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Recensioni The 100

The 100 | Recensione 3×12 – Demons

Dopo un episodio intenso e sofferto come quello della settimana scorsa, The 100 mette in pausa l’introspezione e riporta in scena Polis, Jaha e la Città della Luce, dividendo l’azione tra il centro dei potere dei Grounder e i Cento. Dal titolo, sembrava che l’episodio lasciasse presagire un riferimento a qualche demone (interiore o in carne e ossa) in agguato per i protagonisti, e, in effetti, a ricomparire è Emerson, l’emblema, ancora in vita, della decisione di Clarke e Bellamy a Mount Weather. Gli autori hanno deciso di riportarlo indietro, avvolto in un alone di mistero e in un’atmosfera molto da film horror (il racconto di Miller all’inizio, le sparizioni improvvise, la comparsa della musica inquietante con il classico riferimento al non seguire quel suono) che riesce a metà. Ci si preoccupa per il destino dei Cento, che spariscono, per poi riapparire come prigionieri di Emerson, e, visti i precedenti della serie, colpisce più quello delle atmosfere da racconto horror. Quello che riesce a fare è segnare quello che dovrebbe essere, si spera, un finale definitivo dei tormenti interiori di Clarke. Di nuovo, è costretta a uccidere qualcuno per salvare i suoi, ma stavolta non è più presa dai sensi di colpa per quello che ha fatto: prende la decisione sapendo perfettamente che non poteva fare altro. Di nuovo, c’è Bellamy con lei, che non le permette di fare tutto da sola.
Da quando sono riuniti, brillano come se non fosse mai esistito il loro litigio. Sono i Clarke e Bellamy che conosciamo, quelli che hanno imparato a rispettarsi e, anche se si sono allontanati, adesso sono di nuovo pronti a sostenersi a vicenda. Bellamy non permette a Clarke di affrontare Emerson da sola e lui stesso ne è consapevole: insieme hanno tirato giù quella leva, e insieme affrontano questo nuovo pericolo.

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Ma se Bellamy riesce a ricucire il rapporto con Clarke, riportandolo a dov’era prima di Pike, non riesce a fare altrettanto con Octavia. E’ comprensibile, visto il lutto recente che ha avuto lei, e non è ancora il momento, per i fratelli Blake, di riappacificarsi. Sempre considerando se lo faranno, e, in quel caso, come verrà influenzato il loro rapporto: umanamente parlando, è difficile che un evento del genere, anche nel caso di una riappacificazione, comunque sofferta e complicata, non abbia conseguenze sul loro modo di relazionarsi. Bellamy non ha ancora completamente acquistato fiducia nei Grounder: si vede bene, quando vengono seppelliti Lincoln e Sinclair, che è dubbioso quando pronuncia le parole del rito, e non è completamente a suo agio. Le parole di Kane e Octavia, sul doversi domandare fino in fondo perché è tornato dalla parte dei Cento, sono vere più che mai. Ha attraversato un percorso oscuro che non potrà più cancellare, ora deve trovare il modo di rimettere insieme i pezzi e andare avanti, e aver ferito la sorella, nel periodo in cui era dalla parte sbagliata, è qualcosa con cui dovrà fare i conti per sempre.
Il momento in cui Octavia piange Lincoln è uno dei più belli e dei più strazianti dell’episodio: sin dal momento in cui l’ha visto morire, non ha permesso al suo dolore di prevalere; è stata una guerriera, una donna che ha visto morire l’uomo che amava, ma che ha reagito con rabbia e dignità, decidendo di combattere per vendicarlo e per far sì che la sua morte non fosse avvenuta in vano. Lo dice a Jasper, quando sono ad Arkadia, perché probabilmente è quello che ha ripetuto anche a se stessa, ma in quel momento, quello in cui piange sul corpo di Lincoln, non c’è davanti a noi Octavia, la fiera guerriera dei Grounder, ma una ragazza che ha iniziato a vivere veramente la sua vita dopo essere finita sulla Terra, che deve sopravvivere alla perdita del suo prima amore. Non so quale sia l’età media di chi legge le recensioni e guarda la serie, ma la perdita del primo amore è una delle esperienze più devastanti della vita di una persona, e lei non solo ha dovuto sperimentare questa sofferenza, ma non ha neanche avuto la possibilità di prendere fiato e vivere il lutto, perché è circondata da pericoli in un mondo in cui non può permettersi di abbassare la guardia, e sa che è suo fratello, la persona che l’ha sempre protetta e in cui ha avuto sempre fiducia, che le ha causato quel dolore. Per quanto lei cerchi di schermarsi con i motti dei Grounder, non può cancellare delle emozioni del genere, e non è un caso che sia proprio Jasper, che ha dovuto vivere un lutto simile, a dirle che può concedersi di lasciarsi andare al suo dolore, che può sfogarsi, ne ha diritto, che non c’è niente di male nello smettere di combattere, solo per un po’, e nel permettersi di prendersi un po’ di tempo per piangere.

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Lui la sostiene proprio come, all’inizio della stagione, lei ha ascoltato lui che si sfogava, di fronte a un quadro di Maya. Dall’inizio di questa stagione, Octavia e Jasper si sono capiti e confrontati tra di loro più che con gli altri Cento; entrambi hanno perso i loro primi amori e le persone a cui facevano più riferimento, entrambi devono capire come vivere il resto delle loro vite. E quel “Andrà meglio” di Jasper fa tirare un sospiro di sollievo anche a chi non vedeva l’ora di vederlo riprendere dalla sua spirale autodistruttiva: si sta riprendendo, sta reagendo, si sta interessando a quello che gli sta attorno, sta tornando a considerare i Cento come la sua famiglia, sta tornando ad essere lucido in quello che fa e pensa.
Solo a Monty non si è ancora riavvicinato: è straziante vederli ignorarsi quando Jasper parte. Questi due hanno un tempismo pessimo: proprio nel momento in cui Jasper sta riemergendo dal suo dolore, Monty si ritrova ad essere completamente immerso nel suo. Prima o poi si ritroveranno, ma, purtroppo, adesso è il turno di Monty di fare i conti con i proprio demoni interiori, ed è ancora molto lontano da una risoluzione: ancora spera, in qualche modo, di far tornare indietro sua madre, che sia “salvata” nella City of Light (senza fare spoiler, ma io, da Whovian, non ho potuto fare a meno di pensare a un certo episodio di Doctor Who). Raven e Clarke, per quanto cerchino di non dargli troppe speranze, non possono salvarlo da un percorso inevitabile: la strada verso l’accettazione della perdita di una persona amata, specialmente quando ci si sente responsabili, è lunga, e lui è appena agli inizi.
E non finiscono le perdite neanche per Raven, che vede morire tra le sue braccia Sinclair. Non è mai stato uno dei personaggi principali, ma teneva a Raven, le è stato vicino, si è preoccupato per lei, ha combattuto con Kane per liberare Arkadia da Pike, era fiero di lei come potrebbe esserlo un genitore. Con lui morto, se ne va un punto di riferimento, per Raven. L’unica consolazione, è che Sinclair se ne va dignitosamente, dopo aver dato un contributo essenziale alla lotta contro A.L.I.E., anche se le sue alte conoscenze del latino sono un po’ forzate.
E, a Polis, non se la passa bene neanche Murphy. Dopo essere riuscito, con una mossa furba, a salvarsi la vita e a alierendere indispensabile per Ontari, finisce per danneggiarsi da solo, e peggiorare anche la situazione degli Sky People: Emori e Ontari, adesso, hanno entrambe preso il chip, e A.L.I.E. è più forte che mai.
Ontari è una grande delusione, come Heda: aveva iniziato in maniera abbastanza promettente, era stata spietata, feroce, determinata a conquistare il potere a tutti i costi, sicura di sé. Ma ha dimostrato di essere ben altro: insicura, incapace di capire di chi fidarsi e vulnerabile, perché legata a un potere instabile, che la rende ansiosa di avere maggiori sicurezze. Si lascia ingannare da Jaha e dal suo chip, consegnando tutto il potere nelle mani di A.L.I.E. e peggiorando la situazione non solo degli Sky People, ma anche di Murphy e mettendo in serio pericolo Kane, che sta arrivando a Polis, ignaro di finire nelle mani del nemico.
A.L.I.E. si è dimostrata il nemico più temibile: pian piano, a partire da Jaha, è riuscita a insinuarsi ad Arkadia, a far crollare, con l’inganno, persino Abby, ed è riuscita ad arrivare sino al Comandate dei Grounder. La parte Sci-fi della serie, al momento, non è particolarmente complessa, ma è intrigante, come lo è anche aver collegato le scoperte di Becca alla religione dei Grounder, al sangue nero dei Comandanti e alle regole di successione. Tutto ha un senso, adesso, e molte domande hanno trovato risposta. Le carte in tavola si sono ribaltate, di nuovo: è dall’inizio della stagione che assistiamo a giochi politici, a prese di potere, e quel Watch the thrones del titolo di uno dei primi episodi rimane vero. Adesso, sul trono c’è A.L.I.E. e questo trasforma la guerra tra SKy People e Grounder in un’altra guerra, completamente diversa: quella contro una minaccia comune.
A pochi episodi dal finale, le speranze di vittoria dei Cento si assottigliano: tutto dipende da Luna e dalla seconda intelligenza artificiale. I prossimi episodi saranno una battaglia all’ultimo sangue in cui i Cento avranno bisogno di tutta la collaborazione possibile tra di loro per uscire vittoriosi, e la cosa fondamentale che noi spettatori dobbiamo fare e sperare che questa guerra non mieta troppo vittime.

Piccolo avviso: nelle prossime due settimane verrò risucchiata in un vortice dal lavoro, perciò non ci sarò io a recensire; lascio il testimone a The Lady and The Band. Vi affido in ottime mani!

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MooNRiSinG

4 comments

The Lady and the Band
The Lady and the Band 23 Aprile 2016 at 15:37

Ciao!
Grande recensione come sempre 🙂
Dopo l’intensità della scorsa settimana ci voleva un po’ di respiro…emotivo, perché la suspance c’è stata eccome. Mi ha sorpreso che il “demone” di Arkadia fosse Emerson, io pensavo potesse essere Roan alla ricerca di Clarke ed invece, come hai detto tu, era proprio la personificazione dei demoni di Clarke e Bellamy (e in misura minore, Monty).
Mi è dispiaciuto molto per Sinclair: scampato alla morte per un soffio per ben due volte in questa stagione, la terza ci è rimasto ma se non altro si è sacrificato per salvare la sua figlia putativa che è sempre bello. Molto toccante il funerale congiunto con Lincoln.
La cosa che mi è piaciuta di più dell’episodio è stata la lotta di Clarke contro Emerson: per la prima volta è emersa la guerriera che c’è in lei (la Octavia che c’è in lei mi verrebbe da dire scherzando) ed è stato bello che per una volta non venisse salvata ma salvasse – veramente – lei. Premio di fiducia a Bellamy che si è fidato di lasciare a lei la soluzione fisica della situazione.
La risoluzione della questione City of Light mi incuriosisce tantissimo: mi chiedo quale coniglio tireranno fuori dal cappello questa volta. Si sa, quelli di The 100 tendono ad avere le idee “geniali” (e letali) all’ultimo.

Inutile dire che ti ringrazio dell’onore di avermi citata in calce alla recensione e ti prometto che farò del mio meglio per non lasciarmi trascinare dai feels che mi inonderanno la prossima settimana.

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Eilidh
Eilidh 23 Aprile 2016 at 16:04

Eh, ma figurati, ringrazio io te per esserti offerta!
Guarda, a me la City of Light sembrava inquietante già da quando è apparsa, ma ora sono riusciti a farla diventare un pericolo importante per tutti (Grounder e Sky People), quindi, tanto di cappello agli autori!
Clarke, finalmente, sembra essersi liberata del suo passato. C’ho visto un che di simbolico, nel far ricomparire Emerson. Poi, vedere i miei amati Cento insieme, è sempre un piacere, come lo è anche vedere Bellamy e Clarke ritornare i vecchi Bellamy e Clarke!
Non mi parlare di feels, ho visto il promo del prossimo episodio e ci sono rimasta! Mi sto mangiando le mani perché non penso proprio di riuscire a vedere l’episodio prima dell’11-12 maggio, e io voglio sapere! Dovevo mancare proprio quando c’era un promo così promettente?

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Federicuccia 23 Aprile 2016 at 18:40

a me questa stagione sta piacendo moltissimo!

tutto questo evolversi dell’ormai imminente guerra dei nostri ragazzi contro A.L.I.E…ti coinvolge. dalle prime puntate si pensava all’ennesima battaglia tra sky people e grounder, invece con l’aumentare del potere di questa diabolica intelligenza artificiale, hanno cambiato le carte in tavola.

riuscirà Raven a trovare quel codice che permetterà di sconfiggere A.L.I.E?
Monty sarà d’intralcio? perché la sua espressione non era molto convinta.
ma soprattutto, Clarke riuscirà a salvare sua madre?

P.S. Jaha può anche morire per me!

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Anonimo 23 Aprile 2016 at 19:40

Jaha e Pike devono morire malissimo dall’inizio della stagione. Sì, è stata una buona idea cambiare le carte in tavola e rendere A.L.I.E. il nemico, anche perché si è rivelata temibile, ed è riuscita, pian piano, ad acquistare molto potere. Sono proprio curiosa di vedere come si evolverà la situazione.

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