con Murphy (che sembra condividere i nostri sentimenti) quando fa notare che, nella lotta contro Alie, uno come Pike può essere utile. Anche perché dei visi inquadrati nella cella, ben pochi sono adatti a combattimenti all’ultimo sangue.

I flashback dell’Arca, tra le altre cose, ci danno poi un interessante indicazione cronologica che, dopo mesi di interrogativi, non fa mai male.

Sono passati 6 mesi dalla decisione del Consiglio di mandare i 100 sulla Terra, 5 mesi e mezzo da quando la navicella che trasportava i ragazzi è atterrata. Ho trovato altresì curioso che Kane dicesse che c’erano 99 ragazzi nelle carceri: se la conversazione è precedente l’incendio di Wells dell’albero della Vita, allora è facile capire come fosse proprio il figlio di Thelonius, il centesimo, ma se la conversazione è successiva, allora il 100esimo è proprio Bellamy. Simbolo ancora più forte del legame che lo unisce ai suoi compagni.

Certo è impressionante la consapevolezza che nell’arco di 2 mesi e mezzo, giorno più giorno meno, i 100 hanno combattuto per la prima volta i Grounders e hanno sconfitto Mount Weather e, mi si consenta di notare anche che, nello stesso arco temporale, Clarke è riuscita ad innamorarsi due volte e tutte e due le volte a perdere la persona in questione. Poverina.

Ma ciò che mi è piaciuto di più dei flashback è stato rivedere i ragazzi ancora versione adolescenti: confusi, stupidini, superficiali, allegri. Rivedere i volti di chi ci ha lasciato come Monroe o Fox ma anche quel brutto muso di Dax, lo stromboletto che provò ad uccidere Bellamy e Clarke nella prima stagione, è stato come ritornare con la memoria ad un periodo più facile. Scopriamo, anche, che Murphy era in prigione per incendio doloso e abbiamo la conferma che, nonostante si comporti da criminale esperto, in realtà è solo un ragazzino sfortunato.

14La salita sulla Dropship, accompagnata dalle note della versione di Koda di “Radioactive”, fa da coronamento alla fine dell’innocenza. Metafora perfetta di quanto accade a Polis.

Mentre Alie dilaga nella capitale Grounders, il viaggio verso il villaggio di Luna continua.

Per quanto riguarda questa parte della narrazione, credo che l’attenzione si debba rivolgere a 3 diversi punti di interesse: Octavia, Luna e Bellamy&Clarke.

Octavia

La rabbia e il dolore di Octavia per la morte di Lincoln non sono solo legati alla perdita della persona amata ma anche all’aver perso il proprio posto nel mondo. La frustrazione che la ragazza urla all’oceano quando non trovano il villaggio è nuova conferma del disorientamento che la giovane Blake prova ancora.

Una parte di me è convinta che, anche la rabbia nei confronti del fratello, sia legata, in realtà, a propri conflitti interiori. Quando Bellamy le fa presente che lui ha provato a salvare il cognato ma lei non si è fidata di lui, una parte di Octavia ne era già consapevole. Una parte di lei, si rimprovera il non aver creduto al fratello in quell’occasione.

La visione dualistica, assolutamente tipica della sua età: bianco/nero, giusto/sbagliato, è la dimensione sulla quale gli autori dovrebbero iniziare a far lavorare il personaggio di Octavia.

Se i Bellarke hanno chiaro ormai che “There are no good guys”, Octavia è ancora convinta che esista solo una versione giusta della storia e che gli altri punti di vista siano tutti sbagliati.

Questo non significa che la situazione Blake Siblings si debba risolvere presto. Resto convinta che, per come sono scritti i due personaggi, ci vorrà del tempo prima che Octavia riesca a perdonare il fratello e, anche allora, il rapporto fra i due non tornerà mai come prima.

Ciò che però rende prezioso il segmento dedicato alla ricerca di Luna è il tanto sospirato confronto fra Bellamy e Clarke.

A prescindere dalla ship, è innegabile il legame fortissimo che condividono. Non avevo dubbi che Clarke, prima di chiunque altro, sarebbe riuscita a perdonare Bellamy. Ma ciò che ha reso speciale il momento è stata la mutua consapevolezza che hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere. Quel “Together” che è stato ribadito 2 volte nell’arco di cinque minuti, è la chiave del loro rapporto.

Insieme si sentono più forti, insieme possono bilanciare l’eccessiva istintualità di lui e l’esagerata razionalità di lei e scarso senso pratico, insieme possono sconfiggere anche il nemico più pericoloso perché insieme non hanno paura dato che sanno che, qualunque cosa accada, l’altro è al proprio fianco.

In questo spirito non è solo Bellamy ad essere in lotta con se stesso per i gravi errori commessi ma anche Clarke che, forse per la prima volta da inizio stagione, ammette finalmente di stare cercando di perdonarsi (anche l’essere andata via) e di andare avanti. Ed è a questo punto che finalmente giunge alla conclusione che per riuscire a perdonarsi, per riuscire a sperare di nuovo, hanno bisogno l’uno dell’altro: insieme sono più forti di quanto lo siano da separati.

E l’importanza di quell’unità è alla base del “I was so angry with you. I don’t want to feel the same way again” di Bellamy, la chiave che ci consente di comprendere al meglio il suo stato d’animo d’inizio stagione. La rabbia che lo ha sempre accompagnato, è stata esarcebata dalla fuga di Clarke, inacidita dal tradimento di quel proposito comune, al punto da possederlo e lasciare che si abbandonasse ai suoi peggiori istinti.

04

Come sempre l’intensità interpretativa dei due protagonisti ha fatto gran parte del lavoro. Bob Morley, ormai, riuscirebbe a far recitare pure i suoi bei riccioli, contribuendo a trasmettere quella profondità di emozioni che il suo personaggio possiede.

Come dicevo prima, non è una novità che i due siano l’uno perfetto bilanciamento dell’altro e, dall’equilibrio fra le due tendenze, nasce quell’agire comune che serve per una buona leadership.

E non è casuale che di lì in poi, il consultarsi vicendevolmente prima di decidere qualunque cosa, continui più forte di prima.

Ovviamente, la shipper Bellarke che è in me era più o meno nel seguente stato…

conga 2

Permettetemi di dire che gli abbracci fra quei due sono a momenti più intensi di mille baci di altre coppie televisive. E che, anche se ce l’hanno fatto attendere 13 episodi, l’abbraccio è stato talmente bello che ne è valsa la pena. Vedere le lacrime di Bellamy e l’espressione finalmente serena di Clarke, è stato sufficiente. Per ora.

0906Anche il guardare l’uno verso l’altro prima di svenire (Bell) e al risveglio (Clarke), non è passato inosservato.

feelsPeccato per i migliori cockblocker della storia: gente in tuta da sub che emerge dal mare.

L’incontro con Luna è stato esattamente come speravo che fosse. A parte la piattaforma petrolifera, quella mi ha sorpreso, ma è stata decisamente una mossa astuta.

L’uso di un segnale particolare, il tragitto drogati e l’incontro con la leader sono stati veramente ben organizzati. Perfettamente coerenti con l’immagine di Luna che abbiamo avuto fin qui. Un’immagine confermata dalla stessa Nightblood che rifiuta l’incarico di nuova Heda (benché io concordi con Clarke sul fatto che debba essere lei a decidere come regnare) per timore di dover versare sangue, lei che ha dedicato la sua vita a proteggere i perseguitati. Ma d’altronde, Luna ha ragione: il “Blood must have blood” della tradizione, non potrà mai scomparire da un giorno all’altro e le possibilità di dover, in qualche modo, versare sangue o prendere decisioni difficili, è più che reale.

02Resta da chiedersi cosa faranno ora con il chip, pardon la fiamma. Di sicuro Clarke non si arrenderà così facilmente e ci riproverà, riuscirà a convincerla? Oppure troveranno soluzioni alternative per distruggere Alie?

Prima di chiudere, facciamoci due risate su Bell e Clarke.

10Quando decidono di bere il misterioso liquido del clan di Luna, ho pensato due cose:

  1. Adesso fanno cin cin
  2. Almeno un drink insieme lo hanno preso

E poi, scorrendo Tumblr ho scoperto una cosa ancora più simpatica. Una delle giornaliste che furono invitate a guardare in anteprima gli episodi della terza stagione, ha scritto:

the 100

Ok, sorvolando sul delirio da shipper, ho trovato assolutamente esilarante il “she whispered as they drink probz poison down at the same time“. Ahahahahah!

Piccola curiosità: le auto sulla Terra vanno ad energia solare. Ed io che ero convinta andassero in giro con un rabdomante per petrolio!

Vi saluto e vi auguro un buon weekend, alla prossima.

Non dimenticate di passare dalle meravigliose The 100- Bellarke Italia Page e The 100 Italia ricche di foto, news e possibilità di confrontarsi con altri fan come noi.

4 comments
  1. Ciao! Complimenti! Si vede quanto questa serie ti appassioni. Anche il discorso ship non ti lascia affatto indifferente, come invece succede in The Flash. Anche io sono Bellarke e quindi ti capisco: impossibile non farsi coinvolgere dall’intesa che c’è fra quei due. 😉
    Avevo iniziato a seguire The 100 ‘tanto per’, come si dice. Poi si è rivelata una delle serie più avvincenti in circolazione.
    In questa puntata mi si è stretto lo stomaco più volte. Le persone crocifisse, il ricatto di Alie e Jaha, la speranza che sembra dissolversi in quel “no” di Luna. Per non parlare dei flashback: gli occhi spauriti di Octavia, la spensieratezza di Jasper, ora sono diventati ricordi lontanissimi. Eppure sono passati solo 6 mesi. Se penso a tutte le cose che i nostri sopravvissuti hanno passato, mi vengono i brividi.
    Non vedo l’ora di vedere la prossima puntata: Clarke non si arrenderà con Luna, ma non sarà facile convincerla. Difficile pensare ad altre alternative, ora come ora, soprattutto dopo aver visto cosa succede a chi riceve il chip non essendo Nightblood.
    Vedremo…

    1. Ciao!
      Grazie 🙂 Adoro questa serie tv e i Bellarke sono la mia OTP: ci provo a mentenere un contegno ma, come avrai notato, fallisco miseramente ahahaha.

      Pensa che io non mi ero interessata minimamente alla serie, poi una mia amica mi ha messo la pulce nell’orecchio e non mi sono pentita 😉 O mi sono pentita visto lo stato psicologico in cui mi riduce XD

      Sono molto intrigata da come riusciranno i nostri eroi a salvare la situazione anche questa volta. Più che in passato non vedo grandi vie di uscita e aspetto con trepidazione il solito coniglio dal cilindro che escogitano ormai da 2 stagioni a questa parte. Magari troveranno il modo di rendere immune il sangue del non nightblood come fece Becca e riusciranno ugualmente ad impiantare il chip oppure troveranno l’unica persona al mondo immune agli effetti del chip…boh.

      Mi piace, però, questa Luna pacifista: ecco perché Lincoln era legato a lei!Mi chiedo come si siano conosciuti, se per caso fossero parenti o solo dello stesso villaggio, se giocassero insieme da bambini. Insomma, mi chiedo come fossero Luna e Lincoln prima del Conclave e la fuga di Luna.
      Alie e Jaha mi terrorizzano…veramente tanto.

  2. Che bella recensione!!! La gif iniziale poi…Amy!!!!
    Bella puntata, i flashback sull’Arca sono stati bellissimi, vorrei uno spin-off sui 100 prima di essere arrestati, tutto ambientato sull’Arca!!!
    Pike insegnante di Earth Skills è una figata di idea…bellissimo poi l'”esame” finale in cui li ha spinti a difendere Murphy…
    Peccato che poi sia diventato uno stro.nzo!!!
    La scena Ballarke è stata bellissima, sentire Bellamy ammettere che era arrabbiato del fatto che Clarke se ne fosse andata e che le sue azioni sono state una conseguenza del suo abbandono è stato tenerissimo. …Bellamy ha bisogno di Clarke e sententosi abbandanato ha riposto la sua fidicia nella persona sbagliata (Pike)…
    Non lo sto difendendo, Lincoln che cade nel fango ancora non la mando giù , ma come dice lui ha provato ad aiutare e Octavia non si è voluta fidare… Come dici tu lei è arrabbiata con se stessa per non avergli dato ascolto…
    Luna è un personaggio interessante, chissà come faranno i nostri a convincerla, e se non dovessero farcela chissà come faranno a sconfiggere Alie (e a far fuori Jaha che non sarebbe male!)

    1. Ciao!
      Grazie del commento e dei complimenti 🙂
      Sì!Sarebbe bello uno spinoff sugli eventi dell’Arca e alla tua curiosità prearresto, aggiungerei la mia sulla gioventù di Abby, Marcus e Jaha. Tipo, Jaha era un individuo odioso già da giovane?Per dire, no…
      Ho trovato molto interessante vedere come Pike sia cambiato dall’arrivo sulla Terra. Come ho scritto, trovo comunque abominevole ciò che ha fatto ma vedere quanto lo scontro con Azgeda lo abbia cambiato, è stato un punto di vista che mi ha fatto piacere vedere.
      I Bellarke sono bellissimi sempre ahahahahah. Nell’abbraccio, oltre che nelle parole, è realmente emerso quanto abbiano bisogno l’uno dell’altra. È stato conforto incodizionato allo stato puro e l’espressione finalmente rilassata di Clarke mi ha dato sollievo: quella ragazza tiene sempre tutto così imbottigliato che ho paura che un giorno esploderà. Mi sa che quando Octavia ha urlato al mare, un po’ l’ha invidiata perché vorrebbe poter fare lo stesso.
      Bellamy ha capito troppo tardi cosa il suo appoggio a Pike avrebbe causato e ha cercato di porvi rimedio ma Octavia la capisco quando dice che guardandolo vede la morte di Lincoln: ha bisogno di dirigere la sua rabbia contro qualcuno e non avendo potuto fare lo scalpo a Pike, ripiega sulla persona a lei più vicina. Riflettendoci, secondo me, è un po’ arrabbiata anche con Lincoln che si era rifiutato di scappare non appena la situazione aveva iniziato a surriscaldarsi.
      Luna è un personaggio interessante….speriamo non la rovinino.
      Alla prossima e grazie ancora!

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